ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 12 maggio 2017

Proprio anticristiano


Santi gay? Il problema sono gli atti non la tendenza

Il consulente del Vaticano Martin "spara": "Ci potrebbero essere santi gay in Paradiso". Che fare? Niente di eclatante: Il problema sono gli «atti», non la «tendenza». Anche gli eterosessuali devono astenersi da atti al di fuori del matrimonio. Lo stesso San Pier Damiani denunciava che anche nella Chiesa si era insinuato il vizio.

Le sorprese da un po’ di tempo a questa parte arrivano, chissà perché, dai gesuiti. Già papa Francesco, gesuita, ci ha abituati a uno stile diciamo così pop, con, ogni tanto, qualche affermazione a braccio che lì per lì può apparire sconcertante (e magari anche dopo). Poi il generale, addirittura, dei gesuiti, che ha affermato di non potersi conoscere le esatte parole di Gesù perché a quel tempo non c’erano i registratori. Ora arriva il terzo, James Martin, consulente della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. E’ in carica da appena un mese e già ci comunica, via Facebook, quanto segue: «Una certa parte dell’umanità è gay. Anche una certa parte dei santi poteva esserlo. Potresti essere sorpreso quando in Paradiso verrai salutato da uomini e donne Lgbt».

La pagina del Giornale.it in cui è comparsa questa notizia è stata subissata di commenti negativi, alcuni con minaccia di togliere l’8xmille alla Chiesa. L’anno scorso padre Martin ha ricevuto un premio dall’associazione New Way Ministry, che «sostiene lesbiche, gay, bisessuali e trans cattolici». Martin, a quanto pare, auspica che la Chiesa abbracci il «dono speciale» dell’omosessualità e, al tempo della polemica negli Usa sull’uso delle toilettes, si era detto a favore della liberalizzazione dei bagni. Infatti, permane il dilemma dei trans: quale ritirata usare, quella degli uomini o quella delle donne? Come ricorderete, noi in Italia fummo antesignani della querelle, al tempo in cui Vladimiro Guadagno, cioè Wladimir Luxuria, era deputato e alla Camera sollevò la questione dei wc (chissà come è stata risolta…).
Ora, a parte le sempre più numerose uscite clericali a favore dei «ponti» da gettare sul guado che separa la Chiesa dalla comunità Lgbt, la dottrina indefettibile – di sempre, si badi - distingue tra «tendenza» e «atti». Alla prima, tutta l’accoglienza e la carità che si vuole, ma i secondi sono inaccettabili perché «disordinati». Uffa, ma quante volte dovremo dirlo, su queste colonne? Va bene, non si usa più il linguaggio duro del «peccato contronatura» che «grida vendetta al cospetto di Dio»: la sensibilità odierna l’ha reso obsoleto (ma anche l’arroganza sempre crescente dei militanti Lgbt, che dell’intimidazione hanno fatto un’arte). Tuttavia, il tema è antico come la Chiesa, tanto che proprio un santo, san Pier Damiani, indirizzò fin dal 1049 il suo Liber Gomorrhianus direttamente al papa Leone IX, lamentando che anche nella Chiesa si era insinuato il «vizio».
E, visto che il tema sollevato da padre Martin sono i santi, si tenga presente che Pier Damiani (che Dante mise nel settimo cielo) non è uno qualsiasi ma è stato proclamato Dottore della Chiesa da Leone XII nel 1828. Detto questo, veniamo all’argomento. Per quanto mi riguarda, non sarei affatto «sorpreso» di trovare omosessuali in Paradiso.
Perché no? Il problema sono gli «atti», non la «tendenza». Anche gli eterosessuali devono astenersi da «atti» al di fuori del matrimonio. E ci sono eterosessuali che non si sposano. Molti sono i santi canonizzati che erano laici non sposati. Sono santi perché si sono astenuti da atti che la Chiesa vietava (e vieta). Ci potrebbero essere santi che sono stati canonizzati, a furor di popolo (fino al Rinascimento) o dopo regolare processo canonico (dopo la rivolta luterana), pur essendo omosessuali?
Senza dubbio, ed è così ovvio che non è neanche il caso di dirlo. Vale per i gay e vale anche per le lesbiche. Va detto, tuttavia, che un santo trans sarà molto difficile trovarlo, sia perché in epoche passate l’operazione chirurgica era impensabile, sia per la serietà dei santi: un santo maschio che amava vestirsi da donna non si è mai visto. E’ vero, santa Giovanna d’Arco si vestiva da uomo, ma era per esigenze belliche, e il suo caso è stato sviscerato in parecchi processi canonici. Perciò, nulla vieta che alcuni santi riconosciuti avessero tendenze omo. Come dice il papa, se uno cerca sinceramente Dio, chi sono io per giudicare? 


