Il Cardinale Ciappi, il teologo di papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II (all’inizio del suo pontificato): “Il Terzo Segreto dice che la grande apostasia nella Chiesa inizia dal suo vertice. La conferma ufficiale del segreto de La Salette (1846): “La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventare la sede dell’Anticristo “.
ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...
sabato 24 marzo 2012
CATTOLICI NEI TEMPI DEI SOMMI INGANNI
L’EDITORIALE DEL VENERDI
di Araì Daniele
Quale il segno ricorrente di questi tempi se non quello di un inganno senza pari?
Le parole di Gesù, innanzitutto quelle escatologiche (Mt 24), sono insegnamenti profetici per i Suoi beati, che “non videro, ma hanno creduto” (Gv 20, 29) e ora sono in un mondo, dove si riduce gravemente il numero di quanti serbano la fede, per cui Gesù dice: “Quando il Figlio dell’uomo tornerà, incontrerà ancora la Fede?” (Lc 18, 8). Sì, perché l’inganno assume la forma di seduzione «estrema»: “Badate che nessuno vi seduca! Poiché molti verranno nel mio nome dicendo: “Io sono il Cristo”, e molti saranno ingannati. Non vi turbate se sentirete di guerre o voci di guerre,; è necessario che tutte queste cose avvengano; ma non è la fine. Infatti, si vedrà popolo contro popolo e regno contro regno: e vi saranno carestie, pestilenze e terremoti in vari luoghi; tutto ciò non è che l’inizio delle tribolazioni. Allora vi consegneranno ai boia e vi uccideranno; sarete odiati da tutte le genti a causa del mio nome” (Mt 24, 4-9).
di Araì Daniele
Quale il segno ricorrente di questi tempi se non quello di un inganno senza pari?
Le parole di Gesù, innanzitutto quelle escatologiche (Mt 24), sono insegnamenti profetici per i Suoi beati, che “non videro, ma hanno creduto” (Gv 20, 29) e ora sono in un mondo, dove si riduce gravemente il numero di quanti serbano la fede, per cui Gesù dice: “Quando il Figlio dell’uomo tornerà, incontrerà ancora la Fede?” (Lc 18, 8). Sì, perché l’inganno assume la forma di seduzione «estrema»: “Badate che nessuno vi seduca! Poiché molti verranno nel mio nome dicendo: “Io sono il Cristo”, e molti saranno ingannati. Non vi turbate se sentirete di guerre o voci di guerre,; è necessario che tutte queste cose avvengano; ma non è la fine. Infatti, si vedrà popolo contro popolo e regno contro regno: e vi saranno carestie, pestilenze e terremoti in vari luoghi; tutto ciò non è che l’inizio delle tribolazioni. Allora vi consegneranno ai boia e vi uccideranno; sarete odiati da tutte le genti a causa del mio nome” (Mt 24, 4-9).
Il primo frutto dell'albero massonico piantato a Porta Pia...
.. e da allora un continuo peggioramento!
Lo scandalo della Banca Romana
di Francesco Mario Agnoli - 23/03/2012Fonte: Arianna Editrice [scheda fonte]
Si sia trattato di mera casualità o della maligna intenzione di qualche dirigente Rai non sufficientemente coeso alle direttive del presidente Napolitano, Rai Premium ha scelto proprio la ricorrenza della chiusura delle celebrazioni del 150° unitario (17 marzo) per riproporre ai telespettatori, attraverso le due puntate della omonima miniserie televisiva del 2010 (protagonista principale Giuseppe Fiorello), lo scandalo della Banca Romana, uno degli episodi-clou del neonato Stato unitario e tuttavia poco o nulla ricordato nel corso delle celebrazioni.
Finanze vaticane. L’altra campana
Il 22 marzo, alla vigilia della partenza di Benedetto XVI per il Messico e Cuba, è uscito su korazym.org – una testata on line cattolica tra le più attendibili – un ampio e documentato articolo del vaticanista Andrea Gagliarducci sui retroscena dell’operazione di trasparenza finanziaria e di adeguamento agli standard internazionali antiriciclaggio promossa dalla Santa Sede:
Va detto subito che l’articolo non è imparziale. Contesta che il campione della trasparenza sia il presidente dell’Istituto per le Opere di Religione, Ettore Gotti Tedeschi. Indica in due suoi stretti collaboratori, Marcello Condemi e Francesco De Pasquale, entrambi della covata della Banca d’Italia, gli autori della versione iniziale della legge vaticana 127 entrata in vigore il 1 aprile 2011 per consentire alla Santa Sede l’ammissione alla “white list”, ma qui descritta piuttosto come “fatta su misura” per arginare le pressioni della magistratura di Roma sullo IOR e sul suo presidente, incautamente presentatosi “sua sponte” dai giudici (su consiglio, si legge, della sua avvocato Paola Severino oggi ministro della giustizia) senza esigere la rogatoria internazionale necessaria per uno Stato estero come la Città del Vaticano.
