ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 5 maggio 2017

L’interregno della profezia di Fatima

La profezia di Fatima sull’ora del Mysterium Iniquitatis
                      
                      Luca Signorelli, L'anticristo cappella di San Brizio Orvieto

Sull’Evento di Fatima, molti capirono subito che significava una vera esplosione del soprannaturale in terra. E, in vista dei suoi straordinari segni e messaggio profetico, che rappresentasse la grazia di un avvertimento divino per mezzo della maternale mediazione di Maria; avvertimento estremo per tempi di grandi sciagure spirituali, determinanti quelle sociali. Era diretto alla Chiesa, istituita con vescovi, che sono i «vigilanti» attenti a ogni avvertimento per la difesa della Fede.
Il Papa è il vescovo dei vescovi e perciò il supremo vigilante sulla Fede nella Chiesa. Come doveva accogliere la Profezia data con il sigillo divino del «Miracolo del sole» di dimensioni cosmiche? Naturalmente la vera difesa è nel ricorso e successiva accoglienza di un aiuto divino. “Senza di Me niente potete”, insegna Gesù. Perciò, nel senso inverso, la vera sconfitta si avvera quando nella Chiesa s’ignorano gli aiuti divini offerti come segni profetici. A Fatima non era forse l’aiuto offerto attraverso la Madre di Dio? Si badi bene, Gesù, Capo della Chiesa, non inviò allora un semplice profeta a garantire i Suoi avvisi, ma la «Regina dei Profeti». Ecco che, mancata l’accoglienza alla profezia di Maria a Fatima, il risultato fu l’immane aumento dei problemi del mondo e della Chiesa, com’è accaduto dal 1917 al 1958, tempo dei Papi di Fatima e oggi viviamo la più grave crisi spirituale d’ogni tempo, che evoca tremendi castighi!

La causa del male è sempre l’aumento, in sconvolgente crescendo, dei peccati nelle società umane. Se in ragione di ciò accaddero i massacri delle due grandi guerre e la rivoluzione russa, come sarebbe stato in seguito? Quale disgrazia peggiore, a causa dell’esplosione dei peccati nel mondo e nella Chiesa, può un cattolico cogitare, se non la scomparsa dello stesso Papato? Non è questo il vero difensore del Dogma nella Parola divina per il bene in Terra? Ebbene, proprio esso appare oggi mortalmente reciso, invocando la lezione biblica per cui: “dove si è mancato, lì verrà la desolazione”.

Ora, qui è bene considerare, alla luce di Fatima, il fatto che, non avendo questi tre Papi, da Benedetto XV a Pio XI e pure Pio XII, dal 1917 al 1958, prestato l’attenzione dovuta al provvidenziale aiuto divino, con ciò non hanno saputo frenate la rovina pendente sulla Chiesa e sul mondo. Sì, perché l’offerta di Fatima non si presentò in termini eterei, ma con le miracolose apparizioni certificate dal Miracolo del sole, d’aspetto cosmico, «affinché tutti potessero credere», disse la Madonna. I Papi, potevano non essere interessati?
E Pio XII non vide tale Miracolo nei Giardini vaticani? Credere ma senza accogliere ed eseguire l’istanza divina è vano. E le conseguenze furono rovinose, con l’ascesa di chierici massoni e modernisti promossi ad alte cariche. Fu l’avvio della demolizione nella Chiesa, con una vera sconversione generale dal Regno di Cristo.

«Cambiare i tempi e le leggi» (Daniele, 7, 25) è, secondo i Padri, la profezia sul piano perenne dell’Anticristo riguardo alla Verità: aggiornarla alla volontà e libertà umane. Nella nostra epoca ciò si svela nei piani modernistici e massonici per «aggiornare» la Chiesa. Fatto sta che nelle questioni riguardanti la Legge e la Fede della Chiesa di Dio il tempo non cambia. Eccolo ricordato da Maria, proprio quando ordinava a Lucia di scrivere il «Terzo Segreto»: “nel tempo, una sola Fede, un solo Battesimo, una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica. Nell’eternità il Cielo!” Il contrario di ciò sarebbe proprio l’altro tempo, di falsari portatori di leggi interreligiose di libertà ecumenista. Dove erano i vigilanti dopo Pio XII per impedire tale scellerato scempio religioso?

