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venerdì 30 aprile 2021

La Chiesa piaciona

INDEGNA PROPAGANDA

Dalla Chiesa vaccinista un kit per indottrinare preti e fedeli

 La Chiesa asservita al vaccinismo sforna, tramite il Dicastero del cardinale Turkson, un kit sui vaccini anti-Covid per trasformare gli amboni delle nostre chiese in luoghi di propaganda vaccinista, fornendo indicazioni per le omelie, per trasformare ogni sacerdote in un funzionario del super-ministero della sanità, per mettersi al servizio della principale ideologia politica di questo momento e farla passare per evangelica. Il Kit, veramente imbarazzante per i luoghi comuni, esprime una Chiesa piaciona, che parla di cose che non sa e che liscia chi comanda. Ahinoi. 



Solo due giorni fa ci chiedevamo cosa resti del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Ora ne abbiamo una chiara (e incredibile) dimostrazione: resta una “cabina di regia” – sì, non solo Draghi ne ha una … – per l’implementazione dell’ideologia vaccinista, per togliere ai fedeli ogni dubbio sul dovere evangelico assoluto di vaccinarsi, per confermare la tesi del vaccino sicuro oltre ogni ragionevole dubbio, per tacitare gli scienziati dissenzienti, per trasformare gli amboni delle nostre chiese in luoghi di propaganda vaccinista fornendo indicazioni e contenuti per le omelie, per trasformare ogni sacerdote in un funzionario del super-ministero della sanità, per mettersi al servizio della principale ideologia politica di questo momento storico e farla passare per evangelica. La Chiesa asservita al Vaccinismo. Non sono uno storico, ma non credo che mai la Chiesa cattolica si sia posta a servizio di un progetto mondano e politico come in questo caso, piegandosi perfino a fornirgli gli strumenti operativi – i Kit, appunto – assieme alla manovalanza per la propaganda.

Il Dicastero del cardinale Turkson ha prodotto un Kit (QUI) per rappresentanti della Chiesa sui vaccini anti-Covid composto di sette capitoletti che rimandano ad alcuni documenti, forniscono una antologia di interventi (soprattutto di papa Francesco), rispondono a domande cliniche (I vaccini sono sicuri? Sono stati prodotti troppo in fretta? Il vaccino protegge dalle varianti del virus?...), rispondono a domande cosiddette ecclesiali (cosa dire dei “complottisti” che criticano il vaccino?, cosa collega il coronavirus con la crisi ecologica?), propongono strumenti per omelie e conversazioni, rispondono a domande per la famiglia (quali sono gli effetti collaterali del vaccino? quali sono i vaccini ora disponibili?, bisognerà mantenere le distanze anche dopo essere vaccinati?), infine il Kit propone esempi da tweet, storie Instagram, pagine facebook sul tema vaccini e fornisce immagini. Ogni parroco, ogni settimanale diocesano, ogni movimento o associazione è così arruolato, inviato sul fronte e dotato delle cartucce da sparare, con l’indicazione contro chi le deve sparare.

Ci vuole molta creatività, va riconosciuto, per arrivare così tristemente in basso nel livello di compiacenza verso gli interessi cari al mondo e per trasformare un soggetto di evangelizzazione – il Dicastero protagonista, ma prima di esso la Chiesa intera – in una agenzia che prepara Kit tecnico pratici, funzionali ad una prassi che non rientra per niente nelle sue finalità e che crea nuovi dogmi e nuovi assoluti morali privi di fondamento.

Il testo del Kit è veramente imbarazzante per i luoghi comuni che a cui aderisce e che rilancia come paraocchi e bavagli a chi cerca di pensare con la propria testa: “Ricevere il vaccino anti COVID-19 deve essere inteso come un atto d'amore verso i membri delle nostre comunità”, “Rigorosi test garantiscono che la vaccinazione è sicura”, “Gli scienziati monitorano costantemente ogni informazione che possa indicare rischi per la salute a causa di un vaccino”, “Gli scienziati sono stati in grado di sviluppare i vaccini anti COVID-19 così velocemente perché la ricerca ha fatto passi da gigante”, “gli scienziati stanno collaborando e condividendo le ricerche come mai prima d'ora”, “l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'Unione Europea e altri enti forniscono costanti aggiornamenti relativamente agli ultimi sviluppi per quanto riguarda i vaccini”, “Le autorità sanitarie pubbliche sono in grado di fornire consigli a livello locale” per coloro che dovessero avvertire tali reazioni”. Ma chi può mai credere a piaggerie di questo genere? Sono prese di posizione veramente imbarazzanti per superficialità e pressapochismo. Inoltre sono platealmente servizievoli rispetto al manovratore, prive del minimo coraggio critico, condiscendenti rispetto a decisioni sanitarie che in realtà sono politiche. Perché compromettere la Chiesa, facendola scendere a questi livelli di cortigianeria?

