ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 13 aprile 2012

In fieri..

"Non era possibile metterci sotto l'autorità del cardinal Ratzinger, presidente della commissione romana che doveva dirigerci: ci saremmo messi nelle sue mani, e di conseguenza nelle mani di coloro che vogliono riportarci allo spirito del Concilio ed allo spirito d'Assisi: questo non era possibile".

Vaticano/ Lefebvriani inviano precisazione: Poi Roma risponderà Il portavoce a 'Tmnews':Non cambia sostanzialmente prima risposta Roma 12 apr. (TMNews)
 I Lefebvriani stanno inviando in questi giorni una precisazione al Vaticano, in seguito ad una perentoria comunicazione diffusa dalla Santa Sede a metà marzo, e attendono, successivamente, un ulteriore pronunciamento vaticano: lo ha dichiarato da Parigi a 'Tmnews' il portavoce della fraternità sacerdotale tradizionalista l'abate Alain Lorans. "Stiamo comunicando la risposta al Vaticano, poi attendiamo una risposta del Vaticano", ha dichiarato il responsabile della comunicazione dei Lefebvriani, "solo dopo potremo comunicare ufficialmente con i giornalisti". Lo scorso 16 marzo il Vaticano aveva comunicato ai Lefebvriani che "non è sufficiente" la risposta precedentemente data dal gruppo scismatico, (sic) alle condizioni dottrinali fissate dalla Santa Sede (il cosiddetto 'preambolo').

Altrimenti è scisma??

Per i lefebvriani è l'ultima chiamata all'ovile

Altrimenti è scisma. Ma Roma farà di tutto per evitare l'irreparabile. Dall'Australia, il teologo John Lamont spiega che una riconciliazione è possibile

di Sandro Magister

ROMA, 13 aprile 2012 – Nei prossimi giorni è attesa la risposta della Fraternità Sacerdotale San Pio X all'ultima chiamata della Chiesa di Roma per un suo ritorno all'ovile.

I pronostici oscillano tra ottimismo e pessimismo.

Crisi della Chiesa.

 L'attesa della risposta della FSSPX e le opposizioni al Papa

Nell'approssimarsi della metà di aprile si accende l'interesse e l'aspettativa per la vicenda della regolarizzazione della FSSPX. Pubblico l'interessante punto della situazione, a largo raggio, apparso ieri sul Blog francese Summorum Pontificum, che è sulla nostra lunghezza d'onda. In fondo, invece, inserisco le notizie diffuse sempre ieri da La Croix, che ci danno il polso della situazione da varie angolazioni.

Lo scorso 16 marzo La Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato un comunicato [che noi abbiamo ripreso qui] riguardante l’incontro fra il Cardinale William Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, e Mons. Bernard Fellay, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Il comunicato di Padre Lombardi poneva la clausola che la risposta della FSSPX era stata ritenuta insufficiente per superare le differenze dottrinali che che la Santa Sede chiedeva a Mons. Fellay di presentare una nuova riformulazione.

Felix Austria?....

 Schönborn e il suo parroco. Felix Austria?....      

Un sacerdote cattolico a Vienna ha dato le dimissioni, dopo che il cardinale Christoph Schönborn è passato sopra alla sua decisione di escludere dal consiglio della parrocchia un omosessuale praticante.


                           MARCO TOSATTI

Un sacerdote cattolico a Vienna ha dato le dimissioni, dopo che il cardinale Christoph Schönborn è passato sopra alla sua decisione di escludere dal consiglio della parrocchia un omosessuale praticante. Padre Gerhard Swierzek aveva deciso che Florian Stangl non poteva far parte del consiglio parrocchiale perché è impegnato in maniera pubblica in un'unione con una persona dello stesso sesso. Ma dopo un incontro con Stangl, il cardinale Schönborn ha rovesciato la decisione del parroco.

Fatiche vane?

Le parole che Papa Benedetto XVI, giovedì prima di Pasqua, ha rivolto ai “disobbedienti” austriaci – il gruppo della Pfarrer-Initiative, l’“iniziativa dei parroci” che dal 19 giugno 2011 in Austria ha raccolto le firme di quasi quattrocento preti i quali, chiedendo l’abolizione del celibato ecclesiastico insieme a riforme sostanziali per la vita della chiesa, hanno trovato appoggio anche in Germania, Irlanda, Belgio e Svizzera – non sono state senza conseguenze.
Da una parte hanno dato vigore e nuove energie a quei fedeli e a quei preti che non ritengono opportuno la chiesa adotti riforme in discontinuità con la sua tradizione. Tra questi il parroco di Stützenhofen (a nord di Vienna, in Austria), padre Gerhard Swierzek, il quale, dopo che l’arcivescovo di Vienna e primate del paese Christoph Schönborn ha accettato l’entrata nel consiglio pastorale della sua parrocchia di un omosessuale che convive con il suo compagno, ha annunciato non senza polemiche le proprie dimissioni.

giovedì 12 aprile 2012

Fine della ricreazione?

