ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 7 febbraio 2018

I padri (ig)nobili della neochiesa omoeretica.

PADRI NEOCHIESA OMOERETICA



Una nuova “rivelazione”? Il male è partito dal Concilio: i teologi della morale relativa. I padri (ig)nobili della neochiesa omoeretica. Charamsa:" il Vaticano è strapieno di sacerdoti e monsignori gay" ma perchè non fa i nomi? 
di Francesco Lamendola  

 

Il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, si fa fotografare accanto a transessuali acconciati da maiali, tutto lustro e sorridente, come se la sua presenza in quel contesto fosse la cosa più bella e naturale di questo mondo.
Il giornalista de L’Avvenire Luciano Moia, direttore del mensile Famiglia e vita, sostiene che una delle novità di Amoris laetitia è quella d’invitare i fedeli a considerare la pari dignità di tutti gli orientamenti sessuali di fronte a Dio (si noti che orientamenti sessualiè un termine gender).
Il teologo gesuita Pino Piva, interpellato da Moia riguardo alla valutazione da dare, da un punto di vista cristiano, dell’omosessualità, risponde, in nome del più radicale soggettivismo, dandogli pienamente ragione, perché non bisogna aver paura del cambiamento.

La punta dell’iceberg.

  • CASO CILE

Chiesa, il problema non è la pedofilia ma l'omosessualità

Papa Francesco
Lo scandalo per gli abusi sessuali in Cile è ormai una mina vagante che rischia di esplodere anche a Roma. I fatti sono ormai noti e ruotano attorno alle coperture eccellenti - cilene anzitutto ma ora anche romane - di un famoso sacerdote cileno, padre Fernando Karadima, leader di una comunità da cui sono usciti diversi preti e vescovi, tra cui il contestatissimo Juan Barros, al centro della vicenda che ora vede protagonista anche papa Francesco.
Proprio la credibilità di quest’ultimo nel trattare i casi di pedofilia è ormai apertamente messa in discussione anche da testate progressiste, dopo quanto accaduto alla fine della recente visita in Cile. 

Cattolici doc con patente di essere adulti

E' SCONTRO CON LA CEI

La Scuola di Bologna vuole prendersi anche l'Antimafia

Ci mancava anche lo scontro ecclesiale per il controllo del mainstream antimafia. L’attacco è di quelli eclatanti, ma è passato in sordina, forse perché nessuno si è accorto della sua portata. Il terreno è il campo dell’antimafia dove fa specie che due vescovi si mettano l’un contro l’altro per il controllo della vulgata sulla legalità. Soprattutto se uno dei protagonisti è il segretario della Cei Nunzio Galantino, che della Conferenza Episcopale Italiana sembra anche il presidente ombra.

I fatti risalgono a qualche giorno fa. Galantino viene invitato a Roma a Contromafiecorruzione, un’iniziativa organizzata da Rete Libera di don Ciotti. Nel portare il suo sostegno ai partecipanti, il vescovo si lancia su un j’accuse molto preciso. E’ rivolto agli Stati Generali per la Lotta alle mafie, un organismo ministeriale creato dal titolare della Giustizia Andrea Orlando che ha lavorato su diversi tavoli e ha presentato i suoi lavori a fine novembre scorso a Milano.

martedì 6 febbraio 2018

Le porte furono spalancate

CONCILIO FU UN COLPO DI STATO



Sì: il Concilio fu un colpo di Stato. Mossa furba e modus operandi: strana gente questi progressisti sono talmente certi che il loro progresso rappresenti il bene assoluto che non osano dichiarare apertamente le loro intenzioni 
di Francesco Lamendola  

  

Ne abbiamo già parlato in svariate occasioni (cfr., in particolare, Il Concilio Vaticano II partì con il piede sbagliato?; e Il Concilio Vaticano II è stato un colpo di mano dei teologi “progressisti” per scavalcare il Magistero?, pubblicati sul sito dell’Accademia Nuova Italia, rispettivamente il  25/01/2018 e il 01/02/2018), ma si tratta di una questione cruciale, per cui non è male ritornarvi continuamente sopra: poiché solo chiarendo una volta per tutte quel che avvenne fra il 1958 e il 1965, fra l’elezione di Giovanni XXIII e la conclusione del Concilio, si può arrivare a capire con una certa chiarezza quel che sta accadendo oggi nella Chiesa cattolica, quali siano le reali dinamiche in gioco nella disastrosa deriva modernista e neoprotestante, e da dove abbia avuto origine il male che si sta allargando a macchia d’olio, arrivando ormai a minacciare, dopo la liturgia e la pastorale, lo stesso Deposito della Fede, ossia la vera dottrina e l’autentico Magistero, preposto a difenderla ed insegnarla fedelmente, del tutto inalterata.
Come è noto, si discute, anche e soprattutto tra i fautori del Concilio, se esso corrisponda ad una discontinuità, come sostiene la cosiddetta scuola di Bologna, o ad una continuità con la Chiesa ed il Magistero precedenti. Tale discussione non ci appassiona più di tanto, e infatti lasciamo ai primi di sostenere che il loro rifiuto della Tradizione tridentina non corrisponde a un ripudio della Tradizione in se stessa, ma, semmai, al ritorno ad una Tradizione ancora più antica, e dunque più “autentica” ed “evangelica”, che sarebbe, secondo loro, la Tradizione vera, contrapposta a quella, un po’ artificiale, un po’ retriva, un po’ oscurantista, dei Padri tridentini, tutti impregnati nello scontro con il protestantesimo. Mossa furba, senza dubbio, che rivela la malizia raffinata dei suoi sostenitori: come se ciò non corrispondesse a una forma di storicismo e, pertanto, come se non rivelasse fin troppo bene i loro reali intenti: non già di riallacciarsi a un mitica purezza originaria del Vangelo, ma scardinare la Tradizione esistente alla vigilia del Concilio e sostituirla, di fatto, con una nuova Chiesa ed un nuovo Magistero, peraltro senza avere la franchezza di dirlo chiaro e tondo, ma, anzi, cercando di far sì che se ne accorgano il minor numero di fedeli possibile. 

