ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 2 settembre 2018

“Signori, in carrozza!”

Ultima chiamata per il Paradiso… (i signori sacerdoti sono pregati di affrettarsi)

Guai ai pastori del gregge che non vogliono entrare nel Regno dei Cieli e non vi lasciano entrare nemmeno quelli che lo vorrebbero. (Matteo, 23,13)
“Signori, in carrozza!” gridava il capostazione all’epoca dei treni a vapore (quando potevi salire anche a treno in corsa, tanto bassa era la velocità). Nell’era dei voli intercontinentali, dei Jumbo Jet, si è poi passati a “i signori viaggiatori del volo AZ15 Roma-Buenos Aires sono pregati di recarsi al gate numero 25 per l’imbarco. Ultimo appello per i viaggiatori del volo AZ15 Roma-Buenos Aires”.
Con il mutar dei tempi e dei mezzi di trasporto di massa non sono mutati molto gli avvisi, i solleciti, gli ultimatum volti a non ”far perdere la corsa” ai viaggiatori distratti e ritardatari.
Ebbene, uscendo fuor di metafora e spostando la nostra attenzione al cosiddetto “popolo in cammino”, in quest’epoca di apostasia dilagante, caratterizzata da un clero nel migliore dei casi indeciso e titubante se assolvere al suo compito principale (cioè condurre le anime in Paradiso), oppure se seguire i depistaggi di una gerarchia ormai svendutasi al nemico di Dio e dell’umanità (il “Principe di questo mondo”, come lo chiama Gesù), è di fondamentale importanza ricordare ai sacerdoti e, più in generale a tutti i consacrati, “l’ultima chiamata per il Paradiso” rivolta più volte, in questi ultimi tempi, da NSGC e dalla Sua SS.ma Madre, la Beata Vergine Maria, a diversi mistici e veggenti.

Buona notte guerrieri

NOI BIGOTTI INTEGRALISTI CON I NOSTRI ROSARI E I NOSTRI SANTINI.

Il cristianesimo è diventata una religione molto carina, malleabile, duttile, opinabile, porzionabile, flessibile, compatibile con tutto e con tutti, vegetariana, gay- friendly, sostenibile e di basso impatto, low cost, à la carte, prêt-à-porter, self service, prendi solo quello che vuoi e paghi solo quello. Il cristianesimo è diventato un religione di fiocchetti di neve (in inglese Snowflake, termine che indica qualcuno che si scioglie e si spampana se solo lo guardi male) e soprattutto di pretini molto graziosi, qualcuno più patinato e qualcuno più casual, che ci presentano i loro fidanzatini ancora più carini di loro. Possiamo dire che il cristianesimo è stato portato ai saldi di fine stagione. Un cristianesimo a tinte pastello, delicate e soffici come le casule usate a Dublino, accuratamente prive di qualsiasi simbolo cristiano ( è divisorio) e chiuse da una specie di cerchio un po’ celtico e un po’ esoterico.

Il ribaltamento della preghiera cristiana

Un'agonia di olocausto accompagnata da canti nuziali


 Di fatto la riforma liturgica; di fatto la riforma della messa cattolica, cuore della riforma liturgica e chiave interpretativa di tutto il Concilio, ha costituito il più pericoloso imborghesimento della preghiera cristiana.

 Sappiamo, usando il termine “imborghesimento”, di destare le reazioni di “destra” e di “sinistra”, ma non riusciamo a trovare un termine che riassuma più compiutamente e sinteticamente il ribaltamento della preghiera cristiana, trasformata da coscienza di un avvenimento che accade in espressione personale della lode a Dio.

 E il problema sta tutto qui: aver coscienza che nella storia è accaduto e accade un fatto inaudito, un Dio che muore per te, per liberarti dall'abisso, e voler essere presenti a questo accadimento per mendicare la liberazione del mondo.

 Il problema sta nell'essere coscienti che questo fatto, che si ripete sugli altari cattolici, ha un valore eterno e una portata sociale inaudita.

United colors of Francis


SEMPRE INSIEME A COSTRUIRE PONTI…



Cosa preoccupa Bergoglio: fauna e flora ittica. Presto un manifesto di Toscani.



Non c'é due senza tre?

