ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 24 ottobre 2012

Chissà chi lo sa...


Pietro Orlandi
Pietro Orlandi

"Commissione cardinalizia su caso Orlandi"

L'appello lanciato da Pietro Orlandi, che auspica l'apertura di una indagine interna con l'istituzione di una inchiesta analoga a quella istituita per il caso Vatileaks
Giacomo Galeazzi Città del Vaticano A un anno di distanza dalla prima petizione per Emanuela Orlandi, il fratello della ragazza scomparsa quasi 30 anni fa, Pietro Orlandi, lancia un secondo appello, chiedendo che Oltretevere si attivino strumenti concreti per far luce sulla vicenda. Alla petizione si potrà aderire dal sito creato per l'occasione, www.emanuelaorlandi.it, attivo da oggi.

Il thriller per l'inverno


Vatileaks, spuntano i nomi di due cardinali

Paolo Gabriele con il Papa
Paolo Gabriele con il Papa

Gabriele «danneggiò il Papa e la Chiesa» Grazia in forse, deciderà il Pontefice

All’ex maggiordomo addebitano solo il furto, ma Vatileaks alza il tiro. Attraverso un «riprovevole abuso di fiducia», Paolo Gabriele «ha danneggiato il Papa e la Chiesa», ha tratto un «profitto non economico ma intellettuale» dal furto delle carte di Joseph Ratzinger e ha leso il diritto alla segretezza dello Stato.

Ora oscilla tra la grazia papale e la detenzione in Vaticano, mentre le indagini puntano su complici e mandanti. In 15 pagine il tribunale d’Oltretevere ha motivato perché lo ha ritenuto colpevole di furto aggravato condannandolo a un anno e mezzo di reclusione. Però nella sentenza depositata dai giudici spuntano due altri cardinali di Curia: l’indiano Ivan Dias e lo svizzero Georges Cottier. I loro nomi si aggiungono a quelli di Angelo Comastri e Paolo Sardi, citati nel dibattimento: Gabriele ha dichiarato di aver parlato con loro e di esserne stato «suggestionato».

Suggestioni

La sentenza contro l’ex maggiordomo. Ma non è finita qui
vaticano
“Ulteriori indagini sono in corso circa la sussistenza di altre eventuali responsabilità nella fuga di documenti riservati”. Questo si legge nelle 15 pagine della sentenza di condanna dell’ex maggiordomo del papa Paolo Gabriele, pubblicata il 23 ottobre:
> Sentenza del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano…
La conferma del proseguimento delle indagini arriva al termine dei paragrafi che spiegano l’assenza di prove di correità e complicità nel furto di documenti compiuto da Gabriele.
Ecco qui di seguito riprodotti questi paragrafi.
*
UNA “SUGGESTIONE” TUTTA SOGGETTIVA
[...] È comprensibile che il Gabriele avesse contatti con molte persone, per intuibili ragioni di ufficio; né si deve sottovalutare il fatto che, proprio per la sua prossimità al Santo Padre, fosse un interlocutore ricercato. Lo conferma lui stesso nell’interrogatorio del 2 ottobre 2012 in udienza dibattimentale: “Il tragitto a piedi dall’ufficio all’abitazione era di 3-4 minuti, ma a volte usavo l’automobile per urgenza, anche perché spesso capitava che persone conosciute mi intrattenessero”; ed aggiunge: “Per i miei sentimenti religiosi sono aperto ad ascoltare. Questo significa che ascoltavo chi mi voleva parlare, ma che ero anche disponibile a comprendere chi avesse bisogno di parlarmi”.

martedì 23 ottobre 2012

La nuova evangelizzazione del Sinodo?

