ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 21 giugno 2018

Menzogna, non imprecisione.

"L'ho saputo dai giornali". Anche la memoria del papa solleva dei "dubia"

Nel suo colloquio del 17 giugno con Philip Pullella della Reuters, papa Francesco ha detto qualcosa anche a proposito dei "dubia" sottopostigli nel 2016 da quattro cardinali.
Riferisce Pullella:
"Francesco ha detto di aver udito della lettera dei cardinali che lo criticavano 'dai giornali… un modo di fare che è, mi si lasci dire, non ecclesiale, ma tutti facciamo degli errori'".
Nient'altro. Ma abbastanza per indurre a una replica il cardinale americano Raymond Leo Burke, uno dei quattro dei "dubia", che ha così risposto a una domanda di John-Henry Westen di LifeSiteNews:
"La proposta dei 'dubia' al Santo Padre è stata fatta secondo la procedura da tempo in uso nella Chiesa, cioè, sono stati proposti al Santo Padre senza dare ad essi alcuna pubblicità, in modo che egli potesse rispondere per il bene di tutta la Chiesa. Il defunto cardinale Carlo Caffarra consegnò di persona la lettera contenente i 'dubia' alla residenza del papa e, allo stesso tempo, alla congregazione per la dottrina della fede, il 19 settembre 2016, così come consegnò anche la successiva corrispondenza dei quattro cardinali riguardante i 'dubia'. Solo quando, dopo diverse settimane, non ci fu alcun segno di presa in considerazione dei 'dubia' né di risposta ad essi e a noi cardinali fu fatto capire che non ci sarebbe stata nessuna risposta a queste domande riguardo ai sacramenti del santo matrimonio e della santa comunione e riguardo ai fondamenti dell'insegnamento morale della Chiesa, i quattro cardinali, me incluso, furono obbligati, in coscienza, in quanto cardinali, a rendere pubblici i 'dubia', il 14 novembre 2016, in modo che i fedeli fossero consapevoli di queste gravi domande che toccano la salvezza delle anime".

Si può aggiungere che fu www.chiesa – con il benestare dei quattro cardinali – a pubblicare in sei lingue, il 14 novembre 2016, non solo il testo dei "dubia", ma anche una premessa a firma dei quattro, la lettera con cui essi proponevano i "dubia" al papa e l'ampia nota esplicativa che li corredava:
Nella premessa, i quattro cardinali – che oltre a Burke erano l'italiano Carlo Caffarra e i tedeschi Walter Brandmüller e Joachim Meisner – motivavano così la loro decisione di rendere pubblici i "dubia", dopo quasi due mesi di silenzio da parte del papa:
"Il Santo Padre ha deciso di non rispondere. Abbiamo interpretato questa sua sovrana decisione come un invito a continuare la riflessione e la discussione, pacata e rispettosa. E pertanto informiamo della nostra iniziativa l’intero popolo di Dio, offrendo tutta la documentazione".
Che è esattamente ciò che suggerisce Gesù in Matteo 18, 16-17: "Se il tuo fratello non ti ascolterà, prendi con te due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea".

"Testimone" era stato in questo caso il cardinale Gerhard L. Müller, all'epoca prefetto della congregazione per la dottrina della fede, al quale, oltre che al papa, erano stati consegnati i "dubia".

IL PAPA, I DUBIA, LE CALUNNIE. TU CHIAMALE, SE VUOI IMPRECISIONI. O ANCHE IN ALTRI MODI…


“I DUBIA E LE RIFORME
Francesco ha parlato anche dei “dubia” circa il suo magistero messi su carta da alcuni cardinali fra cui il conservatore americano Leo Burke. Ha detto di aver sentito parlare della lettera dei cardinali che lo criticano “dai giornali … un modo di fare cose che è, diciamo, non ecclesiale, ma facciamo tutti degli errori”, ha detto”.
Ecco, questo lo abbiamo letto su un giornale italiano il cui fondatore chiacchiera con il Pontefice, è l’intervista concessa alla Reuters.
E dobbiamo dire che questa frase ci ha colpito molto.
Vi spiego perché.