Conseguenze religiose della mancata attenzione alla Profezia
Se, come il Papa testimonia, è nell’aiuto della Madonna che risiede la speranza di ottenere la pace nel mondo, allora, perché dal grandioso Evento di Fatima non si passò all’ascolto del suo Messaggio profetico? Quando si riconosce il Miracolo del sole, si deve riconoscere anche la sua ragion d’essere. L’Apparizione e i suoi segni si sono manifestati, l’una per portare il Messaggio e gli altri per accreditarlo con il sigillo divino. Certo, per un giudizio definitivo, il fedele si rimette alla Chiesa, infallibile in materia, perché l’autorità papale è assistita dallo Spirito Santo, ma il giudizio si limita a confermare o meno l’origine di un messaggio trascendente e se lo conferma, non può adattarlo.

Il messaggio del 13 luglio 1917 annunciava: “Per salvarle (le anime dall’Inferno), Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se loro faranno quel che Io vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace!… altrimenti …”.
Oggi molti chierici, pur “conservatori” o “tradizionalisti”, antepongono i loro piani e la loro scienza al Messaggio della Madre di Dio, negando implicitamente la possibilità di un intervento divino, come quello di Fatima, per sanare i grandi conflitti umani. Simile posizione di pensiero si evidenziò fin dall’inizio dei fatti della Cova da Iria, sotto Benedetto XV, proseguendo fino a Pio XII.
Fatima si dimostrò, allora, e continua a dimostrarsi pietra d’inciampo per quanti rifiutano il piano di pace della Madonna. Era vicino il tempo in cui i conciliari si sarebbero serviti di Fatima, non per il piano di Maria, ma per i loro piani libertari e ecumenistici.

La preghiera con l’intenzione di Maria: ultimo ricorso
In conformità a quanto detto, è chiaro che la persecuzione più grave è quella interna che, come un virus, uccide la Fede, la carità missionaria e la speranza nel trionfo salvatore della Chiesa!

La Madonna, inviata in Nome della Trinità divina, non è stata accolta, ma un altro, che sarebbe venuto nel proprio nome per predicare il suo messaggio, sarebbe stato ricevuto! (cf. Gv 5,43).
Ecco che i mali annunciati dal Messaggio – si tratta di quelli condizionati dalle attitudini dei «Papi di Fatima», rappresentano il «terzo castigo» della terza parte del «Segreto», che si sono avverati. Ciò conferma il carattere profetico del Messaggio per il nostro tempo, concernente il Papato. E proprio negli anni di confusione riguardo alla Profezia di Fatima, la Provvidenza ha indotto il Vescovo di Leiria, era la fine del 1943, a richiede a suor Lucia che redigesse la terza parte del «Segreto». La richiesta rese inquieto l’animo della Veggente, che volle dal suo vescovo un ordine per scritto. Ricevuto questo, è rimasta ancora in grave dubbio se descrivere quella visione che ora si sa era dell’eccidio del Papa con tutto il suo seguito.

È passato del tempo e solo il 4 gennaio del 1944, dopo aver ricevuto l’ordine della Madonna stessa, suor Lucia redasse quel testo. Tutto questo è descritto dalla Veggente nel libro ora pubblicato dal Carmelo di Coimbra, citato come sua biografia. Si capirà più tardi, attraverso l’intervista della Suora col Padre Fuentes, Postulatore della causa di beatificazione dei pastorelli, quanto temeva quello che sarebbe successo dopo la morte di Papa Pacelli. Un altro spirito sarebbe penetrato nella Chiesa e la censura messa sul “Terzo segreto”, che doveva essere svelato nel 1960, perché più chiaro, sarebbe la testimonianza di come tale spirito avrebbe provocato un oscuramento nella Chiesa della Tradizione. Infatti, in un momento in cui le “aperture al mondo” accentuavano il bisogno di preghiere e di esorcismi, questi venivano aboliti alla fine della Messa (1964), senza altra scusante che l’ostpolitik coi governi comunisti e con la Russia, oltre che uno scandaloso neo–ecumenismo.
Si passò, infatti, a promuovere la “nuova evangelizzazione ecumenista” col suo seguito inevitabile di la subordinazione della Legge divina alle sette secondo la nuova libertà di coscienza conciliare, causa della galoppante scristianizzazione del mondo e del degrado morale, che ormai nessuna autorità umana può frenare, perché siamo alla grande apostasia che segue l’eliminazione del Papa cattolico e l’apertura all’Anticristo (confronta II Ts 2).