Chiesa Rivoluzione in immagini Foto della settimana

Santa Messa per i massoni in Brasile - Belo Jardim 01

Messe in Brasile per il Giorno del Massone - I

Sopra vedete quattro massoni - da sinistra , un apprendista, due compagni e un master. Nel loro centro è un sacerdote cattolico, p. Geraldo Magela Silva, parroco di Nostra Signora della Concezione Chiesa nella città di Bom Jardim (Nice Garden), nello Stato di Pernambuco, Nord-Est del Brasile. I quattro massoni sono davanti all'altare e tenere i loro simboli - una piazza, martello e compasso -. Mentre il loro gran maestro affronta la congregazione con un breve discorso Questa foto così come le altre su questo annuncio sono state prese a una Messa p. Magela celebrata per commemorare il Giorno del Massone, il 20 agosto 2012. Sotto prima riga , è possibile visualizzare i simboli stessi posti sull'altare, come p. Magela celebrato la Messa nella seconda fila , si vedono i massoni che  si avvicinano all'altare, terza fila , fanno gesti  "Novus Ordo" per indicare che stanno partecipando alla Consacrazione,quarta fila , ricevono la Comunione. Ultima fila , p. . Magela fraternizza con il gran maestro Considerando queste foto, come si può non chiedere: E 'la Chiesa Conciliare ancora la Chiesa cattolica? Non è una Chiesa nuova con ogni affinità possibile con gli agenti del Diavolo e di ogni ostilità possibile verso veri cattolici?

Futuro prossimo conciliare


Crisi, chiese in default

Molte parrocchie chiudono. O si convertono. All'Islam.


La mezzaluna al posto della croce. Il muezzin sul minareto invece delle campane. I motivi floreali stilizzati e il nome di Allah scritto a forma di tulipano lì dove c’erano affreschi di santi e madonne. Esiste il rischio che in Italia, nel prossimo futuro, qualche chiesa ormai deserta venga tramutata in moschea per far posto alla fede salda delle crescenti comunità islamiche nel Belpaese? Difficile, ma non impossibile. E qualche caso da portare a esempio già c'è.

Tiro al corvo

SE NON RICHIEDERÀ L’APPELLO, PAOLETTO GABRIELE VERRÀ INCARCERATO IN VATICANO E NON IN ITALIA, ANCHE SE NON SI SA ANCORA SE IL PAPA GLI CONCEDERÀ LA GRAZIA - IL 5 NOVEMBRE TOCCA ALL’ALTRO PROBABILE CORVO, CLAUDIO SCIARPELLETTI - PARE CHE IL CORVO ABBIA FATTO PIÙ COPIE DEI DOCUMENTI SCOTTANTI, OLTRE A QUELLE CONSEGNATE A NUZZI E, A QUANTO DICE LUI, LE AVREBBE FATTE “ANCHE IN PRESENZA DI ALTRE PERSONE”...

Giacomo Galeazzi per "La Stampa"
PAOLO GABRIELE LA SENTENZA DBQ DST xPAOLO GABRIELE LA SENTENZA DBQ DST Xnuzzi resizer jsp jpegNUZZI RESIZER JSP JPEG
Vatileaks continua ed emergono nuove piste. Intanto, il 5 novembre ci sarà la prima udienza del secondo processo nel caso della fuga di documenti riservati della Santa Sede, quello a carico di Claudio Sciarpelletti, tecnico informatico della segreteria di Stato, accusato di favoreggiamento. La posizione di Sciarpelletti era stata stralciata dal primo processo, quello a carico del maggiordomo del Papa Paolo Gabriele.

Accà nisciun' è ....


CLAMOROSO A NAPOLI: IL CARDINALE SEPE SAREBBE PRONTO A LASCIARE LA CITTA’ E TORNARE A ROMA - AL SUO POSTO MONSIGNOR VINCENZO PELVI - INDAGATO PER CORRUZIONE A PERUGIA, CON IL RITORNO IN VATICANO SEPE SAREBBE MESSO AL RIPARO DA “SVILUPPI” CLAMOROSI - NON SOLO: IL CARDINALE, STORICO AVVERSARIO DI BERTONE, POTREBBE SOSTITUIRE COMASTRI AL VICARIATO GENERALE - IL FRONTE ANTI-BERTONE SI COMPATTA IN VISTA DELLA BATTAGLIA FINALE?...

Carlo Tarallo per Dagospia
Cardinale SepeCARDINALE SEPEUn Fedele bacia lanello al Cardinale SepeUN FEDELE BACIA LANELLO AL CARDINALE SEPE
Arrivano i nostri! La voce - raccolta dal Velino - è dirompente: il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe sarebbe sul punto di tornare a Roma, interrompendo prima del previsto la sua esperienza in città. In pole position per la successione ci sarebbe Monsignor Vincenzo Pelvi, napoletano, Ordinario Militare per l'Italia. Ma perché urge il ritorno in Vaticano di Sepe? La sua decisione è legata in qualche modo all'inchiesta di Perugia, dove è indagato per corruzione? Possibile, probabile, ma non del tutto certo.
VINCINO - Cardinale Sepe - Dal CorriereVINCINO - CARDINALE SEPE - DAL CORRIERE
I soliti bene informati, infatti, si dividono sulle interpretazioni da dare a questa indiscrezione.

