ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 16 maggio 2017

Minima Marialia

Per Papa Francesco Lourdes e Fatima non sarebbero magistero ecclesiale




Rivolgiamo la nostra attenzione agli ultimi eventi, alle parole espresse dal Pontefice a Fatima vedi qui, in occasione del suo pellegrinaggio per il Centenario delle Apparizioni. Non ci soffermeremo sulle polemiche, o sulle delusioni, amarezze, scaturite dalle sue parole. Molti di noi si attendevano dalle parole del Papa riferimenti alla sollecitazione urgente della conversione, a quelle parole della Vergine Maria: “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori; tante anime finiscono nell’inferno perché non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro”… O come sottolineava San Giovanni Paolo II: “Nella sua sollecitudine materna, la Santissima Vergine è venuta qui, a Fatima, per chiedere agli uomini di “non offendere più Dio, Nostro Signore, che è già molto offeso” (Omelia 13 maggio 2000).
Dalle parole del santo Padre Francesco a Fatima ci attendevamo non ciò che ci sarebbe piaciuto sentir dire…. ma di certo avremo voluto sentire parole associate a quelle della Beata Vergine Madre di Dio contro il peccato, quel peccato che “tanto offende Dio…”. 
Questo ci avrebbe aiutati, oggi, ad un più sano e approfondito discernimento della situazione peccaminosa in cui siamo avvolti (cfr Ez.3,16-21). Dalle parole di Papa Francesco invece, e da quattro anni a questa parte, appare evidente che l’unico “peccato mortale” commesso dagli uomini oggi è quello di non accogliere gli immigranti, di non concedere indulti ai carcerati, di non andare nelle periferie ad effondere gesti di tenerezza… “La dimensione tragica del messaggio di Fatima, che ruota attorno ai concetti di peccato e di castigo, è accantonata…. La Madonna aveva detto alla piccola Giacinta che le guerre non sono altro che il castigo per i peccati del mondo e che i peccati che portano più anime all’inferno sono quelli contro la purezza…”, spiega approfonditamente il prof. Roberto de Mattei qui.
Un vero padre amorevole verso i suoi figli, non tacerebbe mai di fronte al rischio della loro perdizione. Ecco che manda il Figlio, l’eletto, a salvarci, oggi ci manda la Madre, la Sua Creatura Immacolata per eccellenza affinché docilmente accogliamo il Sacrificio redentore del Suo Figlio Divino, Cristo Gesù, in una parola, affinché CI CONVERTIAMO abbandonando il peccato. Non è “apocalittica” Maria Santissima, siamo noi che ci stiamo confezionando “i castighi” di Dio (si legga anche il Diario di Santa Suor. Faustina Kowalska, qui), la condanna “se non si convertiranno” ripete con sofferenza ai Tre Pastorelli e in altre Apparizioni ufficializzate dalla Chiesa. Non serve minimizzare le parole della Madre di Dio, serve piuttosto accoglierle e mettere in pratica LA CONVERSIONE. Molto interessante è anche questo articolo di Paolo Gulisano che dice:
“…. Il beato Paolo VI, ribadì quello che era stato il messaggio dato lì, a Fatima, cinquant’anni prima, dalla Madonna: preghiera e penitenza, questo avrebbe salvato il mondo dalle tragedie e dalle catastrofi, e avrebbe portato i cuori alla conversione…”
Vediamo ora la curiosità, a nostro parere gravissima e che spiega questa nostra premessa.
Il santo Padre Francesco, nell’intervista sull’aereo di ritorno da Fatima, prima di rispondere sul caso Medjugorje, ha esordito con queste parole: «Tutte le apparizioni o le presunte apparizioni appartengono alla sfera privata, non sono parte del Magistero pubblico ordinario della Chiesa….»
Riteniamo l’affermazione gravissima per la sua ambiguità e per non aver specificato sulle Apparizioni APPROVATE delle quali ben due, Lourdes e Fatima, sono entrate eccome nel magistero pontificio mariano della Chiesa, magistero pubblico ordinario della Chiesa. Certo, tutte le Apparizioni appartengono alla sfera privata, ma quando la Chiesa le approva, il Messaggio centrale del Cielo viene fatto proprio dalla Chiesa ed inserito nel suo magistero ordinario, specialmente mariano. Se così non fosse allora bisognerebbe dire che i Discorsi tenuti dal Papa, sul contenuto delle Apparizioni di Fatima di questi due giorni, non hanno alcun valore magisteriale né ordinario, e neppure straordinarioInsomma ci troviamo davanti a delle contraddizioni “papali”.
