ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 27 dicembre 2017

No hablan argentino


“Gli angeli nel cielo parlano italiano” (Thomas Mann)

Abbiamo  tesori immensi , in Italia, ma non solo quelli noti, come il paesaggio, il patrimonio artistico, la buona cucina, il sole, il mare i nostri centri storici: è un capitale straordinario anche la nostra splendida lingua italiana.
Purtroppo è misconosciuta e maltrattata, a cominciare dalla scuola dove non s’insegna più il suo uso corretto ed elegante (del resto se la stessa classe dirigente sbaglia i congiuntivi e la sintassi…).

Quei tempi sono arrivati, e noi li stiamo vivendo


MODERNISMO CARITA' SENZA FEDE
                

I modernisti vogliono la carità senza la fede, piena di tenerezza verso i miscredenti: questa la diagnosi di san Pio X, formulata esattamente centodieci anni fa: ebbene, questa è la fotografia della neochiesa dei nostri giorni 
di Francesco Lamendola  

Eppure, c’erano state parecchie avvisaglie, parecchie ammonizioni, parecchie profezie; e chi aveva gli occhi per vedere, e la testa per riflettere, poteva cominciare a vedere e cominciare a capire fin da parecchi anni fa. San Pio da Pietrelcina, per esempio, fin dal 1960 aveva avuto la premonizione che una chiesa apostatica avrebbe tentato di sostituirsi alla vera Chiesa di Cristo, insegnando dottrine eretiche e portando verso l’abisso della perdizione le anime a lei affidate, e n’era rimasto sgomento. Né si trattava “solo” di visioni soprannaturali, ma anche di indizi e dati di fatto che il buon frate, pur nel suo isolamento, percepiva chiaramente attorno a sé, a partire dalla persecuzione implacabile della quale lui stesso fu oggetto per tutta la vita: egli sapeva che la massoneria era penetrata nell’ovile delle pecorelle di Cristo e aveva affidato a don Luigi Villa la speciale missione spirituale di combatterla con ogni energia, così come Pio XII aveva fatto a livello ufficiale, ma in gran segreto. Chi lo sa quanto quelle visioni e quei presentimenti non abbiano pesato sulla vita interiore del frate; se la sua sofferta spiritualità, il fervore quasi drammatico che poneva nell’officiare la santa Messa, a volte per la durata di tre ore, con quei silenzi di adorazione lunghissimi, interminabili, carichi di pathos: chi lo sa se quel velo di tristezza che scendeva sovente sul suo sguardo buono, e offuscava la luce dei suoi occhi, non derivava da quella intima consapevolezza: che i tempi dell’Anticristo si stavano avvicinando, e che, se pure lui non li avrebbe visti, non in questa vita terrena, nondimeno mancava ormai poco, e la sua amata Chiesa sarebbe stata sottoposta a una prova tremenda, quale non s’era mai più vista dai tempi delle persecuzioni degli imperatori romani. Forse più grave ancora, anzi: perché questa volta, e san Pio lo sapeva, il male si sarebbe scatenato non dall’esterno, ma dall’interno, e avrebbe cercato di avvelenare le fonti stesse della vita cristiana, adulterando la Rivelazione e falsificando le Scritture e la Tradizione, allo scopo di creare le permesse per una nuova religione mondiale, diretta e orchestrata da una setta satanica, padrona nascosta dell’economia e della finanza mondiale e in grado di ridurre l’intera umanità a una massa di schiavi, lavoratori e consumatori senza radici né identità.

Oggi, più che mai

Perché così poche reazioni?



In un secolo di fede, di fronte alle stravaganze del Santo Padre in materia di morale, le reazioni sarebbero state ben più vivaci di quelle odierne. Sì, in un secolo di fede, tutta la Chiesa sarebbe in allarme e a giusto titolo. Ma bisogna constatare che gli attacchi condotti di traverso contro l’indissolubilità del matrimonio, nell’esortazione post-sinodale Amoris Laetitia, hanno scosso in totale solo un pugno di cardinali, di vescovi e di laici, e meno male che molte di queste reazioni si sono espresse pubblicamente in maniera frequente e insistente. In più, certi sostenitori della morale evangelica si sono radunati sotto pressione quasi stanchi della linea tracciata dall’ormai famoso capitolo otto: Il Papa non dice di avere a sua disposizione lo Spirito Santo?

