ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 21 dicembre 2016

Quanto puzza il Tradizionalista..!


Quando il Nazareno si presentò in Vaticano


In  quel tempo le cronache parlarono a lungo di un «patto del Nazareno», una complicata faccenda politica mai del tutto chiarita. Ma non si venne mai a sapere che il vero patto del Nazareno fu un altro.

Un giorno infatti il Nazareno si fece coraggio e decise di andare in Vaticano. Aveva un patto da proporre al papa.
Si presentò alle guardie svizzere ma fu respinto. Gli fecero un sacco di domande: chi era, che cosa voleva, se aveva prenotato, se aveva un accredito, se poteva contare su qualche amico cardinale.
Il Nazareno rimase senza parole. Non aveva prenotato, non aveva un pass, non aveva un cardinale amico. Tentò di spiegare che aveva da proporre un patto al papa, una cosa importante. Ma non ci fu verso.
Passarono di lì alcuni volontari che si dedicavano alle docce per i senza tetto e al servizio barba e capelli. Quando videro quell’uomo dalle lunghe chiome, che indossava una poverissima tunica di sacco e sembrava proprio bisognoso di assistenza, lo presero sottobraccio e lo portarono verso il colonnato, dove il papa aveva fatto installare le docce per i barboni e dove all’occorrenza uno poteva gratuitamente farsi tagliare i capelli e radere il volto.

Il demone muto!..Vogliono fargli le scarpe?*

Il papa non risponde ai quattro cardinali. Ma sono pochi 


quelli che lo giustificano


E sono sempre di più, invece, i cardinali e vescovi che si schierano a sostegno degli autori delle cinque domande di chiarimento sulle ambiguità di "Amoris laetitia". Eccoli a uno a uno

di Sandro Magister


ROMA, 21 dicembre 2016 – "Sono solo quattro cardinali", ha detto il porporato brasiliano Cláudio Hummes, grande elettore di Jorge Mario Bergoglio, degli autori della lettera al papa con i "dubia" sui punti controversi di "Amoris laetitia". "Solo quattro contro più di duecento, un gruppo enorme che invece sta dando tutto il suo appoggio al papa":

> Hummes: “¿Las críticas al Papa? Son sólo cuatro cardenales. Todo el colegio cardenalicio está con él”

In realtà il paesaggio appare molto più mosso, a giudicare da tutti coloro, tra i cardinali e i vescovi, che hanno preso la parola sui "dubia", dopo la loro pubblicazione il 14 novembre ad opera dei cardinali Walter Brandmüller, Raymond L. Burke, Carlo Caffarra e Joachim Meisner.

Sono diciotto i cardinali e i vescovi che fino ad oggi hanno parlato sul tema. E di questi non più di sette hanno preso le parti del papa scagliandosi contro i quattro autori dei "dubia".

In ogni caso non si è vista affatto prorompere quella difesa corale e universale di papa Francesco data per certa da Hummes.

Non solo. Il primo che si è scagliato contro i quattro cardinali l'ha fatto con una tale virulenza da ritrovarsi a sua volta isolato, rispetto agli altri sostenitori di papa Francesco.


Qual'é il papa?

Se Scalfari scrive che gli Apostoli erano tredici… 


scalfari-francescoC’è chi lo ha definito Grande Orecchiante per il modo in cui tratta temi filosofici, storici e teologici su “Repubblica”. Eugenio Scalfari ci delizia da anni con le sue fantasiose sparate e continua instancabilmente, nonostante l’età. Domenica scorsa, per esempio, nel suo editoriale sul giornale da lui fondato, ha confuso l’Immacolata Concezione (che abbiamo festeggiato l’8 dicembre) con “l’Assunzione al cielo di Maria” (forse voleva menzionare anche tale “assunzione” fra i meriti del Jobs Act renziano).
Sabato, poi, Scalfari in un nuovo editoriale su “Repubblica” dedicato agli 80 anni del papa, ha lanciato un altro dei suoi caratteristici scoop teologici: “gli apostoli all’ultima cena erano tredici”.

Più belli che intelligenti..!?

#Fedeli: l'ONAGROCRAZIA al potere!

martedì 20 dicembre 2016


Tutti i Lucignoli d’Italia oggi festeggiano! Non soltanto perché tra pochi giorni inizieranno le vacanze natalizie e non si andrà più a scuola. Festeggiano perché hanno ottenuto la loro rivincita morale sui compagni secchioni e sgobboni. Oggi hanno un Ministro dell’Istruzione che è una dei loro. Una che davvero li rappresenta, dimostrando concretamente che in Italia si può anche non studiare per fare strada e, soprattutto, carriera politica. Via libri di scuola, sussidiari, abecedari, dizionari, e tutta quella ferraglia arrugginita che costringe la povera gioventù a perdere tempo incollata ad una sedia per ore! Basta, finalmente è arrivata l’ora della riscossa. L’onagrocrazia al potere! A proposito, onagrocrazia non è una parolaccia. Deriva dal greco ὄναγρος (ònagros), che significa somaro selvatico. L’ha coniata Benedetto Croce per indicare la forma di potere gestita dai somarelli, ovvero coloro che non hanno avuta tanta voglia di studiare.

martedì 20 dicembre 2016

I se e i ma...

