Se sparisce la fede cristiana regredisce la persona. L’Europa è una creazione del cristianesimo! è della sua civiltà il concetto della "dignità intrinseca" alla persona umana, ma dove ci ha condotti la sua versione illuminista?
di Francesco Lamendola
A dispetto di ciò che seguitano a ripetere i signori della cultura politicamente corretta, compresi molti che dicono e si credono d’essere “contro”, ma poi rimasticano e sputacchiano in giro gli stessi slogan, triti e ritriti, fabbricati dal Pensiero Unico di matrice liberal-radicale (anche e soprattutto nella variante post-marxista), il Medioevo è stato la grande, la sola stagione della civiltà europea; poi non ci sono state che la decadenza e l’aberrazione della modernità, cioè l’allontanamento volontario e cosciente dalla propria identità e il rifiuto deliberato e aggressivo della linfa vitale sgorgante dalle proprie radici. Al centro della civiltà medievale c’era la fede in Dio, nel Dio rivelato agli uomini per mezzo dei profeti e infine per mezzo della Incarnazione del suo stesso Figlio: tutto il resto, la vita pratica e la vita intellettuale, l’arte e la musica, la scienza e la filosofia, la poesia e la teologia, ruotava intorno alla fede nel Dio cristiano, il Dio creatore di tutte le cose, visibili e invisibili; il Dio amorevole, che spinge il suo amore fino al mistero ineffabile dell’Incarnazione, della Passione, Morte e Resurrezione; il Dio che non ci lascia soli, perché, dopo la partenza del Figlio, ci lascia in dono la presenza consolatrice dello Spirito Santo; e lascia inoltre agli uomini la Chiesa da lui fondata, strumento necessario e infallibile di verità e di salvezza, con a capo un vicario da Lui stesso scelto per pascere le pecorelle e sforzarsi di far sì che non se ne perda neppure una, come nella parabola del Buon Pastore; anzi, che il gregge si accresca fino a includere l’umanità intera (Giovanni, 10, 11-16):


