ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 6 maggio 2017

Quel Cuore immacolato

Il Santo Eremo
In questo tempo di grandi tribolazioni, abbiamo un grande privilegio: possiamo vivere in quel Santo Eremo che è il Giardino del Cuore Immacolato di Maria, attorniato dal profumo di tanti Santi e Beati, in attesa che la purificazione dei cuori, che Dio porterà a compimento, porti al mondo un periodo di Pace, in cui rifiorirà l’Unità della Chiesa.
Con queste ispirate parole, un’anonima lettrice ci svela un segreto di importanza vitale in quest’epoca di prova e smarrimento. Esiste un luogo benedetto in cui possiamo stabilirci subito, soprattutto se ci sembra di non farcela più o di non avere più risorse. È un rifugio inattaccabile in cui regna una pace inalterabile, un eremo interiore che non ci separa fisicamente dal mondo in cui la volontà di Dio ci ha posto né dalle persone affidate alle nostre cure, ma che ci permette di abitare spiritualmente nel giardino di una Regina amabile e gentile, alla Sua presenza indescrivibilmente soave e in compagnia di tanti nobili dame e cavalieri. Là si è inebriati dal profumo di virtù sublimi e ricreati dalle acque cristalline della vita divina, nutriti dei saporosi frutti di luminose dottrine e rinfrancati dalla brezza rugiadosa dell’Eden. Là si può sicuramente incontrare il Re che passeggia, deliziandosi, nel Suo possedimento prediletto, in cui non è penetrato neanche il più piccolo germe di mala erba né mai alcuna bestia nociva.
Quel Cuore immacolato, che fa un tutt’uno con quello del Redentore, è la sorgente vivificante di tutte le grazie. In esso non si può certo perdere di vista il Primogenito della nuova creazione, che grazie all’assenso di quel Cuore è stato concepito e dal suo sangue nutrito per nove mesi. Dal grembo sigillato di Lei è uscito per risplendere quale Luce del mondo ottenebrato, così come da un sepolcro sigillato è risorto quale principio di eterna Vita per dare inizio al mondo rinnovato. Noi tutti, in Lui, siamo figli di Dio, realmente e non per metafora – non semplicemente Sue creature, ma esseri partecipi per grazia della Sua stessa vita grazie all’incorporazione all’Unigenito per natura. Colei che Lo ha messo al mondo nella carne ha rigenerato noi nello spirito; la Madre di Dio, proprio in quanto tale, è Madre della Chiesa. La Sua funzione materna nei nostri confronti non oscura affatto quella del Padre celeste, anzi ad essa rinvia e ad essa dirige: nessuna maternità può sussistere da sola né separarsi dalla realtà che l’ha innescata.
Ogni madre ha il compito inderogabile di designare il padre al suo bambino, che solo riferendosi a lui può assumere pienamente la propria identità sessuata. Tanti disturbi di orientamento affettivo, al giorno d’oggi, sono dovuti alla carenza di questa imprescindibile funzione materna, impedita da rapporti conflittuali tra i genitori, dall’assenza di un padre estromesso o, ancora più sovente, da una sua presenza insignificante per immaturità o da un ruolo preponderante della madre. Gli esempi di errori e distorsioni, in questo campo, purtroppo non mancano. La nostra Madre spirituale, invece, essendo tutta relativa al Figlio, è in pari tempo perfettamente unita al Padre dall’azione incessante dello Spirito Santo, di cui è ricettacolo perfetto e senza macchia. La Vergine Maria vive tutta nella Trinità ed è perciò l’archetipo, l’incarnazione e il totale compimento della Chiesa. Nella santa Messa, in ginocchio sul primo gradino dell’altare, Ella continua a offrire il Frutto delle Sue viscere e ad offrirsi con Lui in un’unica oblazione.
Questa associazione di una creatura all’atto redentore (compiuto da una Persona divina incarnata come soggetto principale, ma non unico) si è inserita in esso nel momento stesso del suo compiersi e, proprio per questo, ha reso possibile la nostra partecipazione successiva. Dio ha voluto che la Donna prendesse parte all’opera salvifica secondo una dinamica tipicamente materna, seppure per analogia. La Sua parte, come nella generazione fisica, non sarebbe stata possibile senza l’intervento del Salvatore, ma, pur essendo subordinata ad esso, è stata necessaria per la realizzazione del processo. Ora anche noi, rinati dalla Croce, possiamo associarci al Sacrificio per appropriarci dei suoi frutti e offrirci a nostra volta al Padre così da essere ammessi nella vita trinitaria, incessante e ineffabile circolazione d’amore. Solo dopo che il sacerdote ha offerto in riparazione dei peccati la Vittima pura, santa e immacolata, assumendoci nell’oblazione e rendendo così a Dio l’onore che Gli è dovuto, possiamo pronunciare in verità la preghiera dei figli, che il Signore stesso ci ha insegnato: Pater noster, qui es in cœlis…
È la preghiera che ci rimette in piedi davanti a Dio come creature rinate, rivestite di dignità regale e chiamate al Paradiso. È l’anticipo della nostra risurrezione, con la quale parteciperemo – se avremo perseverato sino alla fine nella fede e nella carità – a quella del nostro Primogenito, che con la propria immolazione ci ha riaperto la via dell’eternità. Tutto questo si è realizzato in modo perfetto ed esemplare nell’Eden spirituale degli ultimi tempi… giardino chiuso, ma più vasto dei cieli per aver accolto il Creatore e Redentore e, in Lui, tutti i rigenerati; fontana sigillata ai pensieri dei mortali, ma fluente all’infinito di grazie e di carismi per chi è stato illuminato. Chi ha bisogno di aiuto, lo chieda a Lei; chi cerca guida, si affidi a Lei; chi aspira alla santità, si immerga in Lei. Il nostro privilegio è veramente immenso, purché ci adoperiamo alacremente a purificare il nostro cuore da tutto ciò che lo rende indegno di dimorare in quel Giardino.

In operosa attesa, fervente di preghiera e carità fattiva, aspettiamo che Dio porti a compimento i Suoi disegni sull’umanità e realizzi la purificazione dei cuori, che sarà dolorosa per chi recalcitra o vi si oppone, ma motivo di consolazione per chi vi acconsente e collabora. È questo l’unico possibile fondamento della pace fra gli uomini, ma anche la condizione perché tutti i cristiani ritrovino l’unità e facciano brillare senza veli il mistero d’amore che fa di loro una cosa sola. Tali obiettivi sono irraggiungibili ai soli sforzi umani, che sia a livello politico o ecumenico: soltanto l’intervento divino può ottenerli, per intercessione della Madre della Chiesa e Regina dell’Universo. A noi compete unicamente cooperare come Lei; l’efficacia del nostro impegno sarà proporzionale all’umiltà e all’abnegazione, mediante un’appartenenza sempre più completa e profonda alla Madonna. Ogni più piccolo gesto buono, compiuto con Lei e offerto per le Sue mani, può farci progredire in questa mistica unione e contribuire alla salvezza del mondo.


http://lascuredielia.blogspot.it/2017/05/il-santo-eremo-in-questo-tempo-digrandi.html 

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