Tanto per capirci: Lourdes contiene la conferma del dogma dell’Immacolata. Come fa a dire il Papa che questa Apparizione non è parte del Magistero della Chiesa? Fatima contiene la conferma del dogma dell’esistenza dell’Inferno, come fa il Papa a dire che questa Apparizione non è parte integrante del Magistero ordinario della Chiesa? Per non parlare del Rosario, recitato pubblicamente dai Pontefici così come richiesto dalle Apparizioni.
«Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa.…» (Benedetto XVI, Omelia 13 maggio 2010)
Intendiamoci: noi capiamo bene cosa sta dicendo il Papa e dove voglia arrivare. A lui non interessano altri contenuti delle Apparizioni quali, ad esempio, LE PROFEZIE! E’ di queste che il Papa allude, queste “profezie” non rientrano nel Magistero ecclesiale. Ma se le cose stanno così, di cosa stiamo parlando? Perché questo articolo? A cosa serve?
Parliamo del fatto che laddove è vero che “le profezie” non rientrano nel Magistero ecclesiale ordinario, è altrettanto vero che queste profezie stanno però dentro una frase chiarissima del Catechismo della Chiesa Cattolica che è Magistero ordinario della Chiesa. Essa dice testualmente al n. 675 “Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti [Cf Lc 18,8; Mt 24,12 ]. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra [Cf Lc 21,12; Gv 15,19-20 ] svelerà il “Mistero di iniquità” sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne [Cf 2Ts 2,4-12; 675 1Ts 5,2-3; 2Gv 1,7; 1Gv 2,18; 1Gv 2,22 ]…”
Certo, il Catechismo riporta passi del Nuovo Testamento, e la Vergine a Fatima non ha forse confermato questo “Mistero di iniquità” e della apostasia? Non fu forse Paolo VI a parlare del “fumo di Satana entrato nella Chiesa”? E non sta forse dicendo che la fede di molti è scossa, e che c’è una impostura religiosa in atto? Ecco perché era importante svelare da subito il Terzo Segreto di Fatima, ma non si è voluto, cliccare qui per saperne di più, e quando si è deciso di farlo si è voluto sminuirne la portata, Papa Francesco non sta facendo altro che portare avanti il minimalismo mariologico di Karl Rahner. Non è un caso se il gesuitismo moderno ha eliminato persino la propria specifica Consacrazione ai Cuori di Gesù e Maria dai loro obblighi spirituali, vedi qui.
Le Apparizioni di Fatima e Lourdes sono entrate nel Magistero ordinario della Chiesa, a dirlo è San Giovanni Paolo II: “Fatima, nel suo messaggio e nella sua benedizione, costituisce la conversione a Dio. In questo luogo si sente e si testimonia la Redenzione dell’uomo, per intercessione e con l’ausilio di Colei che con il suo piede di Vergine ha sempre schiacciato e sempre schiaccerà la testa dell’antico serpente…” (saluto a Fatima 1991). La contraddizione di Papa Francesco è palese, laddove non spiega cosa intendesse dire con le sue parole. Infatti poi ad un certo punto a riguardo delle profezie, fa una smorfia come a dire che non gli interessa e risponde: “…credo che l’allora Cardinale Ratzinger, a quel tempo Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, abbia spiegato tutto chiaramente. Grazie.”
E che cosa spiegò l’allora Prefetto Ratzinger, qui il testo integrale: “Apparizioni e segni soprannaturali punteggiano la storia, entrano nel vivo delle vicende umane e accompagnano il cammino del mondo, sorprendendo credenti e non credentiQueste manifestazioni, che non possono contraddire il contenuto della fede, devono convergere verso l’oggetto centrale dell’annuncio di Cristo… Fatima è senza dubbio la più profetica delle apparizioni moderne. La prima e la seconda parte del «segreto»… riguardano anzitutto la spaventosa visione dell’inferno, la devozione al Cuore Immacolato di Maria, la seconda guerra mondiale, e poi la previsione dei danni immani che la Russia, nella sua defezione dalla fede cristiana e nell’adesione al totalitarismo comunista, avrebbe recato all’umanità….”
