ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 11 marzo 2021

I lupi a guardia degli agnelli

UNTACT: "L’ANIMALE ASOCIALE"

    Cari giovani, quel che vedete attorno a voi è colpa nostra. L’accelerazione dell’ultimo anno non è casuale: le reti sono state gettate da mezzo secolo, la decostruzione è completata, ora è il tempo del raccolto del "Grande Reset"                                                                di Roberto Pecchioli  

 

 

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Questo intervento ha un mittente – chi scrive – e molti destinatari, i giovani. Inizia chiedendo scusa: l’autore appartiene alla generazione che ha contribuito a costruire il mondo in cui viviamo. Si dichiara colpevole, complice per non aver lottato abbastanza. Quel che vedete attorno a voi è colpa nostra. L’accelerazione dell’ultimo anno non è casuale: le reti sono state gettate da mezzo secolo, la decostruzione è stata completata. Ora è il tempo del raccolto: cancellazione (il Grande Reset) e reinizio.


Poniamo la domanda decisiva: vi piace, cari ragazzi del 2021, il mondo in cui siete stati scaraventati? Basta alla vostra vita lo sballo pressoché obbligatorio, quello in cui troppi di voi consumano la giovinezza tra cocktail alcolici, pasticche, luci stroboscopiche e musica che neanche voi capite, che vi deve piacere per obbligo, perché altrimenti restate fuori dal giro e non “siete come tutti gli altri “? Vi piace una vita con il trolley in mano, precari del lavoro e dell’esistenza, oggi qui, domani là senza denaro in mano, una card nel portafogli e il cambio per una notte? Vi attrae un futuro nel quale non avrete nulla e, sostituiti da apparati artificiali, dovrete farvi piacere un ozio niente affatto creativo, intervallato da piaceri triviali, in cui voi stessi sarete ridotti a oggetti, cose, usati e gettati via?

Vi attira vivere tra sentimenti precari, da animali evoluti in allevamento intensivo?  Vi abbiamo rubato lo spirito, adesso tocca al corpo. Da un anno, il tempo del virus, siete stati espropriati del diritto di crescere, imparare, confrontarvi con i coetanei e gli adulti. Quello è il senso della maledetta DAD – didattica a distanza - ma è anche il precipitato di un tempo feroce in cui vi chiamano colpevoli, perfino untori del virus – voi che per età siete i meno esposti – perché osate riunirvi e muovervi, come è ovvio alla vostra età. Avete bisogno di ridere, gridare, fare esperienza, sbagliare, ma da vivi, non da fantasmi impauriti e mascherati.

Non è strano che aumentino tra voi i suicidi, gli atti di autolesionismo che spostano al corpo il disagio dell’anima, l’uso dei psicofarmaci e delle droghe. Siete colpevoli solo in piccola parte: certo, dovreste avere più rispetto per voi stessi, ma perché, poi, se gli esempi sono quelli che ricevete da noi? La generazione dei genitori non è migliore: esempi e modelli non ne avete davvero. La società esige la “prestazione”, chi non ce la fa è un perdente, un colpevole. Questo vi abbiamo fatto credere e vi abbiamo convinto. Perché non dovreste affidare alla medicina, alla chimica, alla droga, il miglioramento delle vostre performances e la speranza di trovare un senso, anche momentaneo, a vite senza direzione?

Perché non dovreste sballare se la società che vi abbiamo preparato è quella che vedete dalla finestra, dagli schermi del computer e degli altri apparati artificiali con cui convivete dalla nascita, voi “nativi digitali “?  Sarebbe strano che aveste della libertà, dell’esistenza, dei rapporti umani, una visione diversa da quella che vi abbiamo imposto con un indottrinamento così potente, pervasivo, totale da non essere più neppure percepito, tanto è connaturato alla realtà quotidiana.

