Quando il Nazareno si presentò in Vaticano
In quel tempo le cronache parlarono a lungo di un «patto del Nazareno», una complicata faccenda politica mai del tutto chiarita. Ma non si venne mai a sapere che il vero patto del Nazareno fu un altro.
Un giorno infatti il Nazareno si fece coraggio e decise di andare in Vaticano. Aveva un patto da proporre al papa.
Si presentò alle guardie svizzere ma fu respinto. Gli fecero un sacco di domande: chi era, che cosa voleva, se aveva prenotato, se aveva un accredito, se poteva contare su qualche amico cardinale.
Il Nazareno rimase senza parole. Non aveva prenotato, non aveva un pass, non aveva un cardinale amico. Tentò di spiegare che aveva da proporre un patto al papa, una cosa importante. Ma non ci fu verso.
Passarono di lì alcuni volontari che si dedicavano alle docce per i senza tetto e al servizio barba e capelli. Quando videro quell’uomo dalle lunghe chiome, che indossava una poverissima tunica di sacco e sembrava proprio bisognoso di assistenza, lo presero sottobraccio e lo portarono verso il colonnato, dove il papa aveva fatto installare le docce per i barboni e dove all’occorrenza uno poteva gratuitamente farsi tagliare i capelli e radere il volto.
