ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 6 giugno 2018

I tanti motivi, assai seri

"I Pastori peccano mortalmente se abbandonano gli uomini nella lotta contro Satana": L'esorcista Giacobbe Elia, Il Segreto di Fatima e la visione dell'Inferno


Il 13 luglio 1917 costituisce il cuore della rivelazione di Fatima. La Santa Vergine, dopo aver detto ai tre bambini di volere la loro preghiera nella forma del rosario « per ottenere la pace del mondo e la fine della guerra », li invita a sacrificarsi per i peccatori e squarcia la terra per mostrare loro l’inferno, dove precipita chi preferisce se stesso a Dio.

Viene immediata una prima considerazione: mentre gli uomini di Chiesa, a iniziare da molti vescovi, hanno paura di parlare dell’inferno, quasi fosse uno scandalo, una realtà da bisbigliare in ambienti chiusi frequentati da vecchi maleducati, la Madre di Dio lo mostra agli occhi della carne di tre bambini timorosi e ingenui.


La visione dura un attimo, ma è così terribile che Lucia confesserà che è solo grazie alla promessa di portarli in Cielo, con la quale nella prima apparizione li ha prevenuti la Donna vestita di sole, che loro non muoiono di spavento. Ma a padre Agostino Fuentes (26 dicembre 1957) confiderà anche i frutti di quella visione: « L'altra cosa che ha santificato i miei cugini fu la visione dell’inferno ». San Francesco d’Assisi fu, come ogni santo (1), un vero riformatore della Chiesa. Egli diede queste ispirate e precise disposizioni ai suoi frati chiamati alla predicazione: « Le loro parole siano ponderate e caste e a utilità ed edificazione del popolo, annunciando ai fedeli i vizi e le virtù, la pena e la gloria [cioè l’inferno e il paradiso] con brevità di discorso, poiché il Signore disse sulla terra parole brevi» (2).

Ogni cristiano avveduto tiene, infatti, fisso lo sguardo sulle realtà ultime (la morte, il giudizio, l’inferno e il paradiso); ultime perché dopo non ce ne saranno altre (3). Paul Claudel (1868-1955), il poeta e l’apprezzato diplomatico francese, che ebbe la fortuna di entrare in contatto con Paesi e culture diversi, scrisse al redentorista Luigi Becqué: « C’è pure una cosa che mi turba profondamente ed è che i sacerdoti non parlano più dell’inferno. Lo si passa pudicamente sotto silenzio. Si sottintende che tutti andranno in Cielo senza alcuno sforzo, senza alcuna convinzione precisa. “Iddio non chiede tanto”. Non dubitano nemmeno che l’inferno stia alla base del cristianesimo, che fu questo pericolo a strappare la Seconda Persona alla Trinità, che la metà del Vangelo ne è piena [...]. Mi pare che se io fossi predicatore e salissi in cattedra, proverei in primo luogo il bisogno di avvertire il gregge inerte dello spaventoso pericolo che sta correndo. Non si tratta di minacce; si tratta di implorazione. Il timore di Dio è principio della sapienza. E solo il timore dell’inferno fornisce la forza necessaria per sottrarci al mondo. I sacerdoti della vecchia generazione capivano questo meglio dei nuovi » (4).

La caduta di tensione escatologica ha riflessi anzitutto nell’ascesi, quindi nella predicazione e nella lotta che impegna la Chiesa (e lei sola!) contro il diavolo fino alla consumazione dei secoli. Soltanto alla Chiesa, infatti, Cristo, il Figlio (5) unigenito e onnipotente di Dio, ha dato l’ordine e il potere di cacciare i demoni (6), disattendendo il quale ella consegna gli uomini alla perversione dell’idolatria e ai maghi, sacerdoti di un dio falso e crudele, secondo l’attestazione stessa della Scrittura: « Gli dèi delle nazioni sono demoni » (cfr. Sai 96,5).

