ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 28 dicembre 2016

Bancarotta spirituale

PRINCIPIO DI IRRESPONSABILITA' 

    Pirati della strada corsari della vita. Il problema è la diffusione del principio di irresponsabilità. La spregevole corporazione in automobile. Il nuovo Innominato è Gesù lo capì Dostojevski:"se non c’è Dio, tutto è permesso" 
di Roberto Pecchioli  


Sarà il Natale con il suo carico di feste, ma anche, per molti, di tristezza esistenziale, sarà il tempo che fugge, ma ci sono alcune notizie che fanno soffrire e riflettere più che in altri periodi dell’anno. In questi giorni, ancora una volta, si è ripetuto il triste fenomeno dei pirati della strada. A Sottomarina, una giovane e bella ragazza è stata travolta ed uccisa sulle strisce pedonali. Il suo carnefice è fuggito, poi individuato, è stato denunciato a piede libero anche se omicida, giacché così prevede una delle tante leggi assurde, contrarie al senso comune. In Friuli, un altro mascalzone se l’è data a gambe dopo avere investito un piccolo di quattro anni. Brutte fratture, ma pare che il bimbo se la caverà. La spregevole corporazione dei pirati in automobile è in aumento, ma non è certo un caso. Talvolta si tratta di giovani o giovanissimi con in corpo alcool o sostanze stupefacenti, altre volte sono stranieri senza patente o dediti alla malavita, ma non è questione etnica, statistica, né materia per sociologia spicciola. Il problema è la diffusione del principio di irresponsabilità. 

L’ignorante fa proseliti


La "rivoluzione"  di Bergoglio:  Ignoranza  Dispotica - e anche contagiosa.
La storiaccia  è  ridicola e allarmante insieme.   Ma devo ricapitolare le puntate precedenti per i non addetti ai lavori. Appena diventa papa, Bergoglio  epura  parecchi cardinali, come se avesse una lista preparata dei “nemici”  da eliminare. Fra  questi spicca  Raymond Burke,   che oltretutto non è dalla sua parte nel sinodo sulla famiglie che apre alla Comunione ai divorziati: lo toglie dalla Segnatura Apostolica, di cui era prefetto,   a fare il “patrono” dell’Ordine di Malta. Insomma da ministro vaticano (“posto di potere”, secondo lui) ,  lo rimuove ad un compito  di cappellano,  (che lui crede) più basso, ornamentale, togliendogli (lui pensa) la sola cosa che Bergoglio capisce: il potere. In più offendendolo platealmente, perché non è mai accaduto in Vaticano che qualcuno sia “rimosso” senza essere “promosso”, ossia chiamato ad una carica più alta, almeno sulla carta.

I cubicularii

            

Alla paventata ammonizione che seguirà la mancata risposta ai dubia, c'è chi già si ingegna per dire che essa non ha alcun precedente storico e che non trova riscontro nel diritto canonico. Il prof. De Mattei ha dimostrato che questo non è vero, e che l'ammonizione del Pontefice incorso in errore venne praticata già con Giovanni XXII. 

Osservatori romani & spinelli

Vittorio Feltri: attento Scalfari, Papa Bergoglio ti prende in giro

Perché, Eugenio, fai così? Perché tu che hai avuto tutto dalla vita, ti vuoi dotare infine anche di orecchie d' asino sia pure aureolate? Sei stato fascista, poi azionista, perché ora ambisci a fare il sacrista senza neanche aver fatto le scuole serali di dottrinetta all' oratorio?
Punti a un sacello in cattedrale, dove deporre le ossa come Ser Ciappelletto, che si beffò dei frati per farsi tumulare in odore di santità? La strada promette bene: disquisisci da pari a pari con il Pontefice, il quale si rivolge a te dal basso in alto. Ma ho il dubbio sottile che l' astuto gesuita ti voglia adescare alla fede cattolica abusando della tua vanità, di cui sei ricco forse addirittura come di euro e dollari.

La Messa é finita?

SANTA MESSA BARAONDA DA CIRCO 

    Se l’Eucarestia introduce nella vita divina, che c’entra la baraonda del segno di pace? o gli applausi nel bel mezzo di un funerale o dopo un'omelia, come se si fosse al circo o allo stadio: tutto questo è mondano e paradossale 
di Francesco Lamendola  




Scambiatevi un segno di pace, dice il sacerdote, durante la Messa – la nuova Messa, sia ben chiaro; perché, prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II, non esisteva nulla del genere, e nessuno se lo sarebbe mai sognato – allorché si avvicina il momento dell’Eucarestia, appunto per predisporre l’animo dei fedeli all’esortazione di Gesù: Vi lascio la pace, vi do la mia pace, peraltro omettendo il seguito di quella frase, riportato nel Vangelo di Giovanni (14, 27): ve la do, non come la dà il mondo, cosa che sfuma alquanto il senso della raccomandazione di Gesù, che è tutto giocato sulla contrapposizione fra il mondo e il Vangelo.
Ebbene, a quel punto scoppia, sovente, la baraonda: i fedeli non si limitano a scambiarsi una stretta di mano con il proprio vicino, a destra e a sinistra, ma si girano all’indietro, si protendono in avanti, escono dai banchi, camminano lungo le navate, vanno in cerca di quante più persone possibile alle quali stringere calorosamente le mani, con grandi sorrisi e ammiccamenti, come una scolaresca cui il maestro abbia detto: Vi lascio cinque minuti di libertà, fate quel che volete: è come se foste in ricreazione.