Per i neocatecumenali la ricreazione è finita. Si torna a scuola

benedetto
L’ordine dato da Benedetto XVI alla congregazione per la dottrina della fede di esaminare se le messe dei neocatecumenali sono o no conformi alla dottrina e alla prassi liturgica della Chiesa cattolica è un colpo durissimo per il movimento fondato da Kiko Argüello e Carmen Hernández:

> Quella strana messa che al papa non piace

Ma già lo scorso 20 gennaio, nell’annuale incontro dei neocatecumenali col papa nell’aula delle udienze, Kiko e Carmen avevano capito che il vento era girato loro contro.
Invece di veder trionfalmente approvato il loro “rito” con un decreto del pontificio consiglio per i laici – decreto che in effetti era pronto ma fu cestinato in extremis dal papa – dovettero subire una solenne lavata di capo da Benedetto XVI in persona, proprio sul modo di celebrare la messa.
Naturalmente papa Joseph Ratzinger si espresse con lo stile mite che è suo. Ma la nettezza della sua lezione non poteva passare inosservata agli intenditori.
Uno di questi, infatti, l’archimandrita Manuel Nin, monaco benedettino, rettore del Pontificio Collegio Greco di Roma e liturgista insigne, non lasciò cadere l’occasione di riprendere e commentare “la bellissima lezione di teologia liturgica” impartita da Benedetto XVI non solo ai neocatecumenali ma all’intera Chiesa.
La sua esegesi apparve su “L’Osservatore Romano” del 15 marzo. E anch’essa fu presa male in casa neocatecumenale.
È utile qui riproporla, per l’autorevolezza di chi la firma, per l’importanza del giornale che l’ha ospitata e soprattutto per la chiarezza con cui va al cuore della questione.
Che non è di mero carattere cerimoniale ma di sostanza, come prova la decisione del papa di affidarne l’esame alla congregazione per la dottrina della fede.
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ROMA: 12 aprile 1947, la Vergine della Rivelazione


La situazione   

La guerra è finita da poco. La gente è come uscita da un incubo. Tutti cercano di rifarsi una vita. Dopo tante privazioni c'è la voglia di recuperare il tempo perduto senza andare troppo per il sottile. Si cerca di assimilare nuovi modelli morali e culturali estranei alla tradizione italiana. Superato il momento passionale delle vendette si sta imboccando la via della rivalsa. I giovani, superato il grande bagno di sangue, sono decisi a godersi la vita giorno per giorno. E si servono di mezzi leciti e illeciti.
L'immane tempesta ha lasciato segni indelebili non soltanto sulla pelle, ma anche nell'animo dell'uomo. Per dimenticare i morti e le rovine la gente ricorre a tutti i mezzi. “Chi vuol essere lieto sia...”. L'incertezza del futuro favorisce comportamenti non sempre ortodossi. Non si violano soltanto le leggi divine, ma anche quelle umane, comuni a tutti gli uomini che rispettano precise norme morali. La lotta politica è molto aspra. La contrapposizione tra i moderati, che vorrebbero mettere una pietra sugli orrori e le stragi causate dalla guerra, e i rivoluzionari, che teorizzano un bagno di sangue per lavare le colpe passate, è netta. Molto profondo è anche il solco tra cattolici e mangiapreti.
Sono ancora vive le polemiche suscitate dal sofferto referendum istituzionale. La repubblica ha prevalso sulla monarchia, ma le ombre sul risultato non sono ancora dissipate. Siamo alla vigilia della prima consultazione politica e si delinea uno scontro frontale tra le sinistre unite e i cattolici. Dal risultato di questa battaglia dipende l'avvenire del paese.

Predicare e razzolare..

Cucinelli in Borsa con padre Raniero il predicatore del Vaticano nel Cda

IL CASO

Cucinelli in Borsa con padre Raniero
il predicatore del Vaticano nel Cda

Il gruppo umbro del tessile sta per quotarsi a Piazza Affari e chiama nel board il francescano Cantalamessa, predicatore ufficiale della Casa Pontificia dal 1980 su nomina di Giovanni Paolo II

di GIULIANO BALESTRERI e SARA BENNEWITZ
MILANO - Brunello Cucinelli chiama il francescano padre Raniero Cantalamessa per partecipare al consiglio di amministrazione dell’azienda che ha fondato e che sta per approdare in Borsa 1. Più di una benedizione, questo è un segno di riconoscimento da parte dell’imprenditore umbro nei confronti del frate celebre al grande pubblico per essere da oltre 30 anni il predicatore ufficiale della Casa Pontificia.