La Vergine ha mostrato l’inferno ai piccoli veggenti per ricordare alla Chiesa il suo dovere di opporsi oggi, come in passato, alla fallace pretesa umana di potersi salvare con le proprie forze, stimolando negli uomini la continua memoria del loro implacabile nemico e del loro misericordiosissimo Signore. Ci piaccia o no, fino all’ultimo respiro siamo noi la preda contesa e il campo di battaglia, dove Cristo e Satana si affrontano per averci. Ma è la nostra libertà l’arbitro di questa lotta titanica, è la nostra libertà a consegnarci all’uno o all’altro contendente.
« Lo scandalo dell’universo - ammoniva Georges Bernanos - non è la sofferenza, ma la libertà ».

I pastori della Chiesa peccano perciò mortalmente se abbandonano gli uomini nella loro lotta contro Satana. Qualunque giustificazione un pastore invoca alla sua negligenza maschera di fronte agli uomini il suo tradimento di Dio, perché lasciando solo nel suo impotente dolore chi è tormentato da Satana lo consegna alla disperazione, rivelandosi così crudele verso gli uomini e ingrato verso Dio.

Dio ha mandato a noi la Donna vestita di sole con trepidazione perché ci sostenesse nella battaglia contro il Male, ma ha condizionato il suo aiuto alla nostra libera e fattiva accettazione e collaborazione.


È suor Lucia a dirlo espressamente a padre Agostino Fuentes (26 dicembre 1957), che come postulatore della causa di beatificazione di Francesco e Giacinta ha raccolto e vagliato ogni sua testimonianza e confidenza:

« Padre, la Santissima Vergine non mi ha detto esplicitamente che siamo giunti alla fine dei tempi, ma ci sono tre ragioni che mi spingono a crederlo. La prima ragione è che ella ha detto che il diavolo è in procinto di ingaggiare una battaglia decisiva contro la Vergine. E una battaglia decisiva, è uno scontro finale, da cui una parte uscirà vittoriosa e l’altra sconfitta. Dobbiamo scegliere sin da ora da che parte stare, se con Dio o con il diavolo. Non c’è altra possibilità. La seconda ragione è che ella ha detto ai miei cugini e a me, che Dio aveva deciso di dare al mondo gli ultimi due rimedi contro il male, che sono il Santo Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Questi sono gli ultimi due rimedi possibili, il che significa che non ce ne saranno altri. La terza ragione è che, nei piani della Divina Provvidenza, quando Dio è costretto a punire il mondo, prima di farlo cerca di correggerlo con tutti gli altri rimedi possibili ».

« Ora, quando vede che il mondo non presta alcuna attenzione ai suoi messaggi, allora, come diciamo nel nostro imperfetto linguaggio, egli ci offre “con un certo timore” l’ultima possibilità di salvezza, l’intervento della Sua Santissima Madre. Lo fa “con un certo timore” perché, se anche quest’ultima risorsa non avrà successo, non potremo più sperare in nessun tipo di perdono dal Cielo, perché ci siamo macchiati di quello che il Vangelo chiama un peccato contro lo Spirito Santo. Non dimentichiamo che Gesù Cristo è un Figlio molto buono e non ci permetterà di offendere e disprezzare la Sua Santissima Madre ».


È tristissimo che molti sacerdoti e fedeli, dimenticando di essere costituiti custodi del Mistero, preferiscano impegnarsi come « profeti » in battaglie politiche e rivoluzionarie, sempre ricorrenti, conformandosi di volta in volta alle mode ideologiche più in voga, senza nutrire alcun interesse sincero per Dio, per gli uomini e per la propria sorte eterna.

« Conosco teologi - ha scritto con amarezza il filosofo Maurice Clavel - che, per farsi un nome tra i giornalisti (i quali intervistano solo chi demolisce, e non chi costruisce), eliminano un articolo del Credo per ogni anno anniversario. Così, leggendoli, si arriva alla conclusione che è Gesù Cristo la vera causa di tutti gli errori, il vero ostacolo ad una teologia “adulta” ». Clavel non nasconde il suo disappunto e li sferza con sdegno: « Per paura di essere gli ultimi cristiani, siete diventati gli ultimi marxisti, gli ultimi freudiani, gli ultimi razionalisti, gli ultimi massoni! » (7).