Tombola di fine anno?


Motus in fine velocior? Un riepilogo

1) Dopo l'Esortazione Apostolica di Papa Francesco "Amoris Laetitia", seguita ai due Sinodi vaticani sulla famiglia, quattro Cardinali (i tedeschi Brandmüller e Meisner, l'americano Burke e l'italiano Caffarra) rivolgono al Papa, prima in forma riservata e poi - dato il suo prolungato silenzio - pubblicamente, 5 quesiti in forma di "Dubia", chiedendogli di chiarire alcune ambiguità contenute nel documento, le quali toccano questioni attinenti i fondamenti della morale cattolica e i Sacramenti della Chiesa (basti pensare al tema dell'Eucarestia ai c.d. divorziati risposati).

2) Il Papa continua a tacere e poco prima di Natale, in un'intervista, il card. Burke immagina un termine temporale (fissato dopo l'Epifania, senza ulteriori dettagli) trascorso infruttuosamente il quale si prenderà in considerazione l'idea di una correzione formale del Papa, una roba di cui non si ha traccia da diversi secoli.

Farcene una ragione.. come a babbo morto?

Una Curia Romana “semper reformanda”?


Giovedí scorso, 22 dicembre, Papa Francesco ha ricevuto i Prelati della Curia Romana per il tradizionale scambio degli auguri natalizi. Quest’anno il discorso, che il Pontefice è solito rivolgere ai presenti per l’occasione, si è incentrato sulla riforma della Curia Romana. I media si sono praticamente limitati a riportare il passaggio riguardante le resistenze all’opera di riforma, nelle quali si è voluto vedere un riferimento ai quattro Cardinali che hanno sottoposto al Papa alcuni dubia a proposito dell’Esortazione apostolica Amoris laetitia:
In questo percorso risulta normale, anzi salutare, riscontrare delle difficoltà, che, nel caso della riforma, si potrebbero presentare in diverse tipologie di resistenze: le resistenze aperte, che nascono spesso dalla buona volontà e dal dialogo sincero; le resistenze nascoste, che nascono dai cuori impauriti o impietriti che si alimentano delle parole vuote del “gattopardismo” spirituale di chi a parole si dice pronto al cambiamento, ma vuole che tutto resti come prima; esistono anche le resistenze malevole, che germogliano in menti distorte e si presentano quando il demonio ispira intenzioni cattive (spesso “in veste di agnelli”). Questo ultimo tipo di resistenza si nasconde dietro le parole giustificatrici e, in tanti casi, accusatorie, rifugiandosi nelle tradizioni, nelle apparenze, nelle formalità, nel conosciuto, oppure nel voler portare tutto sul personale senza distinguere tra l’atto, l’attore e l’azione.

Papa Francesco ci ha ormai abituati a questo stile e a questo linguaggio, per cui, a mio parere, non mette conto disquisire sull’opportunità per un Pontefice di esprimersi in tali termini: Papa Bergoglio è cosí; dobbiamo farcene una ragione. Mons. Georg Gänswein, nell’intervista rilasciata l’estate scorsa alla Schwäbische Zeitung, aveva giustamente rilevato: «Che nei discorsi, rispetto ai suoi predecessori, di tanto in tanto sia un po’ impreciso, e addirittura irrispettoso, si deve solo accettare. Ogni Papa ha il suo stile personale».

martedì 27 dicembre 2016

L'uomo mancato

VANGELO FARLOCCO DI ROUSSEAU

    Liberarsi dal vangelo farlocco di Rousseau per tornare al Vangelo di Cristo. Come aveva ben visto Chesterton l’uomo moderno che non crede più a Dio non è diventato razionalista bensì capace e disposto credere in qualsiasi cosa 
di Francesco Lamendola  



Non è esatto affermare che l’uomo moderno si è allontanato dal vangelo; anzi, lo ha abbracciato in pieno; solo che è il vangelo sbagliato. Vangelo, o Evangelo, sta per “lieto annuncio”: eu anghélion; e il “lieto annuncio” sta, nel medesimo tempo, per una visione globale del mondo e per una norma indefettibile d’azione: ora, l’uomo moderno possiede una cosa del genere, ed è la filosofia di Jean-Jacques Rousseau.
Qual è il nocciolo della filosofia di Rousseau, che è una “filosofia”, appunto, non nel senso di discorso speculativo sulla natura del reale, bensì in quello di “lieto annuncio”? È molto semplice, e lo si può riassumere in una sola frase: L’uomo è buono, ma infelice, perché si trova in catene; la società è cattiva, ed è essa che lo ha incatenato; spezzate quelle catene, rifate la società, e l’uomo ritroverà, insieme, sia la libertà che la felicità. Bello, no? Suona bene; è convincente; è rassicurante; e, allo stesso tempo, offre una chiara linea dazione all’individuo, sempre e comunque (ma l’individuo astratto, ossia l’Uomo; non già l’individuo concreto, ossia la singola persona), contro la società. La società è il male; cambiatela, e diverrà la fonte di ogni bene, e tutti vivranno felici e contenuti. Un vangelo adatto per dei microcefali, per degli imbecilli, per dei minorati mentali, quali son diventati gli uomini moderni; e un vangelo così facile che qualsiasi deficiente, appunto, lo può mandare a memoria e sentirsene infervorato, lanciandosi all’assalto per la edificazione del Nuovo Mondo, che sarà, infallibilmente, più Bello, più Buono e più Giusto.