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giovedì 10 maggio 2018

La crisi sincronica

Vecchio e nuovo modernismo: le radici della crisi nella Chiesa. Giornata di studi il 23 giugno a Roma

Il 23 giugno si svolgerà a Roma una giornata di studi internazionale sul tema Vecchio e nuovo modernismo: le radici della crisi nella Chiesa. Diane Montagna ha presentato il convegno con un’intervista al prof. Roberto de Mattei pubblicata su Life Site News del 4 maggio che riportiamo:
Qual è lo scopo ed il fine della giornata di studio che si terrà a Roma il 23 giugno?
La giornata di studi del 23 giugno vuole essere un contributo per comprendere meglio la natura della crisi nella Chiesa e, sulla base di questa analisi, individuare i rimedi più efficaci per superarla. Il pontificato di papa Francesco ha portato alla luce questa crisi, in tutta la sua drammatica evidenza. Ma il processo di autodemolizione della Chiesa era già stato denunciato da Paolo VI fin dal 1968, dopo la contestazione alla Humanae Vitae.

E oggi gli eredi di quella contestazione occupano le massime cariche nella Chiesa. Gli autori della Correctio filialis hanno individuato una serie di errori ed eresie propagate da papa Francesco. Ma nessuno di loro pensa, io credo, che papa Francesco sia l’unico responsabile della situazione di confusione dottrinale e pastorale in cui è immersa oggi la Chiesa. Immaginiamo che papa Francesco, per un qualsiasi motivo, esca da un giorno all’altro dalla scena e sia eletto un nuovo Pontefice. Tutto tornerebbe a posto? No di certo.
La crisi ha una dimensione sincronica, che è la sua diffusione in tutto il corpo della Chiesa, dai vertici alla base, comprendendo intere conferenze episcopali. Ma ha anche una dimensione diacronica, che la rende un processo nel tempo.  Papa Francesco è il prodotto storico di questo processo.
Perché il titolo “Vecchio e nuovo Modernismo”?
Il termine modernismo fu coniato da san Pio X per definire un complesso di errori teologici, filosofici, esegetici, nati sotto il pontificato del suo predecessore Leone XIII. Nel 1907 Pio X fulminò il modernismo con l’enciclica Pascendi e il decreto Lamentabili. Dopo questa condanna e i provvedimenti disciplinari che ad essa seguirono, il modernismo sembrò scomparire, ma riemerse negli anni Trenta del XX secolo e penetrò in ogni ambito della Chiesa soprattutto dopo la morte di Pio XII.
Il modernismo subiva l’influenza del protestantesimo liberale ed era una sintesi di errori antichi, quali lo gnosticismo, il pelagianesimo, e l’arianesimo. Il neo-modernismo recupera del modernismo antico soprattutto il primato della prassi, ed è divenuto una filosofia di vita e di azione pastorale, prima ancora che una scuola dottrinale.
Quali sono i punti che la giornata affronterà ed esplorerà più in profondità?
I relatori affronteranno le radici epistemologiche, teologiche e filosofiche della crisi religiosa del nostro tempo. Parleremo del modernismo, della nouvelle théologie, del Concilio Vaticano II e delle sue conseguenze e, naturalmente del pontificato di papa Francesco, ma senza concentraci su quest’ultimo punto.
Sarà interessante discutere anche sull’ipotesi teologica e canonica del Papa eretico. Ma è chiaro che non è possibile esaurire in una giornata temi così vasti e complessi. Ci limiteremo dunque ad offrire degli spunti, nella speranza che altri studiosi li approfondiscano e soprattutto che vescovi e cardinali ne tengano conto.
Ci saranno vescovi o cardinali che parteciperanno o parleranno alla conferenza?
Saremo lieti della presenza al nostro convegno di qualche cardinale o vescovo, ma la nostra non è un’iniziativa ecclesiastica. Credo che sia necessario distinguere il ruolo dei pastori, che è quello di insegnare e di guidare il gregge disorientato, da quello dei teologi e dei filosofi, che hanno il compito di fornire a chi governala Chiesa gli elementi per meglio svolgere il loro dovere pastorale.
Chi sono gli oratori previsti?
