UN CONCILIO "ERETICO" ?
Modernismo e concilio, ecco come se la raccontano. Una meravigliosa serie di salti mortali, doppi e tripli, per arrivare a normalizzare l'eresia e per dimostrare l'indimostrabile. A noi invece, chissà perché i conti non tornano
di Francesco Lamendola
Il modernismo? Non è stato, tutto insieme, una eresia, anzi, la sintesi di tutte le eresie, come afferma san Pio X nell'enciclica Pascendi, che lo condanna senza "se" e senza "ma", bensì un movimento di rinnovamento e di riforma della cultura e della vita della Chiesa, che, in tale posizioni e in taluni esponenti, andò, ebbene sì, oltre l'ortodossia (ma evitiamo di chiamarla eresia, per carità; che brutta parola, e poi è passato di moda il concetto che esso definisce), ma che, in altre situazioni e in altri esponenti, conteneva dei semi positivi e addirittura profetici, tanto è vero che essi vennero ripresi e pienamente utilizzati, nonché, ovviamente, riabilitati e legittimati, da quella manifestazione del Bene Assoluto che è stato il Concilio Vaticano II.