La pedofilia e la guerra che squassa la Chiesa


Oportet  ut scandala eveniant: è necessario che gli scandali avvengano. Una frase che si addice perfettamente alla vicenda della pedofilia che tormenta la Chiesa cattolica e che oggi è al centro di una battaglia feroce.
Il Papa ha chiesto pubblicamente perdono per tali crimini con una Lettera al Popolo di Dio (un popolo che in realtà esiste ormai solo nei documenti ecclesiali, ma questa è un’altra storia).
Un documento cui ha fatto seguito la lettera dell’ex nunzio a Washington Carlo Maria Viganò, nella quale si accusa il Papa di non aver agito con fermezza contro un porporato americano accusato di tale crimine. E ne chiede le dimissioni.
Non entriamo nel merito della questione. Non interessa in questa sede.
Ci limitiamo a notare che se la richiesta si realizzasse avremmo tre papi, legittimi due emeriti e il successore di Francesco ( e non tre tra papi-antipapi come avvenne nel passato).

Come nei film dell’orrore

UN NEMICO CAPACE DI TUTTO


Abbiamo a che fare con un nemico capace di tutto. Questa élite funziona come una "super-mafia", ha i suoi codici, i suoi archivi, i suoi agenti segreti, i suoi infiltrati nei governi, ma soprattutto nel mondo dell’informazione 
di Francesco Lamendola  

 0 62 DIAVOLO AFORISMA


Esiste una élite finanziaria mondiale che controlla il mondo, che manipola, con la speculazione, l’economia di tutti i Paesi, e che influenza, con i mezzi d’informazione, l’opinione pubblica mondiale; che controlla, inoltre, la politica dei singoli Stati, con un misto di minacce e di lusinghe, rivolte ai singoli uomini di governo, ciascuno dei quali viene corrotto oppure viene eliminato (politicamente, qualche volta anche fisicamente) affinché ogni ingranaggio della macchina funzioni perfettamente e niente ne inceppi la marcia inarrestabile. Questa élite funziona come una super-mafia, ha i suoi codici, i suoi archivi, i suoi agenti segreti, i suoi infiltrati nei governi, nelle banche, nella magistratura, nella grande industria, nelle pubbliche amministrazioni, nelle forze armate, nelle università, nella Chiesa cattolica, e soprattutto nel mondo dell’informazione: perché chi controlla l’informazione controlla la percezione della realtà da parte di oltre sette miliardi di esseri umani. 

Una specie di tacito accordo?

«Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?»



Ieri Sandro Magister ha pubblicato sul suo blog Settimo cielo un post dove non si dice nulla di nuovo, ma che è utile leggere per rinfrescare la memoria di certi fatti e di certe dichiarazioni. Sono rimasto colpito nel rileggere le parole pronunciate da Papa Francesco sul volo di ritorno a Roma da Rio de Janeiro il 28 luglio 2013. Si tratta della conferenza stampa forse piú famosa del pontificato, tanto per intenderci quella del “Chi sono io per giudicare?”; quindi arcinota. Eppure, a rileggerla oggi, alla luce dei fatti successivamente emersi, alcuni passaggi, a cui lí per lí non si era data eccessiva importanza, assumono un significato diverso.

Cominciò a farsi nemici potenti..

NUOVO AFFONDO DI VIGANO'
"Ecco come andò tra il Papa e la paladina anti nozze gay"

Viganò smentisce la versione ufficiale sul caso “Kim Davis”, la funzionaria incriminata perché contro le nozze gay, che incontrò il Papa negli Usa nel 2015. Lo fa con un documento che consegnò a Francesco tramite la Segreteria di Stato. "Il Papa era favorevole all'incontro e mi chiese di attivarmi con Parolin, falso quanto raccontato dal New York Times su Bergoglio furibondo per quell'incontro riservato". Ma non è l'unica puntualizzazione che l'ex nunzio fa dopo la pubblicazione della testimonianza choc. Cronaca di una settimana ad alta tensione. 




Il caso Viganò ha conosciuto un’altra svolta drammatica. Anche in questo caso provocata da un episodio giornalistico; ma l’ex Nunzio, dal luogo segreto in cui segue le vicende causate dalla testimonianza resa nota domenica scorsa, smentisce duramente la versione ufficiale sul caso “Kim Davis”, e lo fa con un documento, un memorandum che avrebbe consegnato al Pontefice e ai suoi collaboratori diretti, l’allora Sostituto alla Segreteria di Stato Becciu e il “ministro degli Esteri” Gallagher. È la prima apparizione di un documento, in questa vicenda; e c’è chi ipotizza che la riluttanza a parlare e a smentire in maniera categorica le accuse dell’arcivescovo sul caso McCarrick possano essere giustificate proprio da ciò; e cioè dalla possibilità che mons. Viganò disponga di elementi che costituiscano una risposta devastante, in caso di tentativo di smentita. Per cui la strategia adottata finora è stata quella dell’attacco alla credibilità, e alla persona dell’ex Nunzio.