ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 3 gennaio 2018

Cercate di non somigliargli troppo..

https://cronicasdepapafrancisco.com/2018/01/03/2018-lettera-aperta-alla-santa-sede-e-ai-nostri-pastori-della-vera-chiesa/


Spifferi parte LVI: la quiete prima della tempesta. Cosa sta preparandoBergoglio per i tre Vescovi della Correzione Ufficiale” di Fra Cristoforo


C’era da immaginarselo. Tutto questo silenzio da parte dei media vaticani (e quelli a loro strettamente correlati) sul tema della Correzione Ufficiale, non prometteva niente di buono. Infatti Bergoglio prepara il suo contrattacco.
La mia fonte in Vaticano mi ha confidato che ieri sera Bergoglio si è trattenuto a Santa Marta con diversi “addetti stampa” vaticani e “consiglieri” vari per una riunione sul come affrontare questo nuovo “imprevisto” della Correzione dei Vescovi di Astana. La fonte mi ha detto che Omissis era furibondo.

Il padrone di nulla


SONO SENZA SANTITA' E UMILTA'


Manca la santità perché manca l’umiltà. Si sta trasformando il cattolicesimo in una forma di naturalismo. Chi nega gli effetti del Peccato originale, nega che ci fosse una valida ragione per cui Gesù doveva venire sulla terra di Francesco Lamendola  

 

Abbiamo detto che lussuria, orgoglio e avarizia sono i tre vizi capitali che affliggono la vita cristiana al nostro tempo, e che caratterizzano drammaticamente la crisi che la Chiesa cattolica sta vivendo: crisi di fede, di vocazioni, di opere, di preghiera, di penitenza, di conversione, di apostolato, di santità. La santificazione delle anime non è più all’ordine del giorno: la Chiesa ha smesso di parlarne; si parla, in compenso, della giusta realizzazione delle umane aspirazioni, di assecondare i bisogni della natura di ciascuno.Si sta trasformando il cattolicesimo in una forma di naturalismo: non è più la legge di Dio quello che deve informare di sé la nostra vita, guidare i nostri passi, ispirarci e consigliarci nei momenti difficili, ma la natura, così com’è, buona in se stessa: negando, quanto meno implicitamente, gli effetti disastrosi del Peccato originale, cioè negando un punto fondamentale della dottrina cattolica. Per il cattolico, la natura non è affatto “buona” in se stessa: lo era, ma prima del Peccato, quando uscì dalle mani del Creatore; dopo la ribellione di Adamo ed Eva, essa ha subito le conseguenze di quel peccato, è stata ferita, è rimasta sfigurata, ed è stato per medicare quella ferita e quello stravolgimento che il Verbo si è Incarnato nel suo ineffabile mistero di amore, ha sofferto la Passione e la Morte, è Risorto ed è ritornato al Padre celeste. Chi nega gli effetti disastrosi del Peccato originale, chi nega la ferita inferta a tutto il creato dalla ribellione di Adamo ed Eva, nega anche la necessità e l’indispensabilità della divina Redenzione: nega che ci fosse una valida ragione per cui Gesù Cristo doveva venire sulla terra; e nega, soprattutto, che la sua morte fosse necessaria per la riparazione dei nostri peccati.

Che cagasotto i noncredenti!


DON FREDO NON CREDO FORSE TEME CONSEGUENZE. “RIPULITO” DELLA FRASE INCRIMINATA IL VIDEO DELLA MESSA DI MEZZANOTTE.



Avete letto, e se no fatelo ora su La Nuova Bussola Quotidiana del parroco di San Rocco a Torino, don Fredo Olivero, icona del progressismo cattolico e non, che durante la messa di mezzanotte, a Natale, dopo l’omelia non ha fatto cantare o recitare il Credo. Ecco come è stato riportato l’episodio: “La sorpresa arriva al minuto 26,50 dopo un’omelia giocata ad invitare i genitori a trasmettere la fede ai figli, ma «smettendo di parlare loro dell’inferno che non serve a nessuno e fa male».

La lingua batte dove il dente duole..!?

Ecco come i tradizionalisti ora attaccano, dopo Bergoglio, anche Ratzinger



Dopo le continue accuse del mondo tradizionalista a Papa Francesco la novità, emersa nelle ultime ore, è che gli stessi attacchi hanno adesso intrapreso una nuova e inaspettata direzione, rivolta a Benedetto XVI, fino a quel momento utilizzato come bandiera di riferimento di quell’universo di filosofi e teologi che si dichiarano “difensori della tradizione” e avversari della “dittatura del relativismo”, espressione cui Ratzinger ha fatto spesso riferimento durante il suo pontificato.
IL LIBRO DI RADAELLI CHE ATTACCA L’INTERO PENSIERO DI RATZINGER
Le critiche vengono espresse in un testo scritto da Enrico Maria Radaelli e intitolato “Al cuore di Ratzinger. Al cuore del mondo”, pubblicato da Aurea Domus, editrice di cui lo stesso Radaelli è titolare. Nel libro, come si legge sullo stesso sito in cui viene diffuso, l’autore “si propone di controbattere uno per uno” gli insegnamenti “dell’antico professore di Tubinga Joseph Ratzinger”, “a partire dal suo metodo storicistico”, che “ritiene profondamente erronei, pericolosi per la fede come solo una sintesi delle dottrine moderniste”. In particolare, la critica formulata nella pubblicazione è rivolta a uno dei testi di riferimento di Ratzinger, “Introduzione al cristianesimo”, raccolta di lezioni tenute nel ’68 dall’allora professore di teologia all’università di Tubinga, che ebbe fin da subito una notevole diffusione su scala internazionale. 