«colpa di Ratzinger sul caso Marciel»
Marco Politi ci riprova:
In occasione della partenza di oggi di Benedetto XVI per il viaggio in Messico (e a Cuba, fino al 29 marzo), patria di Marcial Marciel Degollado e dei Legionari di Cristo, il solitoMarco Politi, il vati-laicista de “Il Fatto Quotidiano” ossessionato dal Pontefice, ha pubblicato ieri un ennesimo articolo sensazionalistico contro di lui, accusandolo incredibilmente ancora una volta di aver coperto, quando era prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, gli abusi sessuali del fondatore della congregazione religiosa. Dopo che sono state completamente ritirate le accuse al Pontefice sul caso di padre Lawrence Murphy, nel silenzio di Marco Politi, il “caso Degollado” è l’unico rimasto per cercare di gettare fango in qualche modo su Benedetto XVI.
Ma la questione, per quanto riguarda il coinvolgimento del card. Ratzinger, è già chiusa da un pezzo. E’ stato infatti riconosciuto da chiunque e da tutto il mondo (ricordiamo gli editoriale di Piero Ostellino su “Il Corriere della Sera”, quello sul “Wall Street Journal”, quello di Gianluigi Nuzzi su “Libero” ecc.), che Ratzinger appena poté agire fu colui che avviò e chiuse la serie di indagini che portarono all’emergere della vicenda, all’immediato allontanamento e sospensione a divinis di Marciel. Sull’ottimo “Blog degli amici di Papa Ratzinger” si definisce il tentativo di Politi un «clamoroso autogol ed un falso storico» e si rimanda ad un articolo interno in cui sono stati raccolit decine di articoli utili a chiarire la vicenda.
ROMANO AMERIO - IOTA UNUM- LA PREPARAZIONE DEL CONCILIO
ROMANO AMERIO - IOTA UNUM- LA PREPARAZIONE DEL CONCILIO
La preparazione del Concilio.
1.1 Il Concilio Vaticano II. La preparazione -
Sembra che Pio XI abbia pensato a un Concilio che prendesse il Vaticano I e che lo stesso Pio XII abbia incaricato una commissione per verificarne l’opportunità, esprimendo questa parere negativo. Forse perché sembrò sufficiente l’Humani generis, forse si presentì l’aurea mediocrità che avrebbe investito l’assemblea e ne intuì l’incompatibilità col principio cattolico; forse per la tendenza del papa ad assumersi una totale responsabilità di governo non ravvisandosi all’epoca un gran peso nella reciproca cognizione e comunicazione tra i vescovi del mondo, non credendo che basti mettere insieme gli uomini perché si conoscano e conoscano su che cosa deliberare.
Il Vaticano II fu annunciato senza consultazione previa, o per carisma ordinario o straordinario di Giovanni XXIII.
Il papa costituì la Commissione centrale preparatoria che esprimeva una generale omogeneità con l’intento del Papa. La parte opponente esplicò la sua azione nella fase preparatoria con forza minore dentro e maggiore fuori riservandosi di dispiegare l’azione principale nella fase plenaria dell’Assemblea.
1.2 Esito paradosso del Concilio –
Il Vaticano II ebbe un esito difforme da quello cui preludeva il Concilio preparato, anzi la preparazione fu accantonata.
