ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 28 gennaio 2018

La lunga strada sta per trovare il suo approdo

UN RACCONTO, UNA FICTION, DI ALFONSO INDELICATO SU COME CAMBIARE LA MESSA. UN PAPA E UN CARDINALE A COLLOQUIO. LA SVOLTA.



Un amico di Stilum Curiae, che non conosciamo personalmente, ci ha inviato tempo fa un piccolo racconto a contenuto ecclesiale, molto attuale, viste le discussioni sulla “messa ecumenica” e la ridefinizione del Padre Nostro. Si chiama Alfonso Indelicato; sospettavamo origini campane, invece, ci scrive, è “Laureato in Filosofia Cattolica negli anni “formidabili” anche per evitare pestaggi in Statale da parte di giovani democratici, divento insegnante, cosa che sono ancora adesso. Nel frattempo mi occupo di scrittura creativa e comunicazione efficace. Sono perito calligrafo iscritto all’Albo del Tribunale. Ho pubblicato per Solfanelli una raccolta di racconti e una narrazione in versi dedicata alla Milano dei giorni convulsi alla fine dell’aprile ’45. Tre anni fa entrato casualmente in politica divento consigliere comunale qui a Saronno, ma riesco ben presto a litigare con i miei alleati e con il mio stesso partito, che nei fatti mi giubila. Così rimango consigliere, insegnante, perito e talvolta conferenziere in splendida, o almeno dignitosa, solitudine”. Ecco il suo racconto.

Il Rito antico è stato distrutto dal nuovo




Testo dell'audio
LA DISTRUZIONE DEL RITO ROMANO

Don Pietro Leone
E PERCHÉ, O DIO, CI HAI RIGETTATI PER SEMPRE? si è infiammato il  vostro sdegno contro le pecorelle del vostro gregge? RicordateVi della vostra congregazione, che vostra fu fin da principio. Voi comperaste il dominio di Vostra eredità; il monte di Sion fu il luogo di Vostra abitazione. Alzate per sempre il Vostro braccio contro la loro superbia; quanti mali ha commesso il nemico nel santuario. E color che Vi odiano se ne vantarono nel luogo stesso della Vostre solennità. Hanno posto le loro insegne, le insegne sulla sommità del tempio come ad un capo di strada. Hanno similmente spezzato con accette le sue porte, come si fa degli alberi nella foresta; colle scuri e colle accette lo hanno atterrato. Han dato fuoco al Vostro santuario; han profanato il tabernacolo, che Voi avevate sopra la terra. Ha detto in cuor suo: Leviamo di sopra la terra tutti i giorni consacrati al culto di Dio.[1]

Come ha scoperto la Messa tradizionale?

Intervista con l'Abate Folsom OSB sulla bellezza del Rito Romano

Tratto da OnePeterFive. Traduzione di Traditio Marciana. Sottolineature nostre.

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Quest'intervista è stata realizzata di persona durante un ritiro predicato da Padre Cassian a Chicago per le oblate americane del monastero benedettino di Norcia. Padre Cassian ha generosamente concesso all'autore di pubblicare una trascrizione dell'intervista

Julian Kwasniekski: Lei aveva l'intenzione di diventare monaco in gioventù?
Padre Cassian: Beh, non esattamente. Io in gioventù volevo diventare un prete. Ma non avevo mai sentito parlare del monachesimo, finché ero al collegio.
JK: Davvero?
PC: I non avevo mai saputo che esistessero. Così, questo è stato un dono di Dio.
JK: Allora, quale fu la sua prima esperienza monastica? Come ha scoperto il monachesimo?
PC: Ero matricola all'Università dell'Indiana, che dista solo due ore da St. Meinrad. C'erano due monaci da St. Meinrad  che quell'anno studiavano all'università. E così li ho incontrati alla Messa quotidiana: questo fu il mio primo contatto con dei monaci. Allora, in seguito, mi sono recato a St. Meinrad con qualche altro amico, per una sorta di gita, tutto qui. C'era certamente l'azione di Dio in ciò; è stato amore a prima vista, ne fui attratto immediatamente. Stavo già pensando di cambiare il mio indirizzo e una serie di altre cose del genere, ed ero interessato ancora una volta a recarmi in seminario. Da quando St. Meinrad aprì un seminario, mi trasferii dall'Università dell'Indiana al collegio del seminario a St. Meinrad durante il mio secondo anno. Ho vissuto circondato da monaci...
JK: ...e quella fu la fine!
PC: Già.