L’obiettivo finale della neochiesa


UN VANGELO SENZA GESU'CRISTO

Vogliono la chiesa senza Dio, il vangelo senza Gesù. Quando i seminari sfornavano sacerdoti ben preparati e ogni singolo cattolico, per il fatto stesso di aver ricevuto i Sacramenti, ne aveva ricevuto la preparazione dottrinale 
di Francesco Lamendola  
  

Qual è la meta finale, l’obiettivo, lo scopo di tutte le incessanti manovre, grandi e piccole, fatte di parole, gesti e omissioni, con le quali la neochiesa si sta sostituendo, un centimetro alla volta, un giorno dopo l’altro, lentamente, metodicamente, implacabilmente, alla vera Chiesa, Sposa di Gesù Cristo e fondata sulla Comunione dei Santi? Questo: arrivare ad una chiesa senza più Dio e ad un vangelo senza più Gesù Cristo, cioè senza Redenzione. E arrivarci facendo in modo che la cosa avvenga per gradi, cautamente, abilmente, come il serpente che striscia nell’erba in silenzio, e che, senza farsi accorgere, piomba all’ultimo istante sulla sua preda. 

La “mission” del Papa Bergoglio

“Papa Bergoglio in occasione del Natale si conferma come ” il supremo leader” del fronte mondialista”


Si sapeva ormai da anni che la posizione del Papa Bergoglio era perfettamentne allineata al fronte dell’universalismo globalista che propugna la dissoluzione degli Stati Nazionali e delle culture autoctone per “accogliere ed integrare” migranti da tutto il mondo al fine di costituire un “mondo nuovo” multiculturale senza barriere e senza confini. Una visione molto discutibile sul piano pratico ma che la nuova Chiesa di Bergoglio coltiva come un obiettivo non soltanto di carattere religioso ma anche politico.
La conferma ulteriore di questa “mission” del Papa Bergoglio si è avuta in occasione della festa del Santo Natale: la festa del Natale viene vista dal Papa argentino non come la nascita di Gesù redentore con il suo messaggio carico i significato per l’umanità intera ma come l’occasione di un comizio politico sull’immigrazione.
“Maria e Giuseppe si videro obbligati a partire”. È il monito di Papa Francesco durante l’omelia della messa della notte di Natale, celebrata nella basilica di San Pietro con centinaia tra cardinali, vescovi e sacerdoti. “Nei passi di Giuseppe e Maria si nascondono tanti passi. Vediamo le orme di intere famiglie che oggi si vedono obbligate a partire – afferma il Pontefice – In molti casi questa partenza è carica di speranza, carica di futuro; in molti altri, questa partenza ha un nome solo: sopravvivenza. Sopravvivere agli Erode di turno che per imporre il loro potere e accrescere le loro ricchezze non hanno alcun problema a versare sangue innocente”.

Colei che aiuta i cristiani


SANTA MARIA "PREGA PER NOI"               


Santa Maria aiuto dei cristiani: prega per noi. Le Litanie lauretane 5 secoli di storia che mettono in moto nelle profondità dell’anima meccanismi misteriosi e benefici. Dante e la famosa preghiera alla Madonna di San Bernardo 
di Francesco Lamendola  