L’impressionante visione dell’inferno non costituisce soltanto la prima parte del messaggio, di cui la Santa Vergine è latrice, ma anche la chiave di lettura dell’intero segreto. Il nucleo del Terzo Segreto riguarda, con certezza, precisamente l’inferno, Satana e il nostro destino eterno, come suor Lucia ha spiegato a padre Agostino Fuentes (26.12.1957):

« L’altra cosa che ha santificato i miei cugini fu la visione dell’inferno. È per questo, Padre, che la mia missione non è quella di indicare al mondo il castigo materiale che certamente lo attende, se non si converte per tempo alla preghiera e alla penitenza. No! La mia missione è di ricordare a ciascuno di noi il pericolo di perdere le nostre anime immortali, se ci ostineremo nel peccato ».

Che cosa rappresenta, infatti, la grande città semidistrutta, attraversata dal « vescovo vestito di bianco che avanza avvilito pregando », se non la buia città degli uomini che hanno ucciso Dio?

Note:

(1) Non gli eretici e gli scismatici, non i contestatori velenosi, ma i santi sono i veri riformatori della Chiesa! I santi, ciascuno con il proprio carisma, hanno alleviato le pene degli uomini e acceso la speranza della felicità eterna. Pensiamo ai martiri, ai confessori, agli educatori, ai santi della carità, a Benedetto, Bernardo, Bruno di Colonia, Domenico, Tommaso d’Aquino, Caterina da Siena, Teresa d’Avila, Giovanni della Croce, Ignazio di Loyola, Francesco Saverio, Paolo Miki, Filippo Neri, Vincenzo de’ Paoli, Alfonso, Paolo della Croce, Marco d’Aviano, Giovanni Bosco, Cottolengo, Orione, Pio da Pietrelcina, Teresa di Calcutta, padre Candido Amantini (di cui è in corso la causa di beatificazione e del quale sono stato, per grazia di Dio, discepolo e testimone della santità della sua vita)...
(2) Regola Bollata (1223), 9, 5-6.
(3) Le « cose ultime » nella dottrina cattolica sono dette « Novissimi », da alcuni erroneamente confusi con gli ultimi tempi. La disciplina che li studia è l’escatologia.
(4) P. Claudel, Processo al buon cristiano, (a cura di) G. Demoulin, Ancora, Milano 1962, p. 194.
(5) Nella storia delle religioni solo Gesù osa rivolgersi familiarmente e naturalmente a Dio chiamandolo « Padre ». Uno dei più grandi biblisti, il tedesco Joachim Jeremias, ha scritto: « Che Gesù abbia osato fare un simile passo, ecco qualcosa di radicalmente inaudito. Sempre si è rivolto a Dio come un bambino con suo padre: con la stessa semplicità e tenerezza ».
(6) Significativo il racconto di Luca in At 19,13-20: « Alcuni esorcisti ambulanti giudei si provarono a invocare anch’essi il nome del Signore Gesù sopra quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: “Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo predica”. Facevano questo sette figli di un certo Sceva, un sommo sacerdote giudeo. Ma lo spirito cattivo rispose loro: “Conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete?”. E l’uomo che aveva lo spirito cattivo, slanciatosi su di loro, li afferrò e li trattò con tale violenza che essi fuggirono da quella casa nudi e coperti di ferite. Il fatto fu risaputo da tutti i Giudei e dai Greci che abitavano a Efeso e tutti furono presi da timore e si magnificava il nome del Signore Gesù. Molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano a confessare in pubblico le loro pratiche magiche e un numero considerevole di persone che avevano esercitato le arti magiche portavano i propri libri e li bruciavano alla vista di tutti. Ne fu calcolato il valore complessivo e trovarono che era di cinquantamila dramme d’argento. Così la parola del Signore cresceva e si rafforzava ». Cfr. anche Mc 16,17; Mt 10,8.
(7) Maurice Clavel, in Vittorio Messori, La sfida della fede. Storia e cronaca in una prospettiva cristiana, Sugarco Edizioni, Milano 2008, p. 76.

Tratto da:
Padre G. Elia, Il Segreto di Fatima. Salvati da una profezia, Sugarco, Milano 2011, pp. 212-216
Tempi di Maria

"La terza schiera dei dannati è formata dai Sacerdoti Giuda": terrificante visione dell'Inferno avuta da Pierina Gilli, veggente di Montichiari-Fontanelle



Giorno 31 - Ricevetti dai mostri colpi fortissimi alla schiena e alla testa, mi parve impossibile sopportarli più oltre e credei di morire. Alle ore 14 mi apparve la Beata e mi disse: «Di [i'] alla tua Madre che venga qui con quattro suore per la recita del S. Rosario dalle ore 21, alle ore 21 e 30». Domandai quali Suore? La Beata mi fece il nome delle quattro suore della casa e poi continuò: «Tu dovrai provare un grande spavento; poi tutto sparirà; verrò io nuovamente e tutto sarà finito».