“Beh sai! è il Papa che parla!”..

Papa Francesco sdogana Rahner: Dio è Padre di tutte le confessioni

Ecco applicata ora, a tutte le confessioni, la teoria del cristianesimo anonimo del gesuita tedesco.
Affermazione attraverso la quale il Papa ha salutato la Croce Rossa Italiana, raccolta in una udienza sabato 27 gennaio, vedi qui testo ufficiale, con queste parole: “E chiediamo che lo Spirito del Risorto, che è Spirito di amore e di pace, ci insegni questa via e ci aiuti a realizzarla. Chiedo per questo su tutti voi la benedizione di Dio – Dio Padre di tutti noi, Padre di tutte le confessioni – e la invoco in particolare per quanti hanno perduto la vita svolgendo il loro servizio e per i loro cari.”

L' "effetto Bergoglio"

Vaticano, su Papa Francesco l'ira di Antonio Socci: "effetto Bergoglio", la vergogna senza precedenti

"Effetto Bergoglio". Una rabbia da condividere, e far girare come si dice in gergo social. Antonio Socci, su Facebook, sposa la battaglia del vaticanista dell'Espresso Sandro Magister, che sul suo blog racconta la triste vicenda del convento domenicano più famoso del mondo.

Parce sepulto

Il rito di sepoltura dell'Alleluja all'inizio del periodo di settuagesima

Ai Vespri della domenica di Septuagesima, avveniva in antico un rituale speciale, specialmente nell’Europa continentale, noto come Funerale dell’Alleluia. In pratica, giacché nel Rito Latino dal Mercoledì delle Ceneri in poi fino a Pasqua non si canta più l’Alleluia, né si recita dopo i salmi, veniva commemorata la “morte” dell’Alleluia fino al suo ritorno, connesso alla Pasqua di Cristo. Il rito del Funerale dell’Alleluia è spiegato bene in un manuale liturgico del XV secolo, rinvenuto a Toul, in Francia:

Perché tutto ciò accade

San Marco non deve morire


Quello di San Marco a Firenze è il convento domenicano più famoso al mondo, affrescato dal Beato Angelico e per secoli faro di santità, di arte, di cultura, fino ai giorni nostri.
Eppure è ora sul punto di essere soppresso, proprio per volontà dell'ordine di san Domenico.
Il professor Pietro De Marco, fiorentino, che i lettori di Settimo Cielo da anni leggono e apprezzano, spiega perché tutto ciò accade e lancia un appello perché il convento sia salvato dalla chiusura.
Con un'annessa petizione, già sottoscritta da tanti che hanno a cuore la sopravvivenza non solo di questo luogo, ma della "civitas" di cui esso è l'anima.

La serva sciocca della CEI

https://cronicasdepapafrancisco.files.wordpress.com/2017/12/063-addio-al-pater-noster-1.jpg?w=850«Non ci indurre in tentazione»: un problema per la neo-chiesa

Già Bergoglio, parlando in una trasmissione – che ha fatto flop in tutti i sensi, venendo seguita letteralmente solo da quattro gatti (vqui. Cfr. G. ScaleseUn motivo ci deve essere, in Antiquo robore, 11.1.2018)  – dedicata alla preghiera del “Padre nostro”, aveva avuto da ridire sull’espressione «non ci indurre in tentazione», affermando che, secondo lui, la traduzione sarebbe errata (vqui. Cfr. G.G. VecchiPapa Francesco «corregge» il Padre nostro: «Dio non ci induce in tentazione, la traduzione è sbagliata», in Corriere della sera, 6.12.2017Il Papa "corregge" il Padre Nostro: «Non ci indurre in tentazione? La traduzione è sbagliata», in Il messaggero, 6.12.2017), manifestando che le traduzioni liturgiche fossero …. alterate …. ops … modificate volevamo dire (cfr. Fra CristoforoBergoglio cambierà il Padre Nostro. Ovviamente con la traduzione sbagliata, in Anonimi della Croce, 6.12.2017. Per una ricostruzione della vicenda, Finan Di LindisfarneUn enigma per tutti i lettori: la questione del Padre Nostro lanciata dagli Anonimi della Croce e tre settimane dopo l’affermazione di Papa Bergoglio…un caso?ivi, 9.12.2017).