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Alcuni fatti,persone nel Concilio Vaticano II di Padre Paolo M. Siano, FI |
Il Cardinale Ciappi, il teologo di papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II (all’inizio del suo pontificato): “Il Terzo Segreto dice che la grande apostasia nella Chiesa inizia dal suo vertice. La conferma ufficiale del segreto de La Salette (1846): “La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventare la sede dell’Anticristo “.
ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...
martedì 9 agosto 2011
I padri del disastro
domenica 7 agosto 2011
Mala tempora
La Chiesa della “superstizione ecumenista”: opera finale dell’Anticristo!
di Arai Daniele
La trama per irretire un immenso popolo di anime per il regno infernale, passa per l’inganno finale della «nuova coscienza» di una chiesa che più universale non si può. Per l’esecuzione di tale progetto il Nemico convoca da secoli i suoi anticristi usando tutte le insidie e seduzioni di cui è capace.
L’impresa per la sua rifinitura, mirava a ergere una superchiesa che fosse oltre il solito ammasso di opinionisti su Dio, uniti soltanto dagli gnosticismi di moda o dal coro guidato da liberi pastori e muratori; essa doveva poter esibire, il nome di cattolica e apostolica, dispondo d’ogni indumento e orpello antico a testimonianza del suo «nuovo ordine» per la nuova pace globale.
Gli ultimi anticristi, irretendo perfino branchi di tradizionalisti aggrappati al latinorum, compirono e continuano a compiere tale «compito superlativo».
venerdì 5 agosto 2011
Chi resta?
Via tutti i vescovi irlandesi? Il Papa di fronte a una scelta drammatica
4 agosto 2011 -
La curia romana sta pensando di chiedere le dimissioni di tutti i vescovi irlandesi, una ventina circa, nominati prima del 2003. La proposta, fatta qualche settimana fa da padre Vincent Twomey, ex allievo di Benedetto XVI e docente al seminario irlandese di Maynooth, fa discutere coloro che in Vaticano sono chiamati a ruoli di responsabilità. Anche se manca ancora la benedizione papale, non sono pochi coloro che ritengono che le dimissioni sarebbero il segnale opportuno offerto a una chiesa in evidente difficoltà. Fu nel 2003 che l’allora cardinale Ratzinger ottenne da Giovanni Paolo II la concessione di alcune facoltà speciali per gestire da Roma i casi di “delicta graviora”, tra questi i casi di preti che abusano di minori. Prima di quella data la responsabilità era invece principalmente nelle mani dei singoli vescovi.
mercoledì 3 agosto 2011
Diocesi all'avanguardia
La chiesa va agli ortodossi, ma il prete non lo sa
Senza parole.......
di Andrea Zambrano da La Bussola
01-08-2011
E’ entrato nella chiesa dove celebra messa da 40 anni e ha trovato un pope ortodosso che smantellava le statue dei santi. Alla richiesta di spiegazioni, il religioso rumeno non ha fatto altro che allargare le braccia e invitarlo a rivolgersi in curia. Succede a Reggio Emilia nella chiesa del Cristo, piccolo santuario dove da 40 anni tutte le mattine il rettore don Luigi Veratti celebra la messa delle 9.30 di fronte ad un nutrito gruppo, circa 50, di fedeli. Il tempio, il 7 luglio scorso, è passato agli ortodossi secondo il principio raccomandato dalla Cei di concedere in uso alle altre confessioni cristiane, edifici religiosi. Ma qualcuno in curia, evidentemente, si è dimenticato di parlarne con il rettore del santuario, e soprattutto di spiegare ai popolo di Dio le ragioni del cambio e le alternative disponibili. La numerosa comunità rumena a Reggio era già ospitata in quella chiesa per la Divina Liturgia della domenica. “I nostri santi e i loro santi insieme, mai un problema di convivenza”, ha raccontato il sacerdote. Ma la convivenza è stata rotta da una decisione che assume i contorni di una fredda pratica burocratica da sbrigare. “Il fatto è che ho dovuto chiedere il permesso al pope di poter celebrare l’ultima messa e avvertire così i fedeli che la celebrazione era stata soppressa”, ha raccontato al Giornale di Reggio il sacerdote, visibilmente commosso per il trattamento ricevuto dai suoi superiori. Per diversi giorni don Veratti, che è stato fino a pochi anni fa cappellano del carcere di Reggio, si è trovato così nella spiacevole situazione di non sapere dove andare a celebrare la messa quotidiana. “Tornerò in galera”, ha detto tra il serio e il faceto. Ora probabilmente troverà “ospitalità” in un’altra chiesa. Peggio invece è andata ai fedeli, molti dei quali pensionati o frequentatori di passaggio (il tempio è nelle vicinanze della fermata dell’autobus e molto comodo per chi arriva a Reggio da fuori per commissioni), che si sono visti cancellare la messa, ma non hanno avuto dalla curia nessuna comunicazione a riguardo. “Considerata la facilità per i reggiani di accedere alla Messa in altre chiese...”.
