ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 31 marzo 2015

Diete e abbuffate (di canonizzazioni)

"Il mio pontificato sarà breve". La salute del Papa preoccupa

L'aumento peso aggrava sciatica. I medici bacchettano il Papa: "Cammini e mangi meno pasta". Ma lui snobba i consigli

"Ho la sensazione che il mio pontificato sarà breve. Quattro o cinque anni.


Non so, o due o tre. Beh, due sono già passati. È come una sensazione un po' vaga. Le dico, forse no. È come la psicologia di chi gioca e allora crede che perderà per non restare poi deluso. E se vince è contento. Non so che cos’è. Ma ho la sensazione che Dio mi ha messo qui per una cosa breve, niente di più... Ma è una sensazione. Per questo lascio sempre aperta la possibilità".

Il cristianesimo “protestantizzato”

IL PROTESTANTESIMO A META' E' PROTESTANTESIMO
Editoriale "Radicati nella fede" - Anno VIIII n° 4 - Aprile 2015


  Si assiste ormai rassegnati al vertiginoso calo delle vocazioni sacerdotali e alla relativa diminuzione della presenza dei preti in mezzo a noi. Di giorno in giorno aumentano le parrocchie senza più la presenza stabile del sacerdote; anzi, diventano queste una rarità. Chiese e chiese vengono ormai aperte sporadicamente per la celebrazione di qualche santa messa, restando per la maggior parte dell'anno chiuse. E anche quando, in qualche grande parrocchia, il sacerdote è ancora residente, la sua effettiva presenza si assottiglia sempre più, oberato com'è dal dover garantire un servizio ad innumerevoli piccoli centri sparsi nei dintorni. In intere vallate di montagna non vi abita più nemmeno un prete. Non c'è che dire, un quadro sconfortante; malinconicamente sconfortante.

Cittadini di serie B ?

Il linguaggio parlato e visivo che si sta riversando sull’Orbe cattolico a celebrare prima il Vaticano II e poi papa Francesco è perfettamente sovrapponibile a quello utilizzato dai regimi politici del Novecento: dalle adunate oceaniche al dettaglio che travalica il semplice dato religioso entrando in una vera e propria visione totalitaria. 

Martedì 31 marzo 2015
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E’ pervenuta in Redazione:
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Caro dott. Gnocchi,
vorrei sottoporle un’idea. Si tratta di un’idea semplice, che parte dal disagio sempre più grande che provo vivendo nella Chiesa dei nostri giorni. Alcune volte, più che un membro del Corpo Mistico di Cristo, mi pare di essere un cittadino di serie B in un totalitarismo novecentesco. Mi sbaglio? E, se non mi sbaglio, come e perché avviene tutto questo?
Un cordiale saluto
Piergiuseppe Nava
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zrbrps
Caro Nava,
non ha idea di quanto mi piacerebbe risponderle dicendo semplicemente che, sì, si sbaglia. Invece, non si sbaglia affatto. Anzi, lei ha colto perfettamente il nocciolo della questione quando dice che questa Chiesa si presenta sempre di più con tratti simili a quelli di un regime politico: misericordioso, ma totalitario. Ne ha tutte le caratteristiche.

Chi ha paura del Babau?


 «Chi ha paura del cardinale Burke?»

Il 22 marzo scorso leggevo su La Nuova Bussola [qui] un articolo a firma di Andrea Zambrano, dal titolo: «Chi ha paura del cardinale Burke?», che replicava efficacemente alle accuse rivolte al Cardinale da Pierluigi Castagnetti, ex deputato del Pd, democristiano di sinistra, di girare l’Italia «per fare conferenze contro le tesi del Card. Kasper (in effetti contro Papa Francesco) sul tema della famiglia».
Questo mantra che chi si oppone alla tesi-Kasper, per la verità più volte elogiato dal papa, si opponga al papa stesso, è ricorrente nelle performances dei nuovi corifei della rivoluzione conciliare che sta procedendo a gonfie vele come mai prima d'ora. Come pure il ritornello che sia anti-Bergogliano chi si azzarda a rimanere interdetto da fatti e detti che la cronaca di ogni giorno ci offre incalzanti e ne denuncia gli scostamenti dalla dottrina e dalla Tradizione. Questo sito ne è la cronaca in diretta, documentata e sofferta. Ribadisco di seguito alcune considerazioni, che di fatto non sono "anti" nessuno ma "per" la fedeltà alla verità rivelata.

