ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 23 novembre 2019

Le idee hanno delle conseguenze

Bergoglio:
il suo Gesù non cattolico,
il suo Vangelo non cattolico,
il suo Sinodo non cattolico,
il suo Magistero non cattolico.




San Francesco parla agli uccelli

San Francesco d’Assisi lodò il Signore nel suo famoso “Cantico delle creature”, ma San Francesco credeva in un Dio cattolico, Nostro Signore Gesù Cristo (dal quale ricevette il mandato di riformare la Chiesa). Il “Poverello” aveva ben chiaro che lodare il Signore per la sua opera della creazione, includeva il lodarLo anche per la Sua creazione più splendida: la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, come unica religione creata da Dio.
Jorge Mario Bergoglio, è stato il primo Papa a prendere il nome del “Poverello” (l’uomo che più si è identificato con Cristo nella storia del cristianesimo), e nel farlo ha ritenuto che potesse presentarsi a sua volta come un riformatore. Solo che, a differenza del Santo di Assisi, il “nostro” Francesco, Jorge Mario Bergoglio, ha dichiarato pubblicamente di non credere in un Dio cattolico, ed ha perfino dichiarato pubblicamente, nel documento di Abu Dhabi, che “tutte le religioni sono volute da Dio”.
E così, mentre per il Santo di Assisi solo una religione è voluta da Dio, tale che è l’unica vera religione, per il Papa attuale, tutte le religioni sarebbero volute da Dio, e quindi sarebbero tutte vere.
Non si può fare a meno di chiedersi: al di là del nome, San Francesco e Papa Francesco hanno qualche somiglianza?

Abbiamo richiamato il “Cantico delle creature” di San Francesco per ricordare che il suo amore per la creazione è stato usato dal Papa nella sua seconda e unica enciclica, la Laudato si’ (Lumen Fidei era stata scritta da Benedetto XVI). Pubblicata  il 24 maggio 2015, essa porta il sottotitolo “sulla cura della casa comune”, e lungi da rivolgere una qualche lode a Dio e alla Sua creazione, essa è servita a Bergoglio per accodare la Chiesa alla moderna causa ecologica.
A questo bisogna aggiungere che, come ricordato sopra, se per il Papa tutte le religioni sarebbero volute da Dio, ne consegue che anche quasi tutti i comportamenti umani sarebbero voluti da Dio; ogni religione, infatti, ha un proprio codice morale che spesso contraddice il codice di un’altra religione: per alcune la pedofilia, l’omosessualità e l’adulterio sono peccati, per altre non lo sono, e per altre ancora sono oggetto dei loro insegnamenti positivi.
Dire che sarebbe Dio a volere tutte le religioni, equivale a dire che Dio approverebbe e insieme disapproverebbe le stesse pratiche morali.
Invece che al cospetto della visione cattolica derivata da Dio stesso, ci troviamo al cospetto di una visione non cattolica derivata dagli dei precristiani.



Papa Francesco parla ai migranti
Nel corso del pontificato di Francesco, abbiamo anche ascoltato la predicazione di una misericordia di Dio automatica e assoluta; una misericordia che annulla la legge e lo stesso peccato; una misericordia con la quale è come se Dio stesso dicesse, al pari di Bergoglio, “chi sono io per giudicare”. Se la misericordia è automatica, non c’è più giudizio e di conseguenza non c’è più giudice.
Ciò è confermato da una serie di “insegnamenti” ed eventi di cui è costellato questo pontificato, e per tutti basti quello che Bergoglio ha detto a Juan Carlos, vittima della maledetta pedofilia in Cile: «Juan Carlos, che tu sia gay non importa. Dio ti ha fatto così e ti ama così e non mi interessa. Il papa ti ama così. Devi essere felice di ciò che sei».
https://www.repubblica.it/cronaca/2018/05/21/news/il_papa_
a_un_omosessuale_dio_ti_ha_creato_gay_e_ti_ama_cosi_come_sei_-196969929/

