Scorrendo i titoli dei giornali dopo la recente conferenza-stampa
al termine del Consiglio permanente, sembrerebbe che la Conferenza
episcopale italiana sia decisa a contrastare seriamente la diffusione
dell’ideologia del gender e i tentativi di istituire de facto un
“matrimonio omosessuale” con tutte le conseguenze connesse in materia ad
esempio di adozione. E’ certo questa l’intenzione – espressa con molta
chiarezza e insistenza - del presidente e anche della maggioranza del
Consiglio permanente, ma purtroppo non di qualcun altro che è in
posizione-chiave…
Abbiamo cercato di ragionare su quanto emerso durante la
conferenza-stampa (alquanto vivace) di venerdì 27 marzo, convocata come
di consueto al termine dei lavori del Consiglio permanente della Cei. E
ne abbiamo tratto alcune riflessioni che si sperano stimolanti per chi
ci legge.
Nell’ultimo ‘parlamentino’ della Cei si sono affrontati, e non in
misura marginale, due temi antropologici particolarmente attuali anche
nella società italiana: la diffusione sempre più preoccupante
dell’indottrinamento dell’ideologia del
gender nella scuola pubblica statale e i contenuti del disegno di legge Cirinnà, riguardante
de facto il
riconoscimento del cosiddetto ‘matrimonio gay’ e connessi (adozioni
comprese), attualmente in esame presso la Commissione Giustizia del
Senato della Repubblica.