Diario Vaticano / I retroscena della nomina di Chicago
Come successore del cardinale George, grande ispiratore dell'attuale linea della conferenza episcopale degli Stati Uniti, papa Francesco ha nominato un vescovo di orientamento opposto. Ecco come e perché
La decisione di Francesco di scegliere Blase J. Cupich (a destra nella foto) come nuovo pastore della terza diocesi degli States ha gettato questa componente particolarmente dinamica del cattolicesimo a stelle e strisce in una profonda depressione, quasi sull’orlo di una crisi di nervi. Basta scorrere le reazioni dei siti e dei blogger di quest'area per rilevarvi l’irritazione e lo sconforto per la nomina.
Al contrario, la parte più progressista del cattolicesimo americano, storicamente ipercritica degli ultimi pontificati, ha celebrato con entusiasmo l’arrivo di Cupich, definito dalla stampa laica come un “moderate”, qualifica ricorrente negli Stati Uniti per indicare un "liberal" non radicalizzato, ma pur sempre un "liberal".
Il predecessore di Cupich, il cardinale Francis E. George, non molto tempo fa nella sua "column" per il settimanale diocesano aveva scritto:"Io morirò nel mio letto, il mio successore in galera e il suo sucessore martirizzato sulla pubblica piazza. Ma dopo di lui un altro vescovo raccoglierà i resti di una società in rovina e lentamente aiuterà a ricostruire la civiltà, come la Chiesa ha fatto tante volte lungo la storia".