Eppure non siete felici. Non potete esserlo: siete esseri umani, sentite confusamente che così non va, che il “progresso “universale vi sta togliendo qualcosa. Il migliore di mondi possibili è lo stesso che vi trasforma in marionette, oggetti plastici di cui qualcuno tira i fili, un gregge senza direzione e senza meta. Vi abbiamo rubato anche il tempo dell’attesa: tutto è “in tempo reale”, l’istante, l’immediato dell’era digitale. Basta con la memoria, basta con l’esperienza della conquista e della fatica. La società “analgesica” vi ha fatto diventare leggeri, eterei come fiocchi di neve. Vi abbiamo disabituato alla discussione, al pensiero critico, alla riflessione: perdite di tempo, è già tutto online. Vi siete abituati a considerare vostra, soggettiva, l’opinione imposta dall’alto.

Neppure sospettate l’esistenza di pensieri “strani” come quello di Nicolàs Gòmez Dàvila, per il quale lungi dall’essere un criterio di verità, il consenso universale è in genere un segno di errore. Per colpa nostra avete disimparato a ragionare; per questo non sopportate idee divergenti e diventate i più accesi nemici della libertà di pensiero. Non è colpa vostra, ma di pessimi maestri, se ascoltare la verità vi porta all’indignazione: vi siete abituati a non credere ai vostri occhi, a valutare tutto con il criterio dell’uniformità e dell’indifferenza.

Siete i destinatari di un’operazione di ingegneria sociale- cioè di un imbroglio universale – senza precedenti. Dall’alto – proprio voi che credete di vivere nella bambagia della libertà senza limiti – vi stanno formattando e resettando. Distrutto il disco rigido, ora tocca al software. Attraverso l’assenza di contatti, studio e lavoro a distanza, stanno disattivando il lobo frontale del vostro cervello, sede della decisione e della strategia. Perdete neuroni in modo irreversibile. Lorsignori lo sanno, quindi sono i vostri aguzzini: pensateci, finché siete in tempo. Due millenni e mezzo fa, Aristotele, che non vogliono più farvi studiare perché – dicono- era schiavista, scrisse che l’uomo è un animale sociale, ossia che non siamo nulla fuori dalla comunità umana, lontani dai rapporti con i nostri simili. La nostra natura non è quella dell’orso.

Voi lo sapete meglio di tutti: avete bisogno degli amici, delle risate, di far parte di un gruppo, di confrontarvi, anche se oggi tutto è virtuale: la comunità è diventata la community fittizia dei social media, l’approvazione cui aspirate è quella banale e binaria del pollice alzato o abbassato. Forse non ve lo hanno insegnato, ma era il segno barbaro della plebe del circo a Roma antica per lasciare in vita o uccidere il gladiatore sconfitto nello spettacolo. Adesso simboleggia la vostra aspirazione, unita alla paura, il timore di essere disapprovati, di non far parte del gruppo. Qualcuno– i più fragili, i più sensibili- si è addirittura suicidato per qualche pollice abbassato. “Non mi piace” diventa lo stigma postmoderno, la pena capitale (la morte social…) di un’era disumana.

Non vi vogliamo tediare: gli esempi bastano e avanzano. Resta la domanda: siete contenti di vivere in un mondo così? Avete bisogno di contatto, comunità, dialogo, di sentirvi, toccarvi e allontanare quell’amaro sapore di solitudine e soprattutto di inutilità, di mancanza di senso che vi abbiamo instillato, offrendo in cambio il consumo di tutto, anche di voi stessi, codice a barre e cartellino del prezzo. Adesso qualcuno si sta spingendo oltre e sarà decisivo il vostro atteggiamento.  Attraverso il coronavirus che vi ha chiuso in casa, il potere–cominciate a diffidare della “narrazione “ufficiale- ha messo in campo un progetto che a noi sembra terribile. Si chiama “untact “, senza tatto e senza contatto.

Comporterà la sparizione organizzata dei contatti umani. Forse tacciare Aristotele di schiavismo e impedirvi di conoscere il suo pensiero – il più completo e importante della civiltà di cui siete figli – risponde a una logica perversa del potere: gli ignoranti non possono opporsi a nulla, in mancanza degli strumenti – parole, idee, principi- per valutare e giudicare. E’ pronto il progetto che vi chiuderà in gabbia a tempo indeterminato, impedendo il contatto- fisico, umano e spirituale- con il prossimo. Muore l’animale sociale di Aristotele, nasce l’animale umano asociale di allevamento, intoccabile, che vive in cattività e deve esserne felice. Untact, ovvero, nel globish che vi hanno abituato a biascicare come passaporto universale della generazione Erasmus, senza contatti umani, anima e corpo.