TANTO GRACCHIARE PER NULLA (?)


 - LA CONDANNA DEL TRIBUNALE VATICANO AL CORVO GABRIELE: LA SUA AZIONE “LESIVA NELL'ORDINAMENTO VATICANO DELLA PERSONA DEL PONTEFICE, DI TUTTA LA CHIESA CATTOLICA E DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO” - CIONONOSTANTE NON SARÀ INTERDETTO DAI PUBBLICI UFFICI, VISTO CHE LA PENA È DI DURATA TROPPO BREVE, SOLO 18 MESI - È COMUNQUE DA “ESCLUDERE UN CONCORSO VERO E PROPRIO DEL REATO”...

PAOLO GABRIELE IN AULAPAOLO GABRIELE IN AULAPAOLO GABRIELE LA SENTENZA DBQ DST xPAOLO GABRIELE LA SENTENZA DBQ DST X
Il tribunale vaticano ha ritenuto Paolo Gabriele colpevole di furto dei documenti riservati del Papa condannadolo a 18 mesi di reclusione, tenuto conto delle attenuanti. È quanto emerge dalla sentenza di condanna dell'ex maggiordomo del Papa, resa nota oggi dalla Sala stampa della Santa Sede. L'azione di Gabriele è «in realtà lesiva nell'ordinamento vaticano della persona del Pontefice, dei diritti della Santa Sede, di tutta la Chiesa cattolica e dello Stato della Città del Vaticano».
PADRE GEORG PAOLO GABRIELE PAPA BENEDETTO XVIPADRE GEORG PAOLO GABRIELE PAPA BENEDETTO XVIPAOLO GABRIELE COPRE LE SPALLE DEL PAPA jpegPAOLO GABRIELE COPRE LE SPALLE DEL PAPA JPEG
Niente interdizione dai pubblici uffici: i motivi. Il tribunale vaticano non ha accolto la richiesta di condanna di Paolo Gabriele «all'interdizione perpetua dai pubblici uffici» perché la «pena di reclusione inflitta al Gabriele risulta inferiore ai limiti temporali» previsti dall'articolo del codice penale in vigore in Vaticano.
Quanto ai «benefici di legge della sospensione condizionale della pena» a Paolo Gabriele e della «non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziario», essi non sono stati applicati vista «l'entità della condanna» a 18 mesi.
PAPA E PAOLO GABRIELEPAPA E PAOLO GABRIELE
«Ha agito da solo». È da «escludere un concorso vero e proprio del reato» di furto aggravato di Paolo Gabriele. È quanto emerge dalla sentenza di condanna dell'ex maggiordomo del Papa, resa nota oggi dalla Sala stampa della Santa Sede, che conferma la «sottrazione di documenti», anche «originali», come elemento fondamentale del furto. Il Tribunale vaticano ricorda però che «ulteriori indagini sono in corso circa la sussistenza di altre eventuali responsabilità nelle fuga di documenti riservati».
PADRE FEDERICO LOMBARDIPADRE FEDERICO LOMBARDI
Lombardi: se va in carcere sarà in Vaticano. Se ci sarà carcere per Paolo Gabriele sarà in Vaticano e non in Italia. Lo ha detto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, spiegando che nessun richiesta è stata fatta all'Italia. Per ora l'ex maggiordomo del Papa è ancora agli arresti domiciliari. Padre Lombardi ha anche spiegato che si è ancora in attesa della decisione se presentare appello da parte del procuratore di giustizia della Corte di appello vaticana, prof. Giacobbe. Nel caso non ci sia appello la sentenza diventerà esecutiva.