Ora, se è Dio ad aver fatto l’omosessuale, lo stesso varrà per il pedofilo, così quello che Bergoglio ha detto alla vittima varrebbe anche per il suo aggressore. E se è Dio ad aver  fatto l’omosessualità, allora questa non sarebbe affatto un peccato, sarebbe semplicemente un comportamento umano voluto da Dio.
Qui non si tratta neanche più di considerare con misericordia l’omosessuale e di rigettare la pratica dell’omosessualità, si tratta di considerare entrambi accettate da Dio.
Lo stesso varrebbe per l’adultero e per l'adulterio, come si evince chiaramente  da Amoris Laetitiae.

Il problema di Bergoglio è l’antropomorfismo, tale che sta creando una religione a sua immagine e somiglianza. Dostoievisk ha detto “Se Dio non esiste, tutto è permesso”; con la sua religione, Bergoglio predica un dio esistente che permetterebbe tutto.
E se nella sua predicazione egli parla sempre del peccato, esso è poi annullato dalla misericordia automatica e assoluta del dio creato a sua immagine e somiglianza.
Questo, contraddittoriamente, non impedisce a Bergoglio di affermare che dopo il Sinodo sull’Amazzonia, intende introdurre nel Catechismo il “peccato ecologico”: «Un elementare senso della giustizia imporrebbe che alcune condotte, di cui solitamente si rendono responsabili le corporazioni, non rimangano impunite. In particolare, tutte quelle che possono essere considerate come “ecocidio” … Stiamo pensando di introdurre nel catechismo della Chiesa cattolica il peccato ecologico, il peccato contro la casa comune» (1). http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/papa-pensiamo-introdurre-catechismo-peccati-ecologici-
398e8be8-2a0c-4b5a-91da-e0fdf442bdfa.html?refresh_ce

Considerando tutto il contesto, ci sembra doveroso chiedersi:
«Se i peccati commessi contro l’ambiente sarebbero peccati commessi contro la natura e se il Sinodo ha presentato la Pachamama come madre natura, come possiamo evitare di intendere che i “peccati ecologici” che saranno introdotti nel Catechismo della Chiesa Cattolica siano dei peccati contro la Pachamama?
Di fatto, se questa “pensata” di Bergoglio verrà realizzata, saremo costretti a considerare che tali “peccati ecologici” non sarebbero altro che un nuovo decalogo per la falsa dea Pachamama! E così avremmo una “Chiesa Pachamama”, il cui capo non sarebbe altro che il Pachapapa!



Tutto questo sa molto di falsità: dopo aver sentito per tutto il pontificato la predicazione di una misericordia automatica e assoluta che annullerebbe le leggi, e quindi anche la giustizia di Dio, adesso, col peccato ecologico, sentiamo il Papa parlare per la prima volta di un “elementare senso della giustizia”, con una potenziale vittima, la natura, che deve essere protetta da una legge, e con un potenziale aggressore, le grandi corporazioni, che devono essere punite da questa legge.
Tale nuovo “elementare senso della giustizia” costituisce un aspetto della vera misericordia: la legge, in quanto protegge la potenziale vittima, è misericordiosa nei suoi confronti, perché se non ci fosse la legge non ci potrebbe essere misericordia neanche per il potenziale aggressore.
E questo mostra quanto sia sovversivo il concetto di misericordia che il Papa ha predicato durante tutto il suo pontificato: con l’assurdità di una misericordia supposta di Dio che, mentre da un lato perdonerebbe ogni e qualsiasi peccato, dall’altro condannerebbe i “peccati ecologici” e colpirebbe con delle pene i responsabili.