L’abissale inimicizia tra lo spirito rivoluzionario e quello cristiano è descritta da Pio XII (Disc. all’ACI, 12.X.52): “Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale dell’unità nell’organismo misterioso di Cristo. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità; talvolta l’autorità senza la libertà. È un ‘nemico’ divenuto sempre più concreto, con una spregiudicatezza che lascia ancora attoniti: Cristo sì, Chiesa no. Poi: Dio sì, Cristo no. Finalmente il grido empio: Dio è morto; anzi: Dio non è mai stato. Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che Noi non esitiamo a additare come principali responsabili della minaccia che incombe sulla umanità: un’economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio. Il ‘nemico’ si è adoperato e si adopera perché Cristo sia un estraneo nelle università, nella scuola, nella famiglia, nell’amministrazione della giustizia, nell’attività legislativa, nel consesso delle nazioni, là ove si determina la pace o la guerra. Esso sta corrompendo il mondo con una stampa e con spettacoli, che uccidono il pudore nei giovani e nelle fanciulle e distruggono l’amore fra gli sposi; inculca un nazionalismo che conduce alla guerra”.
Pio XII vedeva, già allora, il processo così avanzato da ritenere vano “di andargli incontro per fermarlo e impedirgli di seminare la rovina e la morte”, ma che si dovesse “vigilare… affinché il lupo non finisca col penetrare nell’ovile per rapire e disperdere il gregge”.

Ecco che cos’era l’aggiornamento dell’ordine cristiano per l’apertura alla modernità: l’idea gnostica e massonica che il pensiero cattolico, ribadito dai Papi, rifiuta come perversa, ma che i pastori conciliari prediligono. L’aggiornamento dell’ascolto della Profezia di Fatima, vista come «profezia di sciagure» da Giovanni 23, ha rinviato un piano non solo di salvezza, ma d’armonia civile e di pace nel mondo.

Nella Chiesa si accoglieva allora un «vigilante» che riteneva l’avvertimento di sciagure, come se fosse la stessa sciagura! Voleva un’altra chiesa libera dai tabu sull’uomo decaduto col Peccato originale; un vigilante alla rovescia, che invece di chiudere ai nemici della Fede, apriva: “perché la Chiesa non ha nemici”, diceva di voler una nuova chiesa per i nuovi tempi, modellata dalle idee modernistiche e massoniche dei suoi amici. Eppure questo chierico, non solo fu ed è ritenuto autentica autorità apostolica, ma pure santo! E oggi Bergoglio apre a Scalfari e alla sua Repubblica, da sempre nemici sfegatati della vera Chiesa, ma ora amico della nuova, che può modellare a gusto.
Il pastore idolo di questa rivoluzione è additato nella frase dello scrittore Louis Veuillot: “Quando l’insolenza dell’uomo respinge ostinatamente Dio, Dio alla fine dice all’uomo: – sia fatta la tua volontà! E l’ultimo flagello si scatena: non è più la fame, la guerra, la peste… è l’uomo! E quando l’uomo è consegnato all’uomo si può capire quel che significa la Collera di Dio!” Si tratta di quell’uomo deviato che, una volta “tolto di mezzo” l’ostacolo, il katéchon che lo bloccava, è elevato “con ogni prodigio menzognero, con ogni sorta di falsità d’ingiustizia”, dallo spirito nemico, a gran maestro dell’umanità. Non siamo forse a questo flagello finale?

L’interregno della profezia di Fatima è quello del mysterium iniquitatis nel Luogo Santo, dal tempo di Giovanni 23 all’attuale di Jorge Bergoglio..
Se siamo a questo flagello finale, che cosa aspettimo per ricorrere a Nostra Signora del Messaggio di Fatima?