ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 18 agosto 2016

Orecchiette alla amatriciana

Ultimi fuochi di Paglia. Con una doppia nomina in arrivo


Paglia
Domani, mercoledì 17 agosto, sarà resa pubblica la doppia nomina di monsignor Vincenzo Paglia a presidente della Pontificia accademia per la vita e a gran cancelliere del Pontificio istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia.
Paglia è dal 2012 presidente del Pontificio consiglio per la famiglia. Di questo dicastero, però, è già stata decretata la fusione con il Pontificio consiglio per i laici. Entrambi cesseranno le loro funzioni il 1 settembre prossimo e al loro posto nascerà il nuovo Dicastero per i laici la famiglia e la vita, di cui papa Francesco ha pubblicato lo statuto "ad experimentum" lo scorso 4 giugno.
E Paglia ambiva proprio a presiedere questo nuovo dicastero. Intanto, però, ha ottenuto dal papa la doppia carica di cui domani sarà insignito.
Nel 2012 la chiamata di Paglia in curia, nel ruolo di presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, fu uno degli errori più clamorosi compiuti da Benedetto XVI.

Orecchiette alla polacca..

Polonia addio. Rocco Buttiglione trionfa a Chicago. E Rodrigo Guerra controreplica

Erano entrambi studiosi del pensiero di Karol Wojtyla, Ma ora sono favorevoli alla comunione ai divorziati risposati. Il primo raccoglie l'applauso dell'arcivescovo Cupich. E il secondo duella con l'amico polacco

di Sandro Magister



ROMA, 18 agosto 2016 – Ne hanno fatta di strada gli articoli dei due filosofi, entrambi specialisti del pensiero di Karol Wojtyla, che in luglio su "L'Osservatore Romano" hanno dettato un'interpretazione di "Amoris laetitia" aperta alla comunione ai divorziati risposati.

I due filosofi sono l'italiano Rocco Buttiglione (nella foto) e il messicano Rodrigo Guerra López. Sia l'uno che l'altro sono stati fatti segno di repliche critiche:

> "L'Osservatore" dice cosa dice "Amoris laetitia". Ma poi gli arriva la stroncatura


> Seconda sfida a "L'Osservatore Romano". Merecki contro Guerra López

Entrambi hanno però raccolto anche importanti consensi.

Buttiglione, in particolare, ha addirittura conquistato la tribuna d'onore dell'arcidiocesi di Chicago.

Ecco infatti come l'arcivescovo Blase J. Cupich – lì insediato da papa Francesco con la volontà di rovesciare la tendenza conservatrice prevalente tra i vescovi degli Stati Uniti – ha concluso l'ultima sua "column" sul giornale dell'arcidiocesi "Catholic New World":

"Il professor Rocco Buttiglione – uno studioso che ha guadagnato l'ammirazione di papa Benedetto XVI e di san Giovanni Paolo II – ha recentemente scritto sulla difficoltà che alcuni hanno di capire e accettare ciò che papa Francesco propone. Sul giornale ufficiale del Vaticano, 'L'Osservatore Romano', Buttiglione ha sostenuto che il popolo cristiano, attraverso la sua percezione della fede o 'sensus fidei', 'ha immediatamente riconosciuto e seguito' il papa quando ha indicato il nuovo approccio.

martedì 16 agosto 2016

Figurarsi se quello risponde!

Il regime di El Papa sui cattolici: censura, persecuzione, brutalità e mutismo.



Il dovere dei laici

Il prof. Seifert critica Amoris laetitia: “Si faccia chiarezza”

Josef-Seifert_200_200_55Amoris laetitia è “sbagliata e (in alcuni casi) anche oggettivamente eretica”. Questa l’opinione del noto filosofo cattolico austriaco Josef Seifert, riportata in un lungo intervento pubblicato su katholisches.info lo scorso 3 agosto.
Caro amico di Giovanni Paolo II e fondatore dell’Accademia Internazionale di Filosofia, Seifert è una delle voci più critiche del testo papale, insieme a quella del filosofo tedesco Robert Spaemann. Nelle 28 pagine di critica il filosofo chiede al Santo Padre di rifiutare anche la “falsa interpretazione e una totale inversione del senso di AL”.

lunedì 15 agosto 2016

Anche i papi e le regine nel loro piccolo..


Ragazzi incorporo questo video da youtube, sul tema uscita dell'Inghilterra dall'UE.
Sulla veridicità della fonte da prendere ovviamente con le pinze, ma penso che ognuno debba quanto meno chiedersi come mai improvvisamente uno stato così importante esca dall'europa.
Buona riflessione...

                                     

La società senza fede e speranza

Le stragi e i massacri degli ultimi vent’anni hanno qualcosa in comune, ma non la pistola.


