Via alle ispezioni con il georadar

La misteriosa scomparsa di Emanuela Orlandi
Sant’Apollinare ristrutturata dopo la telefonata che legava De Pedis alla Orlandi
Giacomo Galeazzi
Roma
Mistero nei sotterranei di Sant’Apollinare: ci sono altri «locali non
segnalati» nella cripta del boss. E quindi, probabilmente, là sotto
restano ancora «molte ossa in più rispetto a quelle trovate lunedì
nella prima ispezione». Alla «task force» dell’Ert (Esperti ricerche
tracce) e alla squadra dei geologi forensi, la
procura di Roma ha
affidato un compito non previsto al momento dell’apertura della tomba
del boss della Magliana, il «benefattore» Renatino De Pedis: stabilire
se ci siano altri ambienti sconosciuti sotto il pavimento della
centralissima chiesa di Roma, non indicati nelle cartine ricevute dagli
inquirenti.
«Dobbiamo accertare se le pareti della cripta nascondono cavità e
quindi ulteriori ossa, utilizzando i georadar e altre sofisticate
apparecchiature», riferiscono fonti della polizia scientifica. «Lì sotto
sono state fatte negli ultimi anni opere di abbattimento e, non
disponendo di una mappa catastale, stiamo applicando il protocollo di
polizia previsto negli ambienti interni di non certa individuazione -
spiegano alla scientifica-. L’area dell’ossario è stata notevolmente
modificata nel 2005».