Così recitava lo scarno comunicato della diocesi, emesso però a giochi già fatti, quando il sacerdote e i fedeli erano già stati sfrattati. Ora per il nutrito gruppo interparrocchiale non resta da fare altro che scrivere al vescovo titolare della diocesi di Reggio e Guastalla, Adriano Caprioli, per chiedere la ratio di un provvedimento che sembra assurdo e spiegazioni in merito ad una mancanza di rispetto, che ha portato, senza che ne venissero a conoscenza, alla soppressione con una facilità disarmante di una messa radicata nel sentito religioso di molti. Tanto più se si considera che nella città del Tricolore sono già diverse le chiese chiuse al culto, ma perfettamente agibili e spesso utilizzate per concerti o mostre, e che si potevano concedere senza problemi ai fedeli ortodossi. In fatto di spiegazioni poi, notevole è stato l’imbarazzo del responsabile diocesano per l’ecumenismo, monsignor Giancarlo Gozzi, che alle richieste di chiarimenti sulla natura e le ragioni della soluzione, ha replicato ad un giornale locale con un più che esaustivo: “Non so”. Il risultato è che l’enfasi ecumenica ha prodotto, secondo la solita eterogenesi dei fini, l’effetto spiacevole di aprire le porte di casa alle altre confessioni, e di chiuderle ai cattolici. Alla faccia dell’unità dei cristiani.
di Andrea Zambrano da La Bussola01-08-2011
E’ entrato nella chiesa dove celebra messa da 40 anni e ha trovato un pope ortodosso che smantellava le statue dei santi. Alla richiesta di spiegazioni, il religioso rumeno non ha fatto altro che allargare le braccia e invitarlo a rivolgersi in curia. Succede a Reggio Emilia nella chiesa del Cristo, piccolo santuario dove da 40 anni tutte le mattine il rettore don Luigi Veratti celebra la messa delle 9.30 di fronte ad un nutrito gruppo, circa 50, di fedeli. Il tempio, il 7 luglio scorso, è passato agli ortodossi secondo il principio raccomandato dalla Cei di concedere in uso alle altre confessioni cristiane, edifici religiosi. Ma qualcuno in curia, evidentemente, si è dimenticato di parlarne con il rettore del santuario, e soprattutto di spiegare ai popolo di Dio le ragioni del cambio e le alternative disponibili. La numerosa comunità rumena a Reggio era già ospitata in quella chiesa per la Divina Liturgia della domenica. “I nostri santi e i loro santi insieme, mai un problema di convivenza”, ha raccontato il sacerdote. Ma la convivenza è stata rotta da una decisione che assume i contorni di una fredda pratica burocratica da sbrigare. “Il fatto è che ho dovuto chiedere il permesso al pope di poter celebrare l’ultima messa e avvertire così i fedeli che la celebrazione era stata soppressa”, ha raccontato al Giornale di Reggio il sacerdote, visibilmente commosso per il trattamento ricevuto dai suoi superiori. Per diversi giorni don Veratti, che è stato fino a pochi anni fa cappellano del carcere di Reggio, si è trovato così nella spiacevole situazione di non sapere dove andare a celebrare la messa quotidiana. “Tornerò in galera”, ha detto tra il serio e il faceto. Ora probabilmente troverà “ospitalità” in un’altra chiesa. Peggio invece è andata ai fedeli, molti dei quali pensionati o frequentatori di passaggio (il tempio è nelle vicinanze della fermata dell’autobus e molto comodo per chi arriva a Reggio da fuori per commissioni), che si sono visti cancellare la messa, ma non hanno avuto dalla curia nessuna comunicazione a riguardo. “Considerata la facilità per i reggiani di accedere alla Messa in altre chiese...”.