Il coronavirus è un potente acceleratore; iniziate a pensare che vi stanno fregando. Non sappiamo se il contagio è opera diretta del potere, certo è diventato un potentissimo strumento e pretesto di dominio, disumanizzazione e riduzione dell’uomo a bestia asociale. Poiché l’essere umano è presentato come un potenziale pericoloso vettore di virus, la soluzione è pronta: da ora in poi – per voi sarà l’intera vita - bisogna entrare il meno possibile in relazione e contatto con altri esseri umani. Ecco il futuro ansiogeno che vi prescrivono. Homo homini virus, quindi scansiamoci, allontaniamoci definitivamente, e che il distanziamento sia programma e modello dell’Antropocene.

Tra le cose di cui vi abbiamo privato c’è l’amore per la conoscenza. Abituati al riassunto, alle news: non si legge più un libro per intero, né un articolo. Quasi nessuno – e non è questione di età- ha letto il manifesto del Grande Reset del Forum Economico Mondiale. Nero su bianco, è una sorta di romanzo di fantascienza ambientato nel futuro prossimo, un mondo totalitario in cui gli apparati artificiali e il robot assumono sempre più importanza mentre la società si disumanizza. Vi interessa rifletterci o va bene così?

Nel caso di Untact, capofila è la Corea del Sud, impegnata a organizzare la vita quotidiana di domani “senza contatto”. La parola “untact” appare ben quarantasette volte nel progetto di rilancio dell’economia sudcoreana colpita dalle conseguenze della pandemia. Prima anomalia: il piano è di luglio 2020; velocissimi, non pare anche a voi? Ammirevole rapidità di teorie antiumane già pronte dall’inizio della crisi. Per puro caso – ci credete? – i protagonisti e i beneficiari saranno le grandi multinazionali tecnologiche – Big Tech e Big Data – e le nuove tecnologie, robotica e intelligenza artificiale.

La Corea del Sud investirà più di 40 miliardi di dollari per stimolare le imprese a creare robot, automobili senza conducente, droni, e ospedali in cui le cure saranno somministrate dall’intelligenza artificiale. Verrà implementata ogni tecnologia in grado di ridurre i contatti umani. Sarà un tic generazionale, ma chi scrive è infastidito dalle risposte delle voci elettroniche e dai relativi comandi: pigiare tasto uno, tasto due eccetera. L’idea di un mondo in cui la persona umana è sostituita dall’apparato artificiale ci inquieta indipendentemente dai virus. Evidentemente, non siamo che residui, relitti di un passato da cancellare, anzi resettare.

La patria di Samsung è uno dei paesi più connessi al mondo: milioni di coreani trascorrono ore e ore ogni giorno dietro uno schermo e la pandemia ha consentito di trasformare la tendenza in vero e proprio progetto esistenziale. Lo sviluppo della fibra 5G, la robotizzazione e l’intelligenza artificiale modificheranno tutti gli ambiti della vita. I ristoranti saranno sostituiti da catene di ristorazione senza personale “umano” in cui saranno i robot a ricevere le ordinazioni e servire i cibi (artificiali?). La scuola a distanza diventerà la norma, la sanità privilegerà le terapie e le visite a distanza. Chi manterrà un lavoro, lo svolgerà lontano dai colleghi. Gran parte delle attività commerciali spariranno a favore del commercio elettronico. Le consegne avverranno per mezzo di droni, i piccoli aerei senza pilota. Il dialogo e la discussione professionale a distanza diventeranno la norma.