Nostro Signore comandò ai Suoi Apostoli: «Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura» (Mc. XVI, 15), e Padre Antonio Vieira spiega così nel suo famoso sermone di Sassagesima:
«Quando Cristo mandò gli Apostoli per il mondo, disse loro: “Euntes in mundum universum praedicate evangelium omni creaturae” – Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura -.  Cosa intendi con questo, Signore? Anche gli animali sono creature, anche gli alberi sono creature, anche le pietre sono creature! Chiese agli Apostoli di predicare alle pietre, agli alberi e agli animali? Sì, dice San Gregorio, dopo Sant’Agostino; perché andando gli Apostoli a predicare in tutte le nazioni del mondo, molte di esse barbare e incolte, avrebbero trovato dei degenerati in ogni tipo di creatura: avrebbero trovato uomini normali, avrebbero trovato uomini brutali, avrebbero trovato uomini di legno, avrebbero trovato uomini di pietra; e avrebbero trovato in mezzo a tutte le creature quelle che si sarebbero rivoltate contro di loro. Una grande disgrazia!»

Ora, la religione creata a immagine e somiglianza di Bergoglio dà un nuovo mandato.
Se l’idea principale nel mandato apostolico è la conversione delle creature perché “credano, siano battezzate e salvate”, nel nuovo mandato dato da Bergoglio, che in verità egli riprende dalla Gaudium et spes, l’idea principale è di promuovere l’unità del genere umano intorno al nuovo Cristo della Nouvelle Théologie. Non è un segreto per nessuno, infatti, che tale nuova teologia sostiene che la salvezza c’è già a partire dall’Incarnazione del Verbo, poiché Cristo si sarebbe unito in qualche modo a tutti gli uomini; come è noto a tutti che per questa stessa teologia il soprannaturale sarebbe contenuto nel naturale e la grazia sarebbe dovuta alla natura; come dire, in concreto, che chiunque sarebbe in grazia di Dio, in qualunque stato si trovi, ed essendo  quindi già salvato non avrebbe bisogno di credere in qualcosa, tranne che nell’edificazione di un paradiso terrestre attraverso l’unità del genere umano, sotto la regia dell’Anticristo ed a questi finalizzato.
Nostro Signore ci ha avvertito che questo sarebbe successo, e ci ha anche promesso che le porte dell’Inferno non prevarranno.

Le idee hanno delle conseguenze, e sebbene molti vogliano negare certe parole di Francesco, esse traspaiono dai suoi atti, dai suoi gesti e dai suoi insegnamenti.
Un Papa che non crede in un Dio cattolico può solo credere che chi crede in Gesù come Dio cattolico, sia un idolatra; e da questo consegue che egli non crede che le chiese cattoliche siano luoghi di culto del vero Dio, cosa che spiega perché ha accettato senza problemi il rito idolatrico della Pachamama nei giardini vaticani e nella stessa Basilica di San Pietro, nonché la presenza del simulacro della dea pagana nelle chiese romane.
Francesco non crede in un Dio cattolico, ma crede che tutte le religioni siano volute da Dio; e siccome ogni regola ha un’eccezione, si verifica che la religione di Gesù, il Dio cattolico, non è voluta dal gesù che Bergoglio ha creato a sua immagine e somiglianza, perché delle due l’una: o la religione cattolica è l’unica voluta da Dio ed è la sola vera o tutte le religioni sono vere. Tertium non datur!


NOTA

1 - Curiosamente, se è vero che tutti i peccati ecologici possono essere qualificati come “ecocidio”, perché l’aborto promosso nel mondo intero non può essere considerato un “fetocidio”? Qui, in Brasile, abbiamo il progetto Tamar che penalizza chiunque distrugga un uovo di tartaruga; e contemporaneamente si promuove di fatto l’aborto, senza penalizzazioni, e si chiede che venga riconosciuto come un diritto, in qualsiasi maniera. Come cattolico pensavo di non poter mai assistere ad un comportamento simile da parte del Papa e del Vaticano, come accade col pontificato di Francesco. 

di
 Gederson Falcometa


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