Nella chiesa semibuia un piccolo gruppo di persone, quasi tutte donne e quasi tutte anziane, sta inginocchiato sui banchi presso l’altare della Madonna ove brilla un lumicino; esse hanno la corona del Rosario fra le dita, e ripetono una serie di formule d’invocazione:
Santa Maria: prega per noi. Madre di Dio: prega per noi. Santa Vergine delle Vergini: prega per noi. Madre di Cristo: prega per noi. Madre della Grazia divina: prega per noi…
L’uomo che è appena entrato non è un cattolico, non è un credente; è uno studioso di storia dell’arte e non sta cercando il raccoglimento e la preghiera, ma un certo dipinto del Cinquecento che sa essere custodito in una delle cappelle laterali. Muovendosi piano, per non disturbare, e tuttavia istintivamente imbarazzato, si dirige al luogo che gli interessa, il quale, per fortuna, si trova vicino all’entrata, il che gli permette di non farsi troppo notare e, a sua volta, di poter ammirare il dipinto senza sentirsi osservato. La luce del tramonto è scarsa e sta dileguando dietro gli alti e stretti finestroni, ed egli si ripromette di tornare di giorno, per usufruire della luce del mattino; adesso non osa dirigersi in sacrestia e chiedere che venga accesa la luce elettrica, perché non è il momento adatto. Mentre contempla la bellissima pala, per niente inferiore alle sue aspettative, gli giunge smorzata, come una dolce cantilena, la voce delle donne, che la sua attenzione registra in maniera involontaria e pressoché automatica:
Madre purissima: prega per noi. Madre castissima: prega per noi. Madre inviolata: prega per noi. Madre intemerata: prega per noi. Madre amabile: prega per noi. Madre ammirabile: prega per noi. Madre del buon consiglio: prega per noi. Madre del Creatore: prega per noi. Madre del Salvatore: prega per noi…

Quel Segreto era troppo importante..


11_Fatima, Tre Fontane, Akita: “tre formulazioni di uno stesso segreto”. Da Fatima alle Tre Fontane (prima parte)


Le apparizioni mariane (soprattutto quelle degli ultimi due secoli, a partire da Parigi 1830) sono interconnesse da un meraviglioso “filo d’oro” (o “filo azzurro”, in relazione al colore mariano per antonomasia), assimilabile a quell’unico progetto mariano salvifico che la Vergine Maria, per volontà di Dio, sta portando avanti con le sue apparizioni e manifestazioni nel mondo. Per queste intime e misteriose relazioni talvolta i singoli eventi mariofanici si comprendono meglio, assumono sfumature contenutistiche più profonde e svelano ulteriori misteri se le si mettono in relazione le une con le altre, similmente a quanto avviene con i tasselli d’oro di un mosaico che sono già preziosi in sé stessi ma di cui si coglie il pieno significato e valore solo all’interno del mosaico completo che ciascun pezzo contribuisce a comporre.

martedì 26 dicembre 2017

È questo il modo di agire del buon pastore?


FRANCESCO: IL PAPA ERETICO


Francesco è un papa eretico: si deve dirlo. Ma gl’importa qualcosa dei cattolici a questo papa? il problema non è la sua personalità "malata" ma che ricopra un ruolo importantissimo in seno alla Chiesa, anzi ne è al suo vertice 
di Francesco Lamendola  


Come ormai è noto, l’11 agosto 2017 una lettera riservata, sottoscritta da 40 fra sacerdoti e studiosi laici, era stata recapitata al papa, per invitarlo a correggere sette proposizioni oggettivamente eretiche contenute nella esortazione apostolica Amoris laetitia, in modo che quei concetti non si propagassero ulteriormente in seno alla Chiesa, ma ne fosse riconosciuta la natura erronea, e che venissero ritirate e modificate. Come ormai è nel suo stile, il papa non aveva fatto una piega, non aveva risposto e non aveva dato alcun segna neppure di averla ricevuta, e tanto meno di averla letta; perciò, dopo aver aspettato inutilmente per un mese e mezzo, il 24 settembre, la lettera è stata resa pubblica ed è stata aperta a nuovi firmatari, giungendo immediatamente a contare sessantadue sottoscrittori. Di nuovo il papa non ha dato segno di voler rispondere; in compenso ha lasciato mano libera ai suoi fedelissimi di scatenare un’ondata di sdegno e riprovazione contro gli sciagurati che hanno osato accusarlo formalmente di eresia. Veramente il senso del documento di 25 pagine non era precisamente questo; non era un’accusa, ma una “correzione filiale”, secondo lo schietto spirito del Vangelo, imperniato sul concetto della correzione fraterna: è cristiano correggere il fratello che sbaglia, non è cristiano fregarsene dei suoi errori, anche se essi mettono in pericolo la sua anima e quella di altre persone. In questo caso, trattandosi di correggere un documento pontificio ufficiale, si può solo immaginare quante anime – milioni e milioni – sono state messe in pericolo, se è vero che quelle sette proposizioni sono effettivamente eretiche.