Il Kit arriva addirittura a dare consigli su come continuare ad indossare la mascherina anche dopo la vaccinazione perché non ci sono ancora prove che confermino la protezione a lungo termine, e sostiene che non ci sono altri vaccini oltre quelli esistenti che quindi diventano l’unico strumento contro il Covid. Demonizza coloro che seminano notizie false sulla vaccinazione, rimanda, da buon esecutore dei compiti assegnati, alle autorità competenti (sic!) dissuadendo quindi da attingere al samizdat clandestino, fa il panegirico della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali che “si avvale delle competenze dei suoi membri, che includono epidemiologi, esperti in risposte alla pandemia ed esperti in salute pubblica mondiale”, elude sbrigativamente la questione delle cellule fetali di aborti riferendo in modo parziale le valutazioni morali della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Non poteva mancare, alla fine di un Kit così tristemente adulatorio della versione ufficiale, l’abusata bufala dei collegamenti tra Covid e degrado ambientale: “La rapida distruzione degli ecosistemi e della biodiversità causata dal commercio della fauna, la deforestazione, le attività estrattive e l'agricoltura intensiva, aumentano il rischio di insorgenza di nuovi virus”. Sciocchezze e poco più, ma ripetute e fatte ripetere a iosa da chi utilizzerà il nuovo Kit.

Il Kit del Dicastero esprime una Chiesa piaciona, che parla di cose che non sa, che liscia chi comanda, che fa propri i più triti luoghi comuni, che disillude gli intelligenti, che adopera slogan senza significato. Ahinoi.

Stefano Fontana

https://lanuovabq.it/it/dalla-chiesa-vaccinista-un-kit-per-indottrinare-preti-e-fedeli


La Medicina Covidcentrica



Non sono un'esperta in medicina, Ma come molti di voi, sono in grado di riconoscere un bravo medico di cui ci si può fidare, da un distributore automatico di ricette che nemmeno ti guarda  o da un ciarlatano. "I bravi medici dei quali ci si può fidare" sono andati in pensione. Alcuni sono morti. Per il resto, occorre avere fortuna, e saper pescare nel mazzo. Ricordo con affetto il medico-condotto di famiglia quando ero piccola. Gli bastava uno sguardo, una tastata di polso e di schiena con lo stetoscopio che da bambina mi divertivo a sfilargli dalle orecchie prendendolo per un giocattolo, per fare una diagnosi senza bisogno di rilasciare "impegnative" cartacee sulle varie analisi da eseguire presso i laboratori. Ora gli ambulatori dei medici detti "di base" non rispondono al telefono. Come non rispondono al telefono i numeri di pubblica utilità sanitaria. E' questo il  vero dramma che mi raccontano amici che hanno avuto la sventura di venir colpiti dal Covid: sentirsi soli e spaventati da una pessima informazione di stampo terrorista, anche a fronte di una malattia curabilissima. Nessuno arriva a domicilio a monitorare e i protocolli  di cura tuttora in funzione, sono a dir poco da killeraggio con la solita Tachipirina e la "vigile attesa".  Se la malattia si aggrava,  il paziente può finire all’ospedale quando ormai è tardi, e allora neppure la terapia intensiva può bastare.

I medici, fatte salve le dovute eccezioni,  fanno orecchio da mercante e si limitano a qualche ricetta on line. La cura, per chi ha la fortuna di riceverla, è  quasi esclusivamente "telefonica". Non si tasta, non si ascolta la respirazione né il battito cardiaco. Insomma, la medicina non è quasi più  "in presenza" (grande assente è il corpo), se non pagando profumatamente degli specialisti. Se poi ci sono volontari di associazioni al di fuori dei canali ufficiali (vedi i gruppi Ippocrate.org e http://terapiadomiciliarecovid19.org ) i quali si sono coraggiosamente presi cura del malato, nonostante i  veti, beh, questo fa parte della grande fortuna di alcuni pazienti. Ma -  lo ripeto - sono ancora eccezioni. 

