ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 13 marzo 2019

Le coche et la mouche

Il “caso Cremona”: mosca bianca o mosca cocchiera?


(di Enrico Roccagiachini) La vicenda della Messa antica impedita dal Vescovo di Cremona è nota da giorni, ed è sufficiente ricapitolarla brevemente. Nel 2009, un primo tentativo di avviare una celebrazione regolare in diocesi si scontra con l’allora Vescovo, mons. Dante Lanfranconi: che oppone un bel niet, senza troppe spiegazioni, se non quelle, già allora consunte, dell’ideologismo antitradizionale. Anche dopo l’intervento della Commissione Ecclesia Dei, nulla da fare.

L’errore morale, cioè il peccato, ma anche l’errore dottrinale

[…] proprio mentre la Frammassoneria tramava le sue più nere cospirazioni […] – I grandi misteri mariani



Vittorio Messori, in un suo esemplare studio, fa notare che proprio in AD 1830 [anno delle apparizioni della Vergine SS. A Rue du Bac) (e non nel 1793 in cui Luigi XVI saliva al patibolo)], “la Monarchia francese si congeda dalla storia”, con la detronizzazione di Carlo X che aveva mantenuto il trono di Francia nell’arco un 15ennio di Restaurazione ma che venne, proprio in quel 1830, spazzato via da « una rivoluzione che, con Luigi Filippo di Orleans, instaura una monarchia “sui generis”. Non è più re per diritto divino, braccio secolare di Dio stesso, consacrato dai sacerdoti con i sacri oli. Luigi Filippo è il re borghese portato al potere appunto dalla borghesia mercantile e industriale. Un re che ha militato addirittura negli eserciti rivoluzionari, il cui padre era Gran maestro massonico, è stato tra i “regicidi”, cioè trai deputati che votarono la ghigliottina per Luigi XVI (…). Un re che vuole mostrare come la monarchia sacrale sia definitivamente terminata assumendo il titolo non di re di Francia ma dei “francesi” intesi come cittadini e non più come sudditi. Abolito il bianco vessillo borbonico con i gigli torna quel tricolore rivoluzionario che non sarà più abbandonato, a conferma che qualcosa di definitivo è avvenuto »[1].


Il 13 marzo di sei anni fa

Così papa Francesco ha cambiato la Chiesa in sei anni

Il 13 marzo di sei anni fa veniva eletto al soglio di Pietro Jorge Mario Bergoglio. Un bilancio di questi primi sei anni del Papa argentino


Papa Francesco è stato eletto il 13 marzo di sei anni fa. Ci si aspettava un pontefice di rottura. Era una scelta che i cardinali riunitisi in Conclave ritenevano evidentemente necessaria per una Chiesa cattolica che appariva stantia, bloccata tra gli scandali e l'incapacità di portare avanti le riforme considerate necessarie, come quelle sulla trasparenza.

La sua vera anima

Ed ecco a voi la suora giusta al posto giusto


https://i2.res.24o.it/images2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/2019/03/10/Commenti%20e%20inchieste/ImmaginiWeb/Ritagli/SuorSmerilli-kARG--835x437@IlSole24Ore-Web.jpg( immagine aggiunta)
L’economia ripensi se stessa per ritrovare la sua vera anima. Il titolo dice così e avverto una nota conosciuta. Sembra una frase uscita dal repertorio bergogliano. Ma più ancora del titolo mi attira il disegno che sta sotto: mostra una suora con le braccia conserte, un velo e un golfino grigio-azzurro-verde.
Sto leggendo Il Sole 24 Ore e la suora è presentata come economista, anzi “una delle economiste più ascoltate dalla Cei”, nonché “consigliera economica di Papa Francesco”.

La ricerca di un capro espiatorio eccellente

PELL CONDANNATO A SEI ANNI SULLA SOLA PAROLA DEL DENUNCIANTE. PRESENTERÀ APPELLO.


Il cardinale Pell è stato condannato a sei anni di reclusione in seguito alla sua condanna per cinque capi d’accusa di abuso sessuale di due ragazzini di 13 anni.
Il giudice Peter Kidd ha annunciato la sentenza durante un’udienza trasmessa in diretta in tutto il mondo. Il cardinale avrà diritto alla libertà condizionale dopo aver scontato tre anni e otto mesi.
Durante un’audizione di 70 minuti, Kidd ha descritto il comportamento di Pell come “straordinariamente arrogante” e “sfacciato”.

“L’enciclica dei gesti di papa Francesco”

LOBBY GAY
Lgbt in San Pietro, cade un altro tabù

Il Consiglio pastorale dei cattolici Lgbt+ della diocesi di Westminster incontrano il Papa: una foto che vale un'enciclica. Perché ad essere accolte non sono persone con tendenze omosessuali che vivono nel solco della Chiesa, ma gruppi organizzati Lgbt+ che vogliono cambiare la dottrina della Chiesa sulla sessualità.

                    Il Consiglio pastorale Lgbt+ di Westminster con papa Francesco

Non c’è dubbio che un’immagine e un gesto incidono più di mille parole. Ed è stato anche detto che Francesco è il Papa dei gesti. Addirittura il vaticanista dell’Avvenire Mimmo Muolo a questo tema ha dedicato un libro, uscito nel 2017, dal titolo eloquente: “L’enciclica dei gesti di papa Francesco”.

martedì 12 marzo 2019

Trasformare Dio in un relativista

Come trasformare Dio in un relativista e fingere che nulla sia successo

https://image-media.gloria.tv/bonifacius/e/4r/21c5g2ea5j48df2t92oblcp59df2t92oblcp6.jpg(immagine aggiunta)
    “Come può Dio volere religioni che neghino la divinità e la resurrezione di Cristo?”
È la domanda che il filosofo Josef Seifert si pone in un articolo a commento della discussa e discutibile dichiarazione di Abu Dhabi, sottoscritta da papa Francesco e dal grande imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb, nella quale si afferma che “il pluralismo e le diversità di religione”, così come quelle di colore, di sesso, di razza e di lingua, “sono una sapiente volontà divina”.

La pelle del pastore




Se fosse vissuto ai tempi della Rivoluzione Francese, monsignore di certo avrebbe salvato la pelle. È una questione di vocazione alla legalità repubblicana. Il 27 novembre 1790 l’Assemblea Nazionale chiese ai religiosi di Francia il giuramento di fedeltà alla Costituzione Civile del clero promulgata qualche mese prima. Per coloro che rifiutarono di giurare, i cosiddetti refrattari, come è noto non finì bene. Ma veniamo a noi.