ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 10 gennaio 2016

Proviamo a guardare un poco in su

UOMO E MANO SOPRANNATURALE

    La vicenda umana è materialmente protetta da una Mano soprannaturale? La nostra patria non è la Terra ma il Cielo che provoca nostalgia e ci morde il cuore chi non la prova non è veramente umano: è sub-umano o post-umano                       
di Francesco Lamendola  


                     

  
Per i nostri avi, perfino per i nostri nonni, era una cosa evidente: la preghiera può tutto; può anche allontanare il Male e preservare le persone, le famiglie, la patria, l’umanità intera, dai mille pericoli, palesi e occulti, che le insidiano. I nostri avi credevano in Dio; credevano nel potere d’intercessione della Madonna e dei Santi; credevano nell’aiuto degli Angeli (e nell’azione pestifera dei demoni); credevano nella vita eterna, nella realtà dell’Inferno e in quella del Paradiso: e avevamo una immensa Fede, una immensa Speranza, che li sostenevano nel tribolato percorso della vita, li confortavano nei passaggi più scabrosi, li aiutavano a non smarrire la Carità cristiana.

E' solo una vignetta ?


La sediziosa immagine del Cristo che non è più Re


di Satiricus 

Riprendo il commento di Giuseppe Reguzzoni per maurizioblondet.it del 7 gennaio e dico la mia. In sintesi, i motivi che rendono inaccettabile e ridicola l’immagine qui riportata credo siano almeno due, ed entrambi afferiscono all’ambito ereticale; ad essi aggiungeremo un’osservazione curiosa, sceglierete voi se sia una vera aggravante.

La povertà. Degli altri.

Nuove notizie sul regalo da 3 milioni al centro di Melloni
I ricchi cantori della Chiesa povera. Si chiama “infrastruttura di ricerca”. La chiave è tutta in queste due parole. Però sarebbe meglio pronunciarle al singolare: “infrastruttura di ricerca”. Parliamo della cospicua elargizione di 3 milioni attraverso un fondo che il Miur darà a quegli enti e fondazioni per lo studio delle scienze religiose e che, come scritto dalla Bussola, (clicca qui) fa al caso proprio della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di cui è segretario Alberto Melloni. Tempio della cultura catto progressista: vero e proprio think tank dell’idea parecchio fruttuosa di Chiesa povera per i poveri, tranne che per i suoi ricchi ideologi; roccaforte del dossettismo applicato agli studi accademici; culla del pensiero cattocomunista e per questo ben piazzata anche come politici di riferimento, dunque potente. 

La Chiesa preferita da Francesco I


FRANCESCO I
Discorso nella Cattedrale di Firenze 10 Novembre 2015
Il 10 novembre 2015 Francesco I ha pronunciato un’omelia in cui ha espresso una sua concezione della Chiesa in contraddizione con quella che si trova nella divina Rivelazione (Tradizione e S. Scrittura), nel Magistero e nella dottrina comune dei teologi.
 Esporrò i due punti più teologicamente dirompenti dell’omelia bergogliana e li confronterò con l’insegnamento della S. Scrittura, dei Padri, del Magistero e dei teologi scolastici.
La Chiesa preferita da Francesco I
“Preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze. Non voglio una Chiesa preoccupata di essere il centro e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e provvedimenti” (Evangelium gaudium, 49).

La fede non si conta in numeri..

                           


Se il Signore vuole, lo salverà?

               



“Causa nostrae tristitiae”?

ATTACCO A MARIA
Strategìe per l’oscuramento del culto mariano




Il lettore si sarà fatta l’idea, seppur pochi gli esempî addotti, di che tipo e qualità sia quella mariologìa che don Tonino ha tratteggiato con arabeschi retorici intrisi di pathos e confidenzialità da tinello, tracimando financo dal buon senso, per non dire dalla verità.
Pensate, cari lettori, che l’autore s’è sentito di raccontarci che Maria, dopo le ricorrenti crisi di incomprensione, dopo i segreti timori per un Gesù adolescente e tumultuoso trovava, “finalmente” (!) ristoro e conforto nella preghiera, un “finalmente” che sembra dirci come il ricorso alla preghiera fosse, per Maria, un rimedio estremo a cui afferrarsi nei momenti di difficoltà e non, invece, una continua pratica di che improntava, santificandola, ogni azione.

L’orologio della storia

Il saggio di Angela Pellicciari su Lutero. L’alterazione della fede, la guerra alla ragione, l’esorbitanza del potere      di Piero Vassallo 

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(ristampa dell’articolo pubblicato in data 23 gennaio 2013)
Nel saggio “Martin Lutero”, edito in questi giorni da Cantagalli in Siena, la storica Angela Pellicciari propone una perfetta anamnesi della malattia politica in azione fra le righe dei pallidi bluff osati dai democratici di giornata: “Lutero riporta indietro l’orologio della storia cancellando i quindici secoli dell’indipendenza rivendicati dalla chiesa di Cristo e difesi anche col sangue. La libertas ecclesiae è annullata perché negata alla radice: Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio diventa date a Cesare quel che è di Cesare e anche quello che è di Dio. Date a Cesare sia il potere temporale che quello spirituale”.
Al proposito Pellicciari cita un brano ghibellino di Lutero: “poiché l’autorità temporale è stata preordinata da Dio per proteggere i buoni e punire i malvagi, si deve lasciarla libera nei suoi uffici, perché penetri indisturbata in tutto il corpo della cristianità, senza guardare in faccia a nessuno, sia pur esso papa, vescovo, prete, frate, monaco o quello che vuole”.