Così recitava lo scarno comunicato della diocesi, emesso però a giochi già fatti, quando il sacerdote e i fedeli erano già stati sfrattati. Ora per il nutrito gruppo interparrocchiale non resta da fare altro che scrivere al vescovo titolare della diocesi di Reggio e Guastalla, Adriano Caprioli, per chiedere la ratio di un provvedimento che sembra assurdo e spiegazioni in merito ad una mancanza di rispetto, che ha portato, senza che ne venissero a conoscenza, alla soppressione con una facilità disarmante di una messa radicata nel sentito religioso di molti. Tanto più se si considera che nella città del Tricolore sono già diverse le chiese chiuse al culto, ma perfettamente agibili e spesso utilizzate per concerti o mostre, e che si potevano concedere senza problemi ai fedeli ortodossi. In fatto di spiegazioni poi, notevole è stato l’imbarazzo del responsabile diocesano per l’ecumenismo, monsignor Giancarlo Gozzi, che alle richieste di chiarimenti sulla natura e le ragioni della soluzione, ha replicato ad un giornale locale con un più che esaustivo: “Non so”. Il risultato è che l’enfasi ecumenica ha prodotto, secondo la solita eterogenesi dei fini, l’effetto spiacevole di aprire le porte di casa alle altre confessioni, e di chiuderle ai cattolici. Alla faccia dell’unità dei cristiani.
“Chi mangia il Corpo del Signore indegnamente, mangia la propria condanna” (cfr. 1 Cor 11, 29).
Terrificante “s-messa” conciliare
giovedì 28 luglio 2011
In retrum euntes
LO SCANDALO DEL CORPUS DOMINI
di Guido Villa
di Guido Villa
LA DERIVA PROTESTANTE DEL CLERO CATTOLICO DI LINGUA TEDESCA
Riprendiamo un articolo apparso il 5 luglio 2011 sul gionale “on-line”
La Bussola quotidiana,
il cui contenuto non necessita di alcuna aggiunta a ciò che ha detto bene l'Autore
Riprendiamo un articolo apparso il 5 luglio 2011 sul gionale “on-line”
La Bussola quotidiana,
il cui contenuto non necessita di alcuna aggiunta a ciò che ha detto bene l'Autore
Dal mondo cattolico di lingua tedesca giungono preoccupanti segnali di una sempre più flebile fede nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia.
mercoledì 27 luglio 2011
Duc in altum!
La Barca di Pietro. Getsemani...
In molti contesti ferve il dibattito sulla crisi nella Chiesa e sulle ultime vicende che ne segnano l'aggravarsi piuttosto che una remissione. La conclusione è che comunque - pur nella sofferenza - occorre restare fedeli a Pietro. Anche se non mancano sconcerto e disorientamento nell'assistere a gesti e approvazioni che sembrano smentire, nei fatti, i principi con i quali il Papa ci sostiene con le parole.
Condenso in una sintesi le più recenti riflessioni di due nostre lettrici, secondo me molto significative, in quanto testimonianze vive.
A seguire, pubblico il Capitolo conclusivo di "Getsemani" del card. Giuseppe Siri. Il testo e difficile da reperire e, quindi, desidero condividere con tutti una pagina di alta spiritualità, che ci introduce nel cuore della nostra Fede.
lunedì 25 luglio 2011
Asssisi si avvicina
don Floriano Abrahamowicz: “Antirelativismo di Benedetto XVI = sincretismo con preservativo in cartongesso”
IL PUNTO
Si avvicina sempre più il raduno interreligioso di Assisi, che, come già pubblicato su questo sito, viene preparato sin dal mese di Settembre dalla Comunità di S. Egidio ma anche dagli allievi di Ratzinger.
A distanza di 25 anni dalla prima adunata sincretista (1986) e dalla sua reiterazione del 2002, Benedetto XVI ha dichiarato, ancora ad inizio anno, che vorrà commemorare quell’evento, nonostante esso sia, purtroppo, tra i più tristi e dolorosi atti d’apostasia della sbornia modernista conciliare.
Nel corso dell’omelia di ieri, DOMENICA 24 LUGLIO 2011, nel corso della Santa Messa alla domus Marcel Lefebvre, don Floriano Abrahamowicz ha fatto il punto della situazione, alla luce delle ultime notizie sull’argomento, per mettere in guardia i fedeli dal “sincretismo in stile sobrio” e per ricordare la Dottrina del Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo, da mantenere e continuare a professare:
E’ particolarmente consigliato l’ascolto sul Video pubblicato su Gloria.tv. Clicca su: http://gloria.tv/?media=178822
domenica 24 luglio 2011
Un vero Monsignore
La biblioteca "Mons. Umberto Benigni" della CAP
Ho il piacere di segnalare una meritoria iniziativa culturale: si tratta della biblioteca “Mons. Umberto Benigni” costituita negli anni scorsi – ma solo di recente riordinata e inventariata – dai due animatori della CAP (la Comunità Antagonista Padana presso l’Università Cattolica di Milano) Luca Fumagalli e Piergiorgio Seveso.
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