La convivialità è destinata a diventare un retaggio del passato, i legami con gli amici e la famiglia si scioglieranno, incoraggiati a sparire o svolgersi per interposto schermo.  Le attività ricreative, di svago, gli spettacoli, la cultura, assistere a concerti, visitare una mostra, tutto si svolgerà in forma virtuale, a distanza, davanti allo schermo. Non sappiamo che fine farà lo sport, che è contatto, competizione, gioioso rito comunitario. Si svilupperanno le smart cities, “città intelligenti”, la cui regola base sarà quella di evitare i contatti umani. Strana intelligenza. Il ministro della Cultura, dello Sport e del Turismo coreano – i settori più colpiti dal mondo untact – si dichiara entusiasta. “E’ necessario creare una cultura senza contatto. Dobbiamo creare una nuova vita che includa sempre meno contatti faccia a faccia. L’abbiamo battezzata cultura “untact”, e sarà sostenuta dalla quarta rivoluzione industriale, basata sull’intelligenza artificiale e la fibra 5G.” Dichiarazioni che sono la fotocopia perfetta della descrizione del mondo di domani del Forum di Davos e dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Non dite che non avete capito o che non vi hanno informato: sono stati chiarissimi. Benvenuti nel migliore di mondi, in cui si mostreranno “dell’umana gente le magnifiche sorti e progressive”, il mediocre verso di Terenzio Mamiani che il Leopardi inserì a mo’ di scherno nella Ginestra o il fiore del deserto. Un deserto avanza con il nome di progresso. Sappiate, ragazzi, che non è una lotta tra passato e futuro, ma di umanità contro zootecnia. Dovete decidere se preferite rimanere uomini, gli animali sociali di Aristotele, liberi pur con tutti i difetti, capaci di odio, sì, ma anche di amore ed empatia, o diventare disinfettati, algidi animali asociali untact.

Preferite vivere nel reale o nel virtuale, l’immenso film pornografico in cui si guarda senza vivere e partecipare? Per la vecchia generazione la scelta non dovrebbe essere difficile. Per voi, ragazzi del 2021, è più dura: vi hanno lavato il cervello e noi, i padri, non abbiamo reagito. Uno di quelli che hanno costruito il mondo nuovo- Bill Gates- lo stesso che vi vuole vaccinare contro tutto, applicare chip sotto pelle e far mangiare cibo artificiale, ha proposto l’istituzione di un ministero mondiale della Verità, per combattere, afferma, la “disinformazione”, ovvero tutto ciò che non proviene da lui e dall’iperclasse dei padroni universali. Avrete sentito parlare del romanzo 1984 di George Orwell: in quel libro sul totalitarismo, uno degli incubi era il Ministero della Verità: i lupi a guardia degli agnelli. Da che parte volete stare?


 

UNTACT: L’ANIMALE ASOCIALE 

di Roberto Pecchioli

 

http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/filosofia/9969-untact-l-animale-asociale

La Nuova Normalità  (Fase 2)

C.J. Hopkins
unz.com

Dunque, siamo già da quasi un anno nella “Nuova Normalità” (detta anche “totalitarismo patologizzato“) e le cose sembrano ancora … beh, piuttosto totalitarie.

La maggior parte dell’Europa Occidentale è ancora in “lockdown” o “sotto coprifuoco” o in qualche altro stato di “emergenza sanitaria.” La polizia sta multando e arrestando le persone per il reato di “trovarsi all’aperto senza valido motivo.” Le proteste sono ancora vietate. Il dissenso è tuttora censurato. La propaganda ufficiale è implacabile. I governi governano per editti, sottoponendo la gente a una serie di sempre più assurde restrizioni degli aspetti più fondamentali della vita quotidiana.

Ed ora, la campagna per “vaccinare” tutta l’umanità contro un virus che causa sintomi influenzali da lievi a moderati o, più comunemente, nessun sintomo in oltre il 95% degli infettati e dove oltre il 99% degli infettati sopravvive (un virus che non ha alcun effetto reale sui tassi di mortalità calibrati per età e il cui profilo di mortalità non si discosta quello normale) viene portata avanti con un fervore letteralmente religioso.

I “passaporti vaccinali” (che sono decisamente inquietanti, ma che non hanno alcuna somiglianza con i certificati di ascendenza ariana, o altri documenti fascisti da apartheid, quindi non pensateci nemmeno a fare un tale confronto!) sono già stati introdotti in Israele.

