Multiculturalismo in crisi
La Svezia scopre in casa le guerre di religione tra profughi
Il vicedirettore dell'Ufficio migrazioni: "Non possiamo dividere i rifugiati secondo il credo religioso".
Un campo affollato di profughi siriani in Giordania
Roma. Vietato esibire la croce al collo, in catenine, ciondoli o pendagli più o meno lunghi. Vietato entrare nelle stanze adibite alla preghiera verso la Mecca. Vietato mettersi a sedere nelle aree comuni quando queste sono occupate dai fedeli all’islam. Non è un decalogo partorito dalle menti dei jihadisti impegnati nell’edificazione del Califfato nero né una lista di proibizioni che si potrebbe leggere su qualche muro di Mosul o d’ogni altro villaggio o cittadina della piana di Ninive caduta nelle mani di Abu Bakr al Baghdadi.