ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 11 luglio 2016

Tradizione vivente

NORCIA, MONACI DA COMBATTIMENTO GUIDATI DA UN «MARINE» DI DIO NEL CUORE DELL'EUROPA «PERSA»

Norcia, monaci da combattimento guidati da un «marine» di Dio nel cuore dell'Europa «persa»
Il gregoriano cantato da una dozzina di monaci attorno ai 30 anni di età è acqua di sorgente fresca e vitale, solennità che non diventa mai pomposa, armonia che ha risolto un combattimento dell’anima intenso e protratto. Perché gli anni della giovinezza sono per lunghezza secondi solo a quelli dell’infanzia. L’esperienza è alla portata di tutti coloro che varcano la soglia della basilica di san Benedetto a Norcia per prendere parte alla Messa conventuale che ogni mattina viene celebrata alle ore 10 dalla comunità benedettina nella forma straordinaria. Per intenderci: la Messa tridentina, che il Summorum Pontificum di Benedetto XVI ha riportato di attualità, e che i monaci celebrano pubblicamente perché, dicono a Tempi, «questa forma è più consona allo stile contemplativo della nostra preghiera.

Dio consola, gli uomini no*

Aleppo ancora sotto le bombe. Il Vescovo Audo: viviamo tra la desolazione della guerra e la consolazione di Dio

youtube
Aleppo (Agenzia Fides) - “Siamo di nuovo da giorni sotto le bombe. Non si sa cosa sta per succedere. Anche stanotte non abbiamo chiuso occhio, e stamattina un proiettile d'artiglieria è caduto anche nella strada della nostra cattedrale, provocando un morto e tre feriti. Anche per questo abbiamo deciso di non riaprire nemmeno gli uffici della Caritas, che erano rimasti chiusi per qualche giorno durante la festa musulmana per la fine del Ramadan”. Il vescovo Antoine Audo SJ, alla guida della diocesi caldea di Aleppo, spiega con voce calma all'Agenzia Fides l'orrore quotidiano che continua a sconvolgere la città martire logorata da cinque anni di guerra. 

“Aprirsi al diverso”

Padre Ernesto Balducci, teologo dell’ecumenica confusione 

“Dato per scontato che la presenza dei gruppi etnici diversi dal nostro si farà più massiccia, si aprono due vie: quella della lenta assimilazione di modo che in una o due generazioni gli immigrati diventino in tutto come noi, o quella della convivenza tra gruppi etnicamente e culturalmente diversi. Io credo che la via giusta sia quella della convivenza. Ma se questo è vero dobbiamo affrettarci a predisporre gli strumenti necessari – a cominciare dalla scuola – perché questo futuro si avveri senza traumi. Quel che occorre è una rapida instaurazione della cultura della diversità. Le culture che si chiudono in se stesse sono destinate a morire. La nostra  non fa eccezione.”   (Ernesto Balducci).
di Piero Vassallo      
.
z.Ernesto BalducciInsieme con Giorgio La Pira e don Lorenzo Milani, padre Ernesto Balducci (1922-1992) ha rappresentato la rumorosa avanguardia teologica intesa alla maturazione ecumenica/sincretista – “aprirsi al diverso” – della teologia cattolica.
Occasione o pretesto della riforma auspicata dai nuovi teologi e in special modo dal padre scolopio Balducci era la vastità del fenomeno migratorio: “esso viene verso di noi scatenando contraddizioni che mettono a dura prova i nostri strumenti di analisi e di progettazione e chiedono perciò un più alto livello di razionalità e di lungimiranza politica” (testo citato da Andrea Cecconi nella presentazione all’antologia di scritti di padre Balducci, intitolata Dobbiamo vivere insieme, e riedita nel gennaio del corrente 2016 da Marco Pagliai, editore in Firenze).
Padre Balducci fu un fervente e disinvolto ecumenistaardito al punto di affermare che “i musulmani hanno normalmente dimostrato grande tolleranza per quanto riguarda i credenti di altre religioni (purché non politeistiche).
A sostegno della sua tesi, p. Balducci cita Erasmo da Rotterdam (“lo spirito aggressivo della chiesa era dovuto alla subordinazione del vangelo all’aristotelismo) e Pierre Bayle, “che fece di Maometto un modello di tolleranza”.

Impassiti?

Cardinale contro cardinale. Alla messa.   
Il cardinale Vincent Nichols, ha scritto ai sacerdoti di Westminster scoraggiandoli dal celebrare la messa rivolti a Est, come ha suggerito di recente il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino.

Un campo minato...

 don Giorgio Ghio. Papato allargato? No, grazie.