In altre parole, com’era stato previsto da noi “teorici della cospirazione,” le “misure temporanee di emergenza per la salute pubblica” attuate da GloboCap nel marzo del 2020 sono ancora tutte in vigore, e anche qualcuna in più. Detto questo, e come avrete probabilmente notato, la situazione è leggermente cambiata, il che non sorprende, dato che GloboCap sta portando a termine la transizione dalla Fase 1 alla Fase 2 della “Nuova Normalità.”

La Fase 1 era stata praticamente il classico “shock and awe.” Era stato scoperto un “virus apocalittico.” Era stato dichiarato uno “stato di emergenza” globale. I diritti costituzionali erano stati cancellati. Soldati, polizia, telecamere di sorveglianza, droni militari e cani robot erano stati schierati per rafforzare lo stato di polizia mondiale. Le masse erano state bombardate di propaganda ufficiale: foto di persone che cadevano morte per la strada, pazienti incoscienti che morivano agonizzando, corpi impilati in camion obitorio di fortunanavi ospedale, storie di orrore dalle terapie intensive, proiezioni di centinaia di milioni di mortislogan orwelliani che incutevano terrore, melensi cartelloni pubblicitari sullo “sforzo bellico” e così via. L’intera forza della più formidabile macchina propagandistica goebbelsiana della storia era stata scatenata sul pubblico, tutta in una volta. (Vedete, per esempio, CNNNPRCNBCThe New York TimesThe Guardian, The AtlanticForbes, e altre fonti “autorevoli” come il FMI e il Gruppo della Banca Mondiale, il WEF, l‘ONU, l’OMS, il CDC).

Ma la fase di “shock and awe” non poteva andare avanti per sempre, né era destinata a farlo. Il suo scopo era (a) terrorizzare le masse bersaglio e portarle ad uno stato di sottomissione, (b) destabilizzare irreversibilmente la società, così da poterla radicalmente “ristrutturare” e (c) dimostrare a tutti i costi una schiacciante superiorità di forza, in modo da rendere inconcepibile ogni resistenza. Questa tattica di shock and awe (o “dominio rapido“) è stata impiegata dagli imperi, e dagli aspiranti imperi, in tutto il corso della storia militare. È stata appena impiegata da GloboCap contro… beh, contro il mondo intero. Ed ora, quella fase sta per terminare.

Le caratteristiche della fase 2 non sono ancora del tutto chiare, ma si possono fare alcune logiche considerazioni. Tipicamente, questa è la fase in cui la forza conquistatrice (in questo caso, GloboCap) ripristina la “normalità” (cioè, una “nuova normalità“) nella società che ha appena destabilizzato e terrorizzato. Installa un nuovo governo favorevole all’occupazione, fa ripartire l’economia e inizia la transizione graduale dalla legge marziale a qualcosa che assomiglia alla “normale” vita quotidiana. Distribuisce tavolette di cioccolato ai bambini, aiuti finanziari alle imprese, potere ai generali e alla polizia e “libertà” al pubblico scioccato.

Questo sembra essere dove ci troviamo al momento. Come avrete probabilmente notato, i media corporativi, i capi di governo e gli esperti medici hanno iniziato a parlare di “fine della pandemia,” o almeno della “fine della fase di emergenza” correlata ad essa. Improvvisamente, “un certo livello di Covid è tollerabile,” “zero Covid è improbabile,” eccetera. Questo sta accadendo più o meno a comando.

Ora che la spinta alla vaccinazione è in pieno svolgimento, stanno cercando di temperare la paranoia e l’odio generalizzato che hanno fomentato per oltre un anno con un po’ di speranza e con la visione di un futuro post-crisi. I governi stanno attentamente allentando le restrizioni, chiarendo senza ombra di dubbio che, se non obbediremo agli ordini, non indosseremo le mascherine, non ci faremo vaccinare, e così via, ci schiacceranno di nuovo senza pietà. Vogliono facilitarci l’ingresso in questo futuro patologizzato e totalitario con delicatezza, in modo che sembri che ci stanno liberando e che ci permetteranno di tornare ad una parvenza di vita normale, anche se in un mondo nuovo, più terrificante, perennemente minacciato da virus ed estremisti.