E tutto questo, non è forse entrato nel Magistero ordinario della Chiesa tanto che Pio XII istituì la Memoria Liturgica del Sacro Cuore di Maria, proprio a seguito delle Apparizioni di Fatima? Ma voi pensate, infatti, che questa Festa al Cuore Immacolato di Maria, fu richiesta da San Giovanni Eudes (1601-1680) , ed anche se nel 1688 i testi furono approvati dal cardinale delegato per la Francia, Roma RISPOSE “NO” ad una Festa universale. Poi le cose cambiarono con la Festa del Sacro Cuore di Gesù del 1765, ma Roma ancora non cedeva. Fu Pio XII ad estendere il culto a tutta la Chiesa nel 1944 proprio a seguito delle insistenti richieste della Madonna di Fatima. Nel 1940, Papa Pio XII parlò per la prima volta di Fatima in un testo Pontificio ufficiale, la sua enciclica Saeculo Exeunte. Dunque, il Magistero della Chiesa ha fatto proprie le indicazioni di una Apparizione mariana e le Sue specifiche richieste.
Per Papa Francesco è preferibile “Maria che tace”, per San Giovanni Paolo II la Madre di Dio non può tacere, deve parlare!
Ascoltiamo ancora come si espresse Giovanni Paolo II nell’omelia a Fatima: “La Chiesa valuta e giudica le rivelazioni private secondo il criterio della loro conformità con tale unica Rivelazione pubblica. Se la Chiesa ha accolto il messaggio di Fatima è soprattutto perché esso contiene una verità e una chiamata, che nel loro fondamentale contenuto sono la verità e la chiamata del Vangelo stesso. “Convertitevi, (fate penitenza) e credete al Vangelo” (Mc 1,15), sono queste le prime parole del Messia rivolte all’umanità. Il messaggio di Fatima è nel suo nucleo fondamentale la chiamata alla conversione e alla penitenza, come nel Vangelo. …. La Signora del messaggio sembra leggere con una speciale perspicacia i “segni dei tempi”, i segni del nostro tempo. L’appello alla penitenza è materno e, al tempo stesso, forte e deciso. La carità che “si compiace della verità” (1Cor 13,6), sa essere schietta e decisa… Le parole del messaggio sono state rivolte a fanciulli dai 7 ai 10 anni d’età. I fanciulli, come Bernardetta di Lourdes, sono particolarmente privilegiati in queste apparizioni della Madre di Dio. Da qui il fatto che anche il suo linguaggio è semplice, a misura della loro comprensione. I bambini di Fatima sono diventati gli interlocutori della Signora del messaggio ed anche i suoi collaboratori…. Alla luce dell’amore materno comprendiamo tutto il messaggio della Signora di Fatima. Ciò che più direttamente si oppone al cammino dell’uomo verso Dio è il peccato, il perseverare nel peccato, e, infine, la negazione di Dio. La programmata cancellazione di Dio dal mondo dell’umano pensiero. Il distacco da lui di tutta la terrena attività dell’uomo. Il rifiuto di Dio da parte dell’uomo.” (13 maggio 1982).
LA CHIESA HA ACCOLTO IL MESSAGGIO DI FATIMA, e di Lourdes, CHE E’ LA CONVERSIONE A DIO, specifica il Papa canonizzato e del “Totus tuus”. E’ chiaro perciò che, il santo Padre Francesco, intendesse riferirsi alle “profezie” di cui non vuol sentire ragioni, diversamente, ogni singolo riferimento alla Apparizione di Fatima, descritte dalle parole dei Pontefici precedenti, non avrebbero alcun valore magisteriale o catechetico, e questo sarebbe sconcertante ed assurdo! E quando Papa Francesco insiste su una sua preferenza personale (così la spiega nell’intervista) a riguardo di una Madre che non parli troppo…, ecco come si esprimeva, ufficialmente, Giovanni Paolo II sempre nella stessa Omelia citata: “Può la Madre, la quale con tutta la potenza del suo amore, che nutre nello Spirito Santo, desidera la salvezza di ogni uomo, tacere su ciò che mina le basi stesse di questa salvezza? No, non lo può! Per questo, il messaggio della Signora di Fatima, così materno, è al tempo stesso così forte e deciso. Sembra severo. È come se parlasse Giovanni Battista sulle sponde del Giordano. Invita alla penitenza. Avverte. Chiama alla preghiera. Raccomanda il Rosario. Questo messaggio è rivolto ad ogni uomo. L’amore della Madre del Salvatore arriva dovunque giunge l’opera della salvezza…”