Mi permetta su questo punto la discrezione, fino a quando il programma non sarà completato. Posso dirle che parteciperanno studiosi di diversa nazionalità, che insegnano, o hanno insegnato, in istituzioni pubbliche e private, civili ed ecclesiastiche in Italia e all’estero. La maggior parte di essi, ma non tutti, ha firmato la Correctio filialis.
Come sarà strutturata la conferenza e come si registreranno coloro che vorranno partecipare?
Il convegno, che durerà dalle 9 di mattina alle 18 di pomeriggio, sarà strutturato in una serie di relazioni, alcuni più ampie ed altre più brevi, seguite da discussione. E’ prevista anche una tavola rotonda a conclusione dei lavori. Ogni relatore parlerà nella propria lingua, ma contiamo di tradurre, distribuire ai presenti e poi pubblicare tutti gli interventi.
Per partecipare al convegno sarà necessario iscriversi attraverso i moduli che diffonderemo su Internet. Raccomandiamo di farlo presto, perché i posti sono limitati e l’entrata non sarà libera.
Che cosa spera di ottenere?
Vogliamo innanzitutto fare il nostro dovere, che è quello di non tacere, ma di testimoniare la fede della Chiesa e di denunciare gli errori che ad essa si oppongono, individuandone i responsabili. Non saremo certo noi a salvare la Chiesa. Ma senza l’impegno militante di ognuno, secondo il proprio ruolo e le proprie capacità, non ci sarà quell’intervento della Grazia divina che è l’unico mezzo per risolvere la situazione.
La nostra giornata di studi fa seguito ad altri convegni, appelli, dichiarazioni, iniziative, ciascuna delle quali ha contribuito a un clima di rinnovata fedeltà alla Chiesa e di ferma opposizione al processo di auto-dissoluzione che la aggredisce. La Correctio filialis e il convegno del 23 giugno costituiscono una espressione della vitalità del Corpo Mistico di Cristo, e alimentano la nostra speranza soprannaturale in una prossima rinascita della Chiesa.
Una settimana internazionale a Roma in difesa della vita
(di Veronica Rusconi) La metà di maggio vedrà una settimana internazionale a Roma in difesa della Vita. Il 17 maggio si aprirà alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum), il IV Rome Life Forum promosso da Voice of the Family, una coalizione che raccoglie le principali associazioni pro-life di tutto il mondo.
Oltre cento saranno i leader pro-life che discuteranno per due giorni all’Angelicum sul tema Vera e falsa coscienza. Ma la novità quest’anno è che l’incontro sarà aperto al pubblico e vedrà la partecipazione di tutti coloro che sono interessati alle importanti tematiche che saranno dibattute.
Dopo la Santa Messa e la registrazione dei partecipanti, il convegno sarà aperto alle ore 10 dal Rettore dell’Angelicum, padre Michal Paluch. Nella mattinata interverranno quindi il teologo domenicano padre Thomas Crean, la prof.ssa Isobel Camp, docente all’Angelicum, e il presidente della Society for the Protection of the Unborn Children, John Smeaton.
Nel pomeriggio parleranno don Linus Clovis (Family Life International New Zealand) e S. E. Mons. Athanasius Schneider che parlerà sul tema: La chiesa militante: una verità dimenticata. La mattina del 18 maggio i lavori inizieranno alle ore 9,30 con la relazione del prof. Roberto de Mattei a cui seguiranno Matthew McKusker (Voice of the Family) e il professore belga Stéphane Mercier.
Nel pomeriggio, alle ore 15,30, mons. Livio Melina interverrà su La coscienza con riferimento all’eredità del compianto cardinale Caffarra, e S. Em.za il cardinale Raymond Leo Burke concluderà il convegno con una relazione su: Ristabilire tutte le cose in Cristo. Un’altra novità importante di quest’anno è che ci sarà una traduzione simultanea che permetterà di seguire gli interventi svolgi nelle diverse lingue. È importante però iscriversi attraverso il sito a questo link.