venerdì 23 marzo 2012
Il treno ad alta velocità in Vasusa sfida la logica e il senso del sacro

di Guido Ceronetti - 23/03/2012
Fonte: Corriere della Sera [scheda fonte]
In Valsusa - una croce pensarla - le due cause in contrasto sono entrambe perdenti, di fatto già perse. Ne distinguo una giusta e una sbagliata: la giusta è della resistenza-renitenza valligiana, e soltanto quando respinga, con la Tav, le tentazioni e il contagio della violenza, che porta il seme della discordia e dell’ autodistruzione - ma l’ essere causa giusta, perfettamente giusta, non la salva, purtroppo è persa. La pro-Tav, benché metta in campo la forza formidabile di uno Stato moderno, condizionato dall’ Europa, soggetto alle influenze del capitale finanziario e di poteri occulti convergenti, squali ciechi, è ugualmente, a lunghezza di giorni, persa. La Valle subirà il danno ambientale, le provocazioni, le repressioni e non gli resterà altro; la ferrovia comincerà a correre quando i binari saranno diventati superflui; e il modo di valutarne la necessità inderogabile farà dire ai più avveduti: «Non c’ era nessun bisogno di fare questa scemenza!». Tutto cambia dall’ oggi al domani, perfino da un’ ora all’ altra. C’ è sempre un intoppo per l’ infallibile treno da Monaco ad Amburgo: la stazione di Eschede. Per la Cancelliera credo che questo sia uno spettro persecutore. Vivi restano i ricordi del terrorismo sudtirolese: vittime, danni, militarizzazione, enormi spese, per mantenere a forza in Italia una regione usurpata e un confine naturale ma non etnico, predato senza merito ed escluso dall’ orizzonte rigorosamente tridentino del martire Battisti. La pace è venuta e il bilinguismo è un dono per gli abitanti; però in tutta la provincia di Bolzano-Bozen, il cittadino italiano è spaesato, e l’ austriaco in casa propria. Non capisco perché il luogo comune seguiti a designare come Torino-Lione la Tav. Il capolinea non ne sarebbe Milano, primo supposto beneficiario? Ma non lo è tuttora, e da un pezzo? Per Lione si prende lo stesso TGV che da Milano in sei ore o poco più è a Paris-Lyon, con coincidenze che prendono pochi minuti. La nuova ipotetica linea, suscitatrice di tanto sciagurato trambusto, distillerebbe una mezzora, leggo, in meno. Europaaaa! Chissà quali eurovantaggi, in un mondo dove la virtualità smisurata dissuade dal viaggio, salvo quello in cui si rischia l’ avventura pericolosa, lo spostarsi fisicamente spopola anche le rotte aeree, e l’ irreale tecnico sbalestra di qua e di là una sconcertata e impotente marionetta umana! Perfino il salvagente-libro, crociato della libertà di pensare, ce lo stanno sradicando con zelo come un molare in malora! Piccolo elenco di quel che servirebbe davvero a Torino e a Milano meno smog assassino, meno ragazzi in discoteca, meno catenacci di pensiero unico dominante, meno crimini, meno follia di guadagni! Queste sono preoccupazioni degne di sindaci buoni. Misterioso lo stress che la Valle subisce dai tempi più lontani. Stress destinale che apre, che dà accesso, che impregna in compenso le vie superiori, i cammini angelici di San Michele, da Castel del Monte alla Roccia della Sacra, cuore della Valle, per arrivare al Mont Saint-Michel, coagulo di energie telluriche profonde. Prima che transito di Barbari, la via francigena conduce i pellegrini da Roma, attraverso la Valle, alle innumerevoli rotte che convergono su Santiago de Compostela. Un Illuminato come Goethe vide nell’ incrociarsi e convergere continuo dei pellegrini verso un punto magico la mappa della primitiva unità dell’ Europa. Sotto questo aspetto la Tav è legittimabile come prosecuzione laica, errata nei fini, della prescritta unità europea segnata dagli stracci e dai bastoni dei pellegrini di ogni ventura.
Libera nos Domine...! *
Apertura a Dozulè: 29 maggio 2011, visita del Vescovo a Dozulè e prudente apertura al fenomeno, sollecitato dalla Santa Sede
Le novità sono strepitose e buonissime. Intanto tra un mese verrà celebrato l’anniversario dei 40 anni dalle prime apparizioni nel cielo sulla “Bute” della Croce Gloriosa alla madre di famiglia Madeleine Aumont in un ambiente ben diverso. Fino all’anno scorso in effetti, andare a Dozulè era veramente uno strazio per i cattolici che venivano trattati e guardati dalla loro Madre Chiesa come dei settari, degli eretici, dei fanatici, creduloni.
Le novità sono strepitose e buonissime. Intanto tra un mese verrà celebrato l’anniversario dei 40 anni dalle prime apparizioni nel cielo sulla “Bute” della Croce Gloriosa alla madre di famiglia Madeleine Aumont in un ambiente ben diverso. Fino all’anno scorso in effetti, andare a Dozulè era veramente uno strazio per i cattolici che venivano trattati e guardati dalla loro Madre Chiesa come dei settari, degli eretici, dei fanatici, creduloni.
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