Maria non può tacere, spiega Giovanni Paolo II, a riguardo della distruzione verso cui l’uomo oggi si è votato! E spiega quale sia questa autodistruzione: l’ateismo, la negazione di Dio, il peccato! Ed ecco le parole con le quali il Papa smentisce, oggi, il suo successore: “Il contenuto dell’appello della Signora di Fatima è così profondamente radicato nel Vangelo e in tutta la Tradizione, che la Chiesa si sente impegnata da questo messaggio…” (Omelia del 13 maggio 1982).
La Chiesa è perciò IMPEGNATA A DIVULGARE il contenuto del messaggio di queste Apparizioni approvate, ed “impegnata” vuol dire far proprio il suo messaggio all’interno della sua pastorale ecclesiale, all’interno del suo Magistero ordinario. Nel Discorso tenuto ai Vescovi del Portogallo, così si esprimeva e ammoniva Giovanni Paolo II, dopo aver parlato del privilegio di avere avuto, in quella terra, l’Apparizione della Madre di Dio: “…ripeto che la Chiesa non si arroga il diritto di imporre a nessuno la sua dottrina; ma ha il diritto-dovere di proporla, con umiltà e con amore…. posso dire che, se noi Vescovi proporremo con chiarezza la via della Chiesa, chi, per preconcetto disprezzerà tale proposta può peccare, ma la nostra coscienza non ci rimprovererà di niente. Se, al contrario, per stanchezza o timore, rispetto umano o incertezza delle proprie convinzioni, tralasceremo di esporre quello che sappiamo essere la verità, chi per questa causa rimane nell’ignoranza del Vangelo e di Cristo, forse non pecca, ma noi non saremo senza colpa… (cfr.Ez.3,16-21)” (Discorso del 13.5.1982)
E così chiedeva con accorato appello il Papa ai bambini: “Cari bambini e bambine, vedo tanti di voi con addosso vestiti simili a quelli usati da Francesco e Giacinta. Vi stanno molto bene! Il guaio è che, questa sera o forse domani, toglierete questi abiti e… i pastorelli spariranno. Non vi pare che non dovrebbero scomparire?! La Madonna ha bisogno di tutti voi per consolare Gesù, triste per i torti che gli si fanno; ha bisogno delle vostre preghiere e dei vostri sacrifici per i peccatori…. (Omelia 13 maggio 2000).
Concludendo: noi comprendiamo bene che il santo Padre Francesco intendesse dire che “le profezie” di segno apocalittico, non rientrano nel Magistero ecclesiale ordinario… diversamente, lo abbiamo provato, le sue parole sarebbero in netta contraddizione con il Magistero stesso della Chiesa precedente, e questo non vogliamo pensarlo lontanamente….!
Tuttavia rattrista e preoccupa quel minimalismo mariano di stampo rahneriano verso il quale il Papa sembra tendereSembra quasi che il Papa abbia come voluto “tranquillizzare” i suoi amici pentecostali e protestanti a riguardo di una mariologia di cui sono molto allergici! Infatti laddove è utile porsi delle domande: perché Dio si è fatto Uomo, perché è finito sulla Croce, non poteva salvarci in modo diverso e meno cruento? Sono altrettanto importanti ed ecclesiali le domande a riguardo di certe Apparizioni: perché la Madre di Dio sta apparendo? Che cosa stiamo combinando di così grave da sollecitare questi interventi materni? Perché la Madre di Dio chiede a dei bambini se vogliono accogliere la sofferenza “che Dio manderà…” (teologia della Croce, della sofferenza, negata dai pentecostali e da tutti i protestanti), preannunciando ad essi una morte prematura, se la risposta non fosse importante per l’umanità e per la stessa missione della Chiesa?
In definitiva, se Papa Francesco si è recato “Pellegrino a Fatima” per il Centenario delle Apparizioni, come a fa a dire che queste non rientrano nel Magistero ordinario ecclesiale? Dobbiamo forse sospettare che egli voglia ribaltare anche le parole della Vergine a Fatima e il suo contenuto, creando un magistero ex-novo che escluda “le profezie” e presenti un messaggio esclusivamente di pace, senza alcuna necessità di conversione al Cristo Gesù, all’abbandono dei peccati “che lo offendono“..?
Ma la Madre di Dio, a Fatima, non fa distinzione tra Apparizione e Profezia…. Ella è Profeta!!! Essa dice chiaramente: “Avete visto l’inferno dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione del mio Cuore immacolato. Se si farà ciò che vi dirò, molte anime si salveranno e si otterrà la pace….”