Verso le ore 18 incominciai a soffrire terribilmente. Mi apparve la solita mostruosa figura che mi diede un forte pugno allo stomaco. Fui presa dal vomito, gli ascaridi mi salivano alla gola e parevano mi soffocassero. Gli ascaridi né [sic] emisi dalla bocca 11. Alle ore 22 fui distesa in terra per terminare la penitenza. Incominciai allora una spaventosa lotta, con tre orribili demoni che continuamente mi insidiavano, mi spaventavano, mi battevano duramente in tutte le parti del corpo, le lividure erano visibili a tutte. Non sapevo più dove mi trovassi, invocavo aiuto, cercavo sostegno e scampo presso le due Suore che mi assistevano. Ora saltavo nel letto, ora mi gettavo in terra, trascinandomi dietro le Suore per sfuggire agli assalti dei demoni che volevano portarmi via.

Questa lotta orribilmente continuò interrottamente fino alle ore 12 e 30.

Ebbi allora un momento di tregua. Chiusi gli occhi, quando li apersi, attratta da insoliti rumori, vidi una moltitudine di demoni che mi si avvicinavano, minacciosi con l'intento di portarmi via.

Sembravano contenti, soddisfatti per la battaglia sostenuta. Presa da un grande spavento abbracciai la Suora e mi trascinai nel letto presso la R.da Madre invocando aiuto e protezione. Rimasi come priva di sensi.

D'un tratto mi sentii trasportata in un recinto estesissimo, che sembrava non avesse confini e mi si presentò una visione spaventosa...

Oh! Dio[,] esclamai, che s'avanza[?], quale spavento... è l'inferno...Mi sentii priva di forza, senza sostegno. Innanzi a me era un lampeggiare immenso di fiamme. Sentivo l'odore nauseante e fetido dello zolfo e un calore vivissimo, che per quanto fossi lontana dal fuoco, sembrava mi soffocasse.

Invocai il Signore e la Madonna SSma. Non reggevo più, mi sentivo piegare su me stessa. Vidi in quell'immenso recinto, immense turbe di demoni, tutti avevano le ali, anche quelli che mi avevano tormentati, mentre prima li avevo visti senza. In mezzo alle fiamme vidi le anime dannate, quasi trasparenti così che si potevano benissimo distinguere le loro vesti e i loro volti.

Le anime dannate si dividevano come in tre schiere diverse che prendevano somiglianze dai tre demoni che mi avevano tormentato nell'ultimo periodo di sofferenza.

Una voce, non sò quale voce, mi spiegò le diverse categorie di dannati:
[«]Ecco l'inferno[»,] mi disse: [«]La prima schiera è formata dalle anime religiose che hanno tradito la loro vocazione e sono dannate perché non si sono convertite. La seconda è formata dalle anime religiose morte in peccato mortale.
Tra queste anime dannate vidi quel demonio che mi aveva più lungamente e duramente fatto soffrire. Osservai pure una religiosa, vestita in nero, spaventosamente deforme, immersa in un mare di fuoco che le usciva dagli occhi, dal naso, dalla bocca, dalle orecchie, perfino dalla punte delle dita e avvolta dai serpenti.
La terza schiera, continuò la voce, è formata dai Sacerdoti Giuda[»]. In mezzo a quelle fiamme altissime vidi molti sacerdoti e ne distinsi due con la mitria, non so se fossero Vescovi o Papi.

Distinsi, un pò spostata da questa schiera, un'anima immersa in un fuoco spaventoso, le fiamme partivano da essa, si portavano a una grande altezza e poi ricadevano tormentandola orribilmente.

Queste anime si odiavano a vicenda ed erano divorate da orrende bestie.

La voce riprese: «Queste sono le anime che nell'inferno odiano di più Nostro Signore».

Stanca della tremenda visione io continuamente gridavo: basta, basta! Oh Dio aiutatemi, basta.

