ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 27 dicembre 2016

Pastor vel Lupus?

FRANCESCO, LA CURIA E IL GOVERNO. EPISODI CHE RENDONO PERPLESSI. MA QUESTO PAPA E’ BUONO?



Ormai i rimproveri del Papa alla Curia non sorprendono più nessuno. Diciamo che hanno assunto un tono quasi rituale. Dalla lettura delle sue parole sembra che si sia scagliato contro eventuali resistenze alla riforma curiale. Ma questo può lasciare perplessi. Fino ad ora la riforma si è centrata sull’accorpamento di alcuni pontifici consigli e dicasteri, e nel varo della nuova Segreteria per le Comunicazioni. Ma non sembra che nessuna di queste iniziative abbia suscitato particolari malumori. E il progressivo spogliamento della Segreteria dell’Economia di alcune ampie prerogative che il Pontefice stesso le aveva assegnato è avvenuto con l’assenso del Pontefice stesso. E anche lì non sembra che i principali interessati si siano incatenati ai cancelli di San Pietro. Chi è riuscito a manovrare per riavere i soldi e il potere che il primo Motu Proprio sembrava sottrarre è ben soddisfatto. E Pell anche se si sente un po’ tradito, e forse un po’ ingenuo, per aver creduto alle esortazioni tipo “vada avanti senza guardare in faccia nessuno” provenienti da Alto Loco ha assorbito la botta da vecchio atleta australiano.
Allora forse lo sdegno del sovrano aveva altri motivi e bersagli.

lunedì 26 dicembre 2016

«La cosa è grave ma non seria»


                                                                    IL CONFRONTO

Nella cultura zoologica la differenza tra gli animali reali ed immaginari è più sfumata di quanto possa apparire. Più incisivo, inoltre, pare sia stato il recupero della cognizione idolatrica degli stessi. Manca solo la formulazione canonica del culto di venerazione a motivo della positività della loro connotazione e del sovvertimento dell’ordine naturale. Le cose, comunque, cambiano quando dall’analisi zoolatrica si passa a quella iconografica verificabile nei simboli dei casati prestigiosi o della stirpe di sangue blu come l’effige, nello stemma, dell’aquila imperiale o del drago. L’aquila e il drago, tra l’altro, sono simboli altamente significativi anche della tradizione cristiana. Con l’aquila si identifica l’Apostolo Giovanni, che riuscì a penetrare i misteri Soprannaturali. Descritta nell’Apocalisse (Ap 8,13) l’aquila, inoltre, rappresenta l’Angelo che annuncia agli abitanti della terra i castighi che Dio permette come strumento della Sua giustizia. Invece il drago (figura del demonio), punto importante di riferimento, è sconfitto dal sangue dell’Agnello dopo essere stato affrontato dall’arcangelo Michele (Ap 12,7) che lancia le sue milizie (spirituali) contro le potenze infernali.

Erode abita qui

sebirblu.blogspot

"Festeggiamenti del Natale assenti ad Aleppo dopo anni": la "bufala dell'anno" sulla Siria va al Corriere della Sera


Festeggiamenti del Natale assenti ad Aleppo dopo anni: la bufala dell'anno sulla Siria va al Corriere della Sera



Sulle conseguenze di un probabile attentato con LSD contro il Corriere della Sera ce ne eravamo già occupati, in agosto, per un, davvero delirante, articolo che accusava Putin di utilizzare un diabolico marchingegno, denominato Nooskop, capace di “manipolare le menti”.

Attentato che si direbbe essersi reiterato in questi giorni. Non troviamo, infatti, nessuna altra spiegazione davanti a quanto pubblicato sul Corriere, a firma Andrea Riccardi, già Ministro per la cooperazione internazionale nel governo Monti - artefice delle Sanzioni alla Siria -, e fondatore di quella “Comunità di Sant'Egidio” così cara a Bush e agli altri Signori della Guerra.

E dopo il mal di pancia?

Vi spiego parole e mosse di Papa Francesco. Parla il vaticanista Magister


“Uno degli obiettivi di Francesco è la pluralizzazione della Chiesa. Lo dice lui stesso: quel che gli sta a cuore è avviare processi. Cosa significhi e dove porterà è tutto da vedere”. E’ quello che pensa Sandro Magister, scrittore e giornalista, vaticanista de l’Espresso, sulle ultime mosse di Papa Francesco.
Magister, il Papa non è stato tenero giovedì con i cardinali nel suo discorso prenatalizio.
Credo che nelle sue parole emerga una visione molto pessimista, soprattutto rispetto alla gerarchia. Francesco percepisce un’opposizione al suo pontificato, di un clero che considera incapace di prossimità alla gente.
Eppure il mondo “tradizionalista” contro cui si è scagliato viene spesso considerato come minoritario, più attivo sul web che protagonista nella quotidianità cattolica.
Intanto Bergoglio un giorno sì e uno no riserva delle bordate agli oppositori. Il discorso alla Curia è solo l’ultimo grano di un rosario continuo.