La lettera contenente i “Dubia” su Amoris Laetitia è stata spedita da quattro cardinali –Burke, Brandmüller, Caffarra, Meisner – il 19 settembre 2016.
Era indirizzata al Pontefice e al prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il card. Gerhard Ludwig Müller.
Siamo andati a consultare i nostri appunti dell’epoca. Troviamo che questa lettera è stata ricevuta sia dal Pontefice che dal Prefetto, e che a quest’ultimo è stato chiesto/ordinato di non rispondere.
I cardinali firmatari hanno atteso varie settimane, e alla fine, il 14 novembre 2016 – due mesi dopo la consegna della lettera – hanno deciso di renderla pubblica.
Ora abbiamo il Pontefice: “Ha detto di aver sentito parlare della lettera dei cardinali che lo criticano “dai giornali … un modo di fare cose che è, diciamo, non ecclesiale, ma facciamo tutti degli errori”, ha detto”.
Se queste parole non vengono corrette e smentite, siamo di fronte a qualche cosa di molto grave.
È grave se il Pontefice non ricorda esattamente – a soli due anni di distanza – di aver ricevuto una lettera che è diventata uno dei punti di maggior polemica del suo regno.
È grave se lo ricorda, e afferma di aver saputo della lettera dai giornali.
Per rispetto al ruolo che ricopre, non parleremo di menzogna, ma di imprecisione.
È grave se tramite questa imprecisione si accusano ingiustamente dei cardinali – calunnia? Ne ha parlato qualcuno di recente…? –  di essersi comportati in maniera scorretta nei suoi confronti. Ma vi immaginate i cardinali Burke, Brandmüller, Caffarra e Meisner, tutto quanto ci sia di più ligio alle regole della Chiesa e alla devozione per il ruolo del Papa, comportarsi in quel modo?
Non è credibile. E – come ho detto prima – so che non è vero.
Allora? Le risposte, le vie di uscita da questo interrogativo sono tutte molto tristi. Scegliete quella che preferite. Che pena!
Marco Tosatti
http://www.marcotosatti.com/2018/06/21/il-papa-i-dubia-le-bugie-tu-chiamale-se-vuoi-imprecisioni-o-anche-in-altri-modi/

Affermazioni di Francesco sui Dubia causano reazioni di stupore




L'affermazione di papa Francesco di aver sentito dei Dubia sull'Amoris Laetitia dai giornali, ha causato uno stupore generale.

Il cardinale Walter Brandmüller, uno dei quattro cardinali dei Dubia, ha chiarito su onepeterfive.com (20 giugno) che i Dubia furono pubblicati solo due mesi dopo essere stati inviati a Francesco:

“È molto chiaro che scrisse direttamente al Papa e allo stesso tempo alla Congregazione per la Dottrina della Fede".

Brandmüller aggiunge: "Cosa ci sarebbe rimasto di poco chiaro qui?" sottintendendo che Francesco non sta dicendo la verità.

Edward Pentin parla senza convinzione di un "vuoto di memoria".

Per Phil Lawler, la dichiarazione di Francesco mostra che o non legge la sua posta, "oppure c'è un problema ancora più serio".

Per Damian Thompson, le parole di Francesco sono una "scusa incredibile" a cui "nessuno" può credere.

Foto: Walter Brandmüller, © Manfred Ferrari, #newsPkmahplxsr
https://gloria.tv/article/dVX94LV6gLwq49MruhSjNY3Di

MA IL PAPA LEGGE LA SUA POSTA IN ARRIVO?

Foto: Phil Lawler
Parlando a proposito dei Dubia nella sua ultima intervista (qui), papa Francesco ha detto al servizio stampa Reuters di aver appreso delle quattro domande (sui Dubia contenute nella lettera, ndr) dei (4) cardinali “dai giornali”. (Riporto la Reuters: Francesco ha detto di aver sentito parlare della lettera dei (quattro, ndr) cardinali che lo criticava “dai giornali… un modo di fare le cose che è, diciamo, non ecclesiale, ma tutti sbagliamo”.) 

Quando hanno reso pubblica (la lettera sui) dubia, nel novembre 2016, i quattro cardinali hanno riferito di aver inviato le loro domande al Pontefice in un messaggio privato due mesi prima (qui) (il 19 settembre 2016, ndr), e di non aver ricevuto risposta.

Per contestualizzare questa storia, ricordate che nel gennaio di quest’anno il Papa ha detto ai giornalisti che a quel tempo non aveva mai ricevuto lamentele sul vescovo cileno Barros (quello degli abusi sessuali che aveva per due volte dato le sue dimissioni al papa e da questi erano state respinte, e la terza volta, qualche giorno fa, accettate, ndr). Ma il cardinale Sean O’Malley aveva consegnato a mano proprio questo tipo di reclamo nel 2015. (Papa Francesco, per la vicenda degli abusi cileni, chiese scusa e perdono pubblicamente per gravi errori di valutazione, ndr).
O papa Francesco non legge la sua posta, o abbiamo un problema più grave. 
di Phil Lawler 
(La lettera, a quanto riportano le fonti giornalistiche, mai smentite, si veda il link a Magister nel corpo dell’articolo, è stata consegnata oltre che al Papa anche al Card. Müller, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ndr)