è chiaro: la pace non è semplicemente un lavoro artigianale come ama ripetere, poeticamente, Papa Francesco, E’ LA CONVERSIONE A CRISTO, la riparazione ai Cuori Sacratissimi “tanto offesi”, abbandonare ogni forma di peccato e l’obbedienza, specialmente della Chiesa, alle richieste di Sua MadreSe non si farà quanto la Vergine Santa ha chiesto, NON avremo alcuna paceE questo è Magistero ordinario ecclesiale! Ma di tutto ciò, il Papa a Fatima, non ne ha voluto parlare! Maria ci spinge ad accogliere la sfida di Gesù: «Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli» (Mt 18,3). Ci avverte duramente: «Non entrerete in Paradiso, non avrete la vera Pace… andrete all’Inferno»! Non ci lascia alternativa… non abbiamo alternative se non ci convertiremo, la Chiesa stessa non ha altre alternative, il Vangelo è uno solo!
https://cooperatores-veritatis.org/2017/05/16/per-papa-francesco-lourdes-e-fatima-non-sarebbero-magistero-ecclesiale/
Foto AbacaPress 

Dopo aver letto l'articolo di Antonio Socci sulla vicenda delle dichiarazioni di Bergoglio su Medjugorje (http://www.antoniosocci.com/la-demolizione-medjugorje/#more-5934), ecco quello che penso.

Una Chiesa seria non dovrebbe consentire una deleteria confusione di questo genere su una questione che coinvolge milioni e milioni di persone. Per giunta, una confusione prodotta durante un viaggio in aereo di ritorno da un viaggio a Fatima, dove - chi ha serena e retta coscienza - può rilevare come sia stato del tutto ignorato il cuore del messaggio della Santa Vergine Maria: la conversione dei peccatori e la riparazione dei peccati. 

Una Chiesa seria, se sa, dovrebbe dire la verità sulle apparizioni di Medjugorje, tutta la verità, senza infingimenti e nelle modalità con cui la Chiesa ha sempre parlato di questi avvenimenti. Preservando la forma, che è anche sostanza delle cose. Se la Chiesa volesse ancora tacere, taccia, ma lo faccia in maniera solenne, non come se fosse in un salotto tra amici.
Una Chiesa seria, la Chiesa di Cristo, non può essere governata dalle esternazioni private di Bergoglio, che su questo e su tutto il resto non hanno alcun valore. 
Lo dico con rispetto ai cardinali e ai vescovi: voi avete il dovere d'intervenire su questo punto (quello delle esternazioni private di Bergoglio), perchè altrimenti vi assumete una grande responsabilità: quella di lasciare il gregge totalmente smarrito.