Vatileaks, pubblicata la sentenza di condanna per Paolo Gabriele

Vatileaks, pubblicata la sentenza di condanna per Paolo Gabriele
Nella sentenza del processo a Paolo Gabriele, depositata ieri dai giudici e pubblicata oggi spuntano i nomi di due altri cardinali: l’indiano Ivan Dias, prefetto emerito della Congregazione della Dottrina della Fede, e lo svizzero Georges Marie Martin Cottier, teologo emerito della Casa Pontificia. La difesa del maggiordomo aveva chiesto che i due fossero ascoltati dalla Commissione Cardinalizia di indagine presieduta dal cardinale Julian Herranz. Una richiesta, scrivono i giudici, esorbitante dai poteri del Tribunale. I nomi dei due cardinali si aggiungono a quelli degli italiani Angelo Comastri, vicario del Papa per la Città del Vaticano e arciprete della Basilica di San Pietro, e Paolo Sardi, già citati nel corso del dibattimento, in quanto Paolo Gabriele ha dichiarato di aver parlato con loro e aveva lasciato capire di esserne stato in qualche misura suggestionato. Circostanza che, per quanto lo riguarda, il cardinale Comastri ha definito “una menzogna”.
Secondo i giudici vaticani “appare censurabile l’indicazione che, secondo le dichiarazioni fatte dal Gabriele in istruttoria (interrogatorio del 21 luglio), egli avrebbe avuto dal suo padre spirituale di negare le proprie responsabilità in ordine alla fuga di documenti riservati e di “attendere le circostanze e salvo che fosse stato il Santo Padre a chiedermelo di persona di non affermare ancora questa mia responsabilità”. Il sacerdote – interrogato in istruttoria – è don Giovanni Luzi, della diocesi di Palestrina. La sua indicazione, stigmatizzano i giudici, “sarebbe stata all’origine del suo atteggiamento reticente nella famosa riunione della Famiglia Pontificia del 21 maggio 2012, nel corso della quale monsignor Georg Gaenswein avrebbe esplicitamente contestato all’imputato di essere il responsabile della fuga di documenti”.
Quanto alla pena, l’ex maggiordomo del Papa non ha avuto la sospensione poiché la condanna è stata di tre anni (anche se con pena diminuita a un anno e mezzo). Il Tribunale della Città del Vaticano non ha applicato i benefici di legge della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziario. In ragione della “accertata colpevolezza” dell’imputato, i giudici lo hanno condannato anche “al rifacimento delle spese processuali”.
Nel merito, si legge nella sentenza, alcune contraddizioni emergono dalle dichiarazioni di Paolo Gabriele circa il numero delle copie fatte dei documenti trafugati. “Le dichiarazioni dell’imputato – si legge nel dispositivo – presentano qualche contraddizione, per esempio laddove afferma di aver fatto solo due copie (quella data al Nuzzi e quella data al confessore), quando invece di molti documenti si è trovata anche una terza copia, reperita nel corso della perquisizione dell’abitazione vaticana e sequestrata; o laddove afferma di avere effettuato le fotocopie durante l’orario di ufficio, mentre, sempre in dibattimento, dichiara: ‘preciso che non c’era un orario prestabilito’”. “L’imputato invece – prosegue il testo – non nega di aver fatto le fotocopie anche in momenti nei quali, non essendo presenti entrambi i Segretari (i due segretari del Pontefice, ndr), rimaneva solo in ufficio: difatti nelle ricordate dichiarazioni rese in dibattimento ha affermato che le fotocopie sono state effettuate ‘a volte anche in presenza di altre persone’”.
Il Papa potrebbe concedere ora concedere la grazia al suo ex maggiordomo, ma non si possono prevedere “né tempi né modi”. Così il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi ha commentato la sentenza. ”Nessuno sa – ha scandito il religioso – né io ho da dire quando e se la grazia sarà concessa. Se il Papa ce lo dirà lo sapremo, per ora è una possibilità: più di questo io non dico anche per non essere falsamente interpretato”. Per ora, comunque, “Paolo Gabriele è agli arresti domiciliari per far decorrere i termini di un appello eventuale del promotore di giustizia di appello, Giovanni Giacobbe; trascorsi questi tempi, se non farà appello, la sentenza di per sé diventa esecutiva e c’è da prevedere la carcerazione che sarebbe in Vaticano e non in Italia in quanto non c’è nessuna iniziativa in tal senso e credo non ci sia convenzione per attuare quanto pure è previsto dai Patti Lateranensi” in base ai quali c’e’ la possibilita’ di far scontare in Italia le pene comminate da un Tribunale Vaticano.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/23/vatileaks-pubblicata-sentenza-di-condanna-per-paolo-gabriele/390629/