La nave di re travicello?


Scorrendo i titoli dei giornali dopo la recente conferenza-stampa al termine del Consiglio permanente, sembrerebbe che la Conferenza episcopale italiana sia decisa a contrastare seriamente la diffusione dell’ideologia del gender e i tentativi di istituire de facto un “matrimonio omosessuale” con tutte le conseguenze connesse in materia ad esempio di adozione. E’ certo questa l’intenzione – espressa con molta chiarezza e insistenza -  del presidente e anche della maggioranza del Consiglio permanente, ma purtroppo non di qualcun altro che è in posizione-chiave…
Abbiamo cercato di ragionare su quanto emerso durante la conferenza-stampa (alquanto vivace) di venerdì 27 marzo, convocata come di consueto al termine dei lavori del Consiglio permanente della Cei. E ne abbiamo tratto alcune riflessioni che si sperano stimolanti per chi ci legge.
Nell’ultimo ‘parlamentino’ della Cei si sono affrontati, e non in misura marginale, due temi antropologici particolarmente attuali anche nella società italiana: la diffusione sempre più preoccupante dell’indottrinamento dell’ideologia del gender nella scuola pubblica statale e i contenuti del disegno di legge Cirinnà, riguardante de facto il riconoscimento del cosiddetto ‘matrimonio gay’ e connessi (adozioni comprese), attualmente in esame presso la Commissione Giustizia del Senato della Repubblica.

Il quadro dunque è fosco

Attacco alla famiglia. Ci vuole un Sinodo come Dio comanda

Il primo sì – in Commissione Giustizia del Senato – al ddl Cirinnà sulle unioni civili, avvenuto nei giorni scorsi indica un’accelerazione nell’attacco alla famiglia nel nostro Paese. Lo si deduce da una serie di motivi: intanto segue di pochi giorni l’approvazione in Senato del “divorzio breve”, con una larghissima maggioranza (228 voti favorevoli, contro 11 contrari e 11 astenuti) e con una sostanziale indifferenza da parte dell’opinione pubblica (giornali in testa). 

lunedì 30 marzo 2015

Alla caccia di Paperòn de paperòni.

Francescani dell’Immacolata. La strana vicenda del sequestro di beni e l’informazione scorretta dell’agenzia Zenit  

Zenit, agenzia cattolica di informazione, si comporta come Repubblica ed emette condanne definitive sulla base di un semplice sequestro “preventivo”, omettendo anche di dare alcune notizie essenziali. Lungi dal “fare chiarezza”, la vicenda getta ulteriori pesanti ombre sul commissariamento.

di Paolo Deotto
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L’agenzia Zenit ha pubblicato in data 27 marzo u.s. un articolo (che riportiamo interamente in calce) e che potete anche leggere in originalecliccando qui . Già il titolo è suggestivo: “La Santa Sede cerca di recuperare le proprietà dei Francescani dell’Immacolata”. Ergo, i lettori che si fermano al titolo (e sono tanti) diranno: “perbacco, ma allora c’erano dei beni che sono stati sottratti”. Il sottotitolo più che suggestivo è bugiardo, perché si chiude con le parole “chiarisce una vicenda controversa”. E invece è tutto da chiarire, perché siamo assolutamente nelle fasi preliminari. Si “chiarisce” solo in sede processuale, a sentenza definitiva. È il buon vecchio stile di Repubblica, l’organo supremo di pensiero radical-chic: sulla base di atti istruttori, anzi pre-istruttori, io ti condanno.
Prima di entrare nel dettaglio dell’informazione scorretta, è bene fornire anche alcuni chiarimenti, cosa che Zenit non fa.

Profeta di sventura? *

Intervista a Mons. Williamson subito dopo la consacrazione di Mons. Jean-Michel Faure
Ha ricevuto l’appoggio di sacerdoti per questa consacrazione?

Sì, un gruppo di sacerdoti dall’America Latina, dagli Stati Uniti e da altri paesi. Vi sono dei sacerdoti che capiscono, non sono molto numerosi, ma sono coraggiosi, hanno la Fede e sono decisi ad andare avanti.

Cosa lo ha convinto a realizzare la consacrazione adesso?

Ogni giorno diventava sempre più logico, vista la minaccia di guerra che è molto vicina; essa è stata evitata per due volte con la Siria e l’Ucraina, e l’Occidente criminale continua a provocare la Russia, finché arriverà il momento in cui Putin dirà basta e attaccherà. *