La voce continuò: «Occorre penitenza, penitenza per impedire che le anime vadano all'inferno».
Risposi: faremo penitenza, faremo penitenza, basta.
Le mie forze erano giunte all'estremo.
Finalmente venni portata fuori dallo spaventoso recinto verso un portone grandissimo di ferro, che sentii chiudersi fragorosamente alle mie spalle.
Mi sentii finalmente sollevata nello spirito, ecco gridai, ora sono stati chiusi dentro tutti i demoni. Tutto è finito. Ringraziai il Signore per avermi liberato da tali spaventi. Ripresi conoscenza del luogo in cui mi trovavo e mi vidi fra le braccia della R. Madre che mi aveva sostenuta durante la terribile visione.

Insieme alla Madre ringraziai nuovamente il Signore recitando il S. Rosario. Poi tranquillamente mi adagiai sul pavimento e presi riposo.
Anche le Suore si riposarono. Era l'ora una del 1 Giugno 1947.


Fonte:
medjugorje.altervista.org/…/visione-dell-in…

Un approfondimento su Montichiari-Fontanelle

LA DIFFIDENZA DELLA GERARCHIA CONTEMPORANEA VERSO LE APPARIZIONI MARIANE.
MA IL CULTO MARIANO CRESCE
di Rosanna Brichetti-Messori


Sappiamo bene come negli ultimi cinquant’anni la vita delle Apparizioni mariane sia stata ancor più complicata del solito. Pochissimi e molto stentati i riconoscimenti, soprattutto in Europa; un utilizzo sempre più vasto della formula dubitativa: “non consta la soprannaturalità degli eventi” (ricordiamo che quella esclusiva è: “consta la non soprannaturalità degli eventi"), una diffidenza generalizzata verso tali fenomeni che ha fatto parlare addirittura di “inverno mariano”.

Anche le Apparizioni avvenute, in un primo ciclo, nel 1947 a Montichiari, in diocesi di Brescia, e poi ripetutesi, in un secondo ciclo, nel 1966 nella vicina località di Fontanelle, sempre con la medesima veggente Pierina Gilli, non sono sfuggite a questo clima. Le prime, infatti, sono state velocemente liquidate dopo un esame che ora, ripreso in considerazione, si è rivelato quanto meno affrettato se non superficiale, mentre le seconde sono state ostacolate e rifiutate senza nemmeno essere state approfondite.

Tuttavia, come peraltro per le quasi contemporanee apparizioni delle Ghiaie di Bonate, richiamate in modo esplicito a Montichiari da Rosa Mistica – Madre della Chiesa, che si lamenta di questa disattenzione nei suoi confronti, i devoti non si sono mai rassegnati. Anzi, soprattutto a partire dal secondo ciclo del 1966, si sono poco a poco organizzati in una associazione che, nonostante le difficoltà, ha continuato a mantenere vivo il messaggio, a portarlo a conoscenza non solo della gente comune ma anche di esperti mariologi, a lottare sempre con rispetto ma anche con il necessario coraggio, al fine di non lasciare che tutto cadesse nell’oblio

Le conseguenze di questa tenacia sono state notevoli: un luogo mariano modestissimo nelle strutture ma sempre più frequentato da devoti di tutto il mondo; una devozione diffusasi miracolosamente ovunque, nonostante la scarsità di mezzi e pari quasi a quella relativa a Lourdes e a Fatima; santuari dedicati a Rosa Mistica – Madre della Chiesa in America latina, in India, in Cina, innumerevoli gruppi di preghiera e altre iniziative spirituali tra cui alcuni ordini religiosi.

Di pari passo, un approfondimento continuo delle circostanze in cui si sono svolti i fatti sia nel 1947 che nel 1966, della credibilità della veggente e del messaggio. Se ne sono occupati in molti; in particolare il grande e indimenticato biblista lombardo mons. Enrico Galbiati che, innamoratosi della semplicità ma anche della ricchezza teologica di queste mariofanie ha curato la prima ricostruzione storica degli eventi, dei contenuti ma anche della personalità della veggente. E poi a seguire René Laurentin e Stefano De Fiores il quale, proprio negli ultimi anni della sua vita, venuto a conoscenza di questi fenomeni che ignorava del tutto, aveva preso a cuore la causa di Rosa Mistica – Madre della Chiesa battendosi perché venisse ripresa in considerazione. Processo interrotto purtroppo dalla sua scomparsa improvvisa pochi anni fa.

