Dopo il referendum in Irlanda. La “Madre Chiesa” a cui ci si appella, quella di sempre, non è morta perché “non praevalebunt”, ma in questo momento è nascosta e solo il Signore sa veramente come e dove sopravviva: il nostro compito non è quello di sezionare un cadavere per andare in cerca di qualcosa che temperi il nostro dolore, ma quello di credere che il Corpo Mistico di Cristo continua a essere vivo e volere .
Martedì 26 maggio 2015 è pervenuta in Redazione:
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Caro Alessandro,
dunque, nozze gay anche in Irlanda, nella cattolica Irlanda. Che dire? Ci si sente come accasciati, ormai resi all’impotenza. Sosteniamo in pochi, pochissimi, un pensiero sorpassato e impresentabile. E la mente è sempre lì che ritorna: perché la Madre Chiesa non ci difende e non alza forte la sua voce per dire in semplicità che no, il mondo non può correre così verso il precipizio e verso la rovina? Questa corsa irrefrenabile mi fa ricordare quell’episodio del Vangelo quando i demoni, scacciati da Gesù, entrano nel branco di porci e precipitosamente cadono nell’abisso. E noi, con la nostra “intolleranza”, “arretratezza”, “chiusura mentale”, così disarmati come siamo, oltre alla preghiera, come attrezzarci in questa battaglia?
Antonina