ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 23 ottobre 2019

Mangiati dalle pantegane?

AMAZZONI, IL RATTO DEL PRIAPO. VATICAN NEWS AMMETTE: ERANO IDOLI. BADILLA LI SGRIDA.


Cari amici e nemici di Stilum Curiae, oggi ci occuperemo ancora e non senza divertita curiosità della vicenda delle Pachamama finite nel Tevere; del riconoscimento implicito ed esplicito da parte di Andrea Tornielli e di Antonio Spadaro sj che si è trattato di iconoclastia; e che quindi le statuette erano idoli; e che dunque è lecito chiedersi che cosa ci facessero in Chiesa. Ma prima c’è un altro mistero, di cui i giornali non parlano, e che invece dovrebbe a buon diritto interessare il nuovo comandante della Gendarmeria, Gauzzi Broccoletti.

Già, perché non sono solo scomparse – e sappiamo come – le Pachamama. Da giorni si sono perse le tracce di un altro oggetto, ben presente  visibile nella cerimonia nei giardini vaticani, sotto gli occhi del Pontefice, e che però da allora è scomparso. Non l’abbiamo più visto nelle quotidiane cerimonie (si possono chiamare così) con canoe e vescovi e canti e balli.
Chi l’ha rapito? Eccolo qua, in tutto il suo splendore, nei giardini vaticani. I sospetti, vista l’atmosfera che si respira nei Sacri Palazzi, sono difficili da localizzare; tanti sono i possibili amatori di quel genere di oggetto presenti in zona. Ma di sicuro Gauzzi Broccoletti avrà già sguinzagliato i suoi segugi…
E ora occupiamoci di cose più serie.
Scriveva ieri Andrea Tornielli, rilanciato e appoggiato da Antonio Spadaro, sj:
“ANDREA TORNIELLI
Il furto e il successivo lancio nel Tevere delle tre statuette di legno della tradizione amazzonica raffiguranti una giovane donna incinta, costituiscono un episodio triste, che si commenta da sé. Colpiscono alcune delle reazioni a un gesto violento e intollerante: “giustizia è fatta” ha titolato entusiasticamente un sito web italiano, dopo che le immagini della “bravata” erano state divulgate nel circuito dei social media. In nome della tradizione e della dottrina si è buttata via, con disprezzo, un’effigie della maternità e della sacralità della vita. Un simbolo tradizionale per i popoli indigeni che rappresenta il legame con la nostra “madre terra”, definita così da san Francesco d’Assisi nel suo Cantico delle Creature.
Ai nuovi iconoclasti, passati dall’odio attraverso i social media all’azione, potrebbe essere utile rileggere quanto affermato da uno dei nuovi santi canonizzati pochi giorni fa, il cardinale John Henry Newman. Nel suo Essay on the Development of Christian Doctrine, pubblicato nel 1878, a proposito dell’adozione da parte della Chiesa di elementi pagani, Newman scriveva: “L’uso dei templi, e di quelli dedicati a santi particolari, e decorati a volte con rami di alberi, incenso, lampade e candele; le offerte ex voto in caso di guarigione dalle malattie; l’acqua santa, l’asilo; le festività e le stagioni liturgiche, l’uso dei calendari, le processioni, le benedizioni sui campi, i paramenti sacerdotali, la tonsura, l’anello usato nel matrimonio, il rivolgersi ad est, e in un momento successivo anche le immagini, forse pure il canto ecclesiastico e il Kyrie Eleison: tutti sono di origine pagana, e sono stati santificati dalla loro adozione nella Chiesa”.
“Nuovi iconoclasti”: forse avrebbe fatto meglio, il commentatore, a usare un’altra espressione, come “teppisti”, o “vandali”, perché parlando di iconoclastia immediatamente si sposta la discussione sul religioso, e si ammette, in pratica, che sì, quelle statue erano simboli religiosi. Senza però spiegare la loro presenza in chiese cattoliche, e al centro di cerimonie almeno dubbie, da un punto di vista religioso, e ragionevolmente sospette di essere altro dal cristianesimo. E non a caso Luis Badilla, il padre del sito paravaticano Il Sismografo, tira le orecchie a Tornielli (e agli altri corifanti..) senza mezze misure. Una tirata tale che faranno male qualche giorno. Anche dal video non sembra affatto che gli autori del ratto delle Pachamama fossero invasati: sembrano molto tranquilli…E se vogliamo vedere un invasato, guardiamo San Bonifacio che si occupa di un albero sacro pagano nell’immagine…chissà che gemiti avrebbero innalzato Tornielli, Spadaro e Ivereigh…