Vostra Eccellenza,

Le scrivo preoccupato per ciò che ho letto in alcune testate, riguardo l’iniziativa di svariate diocesi di tenere nelle parrocchie delle veglie ideologicamente schierate. Se ne parla in questi articoli (qui e qui).
Ora, se siamo giunti a questo punto è perché ci siamo messi a parlare il linguaggio del mondo, e usando i suoi slogan abbiamo perso di vista Cristo e la Sua Parola di Vita. Non Le sto a ripetere che la Chiesa distingue tra gli atti omosessuali e la persona omosessuale etc. Lei queste cose le conosce meglio di me, essendo uomo di fede. Il problema che Le segnalo non è questo, ma il fatto che ormai molti uomini di Chiesa sono schierati con la varie ideologie del mondo, e adottano certe “iniziative” con il solo scopo di evitare di dispiacere al mondo, il quale è ormai del tutto anticristiano. Non “post-cristiano” o “scristianizzato”: proprio anticristiano, odia Cristo e la Parola di Dio, e vuole che anche noi ci vergogniamo di Gesù e della Salvezza da Lui operata (la porta stretta del Vangelo).

Lei è persona intelligente, e comprende che non è il messaggio cristiano ad essere “omofobo” (qualunque significato abbia questo termine spauracchio che si usa per condannare gli avversari ideologici), e che la Chiesa non accetta la violenza su chiunque, e quindi figuriamoci la violenza sugli omosessuali. Ma il mondo ci odia, e vuole farci vergognare di Gesù e farci “aggiornare” il Vangelo – questo può sperimentarlo chiunque apra un giornale qualsiasi in un giorno qualsiasi. L’iniziativa di veglie anti omofobia dentro le parrocchie ha un doppio significato ideologico:
- molti uomini di Chiesa seguono le ideologie del mondo;
- qualunque rifiuto verso le ideologie del mondo è “inaccettabile”;
il primo punto è a Lei più chiaro di me, vedendo certe situazioni dall’interno. Il secondo invece è una trappola nella quale ci siamo cacciati. Già per come è stata posta la questione dai giornali: in pratica, se qualcuno si rifiutasse di sostenere queste carnevalate ideologiche (che sono solo la bandierina della vittoria del mondo anticristiano) presterebbe il fianco all’accusa di essere a favore dell’omofobia e quindi della violenza etc.; viceversa se accettasse tali iniziative il messaggio che passa (non solo sui giornali, ma in ogni persona che voglia trovare un senso in queste cose) è “la Chiesa apre all’omosessualità”, e quindi tradisce il Vangelo di Gesù Cristo.

Ora, Lei sa meglio di me che è già il modo di porre la questione che è radicalmente erroneo: la Chiesa si oppone ad ogni for ma di violenza, e al contempo condanna gli atti omosessuali ma non la persona che li compie. Impostata in questo modo la faccenda si evita di cadere nelle maglie dell’ideologia radicale di sinistra e si resta al contempo fedeli a Cristo, senza vergognarci del Suo Vangelo.

Io non intendo chiederLe nulla, Le segnalo solo il disagio mio e di molte altre persone per queste iniziative che lanciano un messaggio radicalmente anticristiano, e ci mettono nell’incapacità di esporre la dottrina di Cristo. Per favore, non cada in questa trappola: il giudizio è già nei termini del discorso, e alla fine il Giudizio più importante è quello che Gesù Cristo ha di noi: se ci vergogniamo di Lui, anch’Egli si vergognerà di noi.

In fede,
Riccardo Zenobi
http://www.campariedemaistre.com/2017/05/lettera-un-vescovo.html