Un'amica che ha avuto una sciatalgia quasi invalidante, cerca il suo medico di famiglia al telefono, per avere la ricetta  di un antidolorifico per la sua schiena. Mi ha raccontato di aver fatto in una giornata ben 12 tentativi, per contattarlo: tutti andati a vuoto.  Sconsolata, si rivolge alla Guardia Medica. Dopo un buon numero di tentativi, anche questi, andati al vuoto, finalmente le rispondono. Lei espone il problema e quelli: "Come va la respirazione? Ha controllato il saturimetro? Magari le consiglio di fare un tamponcino". "Tamponcino"? chiede lei con voce arrabbiata. "Ma sto crepando dal mal di schiena e non mi passa nemmeno con le punture di Voltaren, che c'entra il tamponcino? Non ho mica il Covid?".  

E a proposito di "tamponemania" ecco che è accaduto a un mio conoscente già colpito dal Covid nell'inverno appena passato. E' andato di recente a farsi fare un test sierologico per analizzare la sua carica immunitaria, in presenza della quale, se troppo elevata, non deve fare il vaccino, per le ovvie ragioni che rischia una malattia autoimmune. Il test rivela che aveva molto anticorpi lasciategli dalla malattia da cui era guarito. Ma all'istituto diagnostico gli dicono che già che c'era, doveva fare un ulteriore tampone. Per che cosa, visto che lo aveva già fatto mesi prima alla fine della malattia ed era risultato "negativo"? Per fargli spendere ancora un po' di soldi? Per continuare a tracciarne lo stato di "immunità"? Lascio a voi le conclusioni....

Si prevedono molte morti da "lockdown", ma nessuno tra  i medici che si affacciano in tv,  ne parla. Né parlano di tutte le altre patologie trascurate e marginalizzate. Si accettano cifre in proposito, quelle cifre  ormai squadernate h.24 solo per il Covid. Morti per non aver potuto curare altre patologie di cui l'enciclopedia medica è strapiena.  Eppure fino a qualche anno fa, si riempivano tutti la bocca con la parola "prevenzione": campagna di prevenzione contro il tumore, prevenzione di qua, prevenzione di là. Prevenire è meglio che curare o operarsi, e così via. Pochi cittadini si permettono oggi di fare seria  prevenzione: c'è il Covid. I posti letto per altre malattie sono in lista d'attesa: c'è il Covid. Se hai bisogno di uno specialista, poniamo, un ortopedico, è capace di chiederti preventivamente un tampone anche se devi curare un femore: c'è il Covid

Insomma abbiamo la Medicina Unica con la Malattia Unica: una Medicina Covidcentrica, forse la fine della vera Medicina, quella che eravamo abituati a conoscere e che ci è stata brutalmente strappata. E poiché il Covid è, secondo la loro concezione manichea,  il nuovo "Male Assoluto" e guai a chi lo nega o ridimensiona,  ecco di contro apparire il  "Bene Assoluto":  il vaccino. Vaccino salvifico pervenuto a Natale  e "sceso dalle stelle" come il Messia, e inoculato a Pasqua come la Resurrezione. E' ancora sperimentale e ci vogliono cinque anni per testarne gli effetti collaterali, ma che importa? Per Aspera ad Astra(Zeneca).   E i morti per trombosi, sono solo "effetti secondari". E' stato fatto rilevare da équipe di scienziati che vaccinare con epidemia  ancora in corso, crea nuove "varianti", poiché il virus muta. Uno scenario da fanta-incubo per tenerci intrappolati in  questa Matrix in eterno. 


L’Italia permane un paese da perenne coprifuoco, un paese che ha occultato l’assenza di un piano pandemico aggiornato, ha imposto mediante il suo ministro della Mala Salute, il divieto di effettuare autopsie nella primavera 2020 e poi ha fatto cremare alla spicciolata i cadaveri delle vittime, cioè le prove materiali di una strage imputata al virus, ma in realtà causata, in buona sostanza, dall’assenza di terapie efficaci, da protocolli sbagliati, dalla mancanza di  vere cure. Ma soprattutto, di una vera medicina territoriale e domiciliare. E' tempo di infrangere questo nodo di Gordio, se vogliamo metterci in salvo. 

Giorno di Santa Zita

Pubblicato da 

https://sauraplesio.blogspot.com/2021/04/la-medicina-covidcentrica.html

3 commenti:

  1. Ritengo che papa Bergoglio sia molto molto stanco per gli affanni del suo ministero e che - a Dio piacendo - il tempo sia ormai giunto di lasciare ad altri il posto che occupa.
    Preghiamo.

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  2. Gli unici comandamenti della Chiesa asservita alla massoneria: migranti e vaccini, mica salvezza delle anime : ipocriti e impostori, sepolcri imbiancati, alla larga da gente simile !

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