Medjugorje - Danilo Quinto - 15 maggio 2017

http://daniloquinto.tumblr.com/post/160702789868/medjugorje-danilo-quinto-15-maggio-2017

Intrigo Medjugorje

Il Papa rivela il rapporto-Ruini, ma i dubbi sulle “apparizioni che non hanno tanto valore” restano


Matteo Matzuzzi
Foto AbacaPress 

Roma. Sono passati quasi due anni da quando il Papa, conversando con i giornalisti al ritorno dal viaggio a Sarajevo, prometteva risposte in tempi brevi su Medjugorje. Dopotutto, le conclusioni del “rapporto-Ruini”, cioè della commissione incaricata da Benedetto XVI di studiare le presunte apparizioni mariane nella località della Bosnia-Erzegovina, erano sul tavolo di Francesco da tempo, dalla “fine del ’13 o inizio del ’14”, ha ricordato lo stesso Pontefice. A quell’annuncio, però, non sono seguiti i fatti. Solo silenzio, anche...

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Francesco e Medjugorje

    Volo papale, di ritorno da Fatima. Seduto in fondo, le ginocchia quasi in bocca, riesco a malapena a prendere appunti.
Il papa parla di Medjuogorje. Ascoltiamolo.
«È stata fatta una commissione presieduta dal cardinale Ruini. L’ha fatta Benedetto XVI. Io, alla fine del 2013 o all’inizio del 2014, ho ricevuto dal cardinale Ruini il risultato. Una commissione di bravi teologi, vescovi, cardinali. Bravi, bravi, bravi. Il rapporto Ruini è molto, molto buono. […]. Principalmente si devono distinguere tre cose. Sulle prime apparizioni, quando [i veggenti] erano ragazzi, il rapporto più o meno dice che si deve continuare a investigare. Circa le presunte apparizioni attuali, il rapporto ha i suoi dubbi. Io personalmente sono più cattivo: io preferisco la Madonna madre, nostra madre, e non la Madonna capo ufficio telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio a tale ora. Questa non è la mamma di Gesù. E queste presunte apparizioni non hanno tanto valore. E questo lo dico come opinione personale. Ma chi pensa che la Madonna dica: “Venite che domani alla tale ora dirò un messaggio a quel veggente”, no! [Nel rapporto Ruini si] distinguono le due apparizioni. E, terzo, il nocciolo vero e proprio del rapporto Ruini: il fatto spirituale, il fatto pastorale, gente che va lì e si converte, gente che incontra Dio, che cambia vita. Per questo non c’è una bacchetta magica, e questo fatto spirituale, pastorale, non si può negare. Adesso, per vedere le cose con tutti questi dati, con le risposte che mi hanno inviato i teologi, si è nominato questo vescovo [l’arcivescovo polacco monsignor Henryk Hoser, ndr], bravo, bravo, bravo, perché ha esperienza, per vedere la parte pastorale come va. E alla fine si dirà qualche parola».
Prendere appunti con le ginocchia in bocca non è entusiasmante, specie dopo una faticosa giornata di lavoro. Dunque la lucidità è quella che è. Però, appena il papa finisce di parlare, penso a tutte le persone che vogliono bene alla Madonna di Medjugorje, a tutte quelle che si recano là in pellegrinaggio per pregare, per chiedere grazie. Come si sentiranno, adesso, dopo che Francesco ha espresso la sua opinione? È la mia opinione personale, dice lui. Sì, ma è quella del papa, non di un fedele qualunque!
C’è una parola che papa Bergoglio usa spesso, ed è tenerezza. Ecco: non mi sembra che in questo caso abbia dimostrato tenerezza verso i fedeli che credono nella Madonna di Medjugorje. È chiaro che lui non ci crede, ma forse, per rispetto verso la spiritualità di tante persone, avrebbe potuto dirlo diversamente. Invece è stato duro, quasi sarcastico. Perché?
Ma entriamo nel merito. Secondo Francesco, la Madonna non può lanciare un messaggio ogni giorno, alla stessa ora, per così tanto tempo, per anni e anni. Però non spiega il motivo di questa impossibilità. Ma non è proprio lui, papa Francesco, a dire sempre che il nostro Dio è il Dio delle sorprese e che non dobbiamo ingabbiarlo dentro le nostre categorie mentali? Perché questa storia dei messaggi quotidiani non potrebbe essere una delle sorprese di Dio? Che cosa vieta alla Madonna, se lo vuole, se lo ritiene necessario, di apparire ogni giorno, per tanti anni?
