ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 12 dicembre 2018

“Il magistero supremo si inabissa”

A Dio Spaemann, l'ultimo grande filosofo cattolico

Robert Spaemann, morto ieri a 91 anni, è stato l’ultimo grande filosofo cattolico. La sua opera è stata una grande critica della modernità e una apologetica della ragione e della fede insieme a tutti i livelli nella verità. Il sodalizio con Benedetto XVI a Ratisbona. La denuncia di relativismo morale dopo la pubblicazione di Amoris laetitia.


“Che esista un essere chiamato Dio, è un’antica e intacitabile diceria. Questo essere non è una parte di ciò che accade nel mondo, è piuttosto fondamento e origine dell’universo. Si deve tuttavia alla diceria anche il fato che tracce e indicazioni di questa origine si trovino nel mondo stesso. E soltanto in questo sta il fondamento del perché su Dio si possono dire tante cose”. Così scriveva Robert Spaemann, il grande filosofo tedesco che ieri ha lasciato questa terra per quella promessa, nel suo libro La diceria immortale. La questione di Dio o l’inganno della modernità del 2007. Una di quelle frasi del professore a Monaco che aveva sostituito nel 1968 Hans-Georg Gadamer ad HeidelberG, che ci mancheranno perché in esse si poteva trovare nella verità l’incontro della ragione con la fede, il che anche ci fa capire il perché di tanta affinità e stima tra di lui e Benedetto XVI.

La vera natura del problema

UNA CORRUZIONE AL DI LÀ DI OGNI IMMAGINAZIONE - ARTICOLO TRADOTTO DA ONE PETER FIVE SUGLI SCANDALI DELLA NEO-CHIESA



Questo articolo è stato pubblicato da One Peter Five [qui]. Volentieri lo pubblico tradotto in italiano, per far comprendere come molti Cattolici considerino la crisi presente.  

Cattolica non lo è più da un pezzo..

Perché ci sentiamo sradicati in questa Chiesa liquida

    È uscito il libro Sradicati. Dialoghi sulla Chiesa liquida (Edizioni Chorabooks)
dialogo a cuore aperto e a tutto campo tra il maestro Aurelio Porfiri e Aldo Maria Valli sulla situazione attuale della Chiesa. Dal libro, che ha la prefazione di monsignor Antronio Livi, proponiamo qui il capitolo dedicato alla famiglia.

martedì 11 dicembre 2018

Una congiura così mostruosa

LA PUZZA DEL DIAVOLO


Si sente la sua puzza, ma non lo si vuol vedere. La puzza del diavolo c’è, eccome ! La mostruosa congiura in atto e la stretta correlazione fra la negazione del diavolo e l'azione diabolica nella neochiesa del gesuita Bergoglio 
di Francesco Lamendola   

 http://www.accademianuovaitalia.it/images/gif/000-NUOVI/0--prete-cattivo-200.gif

Uno dei fattori – uno, si badi; ma non dei meno importanti – che contribuiscono alla cecità di tanti cattolici di fronte alla deriva eretica e apostatica di cui la Chiesa sembra essere vittima in questi ultimi decenni, è, a nostro credere, il venir meno della concezione del Male inteso in senso soprannaturale, cioè nell’esistenza reale di Satana e dei suoi angeli infernali. Era perfettamente logico che si giungesse a questo punto, una volta imboccata la strada della storicizzazione delle Scritture e della razionalizzazione scientista della fede. Pare che oggi i cristiani provino imbarazzo, se non addirittura vergogna, a professare la stessa fede cattolica dei loro genitori e dei loro nonni: sono bastate meno di due generazioni per logorare dall’interno le basi stesse della loro fede. 