State calmi, è strategia della tensione

E’ troppo presto per dire qualcosa di più preciso. L’assassinio di Ankara è stato rivendicato, più precisamente esaltato, dall’IS e da Al Qaeda, certo come no:  attraverso il SITE di  Rita Katz. E’ un indizio abbastanza preciso.  Anche Obama, anche al Dipartimento di Stato, e alla Cia, hanno ottime ragioni per esaltare l’omicidio,  prima   di dover traslocare.

Laureata CEI


IL MINISTRO FEDELI FA UN ALTRO SCIVOLONE NELLO SCAMBIO DI CORTESIE E RIVERENZE CON AVVENIRE. IL GENDER C’È O NON C’È?
Ho letto con rispetto e interesse lo scambio di cortesie fra il Ministro della Pubblica Istruzione Fedeli e il direttore del quotidiano dei vescovi, Avvenire. Giornale a cui il neo-ministro deve essere grata anche perché ha elegantemente sorvolato su quello che è stato e continua ad essere il principale problema di questa nomina. Cioè il fatto che il ministro della Pubblica istruzione ha scritto sul suo CV di essere laureata (non vero) e poi l’ha fatto sparire.

Mala Fede:fuori dalla hall,fora di ball

Papa Francesco: "Aiutare i migranti è come accogliere Dio stesso"

"Esprimo la mia solidarietà ai migranti del mondo e ringrazio coloro che li aiutano: accogliere l'altro è come accogliere Dio in persona!". Lo scrive Papa Francesco in un tweet, pubblicato in occasione della Giornata mondiale dei migranti.

CHI E' IL VERO "MIGRANTE" ?


    Questa società non punta ad accogliere chi arriva da noi, ma a rendere migrante chi c'è già.
Il capitale non mira a integrare i migranti ma a disintegrare i non-ancora-migranti affinché si adattino allo stile di vita apolide e nomade 
di Diego Fusaro  

C'é un pacco anche per lui?

                        
ULTIM'ORA: Card. Burke dà utlimatum al Papa: "Deve chiarire i dubia o dopo l'Epifania potrebbe arrivare l'atto formale di correzione"

Il Card. Burke pone un limite di tempo al Papa per rispondere, e avvisa: "O risponde dopo l'Epifania o si dovrà procedere con l'atto formale di correzione, dopo l'Epifania.
L'articolo ricorda un precedente: un atto di formale correzione da parte di teologi dell'Università di Parigi che ammonirono e corressero Papa Giovanni XXII nel XVI secolo. Più che giusto, alla luce anche del ben più autorevole precedente: la correzione che San Paolo ebbe a fare a San Pietro "pubblicamente, perchè ne andava della fede".
Citiamo, circa la legittimazione dei 4 cardinali (che non sono più soli!) di correggere il Papa, quanto scrissero San Tommaso e sant'Agostino (come riportato da Corrispondenza Romana in un interessantissimo studio di don P. Leoni del 14.12.2016):
"Scrive San Tommaso d’Aquino (ad Gal.2.14): “Essendovi un pericolo prossimo per la fede, i prelati devono essere ripresi, perfino pubblicamente, da parte di quelli che sono loro soggetti. Così San Paolo, che era soggetto a San Pietro, lo riprese pubblicamente, in ragione di un pericolo imminente di scandalo in materia di fede”.
E Sant’Agostino commenta: “Lo stesso San Pietro dette esempio a coloro che governano, affinché essi, allontanandosi qualche volta dalla buona strada, non rifiutino come indebita una correzione venuta anche dal loro soggetti”.
Riferendosi di nuovo alla critica pubblica di San Paolo a San Pietro, scrive ancora San Tommaso: “La riprensione fu giusta ed utile, ed il suo motivo non fu di poco conto: si trattava di fatti di un pericolo per la preservazione della verità evangelica… il modo della riprensione fu conveniente, perché fu pubblico e manifesto. Perciò San Paolo scrive: ‘Parlai a Cefa’ cioè a Pietro ‘di fronte a tutti’ perché la simulazione operata da san Pietro comportava un pericolo per tutti.”
Questo è lo spirito dunque in cui sarà intrapresa la critica delle dottrine o dei gesti che seguono, con la pietà dovuta di un figlio verso il proprio padre spirituale, capo visibile della santa Chiesa di Dio. Le dichiarazioni (o i gesti) trattati riguarderanno solo tre punti determinati: 1) l’Ecumenismo, 2) l’Eroticismo, e 3) l’Adulterio. (segue nell'articolo "Non si può più tacere") "
Roberto