ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 18 marzo 2019

I Cattolici se lo sono dimenticato!

IL VERO PROBLEMA DEI CATTOLICI


La modernità è anticristiana ed è "un’inferno senza Dio": chi è seguace della modernità, chi crede ai suoi idoli, primo fra tutti il "consumismo", chi soggiace ai suoi miti e ai suoi ricatti, non può essere un seguace di Cristo 
di Francesco Lamendola  

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La Chiesa visibile è completamente allo sbando, fuori controllo. Ormai non passa giorno senza che, da qualche parte, non giunga notizia di un nuovo abuso liturgico, di un nuovo scandalo pastorale, di una nuova forzatura della dottrina e di una nuova storiaccia di abusi sessuali. I gesuiti sono fuori controllo; il clero è fuori controllo; gli ordini religiosi sono fuori controllo. Prendiamo in mano una di quelle riviste che vengono stampate dai maggiori santuari mariani; ci aspetteremmo che almeno lì si trovi rispecchiata la vera dottrina cattolica, dopo gli spropositi e le eresie dei giornali “cattolici” a maggiore tiratura: niente affatto, anche i bravi frati di questo o quel convento straparlano e sragionano. Non tutti, si capisce: alcuni; e tuttavia, sorge la domanda: perché gli altri lasciano fare? 

Dove trovare forza, luce e conforto



Nel Vangelo di San Luca (18,8), si legge: «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». Non è forse il caso di pensare ai nostri tempi, nei quali l’apostasia è arrivata ai massimi livelli, persino nella Chiesa Cattolica?

Aspettando che passi ‘a nuttata?



In questo periodo ho ricevuto parecchie lettere che mi chiedono di essere più presente su Riscossa Cristiana, “specialmente”, dicono alcuni lettori, “con le Trenta righe settimanali”. Non sto a raccontare ancora una volta i fatti miei, ma devo confessare che ho deciso di riprendere subito la rubrica quando don Maurizio D. ha concluso la sua affettuosa richiesta dicendo quello che proprio non vorrei mai sentirmi dire da un sacerdote. “Torni a scrivere con più frequenza, caro dottor Gnocchi, perché sarete voi laici a salvare la Chiesa”.

Dimenticati. Da tutti. Ma non da Dio.

L’esercito dei dimenticati


C’è un esercito di persone, in questo tempo di follia e di dimenticanza di Dio, la cui presenza inquietante turba profondamente il sonno di chi ancora ha la testa per pensare e il cuore per amare, oltre che il buon senso per vivere. Un esercito di persone abbandonate e dimenticate, ma il cui dramma non deve essere taciuto.
Funziona sempre così: quando una cosa la si vuol negare, la si tacita, non se ne parla, e così pian piano essa finisce nel dimenticatoio, e una volta terminata in questo pozzo nero, essa finisce col non dare più fastidio.

La «doppia morale»

L’attentato terroristico in Nuova Zelanda e le responsabilità


Venerdì 15 marzo u.s. Brenton Tarrant, un australiano di 28 anni, armato di fucili automatici, assalta due moschee a Christchurch in Nuova Zelanda, uccidendo 50 persone e ferendone più di 30. L’attentatore ha filmato la strage, mentre la compiva, e l’ha trasmessa in diretta su Facebook; invia in Internet anche una specie di manifesto politico, con cui cerca di spiegare il suo gesto, manifesto inviato al Primo Ministro neozelandese, Jacinda Ardern. La notizia, ovviamente, fa il giro del mondo, suscitando unanime condanna.
Da quello che si sa del manifesto “politico” del terrorista e delle scritte sulle armi utilizzate per l’attentato, risulterebbe una serie di riferimenti storici e politici a dir poco incerti, che vanno da Carlo Martello (686-781), il condottiero franco che sconfisse gli arabi a Poitiers (732), affermandone l’avanzata verso la Francia; al Doge veneziano Sebastiano Venier (1496-1578), che fu uno dei grandi protagonisti della battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571), che sottrasse il Mediterraneo centrale ed occidentale all’egemonia turca; ad Alexandre Bissonnette, l’autore dell’attentato alla moschea di Quebec City, nel quale morirono 6 persone; a Luca Traini, che il 3 febbraio 2018 ha sparato, a Macerata, su tutte le persone di colore incrociate, ferendone 6… ma, soprattutto, pare avere grande ammirazione per Anders Behring Breivik, che il 22 luglio 2011 compì due attentati, uno nel centro di Oslo, con un’autobomba piazzata davanti al palazzo dell’allora Primo Ministro norvegese, il laburista Jens Stoltenberg, causando 8 morti e 209 feriti, e l’altro sull’isola di Utøya, sparando sui membri del campus allestito dalla sezione giovanile del Partito laburista norvegese, facendo 69 morti e 110 feriti.

Dove ci sta portando chi governa la Chiesa

Chiesa cattolica, dove sei? Il grido di un missionario di frontiera


Un padre missionario che da una vita è in frontiera a migliaia di miglia da Roma mi scrive: “Ormai non è più possibile dubitare su dove ci sta portando chi governa la Chiesa: ad un punto in cui chi è vivo deve per forza reagire. Per quanto tempo ancora possiamo stare in silenzio?”.
Ma intanto lui il silenzio l’ha rotto. Con queste sue sedici folgoranti riflessioni.

Tornare a dire qualcosa di cattolico?

UN LAICO SMARRITO: “ECCELLENZE, EMINENZE, SANTITÀ: POTRESTE DIRE QUALCHE COSA DI CATTOLICO, PER FAVORE?”.



Cari lettori di Stilum Curiae, un amico che non conosciamo ci ha inviato – e l’ha fatto anche a una nota testata, nelle lettere al Direttore – un commento-appello-preghiera accorati. Ci sembra interessante e appropriato farne partecipi a tutti. Dice cose che sembrano molto condivisibili.

Il processo di canonizzazione sta per incominciare?

Quei ‘coccodrilli’ agiografici per il cardinale Danneels

La morte dell'arcivescovo belga Godfried Danneels è stata salutata dalla stampa cattolica progressista con articoli di grande lode. Non sorprendentemente, viste le posizioni moderniste di Danneels. Ci si dimentica però della situazione disastrosa in cui ha lasciato la Chiesa in Belgio, del coinvolgimento in un caso di copertura di abusi e dell'appartenenza alla cosiddetta “Mafia di San Gallo”.



Nihil de mortuis nisi bonum («dei morti niente si dica se non il bene»), è una massima molto giusta, e giustamente si può applicare anche alla scomparsa del cardinale belga Godfried Danneels (4 giugno 1933 - 14 marzo 2019). Però, se si leggono i commenti e i cosiddetti “coccodrilli” della stampa cattolica progressista si ha l’impressione che il processo di canonizzazione stia per incominciare. E, invece, il profilo di questo porporato può apparire forse molto più frastagliato di quanto la fazione avanguardista cattolica voglia lasciar intendere.