ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 27 maggio 2015

Chiesa? non pervenuta!


Irlanda: i cattolici hanno votato “si”?

I media occidentali parlano di cattolici. Sveliamo chi sono i fedeli che hanno aperto le porte al progresso e ai nuovi diritti e nuove libertà.

Irish honoris causa


«Anche molti fedeli vogliono le unioni civili. È tempo che la 

Chiesa accetti questa sfida». Intervista a Walter Kasper
  Corriere della Sera 
(Gian Guido Vecchi) «Uno Stato democratico deve rispettare la volontà popolare, mi pare chiaro, se la maggioranza del popolo vuole queste unioni civili è un dovere dello Stato riconoscere tali diritti. Ma non possiamo  dimenticare che anche una legislazione simile, pur distinguendo fra il matrimonio e le unioni  omosessuali, arriva a riconoscere a tali unioni più o meno gli stessi diritti delle famiglie formate da  uomo e donna. Questo ha un impatto enorme sulla coscienza morale della gente. Crea una certa normatività. E per la Chiesa diventa ancora più difficile spiegare la differenza». 

Siamo già al Bergoglio sì, Chiesa no!?

Matrimoni gay, dietro l’attacco di Parolin una Chiesa divisa. Nonostante Bergoglio

Durante il dibattito a porte chiuse con i vescovi italiani, il Papa, attaccato sulle sue aperture in favore dei divorziati risposati e dei gay, ha rassicurato dicendo che su questi temi lascerà al Sinodo dei vescovi ogni tipo di decisione. E da Santa Marta qualcuno contrattacca così il Segretario di Stato: "I matrimoni omosessuali più dannosi della pedofilia?"

Perché si e perché no..

Vogliamo il referendum sulle nozze gay

Smettere di vietare il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è solo sensato, è una battaglia di destra, scrive il direttore. Ma io voto no alle nozze nell’indifferenza di genere, replica l'Elefantino


foto LaPresse
Più che il perché sì, quel che conta davvero qui, se ci pensate bene, è più che altro il perché no. Già, perché no?

Ite, missa est!

Santa Messa. Banalizzazione, marketing e questionari al confine con la blasfemia

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zzzzclwn
Da una parrocchia veneta, e lasciamo perdere altre precisazioni geografiche, ci arriva un questionario, il nuovo formidabile strumento che la Chiesa ha scoperto, sulla scia delle indagini di mercato, per capire come adeguare un prodotto ai volubili gusti del pubblico e poter quindi sperare in un incremento delle vendite. Però non si parla di un detersivo o di una bibita: il questionario è sulla Santa Messa…
Ogni commento è inutile di fronte a questa vergognosa banalizzazione quasi blasfema, che non trova certo giovamento nella citazione bergogliana, da leggere per avere conferma della bontà del detto popolare “il silenzio è d’oro”…

martedì 26 maggio 2015

Dalla Chiesa dell’aut-aut alla Chiesa dell’et-et




In questi anni tristi e convulsi anni che hanno seguíto il Vaticano II, ha finito col prevalere in ambito cattolico una concezione della religione di Dio che prospetta la possibilità che la scelta dell’uomo non sia più fra l’elevazione a Dio e l’immersione nel mondo (aut-aut).
Cattolici anche preparati hanno suggerito che sarebbe possibile e legittimo che l’uomo conduca la sua vita religiosa ponendo pari attenzione sia all’elevazione a Dio sia alla realtà degenerata del mondo: È la teoria dell’“et-et”, che potrà contenere tantissimi distinguo e precisazioni di ordine teologico e “sociologico”, ma che nella cruda realtà nella quale viviamo configura una concezione che finisce con l’ammettere come possibile e necessaria una sorta di mediazione fra Dio e il mondo, fra Cristo e Beliar.

Non vuole e non può farlo

Dopo il referendum in Irlanda. La “Madre Chiesa” a cui ci si appella, quella di sempre, non è morta perché “non praevalebunt”, ma in questo momento è nascosta e solo il Signore sa veramente come e dove sopravviva: il nostro compito non è quello di sezionare un cadavere per andare in cerca di qualcosa che temperi il nostro dolore, ma quello di credere che il Corpo Mistico di Cristo continua a essere vivo e volere .

Martedì 26 maggio 2015 è pervenuta in Redazione:
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Caro Alessandro,
dunque,  nozze gay anche in Irlanda, nella cattolica Irlanda. Che dire? Ci si sente come accasciati, ormai resi all’impotenza. Sosteniamo in pochi, pochissimi, un pensiero sorpassato e impresentabile. E la mente è sempre lì che ritorna: perché la Madre Chiesa non ci difende e non alza forte la sua voce per dire in semplicità che no, il mondo non può correre così verso il precipizio e verso la rovina? Questa corsa irrefrenabile  mi fa ricordare quell’episodio del Vangelo quando i demoni, scacciati da Gesù,  entrano nel branco di porci e precipitosamente cadono nell’abisso.  E noi, con la nostra “intolleranza”, “arretratezza”, “chiusura mentale”,  così disarmati come siamo, oltre alla preghiera, come attrezzarci in questa battaglia?
Antonina

Obbligati a negare

Luzzatto e Prosperi non si arrendono: «la Sindone è un falso, capito? Un falso!»


Lo ripetiamo spesso: gli unici liberi pensatori sono coloro che non sono affatto obbligati a credere ai miracoli, perché la loro fede non si basa su alcun prodigio, su alcuna apparizione, su alcuna guarigione miracolosa. Al contrario, chi non crede in Dio è obbligato a negare a prescindere ogni miracolo, non può concedere nulla ma ha bisogno di smentire sempre tutto altrimenti sarebbe costretto a cambiamenti esistenziali troppo sconvolgenti da accettare.
Per chi desidera un esempio concreto potrebbe leggere il divertente articolo contro la Sindone di Sergio Luzzatto, laicissimo docente di Storia moderna a Torino. E’ talmente alto il fastidio verso il sacro telo che non c’è spazio per alcuna prudenza: «è un falso», si legge già alla prima riga.