Sul fronte ufficiale, intanto, qualcosa con il tempo si muoveva: nel 2001 mons. Sanguineti, vescovo di Brescia, ribadiva il giudizio sospensivo sulle Apparizioni ma riconosceva il culto a Rosa Mistica – Madre della Chiesa due titoli che, al di là di quanto è accaduto a Montichiari e Fontanelle, facevano già parte della devozione tradizionale mariana. Nonostante ciò, tuttavia, le resistenze in diocesi continuavano e la situazione alle Fontanelle restava difficile. Sarà mons. Luciano Monari, il vescovo attualmente in carica a cercare di dare una svolta pacificatrice ribadendo il culto ma anche, nella pratica, lasciando libero corso alla tradizione di devozione che in sessant’anni si era andata formando alle Fontanelle, ma che si era anche diffusa nel mondo. Tradizione importante perché nata sulla base dei messaggi e delle specifiche richieste di Rosa Mistica – Madre della Chiesa. Una attenzione particolare alle vocazioni sacerdotali e religiose, una devozione mariana tesa a consolidare sempre più l’unione con il Figlio Gesù nel “sacrificio, nella preghiera, nella penitenza”, consolidata nella esperienza di un incontro eucaristico sempre più amorevole e profondo.

Svolta consolidata dalla creazione di una Fondazione appositache ora si occupa, non solo di gestire materialmente le Fontanelle, ma anche di promuovere gli approfondimenti e gli studi sugli eventi che hanno dato origine a questo importante luogo di culto mariano. Un nuovo clima dal quale ha preso il via anche l’iniziativa che qui vogliamo citare. Cioè la pubblicazione dei Diari della veggente Pierina Gilli (Pierina Gilli, Diari- Le Apparizioni di Rosa Mistica a Montichiari e Fontanelle con i più importanti documenti di inchiesta, Ed Ares, Milano, 2016) curati da Riccardo Caniato, un giornalista che, con la serietà di uno studioso, da anni si occupa di mariofanie, anche di quelle di Montichiari e Fontanelle.

Il volume è assai importante anzitutto perché permette di conoscere da vicino la Gilli che, per ordine dei direttori spirituali, mette per iscritto giorno dopo giorno le sue esperienze mistiche e i Messaggi completi delle Rivelazioni, e dagli uni e dagli altri risultano tutta la sua semplicità, spirito di sacrificio, autentica religiosità, equilibrio, bontà. Cosa che contribuisce a sfatare proprio quella che era stata la principale causa di non riconoscimento delle apparizioni e cioè il fatto che si trattasse di una “allucinata”. In secondo luogo perché raccoglie in Appendice tutta la mole della più importante documentazione creatasi negli anni sugli eventi, insieme alle riflessioni dello stesso Caniato su tre punti decisivi: le caratteristiche della veggente, “straccio”, come lei stessa si definiva, nella mani di Dio; l’importanza per la Chiesa delle Apparizioni di Montichiari e Fontanelle, infine i tanti motivi, assai seri, per cui si dovrebbero finalmente riaprire delle indagini serie ed ufficiali su questa così importante mariofania.

Fonte

www.lanuovabq.it/it/il-culto-marian…

Segretario di Stato Vaticano invitato a conferenza di oligarchi


Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, parteciperò quest'anno alla Conferenza Bilderberg, un incontro segreto di circa 150 oligarchi. La conferenza avrà luogo a Torino, dal 7 al 10 giugno.

Fino a tempi recenti, l'elenco dei partecipanti a questi incontri annuali era molto riservato. Perfino l'esistenza stessa delle Conferenze Bilderberg era stata a lungo negata fermamente dalle personalità coinvolte. La copertura dei media è sempre stata completamente e totalmente proibita.

Lo scomparso presidente cubano Fidel Castro definiva Bilderberger una cricca "per instaurare un governo mondiale". Novus Ordo Watch ha definito questa conferenza correttamente una "impresa oscura, cospirazionale e anticattolica".

#newsKeofkggzfn