§§§

(Luis Badilla) Nel caso della nota editoriale di Andrea Tornielli, oggi, su Vatican News a proposito della troppa chiacchierata vicenda della statuetta amazzonica che raffigura una donna semi nuda incinta – artigianato ligneo secondo alcuni pagano ed eretico – buttata al fiume Tevere in un’operazione semiclandestina, opera di farneticanti e invasati, ritengo sia necessario esprimere un totale dissenso perché il ragionamento e gli argomenti usati nell’Editoriale sono fuorvianti e insidiosi.
  1. Tornielli, citando san H. Newman, parla di “adozione da parte della Chiesa di elementi pagani”.
Così come scritto il pezzo fa capire che per Tornielli la statuetta non dovrebbe essere uno scandalo come non lo sono stati nel passato, nei millenni, altri elementi pagani che sono stati per così dire “cristianizzati”. E’ quanto scriveva Newman, ma con riferimento ad altre situazioni molto diverse, ma veramente molto diverse … E mettere sullo stesso piano questi due situazioni diverse è maldestro e pericoloso.
Dunque, mettere la vicenda della statuetta, oggetto di provocazione e manipolazione da parte di persone e gruppi contrari al Papa e al Sinodo Panamazzonico, al livello di altri oggetti o elementi pagani adottati da parte della Chiesa nel sua storia bimillenaria è fuori luogo.
In questo caso la tale “adozione” non esiste e non è mai esistita.
Non solo.
Su questa ormai discussa statuetta nessuno, nessuno!!, né il Papa, né il Sinodo, né la Sala stampa vaticana, ha mai detto che era un elemento pagano da adottare da parte della Chiesa e perciò non si capisce cosa c’entra la riflessione di Newman.
Si tratta semplicemente di un oggetto, come tantissimi altri, di gruppi, etnie e civiltà amazzoniche portate a Roma, al Sinodo, come offerte e omaggio. Il tutto si doveva fermare li. Non era necessario scomodare il cardinale Newman che ha scritto su cose che non c’entrano nulla con questa statuetta. In questo caso non c’è mai stato nessuna adozione di elementi pagani nella liturgia della Chiesa e quindi non si capisce il perché di questo modo di ragionare e il perché di una simile Nota editoriale.
Marco Tosatti
23 Ottobre 2019 Pubblicato da  19 Commenti --

Pachamama getta gli amici di Francesco nella confusione - di Don Reto Nay

Lo spin doctor di Francesco, Andrea Tornielli, ha rimpianto su VaticanNews.va (22 ottobre) quello che lui chiama "il triste episodio del furto e della distruzione di immagini amazzoniche".

Egli presenta queste "immagini" come "statuette di legno della tradizione amazzonica raffiguranti una giovane donna incinta", e persino come "un'effigie della maternità e della sacralità della vita" che egli riferisce alla "madre terra” del Canto del Sole di San Francesco d'Assisi. Tornielli evita accuratamente ogni riferimento al paganesimo.

Ma poi, all'improvviso, cita il Saggio sullo sviluppo della dottrina cristiana (1878) del Cardinale John Henry Newman dove costui parla - parole di Tornielli - dell'"accettazione da parte della Chiesa di elementi pagani".

"L'uso dei templi, e questi dedicati a santi particolari, e decorati a volte con rami di alberi; incenso, lampade e candele; offerte votive in caso di malattia; acqua santa; festività e stagioni, uso di calendari, processioni, benedizioni sui campi; i paramenti sacerdotali, la tonsura, l'anello del matrimonio, il rivolgersi verso l'Oriente, più tardi anche le immagini, forse il canto ecclesiastico, e il Kyrie Eleison, sono tutti di origine pagana, e santificati dalla loro adozione nella Chiesa."

