ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 21 gennaio 2019

Perché li odiano

Cos’è il «Voto Mariano» dei Francescani dell’Immacolata?


Cos'è il voto mariano dei Francescani dell'Immacolata? Ce lo spiega in questo lungo testo il padre Stefano Manelli, il Fondatore dei Francescani dell'Immacolata. Potremmo definirlo il perfezionamento della teologia e della spiritualità della consacrazione a Maria sigillato da un voto pubblico. Forse è, finora, il vertice e la radicalizzazione delle esigenze della consacrazione a Maria che prepara l'esercito della luce per sconfiggere quello delle tenebre.

Senza forse

MIGRANTI/PAPA: UN 'FORSE' DI TROPPO - AVVENIRE, SALVINI, CREPALDI


https://www.cercoiltuovolto.it/wp-content/uploads/2018/05/papa-francesco-angelus-del-27-ma.jpg(immagine aggiunta)
Un avverbio di troppo nel post-Angelus di oggi, domenica 20 gennaio 2019, da parte di papa Bergoglio. In un corsivo su ‘Avvenire’ Tarquinio vuol tappare la bocca a Salvini. Le parole ragionevoli del vescovo Crepaldi. Un P.S. ancora sul terrorista rosso Alvaro Lojacono Baragiola.

Non raramente, quando papa Bergoglio fa aggiunte a braccio ai discorsi preparati (in genere dalla Segreteria di Stato), capita che ne dica di grosse. E’ accaduto anche stamattina, domenica 20 gennaio 2019, all’inizio del dopo-Angelus…
Oggi ho due dolori nel cuore: la Colombia e il Mediterraneo.
Desidero assicurare la mia vicinanza al popolo colombiano, dopo il grave attacco terroristico di giovedì scorso alla Scuola nazionale della Polizia. Prego per le vittime e per i loro familiari, e continuo a pregare per il cammino di pace in Colombia.
Penso alle 170 vittime, naufraghi nel Mediterraneo. Cercavano un futuro per la loro vita. Vittime, forse, di trafficanti di esseri umani. Preghiamo per loro e per coloro che hanno la responsabilità di quello che è successo.”

domenica 20 gennaio 2019

Un suicidio

FEDE E RAGIONE SONO COMPATIBILI


Fede e ragione sono perfettamente compatibili il paradosso per cui l’ateismo rende l’uomo nemico di se stesso: ciò che è nemico di Dio è fuori della verità e se si è fuori della verità si è anche fuori della propria vera natura di Francesco Lamendola  

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Gli uomini, fin dalla notte dei tempi, hanno sempre creduto nel divino; da migliaia di anni, tutti i popoli civilizzati credono in Dio.I popoli dell’Europa, del Medio Oriente e del Nord Africa accolgono il cristianesimo tra la fine dell’antichità e i primi secoli del medioevo (quelli del Medio Oriente e del Nord Africa verranno poi sommersi dalla marea islamica); e il cristianesimo, fra tutte le fedi religiose, è quella che esprime l’immagine più compiuta dell’armonia fra il Creatore e le sue creature, perché è l’unica nella quale Dio si fa vero uomo, pur restando vero Dio, soffre e muore per amore degli uomini, poi risorge per radunare a sé tutte le genti; ed è anche l’unica che non solo non pone limiti alla ragione naturale, rettamente intesa, ma l’aiuta a svilupparsi, la promuove, la esalta, la emancipa e ne fa uno strumento potentissimo di sostegno al cammino verso il riconoscimento del vero Dio. Poi, però, fra il XIV e il XVIII secolo, si verifica una drammatica rottura all’interno della civiltà europea: proprio essa, che aveva raggiunto la sua unità e portato a perfezione la sua architettura, la sua pittura, la sua poesia, la sua filosofia, la sua scienza, grazie all’impulso ricevuto dal cristianesimo e innestato sul tronco dell’antica civiltà greca, proprio essa incomincia a separare fede e ragione, a promuovere una ragione materialista e irreligiosa, e a rifiutare, dapprima gradualmente, poi sempre più velocemente, la fede cristiana; proprio lei, a partire da un certo punto, si caratterizza come la prima civiltà dichiaratamente laica, secolarizzata e, infine atea, della storia umana. Esito sconcertante della magnifica fioritura della civiltà europea: quella che aveva costruito le cattedrali, regalato al mondo la Divina Commedia, l’arte di Raffaello, Michelangelo, Bernini, la musica di Bach, approda al rifiuto deliberato di Dio, specialmente del Dio cristiano, e con ciò stesso ripudia anche se medesima, la sua vera essenza.

Ma perché un così grande allarme?