La sera del 18 maggio, alle ore 20, si svolgerà presso la Chiesa di S. Maria in Campitelli, nell’omonima piazza, una solenne adorazione eucaristica alla presenza di alcuni Cardinali e Vescovi, sacerdoti e di tanti fedeli convinti che ai piedi di Nostro Signore Gesù Cristo si devono trovare le forze per combattere quella battaglia in difesa della vita che secondo quanto Suor Lucia rivelò al Cardinale Caffarra, è la fase decisiva della guerra in corso tra i devoti della Madonna e i fautori della cultura della morte. La promessa della Madonna, secondo cui il Suo Cuore Immacolato trionferà, spinge i difensori della vita ad unire tutte le loro forze.
Sabato mattina si svolgerà al DNB House Hotel (Via Cavour), dalle ore 9,30 alle ore 13, un convegno promosso dal Comitato Verità e Vita sul tema 50 anni dopo la profetica Humanae Vitae. 40 anni dopo la mortifera legge 194, con la partecipazione di Marisa Orecchia, Luca Pingani, Claudia Navarini, Francesca Romana Poleggi, Giuseppe Noia, Cinzia Baccaglini, e Angelo Francesco Filardo.
Una Santa Messa sarà anche celebrata alle ore 12 nella basilica di San Vitale (via Nazionale).
Alle 14,30 si aprirà l’evento clou della settimana: l’VIII edizione della Marcia per la Vita, il più importante evento pro-life italiano, che è diventato anche l’occasione di un appuntamento per i difensori della vita di tutto il mondo. Quest’anno la Marcia ricorderà il 40° anniversario della legge 194 che il 22 maggio 1978 ha introdotto in Italia l’omicidio di massa causando quasi 6 milioni di vittime.
Ma sarà ricordata anche l’uccisione del piccolo Alfie Evans avvenuta il 28 aprile scorso ad opera del personale dell’ospedale di Liverpool, con l’avallo dei tribunali inglesi e della Corte europea dei diritti dell’uomo e anche grazie al silenzio o addirittura in qualche caso alla giustificazione dell’uccisione da parte di membri delle gerarchie ecclesiastiche del Regno Unito.
La Marcia per la Vita partirà da piazza della Repubblica (piazza Esedra) e percorrendo via Cavour arriverà a piazza Madonna di Loreto (piazza Venezia), dove si svolgerà la parte conclusiva della manifestazione dedicata alle testimonianze. Gli organizzatori hanno annunciato delle importanti sorprese a questo proposito.
Come ogni anno, la Marcia che è apolitica, esclude la presenza di simboli di partito, ma lascia aperta la partecipazione a qualsiasi cittadino di buona volontà. Saranno presenti parrocchie, associazioni e anche amministratori locali nella loro veste istituzionale.
Domenica pomeriggio la neo-costituita JAHLF (John Paul II Academy for Human Life and the Family) terrà a porte chiuse la sua prima assemblea. Lunedì 21 si svolgerà un convegno dell’Accademia aperto al pubblico sul tema Human Life, the Family and the Splendor of Truth: Gifts of God. I lavori saranno aperti alle ore 9,30 da S. E. mons. Luigi Negri, sul tema Humanae Vitae e Veritatis Splendor: un’istruzione imperativa per la Chiesa e il mondo odierno. Durante la giornata si alterneranno vari relatori tra cui il filosofo austriaco, Josef Seifert, il direttore di LifeSiteNews, John-Henry Westen, il prof. Gerard van den Aardweg, il dott. Ettore Gotti Tedeschi, già presidente dello Ior, il prof. Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto, Mercedes Arzù Wilson e la prof.ssa Doyen Nguyen, docente all’Angelicum. Ci saranno anche una serie di testimonianze di coppie provenienti da diversi paesi del mondo.
La JAHLF, presieduta dal prof. Josef Seifert, è stata promossa da alcuni ex membri della Pontificia Accademia per la Vita preoccupati per la direzione che questo organismo ha preso sotto la Presidenza dell’arcivescovo Paglia. Tra i membri, Christine de Marcellus Vollmer, Philippe Schepens, Mercedes Arzù Wilson, Thomas Ward e molti altri. Per informazioni e iscrizioni: info@jahlf.org).
Una settimana esplosiva insomma, che vedrà la convergenza di tutti coloro che hanno a cuore la causa della vita, superando quei personalismi, gelosie e risentimenti che purtroppo ancora dividono il mondo pro-life italiano. (Veronica Rusconi)