A Luis Badilla, altro spin doctor di Francesco, la spiegazione di Tornielli non è piaciuta.

Egli chiama le sue argomentazioni su IlSismografo.Blogspot.com (22 ottobre) "fuorvianti e insidiose", insistendo sul fatto che nel caso delle statue "non c'e’ alcuna adozione da parte della Chiesa di elementi pagani".

Badilla insiste sul fatto che “nessuno!!¨", compreso Francesco, il Sinodo o il portavoce del Vaticano, ha mai detto che la Pachamama era "un elemento pagano che doveva essere adottato dalla Chiesa". La chiama invece "un oggetto come tanti altri" portato al Sinodo come dono.

Ma poi, all'improvviso, Badilla si getta sotto il pullman dicendo: "In questo caso non c'è mai stata alcuna adozione di elementi pagani nella liturgia della Chiesa".

Come? Ha veramente già dimenticato l’adorazione di Pachamama nei Giardini Vaticani a cui Francesco ha partecipato con tanto zelo?

it.news

Poster dell'animale che succhia è andato - Grazie a chiunque l'abbia fatto


Laurence England" ha ricevuto un'immagine questa mattina da Roma: "Qualcuno ha preso il poster della maialina da latte? Sembra che se ne sia andato ... Chiunque l'abbia fatto, grazie!"

Viva Cristo Rey!

Il bagno della Pachamama e usanze dei buoni selvaggi precolombiani    

Con gesto coraggioso, un gruppo di non identificati cattolici ha deciso di reagire alla demenziale piega presa dal Vaticano negli ultimi giorni.
Le brutte e mal realizzate statue della Pachamama, la dea madre terra venerata dai famosi popoli indigeni che stando alla narrativa ecclesialmente corretta dovrebbero insegnarci come vivere e pregare, sono finite nel Tevere. I Nostri eroi hanno preso da Santa Maria in Transpontina quei pezzi di legno malamente intagliati, che rappresentano l'esatto opposto di ciò che dovrebbe stare in una chiesa cattolica, li hanno buttati nel Tevere e hanno documentato tutto con un video.
Un'azione che ha anche una certa valenza esorcistica, perché rappresenta l'espulsione del paganesimo straccivendolo che si sta facendo strada al sinodo per l'Amazzonia. Davanti alle statue di codesta Pachamama si sono infatti prostrati un po' di preti e suore, in una cerimonia cialtronesca durante la quale addirittura dei vescovi l'hanno portata in trionfo.
L'imbarazzo è ovviamente palpabile fra le sacre mura, una porcheria del genere non si vedeva dalle Giornate di Assisi, quando sulle tombe dei santi vennero sgozzati dei galli dagli sciamani di qualche religione astrusa.

Religioni del sud America prima dell'arrivo degli spagnoli

Quando gli spagnoli incontrarono gli Aztechi, stavano incontrando un popolo ormai in declino, alla fine del proprio ciclo, che opprimeva le popolazioni locali imponendo loro un tributo di sangue enorme. La pratica del sacrifico umano presso gli Aztechi non era qualcosa di raro e isolato, ma era la norma e costituiva una tragedia.
Facendo un esempio, nel 1487, quando gli Europei non avevano ancora toccato il suolo americano, venne riconsacrato il tempio di Tenochtitlan. Data l'occasione, questi portatori di culture millenarie che ora scopriamo superiori e da invidiare, non si fecero problemi nel sacrificare almeno 10 mila persone in quattro giorni di festeggiamenti. Le fonti storiche parlano in realtà di 80 mila, ma si sa che gli storiografi tendono ad esagerare e a farsi belli. Mentre in Europa si parlava di come rendere omaggio a Dio abbellendo la Cappella Sistina, questi rendevano omaggio ai loro dei vantandosi di aver strappato il cuore a 80 mila persone.

Mannaggia a questi spagnoli che hanno posto fine a queste pratiche superiori insomma...
http://campariedemaistre.blogspot.com/2019/10/il-bagno-della-pachamama-e-usanze-dei.html

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