Certe affermazioni sono di una tale gravità da richiedere ponderata riflessione prima che se ne possa tentare una valutazione equilibrata. Serve a poco che il loro autore cerchi poi di attenuarne la portata esplosiva con dichiarazioni successive. Un testo scritto, formulato in un italiano elegante e con un lessico appropriato che sono certamente frutto di attenta revisione, letto in un ambiente accademico dei più qualificati e in un’occasione dalle risonanze planetarie, non può non essere frutto di un’intenzione deliberata e di lucida determinazione. Mi riferisco all’inedita teologia del papato esposta, il 20 maggio scorso [qui e, nel blog commentata qui], da monsignor Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia nonché segretario particolare di Benedetto XVI, personaggio familiare alle élite politico-finanziarie come ai rotocalchi scandalistici, che con perfetta disinvoltura passa da una partita a tennis a una festa in discoteca e non dà certo l’impressione di un severo e discreto curiale.

Acqua dolce di lago



FONDATA NEL 1968 DAL PROFESSOR DIETRICH VON HILDEBRAND
"Anche se le ferite di questo mondo in frantumi voi avviluppate, e il mare in fermento si reca insieme in una sola nave superstite, sarebbe comunque addicono di mantenere il vostro entusiasmo per gli studi inalterata. Perché dovrebbe durata valori tremano se le cose transitorie cadono? "

- Prospero di Aquitania
Dichiarazione del Lago di Garda circa la “cattolica” apoteosi di Lutero
Sessione finale del XXIV Simposio annuale estivo del Roman Forum

Festa dei Santi Cirillo e Metodio
7 luglio 2016



Si è svolto, dal 27 giugno al 7 luglio 2016, il XXIV Simposio annuale estivo del Roman Forum (USA), organizzato a Gardone Riviera dal Prof. John Rao.

Riportiamo la dichiarazione finale, preceduta da un breve resoconto dei lavori


Breve resoconto dei lavori

Il XXIV Simposio annuale estivo, “Mezzo millennio di totale depravazione (1517-2017): Una critica dell’impatto di Lutero alla vigilia della sua “cattolica” apoteosi
è stato sicuramente il miglior programma che abbiamo promosso fino ad oggi.

Cinquantacinque partecipanti provenienti da almeno una dozzina di paesi hanno ascoltato sedici interventi, che hanno ben riassunto lo sfondo, la natura e le conseguenze della Riforma protestante.

Il programma del prossimo anno, il cui tema non è ancora stato deciso, si svolgerà tra il 3 e il 14 luglio 2017. Segnatevi la data perché si tratterà di un evento speciale per festeggiare il nostro XXV anniversario a Gardone Riviera!

«Il maestro è Cristo » !?

A Dio si deve obbedienza, non all'uomo Non si può usare la coscienza per ignorare la verità

Un anno fa, l'11 luglio 2015, moriva il cardinale Giacomo Biffi, che è stato «uno dei cristiani più grandi di questo secolo». Soprattutto le sue riflessioni teologiche e pastorali restano come punti di riferimento sempre attuali. Proprio per ricordarlo vogliamo proporre una selezione di suoi interventi sul rapporto tra coscienza e verità, tema che ha tenuto banco nel recente dibattito sinodale e continua tuttora. 


Un anno fa, l'11 luglio 2015, moriva il cardinale Giacomo Biffi, che - come lo ha definito recentemente su queste colonne monsignor Luigi Negri - è stato «uno dei cristiani più grandi di questo secolo». Soprattutto le sue riflessioni teologiche e pastorali restano come punti di riferimento sempre attuali. Proprio per ricordarlo vogliamo proporre una selezione di suoi interventi sul rapporto tra coscienza e verità, tema che ha tenuto banco nel recente dibattito sinodale e continua tuttora. Certi che saranno ancora di edificazione per quanti desiderano sinceramente seguire Cristo. (Selezione a cura di Alessandro Martinetti)

L'ago della bussola..?

Schonborn, l'Amoris Laetitia e La Nuova BQ

L'editoriale di Stefano Fontanasulla Amoris Laetitia e l'interpretazione del cardinale Schonborn ha provocato delle reazioni. Robi Ronza contesta metodo e contenuti di quello che considera un attacco al Papa. Il direttore risponde sui problemi oggettivi sollevati dalla Amoris Laetitia e sui presunti interpreti autentici del Papa.


Caro Direttore, 
Vedo nell’intervento dell’altro ieri di Stefano Fontana a proposito di una recente intervista del cardinale Schönborn sulla corretta interpretazione della esortazione apostolica Amoris Laetitia (clicca qui) un provvidenziale spunto per risottolineare a noi stessi e ai nostri lettori che cosa è La Nuova Bussola Quotidiana.  
Come si legge in “Chi siamo”, la  dichiarazione programmatica raggiungibile dalla sua prima pagina, il giornale è opera di un “gruppo di giornalisti cattolici, accomunati dalla passione per la fede, che vogliono offrire una Bussola «per orientarsi tra le notizie del giorno», tentando di offrire una prospettiva cattolica nel giudicare i fatti: certi che l’esperienza cristiana è in grado di abbracciare e rispettare pienamente la dignità dell’uomo.
Non abbiamo posizioni ideologiche da difendere, fossero anche cattoliche: nel fluire quotidiano delle notizie vogliamo difendere e promuovere una concezione dell’uomo adeguata alla sua dignità.