La "teologia dell'invasione"

Vaticano, Papa Francesco e il gravissimo sospetto: "La teologia dell'invasione di Bergoglio sugli immigrati"


La nuova lezione di "migrazionismo esasperato" di Papa Francesco non è passata inosservata ad Alessandro Meluzzi che oggi firma un articolo sulla prima pagina del Tempo spiegando che questa "teologia dell'invasione" portata avanti dal Pontefice sta spiazzando molti cattolici. "Anche ieri, primo giorno dell'anno dedicato alla festività della Madre di Dio, la monocorde teologia bergogliana non ha cessato di darci una lezione. 

martedì 2 gennaio 2018

E non fecero penitenza

La prospettiva spirituale del messaggio di Fatima: UNA MERAVIGLIOSA VIA DI SANTITA' CRISTIANA!


L' organico e nutrito programma spirituale offerto dal messaggio di Fatima si propone di offrire una solida e coerente struttura di vita cristiana che possa offrirsi come rimedio alla superficialità dilagante nel mondo cattolico in cui i fedeli non percorrono più da tempo la via della santità e neppure, nella maggior parte dei casi, sanno che cosa essa sia...

Il messaggio di Fatima non è una accozzaglia disomogenea di appelli, ma le richieste della Madonna si organizzano secondo una forma programmatica, una struttura fondamentale con una missione santificatrice.

Il grande fondamento della fede

[E. Barbier: I Tesori di Cornelio Alapide, vol. II; S.E.I. Torino, 1930]
1. Che cosa significa il nome di Gesù. — 2. Il nome di Gesù annunziato dai profeti. — 3. Grandezza del nome di Gesù. — 4. Il nome di Gesù è prezioso. — 5. Bisogna invocare sovente il santo nome di Gesù.
– 1. CHE COSA SIGNIFICA IL NOME DI GESÙ. — Il nome di Gesù vuol dire Salvatore e Redentore. « Nella lingua ebraica, scrive Sant’Epifanio, Gesùsignifica colui che guarisce, ovvero medico e salvatore ». L ‘ Angelo Gabriele dà egli medesimo questo senso al nome di Gesù, quando dice a Giuseppe che non tema di prendere in sposa Maria: poiché quello che è nato in Lei le viene dallo Spirito Santo. « Essa partorirà un figlio e lo chiamerai Gesù, perché libererà il suo popolo dai suoi peccati » — Vocabis nomen eius Iesum ipse enim salvum faciet populum suum a peccatis eorum ( MATTH. 1, 20-21). « Non si dà salute in nessun altro, predicava S. Pietro, se non in Gesù di Nazareth, e non è dato in terra agli uomini altro nome, in virtù del quale possano essere salvi » — Non est in alio aliquo salus. Nec enim aliud nomen est sub cœlo datum hominibus in quo oporteat nos salvos fieri (Act. IV, 12). « Il mio nome, è nuovo », dice il Signore nell’Apocalisse: — Nomen meum novum (III, 12). Il nome al quale qui si accenna è quello di Gesù; nome da lui ricevuto nella circoncisione.

Ahia-Ratzinger..!

Ratzinger riabilita Müller. Ma anche sul papa emerito piovono accuse di eresia


"Hai difeso le chiare tradizioni della fede, ma nello spirito di papa Francesco hai anche cercato di capire come possano essere vissute oggi".
È questo l'elogio che il "papa emerito" Benedetto XVI rivolge al cardinale Gerhard L. Müller, in apertura del volume pubblicato in Germania in occasione dei 70 anni del cardinale e dei 40 anni della sua ordinazione al sacerdozio.
Il 1 luglio scorso papa Francesco ha bruscamente esonerato Müller dalla carica di prefetto della congregazione per la dottrina della fede, dopo aver più volte mostrato di non gradire la sua vigilanza sulla correttezza dottrinale del proprio magistero.
Ma non per questo dovrà arrendersi, gli scrive ora Joseph Ratzinger. Perché, anche senza più un ufficio specifico, "un prete, e certamente un vescovo e un cardinale, non è mai semplicemente in pensione". Anzi: "potrai continuare anche in futuro a servire pubblicamente la fede", specie in questi "tempi confusi in cui viviamo". Servizio che effettivamente Müller sta già svolgendocon instancabile impegno.
Ratzinger riconosce all'amico cardinale di aver svolto il suo ruolo di prefetto della congregazione per la dottrina della fede nel modo giusto, coniugando cioè la competenza teologica con la "sapienza" di chi ha "ben in vista l'intera vita" della Chiesa.