L’ingloriosa fine dell’Ecclesia Dei




Con la Lettera motu proprio data «Circa la Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”», datata 17 gennaio 2019 e promulgata, tramite la sua pubblicazione su «L’Osservatore Romano», in data 19 gennaio 2019, Papa Francesco ha soppresso la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, assegnandone i compiti alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Questo passo ha gettato nello sconcerto tanta parte del mondo cattolico cosiddetto «tradizionalista». Ma perché un così grande allarme?


Il primo atto della commedia

LEX ORANDI SENZA LEX CREDENDI - COMMENTO ALLA SOPPRESSIONE DELLA COMMISSIONE ECCLESIA DEI




Come preannunziato, la Commissione Ecclesia Dei è stata soppressa, e le sue competenze passano ora ad una costituenda sezione della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Motu Proprio promulgato ieri, 19 Gennaio, ha confermato quanto da più parti si era già dato come fatto compiuto. 

L’avvocato Fabio Adernò, in un suo commento pubblicato su Messa in Latino [qui] ritiene che «l’unica cosa che cambia, da oggi, è la carta intestata». Una pia illusione, se posso permettermi, che verrà presto smentita dai fatti. Come giustamente osservava Steve Skojek in un tweet, quel che fa Bergoglio, ancorché apparentemente innocuo, dovrebbe sempre destare qualche sospetto. E il sospetto che un atto di governo di natura meramente amministrativa possa preludere ad un ulteriore ridimensionamento delle libertà concesse ai conservatori in ambito liturgico è tutt’altro che irragionevole, anzi pare confermato dalla prassi ormai invalidata in seno alla neo-chiesa. Si rassegnino quindi i normalisti che, per rimanere in comunione con la setta conciliare, sono disposti a negoziare sulla dottrina accettando il Vaticano II, pur di mantenere in vita la liturgia tridentina. 

Se non è zuppa è pan bagnato?

Soppressa l’Ecclesia Dei



Alla fine è giunto: il Motu Proprio “Da oltre trent’anni” del 17 gennaio 2019, entrato in vigore il 19 gennaio, abolisce la Pontificia Commissione Ecclesia Dei come istituzione autonoma e ne trasferisce le prerogative ad “una apposita sezione” della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Se non è zuppa è pan bagnato.
Cos’è cambiato con questo nuovo Motu Proprio di Papa Francesco? Niente.

Si alza la temperatura al Vatican compact?

L'ombra dei pedofili e le strane carriere dei porporati gay tra le mura vaticane

Dopo il caso McCarrick Bergoglio rimanda la resa dei conti al vertice di febbraio


Non basterà a papa Francesco la ormai certa riduzione allo stato laicale dell'ex cardinale statunitense Theodore McCarrick per calmare le acque e gestire a suo modo il vertice sugli abusi sessuali del clero convocato in Vaticano dal 21 al 24 febbraio prossimo, con la presenza dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo.

Una vera presa in giro

Chiude Ecclesia Dei e si rafforza il Coro Musicale della Sistina


Stamani sono usciti due Motu Proprio a firma del Pontefice Papa Francesco con i quali, nel primo, si chiude l’Ecclesia Dei, mentre con il secondo si va a rafforzare il Coro Musicale della Cappella Sistina, da sempre a servizio delle funzioni liturgiche del Pontefice.
In questo ultime mese si è discusso molto su queste “voci” contro l’eventuale decisione di chiudere l’ufficio della Ecclesia Dei (che diventa comunque una sezione all’interno della CdF), il quale era nato da una idea di Giovanni Paolo II per far confluire tutte le divergenze e le questioni a riguardo della – e con – la Fraternita Sacerdotale San Pio X (FSSPX) fondata da mons. Marcel Lefebvre in difesa non soltanto della Messa nel rito di sempre – e soppresso da Paolo VI quando volle varare ed imporre la rivoluzione liturgica con il nuovo Messale, più conosciuto come Novus Ordo Missae – ma soprattutto per poter affrontare le questioni Dottrinali più spinose sorte, secondo appunto mons. Lefebvre, a causa del concilio Vaticano Secondo.
E’ importante sottolineare che – a lungo andare – la Fraternità stessa non voleva più discutere con l’Ecclesia Dei. Si creò uno stallo che ci si augurò si sbloccasse  quando Benedetto XVI liberalizzò l’antico Messale della Messa di sempre nel luglio 2007, conosciuto come Vetus Ordo Missae, tuttavia da parte della FSSPX l’acredine crebbe e cominciarono a chiedere che – i colloqui venutosi a generare – continuassero non con l’Ecclsia Dei, ma solo con la Congregazione per la Dottrina della Fede, specialmente dopo che Benedetto XVI tolse ad essi la scomunica ai quattro vescovi consacrati da mons. Lefebvre, nel marzo 2009.