Francesco dice: io preferisco la Madonna madre, non la Madonna a capo di un ufficio telegrafico. Ebbene: non può essere che la Madonna abbia ritenuto di intervenire tante volte, con tanta puntualità, proprio in quanto madre?
Il papa farebbe bene a essere duro se la Madonna dicesse cose assurde, incompatibili con la fede cristiana. Ma siccome dice cose sensate, inattaccabili sul piano dei contenuti, perché stroncarla? Solo perché interviene spesso? Eppure Francesco, che cita spesso l’esempio delle mamme e delle nonne, dovrebbe sapere che quando una mamma è preoccupata per i figli non si fa tanti problemi: anche se è lontana, se occorre, telefona ogni giorno, anche più volte al giorno, anche per anni e anni, e non si stanca mai.
E veniamo all’attenzione pastorale. Francesco è il primo a dire che a Medjugorje i frutti sono buoni. Domanda: questa bontà dei frutti non gli fa venire in mente che forse quelle apparizioni non sono da liquidare tanto facilmente? Come fa Dio a consentire che nascano frutti buoni da un albero se quell’albero non è connotato da autenticità e verità?
E poi: Francesco dice che bisognerà occuparsi della cura dei fedeli, ed è giusto. Ma come si può intraprendere serenamente un lavoro di affiancamento spirituale e di cura pastorale dopo che il papa, il papa in persona, ha stroncato il fenomeno da cui tutto nasce? La cura pastorale potrà anche essere eccellente, ma di fatto, con il suo intervento,  il papa ha compromesso tutto. O no?
Il papa è ovviamente liberissimo di pensarla come vuole, e nessuno mette in dubbio che le sue convinzioni siano il frutto di serie riflessioni. Tuttavia mi chiedo: un padre, tenero e sollecito verso i figli, non dovrebbe porsi il problema delle conseguenze delle sue parole, e anche del tono delle sue parole, sull’anima dei figli?
Ripeto: perché quel tono sarcastico, che non ammette repliche? Perché quella durezza? Eppure Francesco, quando si tratta di coloro che sono lontani dalla Chiesa e dalla fede, sa essere molto premuroso e affettuoso. Quando si tratta di esprimere vicinanza al non credente, quando si tratta di trovare attenuanti, è davvero molto tenero e sollecito. Invece, in questo caso, eccolo con un volto diverso.
Mentre scendo dall’aereo, con le gambe anchilosate, queste domande mi frullano nella mente e nel cuore.
Arrivo trafelato in redazione. Devo fare i servizi per l’edizione della notte e del mattino del telegiornale. Accendo il computer e nella posta elettronica trovo la mail di un amico teologo. Scrive: «Caro Aldo, sul tema della Madonna “postina” il papa ha fatto dell’ironia sciocca. Il problema dell’autenticità delle apparizioni mariane non è quello di controllare quante volte Ella appare o di stabilire un numero chiuso o massimo di apparizioni, al di là del quale la Madonna non deve apparire o le apparizioni non sono autentiche.  Ella è liberissima di fare come crede e, se lo ritiene utile per noi, di apparire anche tutti i giorni. Bisogna piuttosto controllare il valore dottrinale dei messaggi. Ora è notorio che i messaggi di Medjugorje sono tutti perfettamente ortodossi. Il papa non legge tutti i giorni la Parola di Dio sul suo breviario? E che cosa fa la Madonna, se non trasmetterci la Parola di Dio? Ma ringraziamo il cielo che Ella parla tutti i giorni e approfittiamo dei suoi messaggi!».
Dunque le mie domande non sono solo mie. E non sono nate dal fatto che, mentre il papa parlava, ero proprio scomodo oltre che stanco morto.
Continuo a pensarci. Magari mi sfugge qualcosa.
Aldo Maria Valli

Medjugorie, il dossier segreto: "Ecco la verità sulle apparizioni"

I risultati della commissione voluta da Benedetto XVI: vere le prime sette apparizioni della Madonna, dubbi sui successivi messaggi di Medjugorie


