ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 29 ottobre 2014

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!

 Quesiti irriverenti ma molto pertinenti
di Una Lettrice

Cari amici,
ho letto con stupore e anche con indignazione la brutta novità della Notificazione di Mons. Marcello Semeraro, vescovo della diocesi di Albano.

Ho pensato di dovervi scrivere per sottoporvi alcune domande che in me sono sorte spontanee, leggendo e riflettendo.

Innanzi tutto, la stranezza della coincidenza tra la sede del vescovo e la sede della Fraternità in Italia. È dal 1974 che la sede italiana della Fraternità è ad Albano, e mai si era verificato un attacco così dirompente della Chiesa locale contro la Fraternità.
Questo fa pensare che si tratti di un atto quasi ufficiale, che assomiglia tanto al noto ritiro del riconoscimento canonico decretato nel 1975 dal locale vescovo svizzero, atto che diede inizio “formale” alla persecuzione della Fraternità.
La domanda è: È possibile supporre che come Paolo VI si servì allora del vescovo locale, così oggi Francesco si serva di un altro vescovo locale per perseguitare la Fraternità?

martedì 28 ottobre 2014

LA RIMOZIONE DEL KATECHON

IL POTERE CHE FRENA: LA RIMOZIONE DEL KATECHON - parte prima


di Francesco Colafemmina

E' uno dei libri più inquietanti che abbia mai letto. Mi riferisco al nuovo saggio di Massimo Cacciari dal titolo "Il potere che frena". Molti di noi hanno letto il famoso "Gli Adelphi della dissoluzione" di Blondet, un volume per molti versi profetico, per altri un po' morbosamente afflitto dalla questione del sabbatismo. Quel volume cominciava così:

"«II Papa deve smettere di fare il katéchon!», esclamò d'improvviso Massimo Cacciari. Mi stupì la sua foga, e ancor più il fatto che subito dopo parve pentirsi, come se la parola gli fosse sfuggita. Era un giorno del settembre 1993, e io lo stavo intervistando nella sua casa tersa, piena di volumi. Fuori, Venezia si sfaceva nel suo mare fecale, sotto un cielo grigio. Katéchon? Non ricordo molto di greco. Dovetti chiedergli che cosa volesse dire. «Katéchon è Ciò che trattiene», rispose Cacciari guardandomi incerto: «Ciò che trattiene l'Anticristo dal manifestarsi pienamente. San Paolo, ricorda?». Ora ricordavo: Seconda Lettera ai Tessalonicesi (2, 6 e seguenti). Il passo enigmatico in cui Paolo di Tarso accenna al futuro manifestarsi dell'Anticristo, Anomos: «II figlio di perdizione, colui che si contrappone e s'innalza sopra tutto quel che si adora come Dio, tanto che siederà egli stesso nel tempio di Dio, spacciandosi per Dio». Ma non crediate che la venuta dell'Anticristo sia imminente, aggiunge subito l'apostolo. C'è qualcosa che «trattiene» l'Anticristo dall'irrompere nel mondo."

La scomunica ridicola del vescovo superficiale

Dopo aver letto questa “Notificazione” (che si trova sul sito della diocesi di Albano) siamo rimasti a chiederci cosa mai essa potesse significare, e dopo un po’ di riflessione siamo giunti alla conclusione che significa un bel niente.
Eppure l’ha scritta un vescovo, un vescovo di Santa Romana Chiesa di cui si legge nel sito della sua diocesi: Segretario del Consiglio dei Cardinali per l’aiuto al Santo Padre nel governo della Chiesa Universale; Presidente della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede, l’Annuncio e la Catechesi, della CEI; Vescovo Delegato CEL per la Dottrina della Fede, Annuncio e Catechesi.
Insomma, un vescovo di un certo peso… si suppone.

L’improbabile “preghiera laica” di Suor Cristina

 
L’improbabile “preghiera laica” di Suor Cristina


di Enrico Galoppini
Ormai non esistono più limiti alla manipolazione e alla destabilizzazione mentale.


Et foeminae expectabunt?

Brasile, ok ai Viri Probati?


Dal Brasile mi giunge una notizia che costituirebbe una vera rivoluzione nella Chiesa. E cioè che si sta cercando il modo, in dialogo con la Congregazione per il Clero, di ordinare “ad experimentum” “viri probati” per sopperire alla mancanza di sacerdoti nelle diocesi dell’Amazzonia. L’Amazzonia potrebbe essere il primo luogo al mondo in cui si avranno, nel rito latino, sacerdoti con famiglia.

Papa Brosio lo scomunicherà?

Anagni. Questione Medjugorje: il vescovo Loppa controbatte a Paolo Brosio


“Ma le pare che Bernadette o i poverelli di Fatima oggi andrebbero in giro a fare incontri pubblici, magari con tanto di biglietto”? 

Non ha avuto molti peli sulla lingua Lorenzo Loppa, vescovo della diocesi Anagni-Alatri, nel tornare sulla vicenda della lettera scritta ai fedeli di Fiuggi per “vietare” la partecipazione agli incontri organizzati con veggenti che si rifanno alla Madonna di Medjugorje. 

Vatican Pop e i suoi profeti

Il coro urla: Bergoglio, facci la riforma protestante. Resisterà?

papaIl Sinodo che doveva cambiare tutto non ha cambiato niente. Ma, fra un anno, sono molti a crederlo e alcuni persino a giurarlo, cambierà tutto. Intanto prendiamone atto. Non è cambiato niente. Per mesi si è letto di riforme sconvolgenti, dalla portata epocale. Se arriveranno ne discuteremo. Sarebbe però sbagliato far finta di niente. Al Sinodo si è discusso, anche animatamente, di questioni dirompenti. C’è una larga fetta dell’episcopato, guidata dai vescovi nordeuropei, impegnata a traghettare la Chiesa verso una riforma protestante.

Quid sunt gaudium et veritas?



La "Evangelii gaudium" del papa emerito Benedetto

Ratzinger ha rotto un'altra volta il silenzio. Per avvertire che un dialogo che rinunci alla verità "è letale" per la propagazione della fede cristiana. E quindi anche per la diffusione di quella "gioia del Vangelo" che è nel programma di papa Francesco

di Sandro Magister

ROMA, 28 ottobre 2014 – "Lui è discreto, umile, non vuole disturbare", ha detto papa Francesco del suo predecessore. "Lo sento come se avessi il nonno a casa, per la saggezza. Mi fa bene ascoltarlo. E anche mi incoraggia molto".

Talvolta il papa emerito Benedetto XVI – dalla sua dimora "di monaco in clausura", come ama dire – invia al papa regnante degli appunti scritti, per offrirgli e chiedergli un'opinione. È avvenuto così, ad esempio, dopo la pubblicazione dell'intervista di Francesco a "La Civiltà Cattolica" del settembre 2013. Non si sa che cosa Joseph Ratzinger abbia scritto in quelle sue quattro pagine di commento. Tra i due papi, il regnante e l'emerito, vige il segreto.

Alcune volte, però, Benedetto XVI rompe il silenzio e dice in pubblico ciò che pensa, con la chiarezza e la libertà che gli è propria, senza temere di muoversi controcorrente.