Per esempio, qui in Germania, il governo ha deciso di “restituire un po’ di libertà e fiducia al popolo,” ma sono pronti a rinchiuderci di nuovo “duramente,” se dovessero sospettare che non abbiamo “fatto tesoro della loro fiducia.” Secondo questo piano in 5 fasi, le librerie e i fiorai potranno riaprire questa settimana con un limite di una persona ogni dieci metri quadrati, fino a dieci persone potranno praticare sport senza contatto, e cinque persone appartenenti a non più di due nuclei familiari potranno incontrarsi (e quindi praticare anche sport senza contatto), a meno che il “tasso di incidenza” dei test PCR positivi non superi il 100 per mille, nel qual caso, si tornerebbe al “lockdown duro.” Due settimane dopo, il 22 marzo, se il “tasso di positività ai test” rimarrà al di sotto di 50, i ristoranti all’aperto potranno riprendere l’attività e i teatri, i cinema e i teatri dell’opera potranno riaprire. Tuttavia, se il “tasso di positività ai test” sarà più di 50 ma meno di 100, i pasti all’aperto saranno consentiti rigorosamente solo su prenotazione. (Si presume che ci saranno gruppi di scagnozzi che esamineranno i registri delle prenotazione dei ristoranti e ordineranno agli avventori di mostrare i documenti). Nel piano ci sono altre condizioni kafkiane, ma penso che abbiate afferrato il concetto.

Nel frattempo, negli Stati Uniti, anche se Washington DC rimane sotto occupazione, con il Campidoglio ancora circondato da recinzioni di filo spinato per proteggere la democrazia da un nemico immaginario uscito da 1984 di George Orwell, il Texas, il Mississippi e qualche altro stato si stanno unendo alla Florida in aperta ribellione e permettono alla gente di andare al ristorante, stare insieme alle loro famiglie e ai loro amici, camminare in pubblico senza mascherina e vivere comunque la vita in modo assolutamente non paranoide e strizzaculo.

Nonostante l’indignazione degli adepti del Culto Covidiano, le decisioni di questi stati non sono motivo di grande preoccupazione per GloboCap, dato che i centri di potere costieri sono assolutamente convertiti alla “Nuova Normalità” e i Liberali che ne costituiscono la maggioranza sono stati trasformati in paranoici, fanatici e isterici, che ora dedicano una notevole quantità del loro tempo a dare la caccia a presunti “negazionisti covidiani,” “no mask,” “no vax,” “estremisti suprematisti bianchi,” “teorici della cospirazione,” “libertari,” “fumettari razzisti defunti” (e a chiunque non si conformi alla loro ideologia patologizzata-totalitaria) e a trollarli ossessivamente sui social media o a denunciare i loro psicoreati alla Reality Police.

Questa trasformazione delle classi medio-alte relativamente benestanti e prevalentemente liberali e dei milioni di persone che futilmente aspirano a farne parte, a diventare “buoni Tedeschi” (o, piuttosto, “nuovi normali” che eseguono gli ordini meccanicamente), è avvenuta anche qui in Europa Occidentale (e altrove nell’impero capitalista globale) ed era stata uno dei principali obiettivi di GloboCap nella Fase 1 del lancio della “Nuova Normalità.” Questa trasformazione era già in corso da tempo, in modo meno drammatico e senza virus. Continuerà anche quando questo virus sarà scomparso.

La “Nuova Normalità” non è solo un virus. La “Nuova Normalità” non è mai stata solo un virus. Non c’è bisogno di una nuova “normalità” a causa di un virus. C’è bisogno di una nuova “normalità” quando la vostra attuale “normalità” è andata oltre la sua utilità per coloro che sono al potere, che, nel nostro caso, sono le classi dirigenti capitaliste globali.

Ho scritto su questo per … beh, la maggior parte della mia vita e, negli ultimi cinque anni, ho pubblicato questi articoli, quindi non ho intenzione di riassumere tutto adesso, ma, fondamentalmente, stiamo vivendo una di quelle trasformazioni storiche della struttura del potere politico che, di solito, non è possibile riconoscere prima della sua conclusione … non solo un “cambio della guardia,” una trasformazione della natura del potere, come viene esercitato, le convinzioni su cui si basa, e la “realtà” evocata da quelle convinzioni.