Con la perseveranza salveremo le nostre anime


Appunti per una "resilienza" cattolica


Questi ultimi tempi hanno visto una preoccupante accelerazione dei “commissariamenti” da parte della Santa Sede, dopo l’ormai “storico” (e assolutamente inusuale per la durata) delle Suore e dei Frati Francescani dell’Immacolata, quello delle francesi Petites Sœurs de Marie Mère du Rédempteur (che ha avuto come conseguenza la richiesta della dispensa dai voti da parte della quasi totalità delle suore) e il recentissimo commissariamento della Fraternità Sacerdotale Familia Christi [senza dimenticare la Fraternità dei santi Apostoli in Belgio. Ndr]. A essere colpite sono realtà, piccole e grandi, fiorenti di vocazioni religiose e accomunate da un cammino di avvicinamento alla tradizione liturgica reso più esplicito dall’adesione al Motu Proprio “Summorum Pontificum”.

Presepi bergogliani

« Il “Cristo migrante”, teorizzato dalla Chiesa bergogliana, non c’entra niente col vero Gesù dei Vangeli. Ecco la vera storia. » di Antonio Socci


Dal 2013, anno di arrivo di papa Bergoglio, ad ogni Natale, immancabilmente, si rilancia l’idea della Sacra Famiglia come una famiglia di migranti.Con un evidente sottinteso politico. Quest’anno papa Bergoglio ha perfino fatto inviare una lettera, della “sezione migranti” del Vaticano, a don Biancalani, che si conclude con la formula: “In Cristo Migrante”.
In diversi luoghi si allestiscono presepi bergogliani sul tema migratorio. Ad Acquaviva delle fonti, in provincia di Bari, hanno realizzato un presepio (vedi foto) dove Giuseppe e Maria sono due migranti che stanno affogando in un mare di bottiglie e Gesù bambino (di colore) sta dentro un salvagente.
Ma è fondata questa idea del “Cristo Migrante”? La risposta è semplice: no. Il Vangelo racconta una storia del tutto diversa.

Difendere l'indifendibile..

PADRE CAVALCOLI A CESARE BARONIO. DICIANNOVE PUNTI, DICIANNOVE RISPOSTE, UNA PREGHIERA FINALE COMUNE.

Cari Stilumcuriali, il dialogo fra il padre Giovanni Cavalcoli e Cesare Baronio si arricchisce di un ulteriore capitolo. Qualche giorno fa come ricordate abbiamo pubblicato la risposta di Cesare Baronio a un precedente articolo del teologo domenicano, che ora risponde. Buona lettura. 

"Gesù? E' evaporato"

SACRILEGIO NEGLI USA
"Gesù? E' evaporato". Così il vescovo distrugge il miracolo

I cattolici di Buffalo sono sbalorditi dal sapere che il loro vescovo potrebbe aver deliberatamente distrutto un'Ostia forse protagonista di un miracolo eucaristico. La particola è caduta accidentalmente durante la messa e il parroco l'ha raccolta e, dopo averla immersa nell'acqua, l'ha custodita nel tabernacolo. Dopo quache giorno l'Ostia che si stava sciogliendo era macchiata di rosso. Ma il vescovo ha dato l'ordine di cestinare il tutto perché "Gesù ormai non c'è più". E a quel punto i fedeli sono insorti. 


                            L'ostia fotografata poco prima della sua distruzione

I cattolici di Buffalo, una diocesi nella parte occidentale dello Stato di New York, sono sbalorditi: hanno saputo che i loro vescovi potrebbero aver deliberatamente distrutto un Ostia forse protagonista di un miracolo eucaristico. Ne parla Church Militant.com, un sito molto seguito – e combattivo – diretto da Michael Voris. La storia è estremamente semplice, così come la racconta Mary Ellen Sanfilippo, una cattolica della parrocchia di san Vincenzo de’ Paoli a Springrook, New York. Sanfilippo ha raccontato che un’Ostia è caduta accidentalmente sul pavimento della Chiesa durante una messa. Un diacono l’ha recuperata, l’ha messa in una ciotola per le abluzioni piena d’acqua e l’ha rinchiusa nel tabernacolo. Il 30 novembre l’Ostia era ancora nel recipiente, ma da essa essudava una sostanza rossa, spessa, che sembrava sangue.