ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 28 maggio 2018

L'eresia diventa cardinale

Concistoro all inclusive

Il Papa spariglia le carte e crea cardinali anche personalità “distanti”. Si notano le assenze


Foto LaPresse
Il vegliardo cardinale che in Quaresima diceva di dubitare su un concistoro entro giugno è stato smentito dal Papa, segno che Francesco fa quel che vuole e poco di quel che vuole fare dice in giro. E però la voce circolava da parecchio, qualche monsignorino pure s’esercitava col toto-cardinale, andando a cercare “in periferia” i nomi più improbabili, visto il trend seguito da Bergoglio. Chiamo il vegliardo cardinale: “Eminenza, ha visto?”. “Cosa, i cileni?”. “No, i nuovi cardinali. Lei dubitava”. “Sono persone stimatissime, eccellenti sotto ogni punto di vista”. Al che domando se li conosca tutti, il che mi pare difficile, considerando che nella lista ci sono vescovi presi dal Madagascar, dal Giappone e dalla Bolivia. E infatti avevo ragione. “A me piace che il primo in lista sia un Patriarca orientale. Poi mi piace che ci sia il bravissimo professore Ladaria. E mi piace che non ci siano personaggi che temevo di vedere”. Chiedo i nomi, ma il cardinale fa muro. “Guardi, è un concistoro diverso dai precedenti, direi più inclusivo. Il Santo Padre ha sparigliato le carte, facendo entrare nel Collegio anche uomini che non sono poi così vicini alla sua sensibilità, pur essendo naturalmente persone più che degne”. Capendo la mia successiva domanda sugli esclusi di lusso, l’interlocutore m’anticipa: “L’arcivescovo di Milano è rimasto fuori esclusivamente perché il predecessore è ancora elettore, non si vadano a cercare altre ragioni. Piuttosto restano fuori ancora i due americani (Chaput e Gomez) che Francesco proprio non vede. Chissà se un domani saranno imporporati pure loro”.

di La Gran Sottana
https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2018/05/27/news/concistoro-all-inclusive-196679/


L'eresia diventa cardinale

Il seguace di Rahner Walter Kasper in perfetta sintonia e in linea col suo maestro e con Heidegger opera la perfetta inversione tra Verità e Carità e traghetta la teologia al protestantesimo. 17esima lezione del Prof. Giovanni Zenone Ph.D. sul libro La nuova Chiesa di Karl Rahner di Stefano Fontana.
https://www.lavocedidoncamillo.com/2018/05/leresia-diventa-cardinale.html

Città del Vaticano non è più uno stato cattolico?

Al Padiglione Vaticano della Biennale, dieci cappelle commissionate a dieci diversi architetti sono ispirate, per precisa indicazione del committente, a una vecchia cappella luterana
Padiglione Vaticano Biennale Architettrura (foto Asplund Pavilion, Map Studio)

“Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi” (Luca 6, 26). Tutti dicono bene del Padiglione Vaticano alla Biennale Architettura. E potrei chiudere qui. Ma a espiazione dei miei peccati mi impegno in qualche dettaglio. Le dieci cappelle commissionate a dieci diversi studi di architettura sono tutte ispirate, per precisa indicazione del committente, a una vecchia cappella luterana svedese. Domande: Città del Vaticano non è più uno stato cattolico? Perché chiedere agli architetti di ispirarsi a un’eresia, per giunta morente? E se, metti caso, uno di loro avesse desiderato ispirarsi a una cappella cattolica, gli sarebbe stato impedito? In verità gli architetti coinvolti sono andati ben oltre il luteranesimo, approdando al panteismo più turistico e mainstream. Il Padiglione Vaticano piace agli architetti, agli studenti di architettura, ai giornalisti culturali, ai frequentatori di biennali perché merita gli aggettivi che si leggono in giro: “Sublime”, “Celestiale”, “Incantevole”. Avesse meritato l’aggettivo “Cristiano”, avesse mostrato il Dio-Uomo anziché il dio-luce, il dio-acqua, il dio-paesaggio, sarebbe piaciuto molto meno. Alcune cappelle piacciono perfino a me: dopo la Biennale si potrebbero riciclare nelle aree di sosta lungo le autostrade (si guardi ad esempio quella firmata da Sean Godsell, viene voglia di organizzarci un barbecue).