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domenica 11 agosto 2019

Spellature?

Ora Pell scrive dal carcere per attaccare papa Francesco

Il cardinale George Pell, che ha fatto ricorso ma che sta scontando una condanna per abusi ai danni di minori, ha esposto le sue perplessità sulla fase preparatoria del Sinodo sull'Amazzonia

Il cardinale George Pell si candida a far parte dei critici sul Sinodo panamazzonico.
Il porporato australiano, però, è in carcere, dopo la condanna in primo grado arrivata a marzo scorso per abusi ai danni di minori.

È per questa motivazione, oltre che per i contenuti della missiva emersa in queste ore, che il ritorno in campo dell'alto ecclesiastico, che papa Francesco aveva scelto per il vertice della Segreteria per l'Economia, sta favorendo qualche considerazione. Intanto perché, come si legge su Vatican Insider, gli organi deputati a farlo stanno già analizzando il caso. Il fatto che un uomo recluso abbia reso pubblico un testo, nel caso l'affioramento della lettera sia dipeso da George Pell stesso, potrebbe portare con sè qualche effetto. Si tratterebbe di un comportamento conforme alle norme sulla carcerazione della nazione oceanica? Si vedrà.
Di sicuro c'è che il cardinale in questione, come altri alti prelati, quali Gerhard Ludwig Müller, Raymond Leo Burke e Walter Brandmüller non è in linea con chi vede nel Sinodo sull'Amazzonia un'occasione buona per mutare alla base i dettami della Chiesa cattolica e del cattolicesimo. La parola arieggiata è sempre la stessa: "confusione": "Amazzonia o non Amazzonia - ha scritto il cardinale, come riportato su Il Catholic Herald - la Chiesa non può permettere alcuna confusione". L'ordine del giorno dell'appuntamento sinodale ottobrino non è ancora stato stilato. Si conoscono, questo sì, alcuni temi di cui i vescovi si occuperanno con certezza: l'ecologia integrale, per esempio. Poi vengono palesate delle possibili "svolte": si va dall'approvazione di viri probati, cioè dell'estensione del sacerdozio agli uomini sposati, alla creazione di qualche forma di diaconato femminile. George Pell è un conservatore, dunque è probabile che si riferisca a queste ipotesi, quando espone le sue "preoccupazioni".
Vale la pena ricordare come solo due giorni fa papa Francesco avesse delimitato il campo d'azione del Sinodo panamazzonico, parlando a La Stampa anche di "urgenza". La strada che porta all'appuntamento sinodale è già rivestita dalla dialettica tra il "fronte tradizionale" e quello "progressista". Era già accaduto per i due precedenti Sinodi.
Lettera di Pell, siluro al Sinodo sull'Amazzonia

Una lettera attribuita al cardinale Pell, dal carcere, è stata fatta circolare su Twitter facendo scattare immediatamente un'indagine delle autorità dello stato di Vittoria. Il cardinale, in attesa di sentenza, rischia un'altra sanzione. Ma nella lettera, oltre a parlare di sé, manda un segnale chiaro in vista del Sinodo sull'Amazzonia.



Mentre si attende che il tribunale di appello faccia sapere quali sono le conclusioni a cui è giunto nell’esame della condanna in primo grado del cardinale George Pell, le autorità dello Stato di Vittoria hanno annunciato che sono partite le indagini relative a una lettera del porporato pubblicata su Twitter.


Nei giorni scorsi due pagine dattiloscritte, a firma di George Pell, sono state pubblicate su un account attivo dal marzo 2019. La lettera era datata 1 agosto, ed è stata pubblicata venerdì notte. Ieri un portavoce del Dipartimento di Gustizia ha detto che i prigionieri non hanno il permesso di diffondere messaggi sui social, o di usare internet; e non possono neanche chiedere a terzi di diffondere messaggi a loro nome. “Il Dipartimento indagherà a fondo su questa attività dei social media”, e se ci sarà stata una violazione delle norme del carcere ne seguirà un’azione disciplinare.

L’appello è stato discusso all’inizio di giugno. I giudici non sembrano avere avuto particolarmente fretta, nell’esprimersi; è vero anche che in questo periodo cade il periodo di ferie invernali del Paese. E comunque la flemma potrebbe essere derivata anche dalla consapevolezza che comunque è probabile che si vada a un terzo grado di giudizio; sia nel caso che l’appello sia accolto, e Pell rimesso in libertà; sia nel caso che sia respinto. E non è escluso che i magistrati decidano che il primo processo non si è svolto regolarmente, e perciò chiedano un nuovo processo.

La prima questione è: la lettera è stata scritta proprio dal cardinale Pell? La portavoce del Dipartimento di Giustizia non ha chiarito questo punto, ma tutto fa pensare di sì. Pell nel messaggio ha ringraziato tutti i suoi sostenitori per le preghiere, e ha detto di essere “turbato” da quello che ha saputo della preparazione del Sinodo dell’Amazzonia. “La consapevolezza che le mie piccole sofferenze possono essere usate per buoni scopi unendosi a quelle di Gesù – avrebbe scritto Pell - mi dà un senso e una direzione”. E aggiunge: “Le sfide i problemi nella vita della Chiesa dovrebbero essere affrontati in un simile spirito di fede”.
Non è escluso che una decisione del Tribunale d’appello sia resa nota prima della fine del mese. 

Parlando poi di temi di attualità nella Chiesa, il cardinale incarcerato scrive che “Abbiamo ragioni per essere turbati dall’Instrumentum Laboris del Sinodo amazzonico”, il documento che come i lettori della Bussola sanno bene è al centro di discussioni e polemiche particolarmente accese e profonde, e non solo per quanto riguarda la possibilità dell’ordinazione di uomini sposati - i “viri probati” a sostituire i preti nelle comunità più lontane - ma per il suo impianto generale e per le scivolate verso quello che i critici ritengono sia una sorta di panteismo sincretistico. Altrettante perplessità hanno destato le spinte verso un ruolo ordinato femminile.

Pell è icastico, e molto diretto, come è nel suo carattere: “Questo non è il primo documento di bassa qualità che la Segreteria del Sinodo ha prodotto”, scrive. Nel Sinodo del 2014 Pell parlò duramente contro la mancanza di chiarezza e l’ambiguità dei termini, da cui poi nacque l’ambiguità di Amoris Laetitia.  Pell afferma che per quanto riguarda il Sinodo sull’Amazzonia “il cardinale Gerhrard Müller, già prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha scritto una critica eccellente”.

E aggiunge: “Un punto è fondamentale, la Tradizione Apostolica, l’insegnamento di Gesù e degli Apostoli, preso dal Nuovo Testamento e insegnato dai Papi e dai Concili, dal Magistero, è l’unico criterio dottrinale per ogni insegnamento e pratica dottrinale”. “Amazzonia o non Amazzonia – scrive ancora Pell, noto per il modo diretto di affrontare le questioni e i problemi – la Chiesa non può permettere nessuna confusione, tanto meno nessun insegnamento che sia di danno alla Tradizione Apostolica”.

E conclude: “Dobbiamo sempre ricordare che la Chiesa è una, non solo nel senso che le buone famiglie restano unite, quali che siano le loro differenze, ma perché la Chiesa di Cristo è basata sulla Chiesa Cattolica, che è il Corpo di Cristo”.

Marco Tosatti

 http://www.lanuovabq.it/it/lettera-di-pell-siluro-al-sinodo-sullamazzonia


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