Questa trasformazione era iniziata con la fine della Guerra Fredda, quando il capitalismo globale era diventato il primo sistema ideologico egemonico globale della storia. Il lancio della “Nuova Normalità” fa parte di questa trasformazione, ma non ne è la totalità, solo una tappa essenziale.

Stiamo passando da una “realtà” ideologica ad una “realtà” post-ideologica, patologizzata… una “realtà” in cui ogni deviazione dall’ideologia ufficiale (cioè la “normalità“) non è più una sfida o una minaccia politica, ma una “malattia” o un “disturbo psichiatrico.”

Farò l’antipatico e mi citerò da solo, così non dovrò cercare di spiegarlo di nuovo. Ecco un passaggio da un mio articolo recente:

“Un sistema globalmente egemonico (ad esempio, il capitalismo globale) non ha nemici esterni, perché non c’è un territorio ‘al di fuori’ del sistema. I suoi unici nemici sono all’interno del sistema e quindi, per definizione, sono ‘gli insorti,’ conosciuti anche come ‘terroristi’ ed ‘estremisti’. Questi termini sono ovviamente del tutto privi di significato. Sono puramente strategici e vengono utilizzati contro chiunque si discosti dall’ideologia ufficiale di GloboCap … che, nel caso ve lo steste chiedendo, si chiama ‘normalità’ (o, nel nostro caso attuale, ‘Nuova Normalità’) … questa nuova razza di ‘terroristi’ [secondo GloboCap] non ci odia solo per la nostra libertà … ci odia perché odia la ‘realtà’. Non sono più i nostri avversari politici o ideologici … sono affetti da un disturbo psichiatrico. Non hanno più bisogno di essere messi in discussione o ascoltati … hanno bisogno di essere ‘trattati’, ‘rieducati’ e ‘deprogrammati’, finché non accetteranno la ‘realtà’.”

Mentre passiamo dalla Fase 1 alla Fase 2 della “Nuova Normalità,” la patologizzazione del dissenso politico continuerà e si intensificherà, sia apertamente che impercettibilmente. GloboCap e i media corporativi continueranno a mettere in guardia su imminenti “attacchi alla democrazia” da parte di immaginari “terroristi interni,” così come con i vecchi “terroristi non interni.” Continueranno anche ad avvertire di minacce imminenti poste da virus esotici e da “varianti” di virus esotici e di “condizioni” permanenti causate da virus e di altre minacce ai nostri fluidi corporei. Soprattutto, continueranno a mettere in guardia sul pericolo di assimilare “disinformazione,” “teorie della cospirazione” o qualsiasi altro tipo di contenuto non verificato, non autorizzato, non validato dai [loro] fatti. Faranno un’accurata cernita delle fonti di tali contenuti e spiegheranno esaustivamente le condizioni patologiche di cui queste fonti saranno chiaramente affette. Esploreranno una varietà di trattamenti e di cure e raccomanderanno misure profilattiche contro la potenziale esposizione a queste fonti.

Queste molteplici “minacce alla democrazia” (cioè, “terroristi,” “virus,” “disinformazione,” “razzismo,” “sessismo,” “omofobia,” “transfobia,” “scetticismo sul sistema elettorale,” “suprematismo bianco,” “abuso premeditato di pronomi,” “mascolinità oppositiva-difensiva-infantile,” “esitazione vaccinale,” “religione,” ecc.) si fonderanno in un unico nemico, come il Goldstein di 1984, che i bambini della “Nuova Normalità” saranno condizionati ad odiare, a temere, a zittire, a mettere in quarantena dalla società “normale” e a “curare” dalla sua “malattia” con terapie farmaceutiche “sicure ed efficaci” imposte dal governo.

Ma non importa … al vostro posto non mi preoccuperei di questo. Probabilmente mi sto agitando per niente. Dopo tutto, come molti dei miei ex amici vi diranno (parlando attraverso le loro mascherine e le loro visiere facciali), sono solo un paranoico “teorico della cospirazione” che diffonde “disinformazione non verificata.”

C.J. Hopkins

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/chopkins/the-new-normal-phase-2/
08.03.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

https://comedonchisciotte.org/la-nuova-normalita-fase-2/

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