Il “soffio letale” del principe di questo mondo

02_La crisi epocale di tutti i valori. La Massoneria “astuta organizzatrice” della rivoluzione anticristiana


È opinione diffusa e documentata che sia stata la Massoneria ad ispirare, direttamente o indirettamente, gran parte delle ideologie atee e materialiste che si sono affermate negli ultimi due secoli nel mondo. Essa è, in ultima istanza, l’abile organizzatrice e la potente esecutrice di detta Rivoluzione. 
Quella descritta da Benson (la « religione umanitaria ») nel suo romanzo è, senza dubbio, la radice più profonda per capire l’attuale dissoluzione di valori senza misura e senza limite, dietro cui c’è il “soffio letale” del principe di questo mondo che ha organizzato tutto in modo da poter gettare Dio fuori dalla vita degli uomini (1), delle società, delle famiglie, delle comunità, degli individui suggerendo, con il sibilo della sua « lingua ingannatrice » (cf Gn3,1; Sal 120,3), quello che un tempo assai remoto propose alla Progenitrice del genere umano: « Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio » (Gn 3,5), se disobbedite al suo comando, se calpestate la sua legge e vi ergerete, con un atto di supremo orgoglio, al di sopra di Lui, adorando voi stessi e la vostra opera, frutto della vostra superbia e disobbedienza, al posto del vero Dio. Ecco la religione umanitaria! Ecco l’inganno satanico nel quale viviamo e su cui il Cuore Immacolato dovrà trionfare, presto!

Visti i suoi frutti..

I frutti amari del luteranesimo
Quanto e come il pensiero di Lutero è riuscito ad influire e ad influenzare la società contemporanea? Troppo, visti i suoi frutti davvero amari: laicismo, relativismo, modernismo ideologico, utopismo e persino esoterismo…














Testo del video
Quanto il pensiero di Lutero influisce sulla società contemporanea? Come è riuscito a modificare la mentalità dominante? Cosa ha prodotto? Lo chiediamo al prof. Corrado Gnerre, docente presso l’Università Europea di Roma e presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento.
https://www.radioromalibera.org/cultura-cattolica/frutti-amari-del-luteranesimo/

Ma forse... è troppo tardi?

Chiesa, modernità, Rosmini e Benedetto


La disputa sul Concilio fra il sottoscritto e “Cesare Baronio” non accenna ad affievolirsi. Monsignore ha replicato al mio post del 31 gennaio con una dettagliata confutazione delle mie affermazioni (qui). Credo che, giunti a questo punto, serva a poco continuare a controbattere punto per punto. Penso che ormai le posizioni siano chiare: su alcuni punti ci troviamo d’accordo; su altri invece siamo irrimediabilmente discordi. La divergenza di fondo sta nel fatto che, mentre Baronio è convinto che siano state inserite deliberatamente nei testi conciliari delle ambiguità, in modo che successivamente al Concilio si potesse procedere alla demolizione della Chiesa secondo un piano prestabilito, io ritengo che il piano ci fosse, riconosco che nei documenti conciliari ci possano essere alcune ambiguità (inevitabili in un concilio pastorale), ma non credo che ci sia stata, da parte dei Padri conciliari (per lo meno da parte della maggioranza di loro) una intenzionale volontà di destabilizzare la Chiesa, come pure sono profondamente convinto che i Papi del postconcilio non abbiano in alcun modo contribuito alla demolizione della Chiesa, ma abbiano al contrario fatto di tutto per difendere la fede cattolica e, semmai, ricostruire ciò che era stato demolito. Queste sono le posizioni, ormai abbastanza chiare. Continuare a discutere su di esse rischierebbe di sfociare in un dialogo fra sordi o, peggio, in una stucchevole e sterile polemica. 

Non c’è altro al fondo?

http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p4/2017/11/24/VaticanInsider/Foto/RitagliWeb/a6d7f1fe58919964bde181be6b294a46-kjOF-U11012209497555k2D-1024x576%40LaStampa.it.jpg

DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA, LA CINA LA REALIZZA. PAROLA DI SORONDO. BRANDI: E I LAOGAI? E IL TIBET? È LA REAL POLITIK VATICANA?

“In questo momento, quelli che realizzano meglio la dottrina sociale della Chiesa sono i cinesi”.
Qualche mese fa ha visitato la Cina, Marcelo Sánchez Sorondo, l’argentino Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, consigliere del Pontefice. “Ne è tornato a Roma entusiasta”, scrive nella sua intervista Andrés Beltramo Álvarez, che abbiamo trovato solo in spagnolo. 
Ne riportiamo qualche frase, rimandando i lettori al testo integrale.
“I cinesi cercano il bene comune, subordinano le cose al bene generale. Me lo ha assicurato Stefano Zamagni, un economista tradizionale”.
“Ho incontrato una Cina straordinaria: quello che la gente non sa è che il principio centrale cinese è lavoro, lavoro, lavoro. Non c’è altro al fondo, è come diceva San Paolo: chi non lavora non manga. Non ci sono villas miserias, non c’è droga, i giovani non hanno droga. C’è una coscienza nazionale positiva, vogliono dimostrare che hanno cambiato, ormai accettano la proprietà privata”.