1°La detenzione di armi da fuoco per legittima difesa è immorale?- 2° I neocons vogliono diarmare i cittadini- 3° Le tristi conseguenze del disarmo dei popoli- 4° Tragiche conseguenze dell’uso di psicolfarmaci- 5° Verità nascoste- 6° Lo stretto legame che unisce gli autori di stragi e massacri agli psicofarmaci- 7° La società senza fede e speranza: un pericolo per tuttiUntitled-1-720x14

schiavizzare i popoli1° LA DETENZIONE DI ARMI PER LEGITTIMA DIFESA  E’ IMMORALE?

Con la crescente escalation di violenza e insicurezza che minano il quieto vivere dei cittadini nell’ultimo anno è stato registrato un aumento esponenziale di acquisto di armi da fuoco in Italia. Dopo gli ultimi fatti di sangue, il tema delle armi da fuoco nelle mani dei cittadini è tornato al centro del dibattito politico. Anche se in Italia ottenere un porto d’armi non è così facile,sono sempre più i cittadini che non rinunciano ad avere un’arma in casa per sentirsi più sicuri da aggressioni, furti e violenze. Affrontare un argomento del genere è spesso molto difficile in tutti gli ambienti, anche in quello cattolico: la maggior parte dei cristiani sono infatti convinti che tenere un arma in casa sia qualcosa di immorale, a causa della credenza (falsa) che la dottrina della Chiesa preveda una sorta di pacifismo, anche nei confronti di chi vuol nuocere ai nostri danni. Un concetto a dir la verità sconosciuto nella storia del Cristianesimo. Leggiamo quindi per intero il passo n° 2264 del Catechismo della Chiesa Cattolica relativo alla difesa del dono della vita, in cui si evince chiaramente la legittimità della difesa personale

L'inverno della vita è bre­ve e la primavera sarà eterna!

Festa dell'Assunta, 1923

Il 15 agosto 1923, a sera, la Madonna si manifestò a Josefa Menendez in tutta la sua bellezza. Nel giorno sacro al miste­ro della sua Assunzione, la Madre Cele­ste volle rallegrare la sua diletta devota. Estasiata davanti alla bellezza della Madonna, Josefa esclamò: Madre mia, com'è bello questo giorno! Tutto il mon­do esulta a ricordare il vostro ingresso in Cielo!

- Sì, rispose Maria, proprio in questo giorno la gioia piena e perfetta è comin­ciata per me, poiché durante la mia vita l'anima mia fu trafitta da una spada.

- Ma soffriste sempre in vita? La pre­senza del Bambino Gesù, così piccolo e bello, non era per Voi una immensa con­solazione?

- Figlia mia, ascolta! Sin dalla mia infanzia ebbi conoscenza delle cose di­vine; così che quando l'Arcangelo mi an­nunziò il mistero dell'Incarnazione e mi vidi scelta per Madre del Salvatore degli uomini, il mio cuore fu sommerso in un torrente di amarezza, perché sapevo tutto quello che il tenero e Divino Bambino do­veva soffrire; e la profezia del vecchio Simeone non fece che confermare le mie angosce materne.


Ipsa conteret caput tuum!

 Maria di fronte al Protestantesimo

Tratto da: P. Amadio Tinti OSM:  MARIA DEBELLATRICE DELLE ERESIE


Cessato lo scisma d'Occidente, la Chiesa era quanto mai impegnata a ristabilire la disciplina, mediante una radicale riforma. Se non che, sotto il pretesto di ritornare alla vera vita cristiana, sorsero, eretici che pretesero riformare la Chiesa stessa. Questi furono Martin Lutero, Ulderico Zuinglio e Giovanni Calvino.
Con questo non vogliamo già dire che l'origine e la diffusione di questa pseudoriforma debba attribuirsi direttamente a Lutero, no; ma solo diciamo che Lutero e compagni trovarono il terreno preparato. Gli abusi e gli scandali che si deploravano nel secolo XVI, potevano dare occasione, ma non la vera causa delle aberrazioni luterane, perché, sebbene la corruzione fosse allora grande, non era però, ai tempi di Lutero come ai tempi di S. Pier Da­miani e di S. Bernardo. Né migliori erano i cosiddetti riformatori di una chiesa che, senza confronti, era più santa di loro. (Mauri. Lez. Eccl. P. II. p. 197).
I motivi che facilitarono la cosìddetta riforma di Lutero, vanno piuttosto ricercati nello scadimento della riverenza dovuta all'autorità Pontificia: scadimento che si era già verificato fino dai tempi della lotta di Filippo il Bello, dall'esilio di Avignone ecc.