Su Medjugorie la Chiesa ha lavorato, analizzato, cercato di capire. Lo aveva chiesto Papa Benedetto XVI nel 2010 al cardinale Camillo Ruini, cui aveva affidato la guida di una commissione apposita con il compito di stabilire se le apparizioni mariane siano reali oppure no.
Dopo le parole di Papa Francesco, che al suo ritorno da Fatima ha detto di non fidarsi di una Madonna capo ufficio telegrafico, oggi La Stampa pubblica i risultati di quella commissione speciale formata, oltre che da Ruini, dai cardinali Tomko, Puljic, Bozanic, Heranc e Amato. Con loro anche 11 laici, tra esperti e teologi. La commissione si è riunita 17 volte, ha votato ed è andata a Medjugorie una volta per una visita. Inoltre, ha analizzato tutti i documenti presenti nella parrocchia della Bosnia e i report dei servizi segreti della ex Jugoslavia.
Ebbene, i risultati sono stati in qualche modo anticipati dallo stesso Papa: le apparizioni (almeno 7) dal 24 giugno al 31 luglio 1981 sono da considerarsi veritiere, ci sono molti dubbi invece su quanto accaduto dal 1981 fino ad oggi. La commissione ha decretato che i veggenti fossero "psichicamente normali" ai tempi delle prime 7 apparizioni e che non ci fu alcun influsso esterno da parte della parrocchia o di altri soggetti. E non ci sarebbe stata alcuna interferenza demoniaca. In seguito, invece, avrebbero pesato non poco le lotte tra la parrocchia di Medjugorie e il vescovo. Non solo. A rendere scettici i membri della commissione è stato il fatto che i messaggi di Maria negli ultimi tempi tendono ad essere sempre più ripetitivi. Infine, i veggenti avevano detto che le apparizioni sarebbero finite ad un certo momento e invece continuano ad accadere.
Per questo la Commissione ha deciso di votare in due momenti. La prima volta ha preso in considerazione solo le prime sette apparizioni, decretandole veritiere. Poi si è concentrata sulla seconda fase, quella relativa agli ultimi anni di messaggi mariani. Come scrive Tornielli, sulla seconda fase "la commissione ha votato in due tempi. Una prima volta prendendo in considerazione i frutti spirituali di Medjugorje ma lasciando da parte il comportamento dei veggenti. Qui 3 membri e 3 esperti affermano esserci effetti positivi, 4 membri e 3 esperti effetti misti in prevalenza positivi e altri 3 membri effetti misti, positivi e negativi". Ma quando i commissari hanno analizzato contemporaneamente il comportamento dei veggenti e i frutti spirituali delle presunte apparizioni dal 1981 ad oggi, "8 membri e 4 esperti ritengono che non ci si possa esprimere, mentre altri due membri hanno votato contro la soprannaturalità".
Di certo negare la forza spirituale del luogo in Bosnia-Erzegovina è davvero difficile e i fedeli potrebbero risentirne. Per questo la commissione ha scritto nel suo rapporto che il Papa dovrebbe togliere il divieto ai pellegrinaggi organizzati (hanno votato a favore 13 tra membri ed esperti su 14 presenti) e la maggioranza dei commissari ha votato affinché la parrocchia venga trasformata in santuario pontificio. "Una decisione - spiega La Stampa - dettata da motivi pastorali (a cura dei milioni di pellegrini che arrivano, evitare che si formino «chiese parallele», chiarezza sulle questioni economiche) che non implicherebbe il riconoscimento della soprannaturalità delle apparizioni".
Il problema, se di problema si può parlare, è che la Congregazione per la dottrina della fede guidata dal cardinale Gerhard Müller non crede che i risultati della commissione guidata da Camillo Ruini siano da prendere come un pacchetto chiuso. E infatti nel 2016 si è svolta una Feria IV della Congregazione per discutere di Medjugorie. Il Papa, per evitare di creare ulteriori dissensi all'interno di una già martoriata Chiesa, ha deciso che tutti i pareri della Fiera e della Commissione fossero inviati direttamente a lui. Che ha inviato l’arcivescovo polacco Henryk Hoser come inviato speciale in Bosnia e attende entro l'estate di quest'anno un parere dettagliato. Su cui poi fonderà la scelta finale su Medjugorie.

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