Odiunt, non amant

IDENTITA' E LIBERTA' LAICISTA 

    La libertà laicista è un mostro disumano che vuole azzerare radici, storia, identità. A nessuno importa quel che è bene per la comunità. L’errore clamoroso e l’infedeltà al Vangelo della chiesa neomodernista
 di Francesco Lamendola





Se la civiltà moderna trova la sua più coerente e compiuta espressione nel sistema economico e finanziario e nello stile di vita americani, dal punto di vista ideologico “puro”, cioè considerata in sé e per sé, in quanto struttura ideologica dello spazio culturale, sociale e anche individuale, essa trova la più perfetta espressione nell’attuale ordinamento dell’Unione europea.
Coloro i quali pensano che l’Unione europea sarebbe una buona cosa, se solamente fosse l’Europa dei popoli e non delle banche, se fosse una realtà viva come avrebbe dovuto essere, e non un freddo computo ragionieristico sulla partita doppia delle spese e delle entrate, s’immaginano tuttavia che essa sia riformabile, anzi, che sia nata da un giusto bisogno, o da una giusta serie di bisogni, e sia stata poi allontanata dai suoi obiettivi originari da fattori esterni, eliminati i quali, essa potrà rientrare nel suo alveo, come un fiume che rientra nel suo letto dopo essere stato artificialmente deviato. Purtroppo le cose non stanno così: l’Unione europea è nata, sin dall’inizio, anzi, sin dall’inizio è stata concepita, esattamente come ciò che essa è; semmai la realtà attuale è ancora troppo “indietro” rispetto ai piani segreti di coloro che l’hanno pensata e voluta (vedi, ad esempio, il Piano Kalergi, e le attuali strategie del Gruppo Bilderberg, della Commissione Trilaterale e di altri gruppi di potere ancora più occulti e ancora più “globali”, oltre che più inquietanti); la meta finale, per essi, è ancora relativamente lontana, nondimeno essi sono pazienti e tenaci, dispongono sia dei mezzi, sia del tempo necessari per spingere il nostro continente sempre più in là, dal punto di vista sociale, culturale, finanziario, monetario, sempre più vicino all’idea che essi hanno della società futura: un luogo neutro, asessuato, algido, in perenne progresso tecnologico, dove non c’è spazio, anzi, non deveesserci spazio alcuno, per la tradizione, e, soprattutto, per la tradizione e l’identità religiosa, ovviamente quella cristiana e specialmente cattolica.

Babbei di Natale

"Non vogliamo turbare le altre religioni". E le scuole censurano il Natale

L'ideologia entra nelle scuola italiane. A Floro vietano ai bimbi di cantare "Astro del Ciel". E a Pontevico sparisce Gesù dalle canzoni di Natale. Così il Belpaese si sottomette al multiculturalismo
Adesso le scuole censurano il Natale. Non per colpa dei bambini, ovviamente.


Cupio non dissolvi

IL VERO CONTRO IL RELATIVISMO 

    Dobbiamo ritrovare il concetto e il criterio del vero per uscire dalla palude del relativismo.Cosa sia il vero lo abbiamo sempre saputo fino a quando la cultura del sospetto e deliri della modernità non ci hanno confuso le idee 
di Francesco Lamendola




Come figli di quella civiltà moderna di cui andiamo così scioccamente fieri, ma che dovremmo chiamare, piuttosto, la prima, compiuta anti-civiltà della storia, stiamo sprofondando sempre di più nella palude del relativismo; e, benché vediamo le conseguenze disastrose che ciò comporta, non facciamo nulla per tentar di uscirne, anzi, si direbbe che facciamo di tutto per affondare ulteriormente, come se fossimo afferrati dal demone del cupio dissolvi, da una masochistica, selvaggia euforia di auto-distruzione.
Eppure, la strada per uscire dalla palude c’è, lo sappiamo bene, e sappiamo anche da quale parte dovremmo cercarla: nel ritrovare il concetto e il criterio del vero, perno di ogni certezza, presupposto di ogni sapere, condizione indispensabile per qualsiasi costruzione sociale, politica, economica, culturale, senza di cui nulla si può fare, progettare, costruire, che non sia viziato e minato da una terribile, insuperabile fragilità, da un peccato originale che porterà a cattivo fine qualunque iniziativa, per quanto intrapresa con entusiasmo e generosità..

Discepoli di un Bambino maestro

Mi porto sempre dentro quanto insegnava un mio amico pedagogista abruzzese: «Gli occhi del Bambino[1] sono belli, ma sono anche vuoti: perciò essi vanno riempiti di conoscenze, di vita». È proprio così: educare non è solo il socratico “tirar fuori” quanto di buono c’è dentro l’interiorità del Bambino, ma è anche “metter dentro” di lui quanto di valido la comunità di vita in cui egli è stato accolto ha elaborato a tanti livelli, in primis la lingua: l’educazione è anche una traditio lampadis, come ha affermato un gigante della pedagogia moderna, il boemo Comenio.
Arrenderci dinanzi ad ogni Bambino