Il papa che tuonava tanto contro il relativismo, si è rivelato poi il più relativista di tutti, spiegandoci che la misura del giusto e dell'ingiusto siamo noi stessi, le nostre forze e le nostre capacità. Un trionfo del soggettivismo.
Davanti al papa non più missionario, ma "dimissionario", il popolo cattolico non ha fatto una piega. Per la coscienza cattolica il criterio del giusto e dell'ingiusto è il fatto compiuto, perciò le basta che il tutto sia ornato con qualche slogan, come "umiltà" o "responsabilità". La cosiddetta "fede religiosa" si rivela dunque conformismo puro.
FONTE: COMIDAD.ORG
introduzione da:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=11575