ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 7 luglio 2017

“Un apostolo non può essere un ingenuo”?


IL VESCOVO MARIO DELPINI HA INSABBIATO L’ABUSO DI DON MAURO GALLI ? IL MURO DI OMERTA’ SI STA FORSE SGRETOLANDO ?…..così scriveva circa dieci giorni fa Rete Abuso Lombardia…..e oggi monsignor Delpini è stato nominato Arcivescovo di Milano

MILANO – Un’altra svolta nel caso del processo che vede imputato don Mauro Galli per presunto abuso sessuale ai danni di un minore nel dicembre 2011.
Non è più solo don Carlo Mantegazzaparroco di Rozzano ad aver denunciato alle autorità che il Vescovo Mario Delpini era a conoscenza dei fatti già dal Natale 2011, ovvero pochi giorni dopo il presunto abuso, ora anche il suo coadiutore don Alberto Rivolta, vicario della Comunità Pastorale di Rozzano pare abbia riferito a Mons. Mario Delfini e Mons. Pierantonio Tremolada la gravità della situazione nei giorni immediatamente successivi al presunto abuso di Don Mauro Galli nei confronti di un ragazzino che frequentava assiduamente l’oratorio di S.Ambrogio, sembra infatti che avesse avvisato direttamente e più volte MONS. MARIO DELPINI chiedendogli con insistenza e determinazione di provvedere affinchè il ragazzino non venisse più in contatto con il Don Galli.

Non solo quindi il parroco don Carlo Mantegazza, che probabilmente ora diventerà un eroe per essere stato il primo ad avere il coraggio di denunciare il proprio vescovo (mons Delpini), o meglio ad aver denunciato di aver informato tempestivamente e con precisione il suo superiore, ma sembra che fossero in diversi all’interno della curia a sapere, tra sacerdoti ed alti prelati.
E quali decisioni furono prese da MONS. DELPINI? Don Mauro Galli fu sì allontanato da Rozzano in tempi molto brevi, ma non fu preso nessun provvedimento (non iniziò nessuna Indagine Previa come previsto dal Diritto Canonico!) e la successiva destinazione verso Legnano prevedeva altresì l’incarico pastorale ANCORA CON MINORI: ben 4 oratori! tutto l’oltresempione.
Ora la patata bollente passa inevitabilmente a Roma, proprio in questi giorni il Santo Padre Papa Francesco annuncerà il successore del Cardinale Angelo Scola e, fino a qualche giorno fa, le indiscrezioni pubblicate su diverse testate giornalistiche davano Mons. Mario Delpini come il favorito, sarà curioso vedere quali decisioni prenderà la Santa Sede nei confronti del Vescovo.
Interessante la coincidenza che proprio alcuni giorni fa Papa Francesco ha fatto l’identikit del “buon prete”:
“Il buon prete sa denunciare con nomi e cognomi” e ancora: “La capacità di denunciare. Un apostolo non può essere un ingenuo
Forse finalmente anche all’interno del clero il muro di gomma e di omertà inizia a vacillare grazie a semplici sacerdoti come quelli della periferia di Milano che non riescono più a far tacere la propria coscienza e mettendo in gioco il proprio futuro (saranno trasferiti anche loro?) hanno il coraggio di denunciare questi vescovi che continuano a coprire il comportamento orrendo e criminale di altri sacerdoti impuniti che abusano sessualmente di bambini indifesi, macchiandosi loro stessi del perpetrarsi di tali crimini.
Speriamo che anche in Italia, come a Boston, questi primi timidi segnali possano essere solo l’inizio di un processo di profondo e sincero rinnovamento, allontanando tutti quei personaggi odiosi dai vertici della chiesa stessa, che fanno male alla chiesa e sono di scandalo per i fedeli.
Ci si attende ora un’azione ferma e chiara dal Santo Padre, alla luce dei fatti sarebbe viceversa oltremodo scandaloso ed inaccettabile che venissero promossi personaggi come il Vicario generale di Milano Mario Delpini o ancora peggio, venire a scoprire che anche Roma sapeva e non ha preso provvedimenti.
Nell’attesa di conoscere i provvedimenti che il Santo Padre riserverà a mons. Mario Delpini, continuiamo a seguire il caso con estrema attenzione.
L’Ufficio di Presidenza di Rete Abuso Lombardia, 24 giugno 2017delpini-300x200delpini
https://benedettoxviblog.wordpress.com/2017/07/07/il-vescovo-mario-delpini-ha-insabbiato-labuso-di-don-mauro-galli-il-muro-di-omerta-si-sta-forse-sgretolando-cosi-scriveva-circa-dieci-giorni-fa-rete-abuso-lombardia-e-ogg/
Ora è ufficiale: Mario Delpini è il nuovo arcivescovo di Milano


Il sessantaseienne vicario generale della diocesi ambrosiana succede al cardinale Angelo Scola. Una scelta di continuità







Roma. Alle 12 di oggi il cardinale Angelo Scola, in curia a Milano, ha confermato quanto ormai si sussurrava da settimane: il Papa ha deciso di nominare nuovo arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini, vescovo ausiliare della diocesi ambrosiana e attuale vicario generale. Delpini, 66 anni il prossimo 29 luglio, entrerà in carica a settembre così da iniziare il nuovo anno pastorale – come richiesto più volte dallo stesso arcivescovo uscente, contrario a proroghe e deciso a non prolungare la fase di attesa e di incertezza per il successore. Una scelta, quella di Delpini, che si può definire di continuità, visto che fu nominato vicario generale proprio da Scola, nonostante la sua nomina ad ausiliare risalga al 2007, in piena èra Tettamanzi. Nato a Gallarate, ordinato sacerdote dal cardinale Giovanni Colombo nel 1975, è stato per dodici anni docente presso il Seminario minore diocesano. Nel 1989, il cardinale Carlo Maria Martini lo nominò rettore del Seminario di Venegono Inferiore e dal 1993 al 2000 ne fu anche docente. Vescovo dal profilo pastorale, non sono note sue prese di posizione sui grandi temi che hanno dominato il dibattito interno ed esterno alla chiesa, ragione per cui Delpini è difficilmente inquadrabile in qualche corrente.

Alla fine, il Pontefice ha deciso per una soluzione interna, nonostante da più parti si paventasse l’arrivo a Milano del “Papa straniero”, vuoi una personalità curiale, vuoi un vescovo da fuori (sia da un’altra diocesi lombarda sia da altre regioni).
È una nomina che va di pari passo a quella di Roma, dove un mese fa Francesco ha puntato su mons. Angelo De Donatis, responsabile per la formazione del Clero, vescovo ausiliare e anch’egli molto vicino ai sacerdoti romani.

Termina così, dopo sei anni, l’esperienza di Scola sulla cattedra milanese. Fu Benedetto XVI a trasferirlo da Venezia, una mossa inusuale ma che fu decisa dal Papa oggi emerito in persona. Scola si trasferirà a Imberido, nel lecchese, in una piccola canonica di recente restaurata e ha già fatto sapere di volersi mettere a disposizione del parroco locale per le confessioni e la celebrazione delle messe. Tempo ne avrà anche per tornare allo studio, sua grande passione.





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