ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 22 luglio 2018

“Amici di papa Francesco”

BESTIARIO. DANZE OSÉ IN CHIESA, PRETI FURIOSI, SAVIANO FURBETTO, AUTOGOAL DI AMAZON LGBT E ALTRO ANCORA…


Cari Stilumcurialisti, è da qualche tempo che non si pubblica il Bestiario clericale. Tempo dunque che rimediamo a questa carenza, anche perché il materiale non manca. Anzi. E in più ci permettiamo due piccoli sconfinamenti fuori dell’usuale campo ecclesiastico. Ma ci hanno divertito molto, e non vogliamo privarvene…
Un prete parla così? Ma il vescovo, dov’è?
Cominciamo con un sacerdote che, come riporta Libero, non manca occasione per dire enormità. Cioè don Capitani. Come scrive Libero, <Noto come il “prete anti-Silvio”, Don Giorgio torna a sbranare. Il suo attacco è di una violenza singolare per un uomo di Dio, ma tant’è. Don Giorgio De Capitani inizia la sua nuova invettiva prendendosela con Papa Francesco. Poi passa a Salvini e Trump. “Non è che mi faccia paura Salvini, un nanerottolo in confronto a Trump, che del resto lo ha anche sconfessato pubblicamente. Salvini è un buono a nulla, un rottame che intende traghettare una mandria di porci verso l’altra sponda, ovvero quella dell’inferno. Ci andranno, e chissenefrega? È stata una loro scelta”.

L'inizio dell’apostasia...

IL PESSIMISMO "CRISTIANO"



La concezione cristiana della vita è pessimista, o no? Giovanni XIII e il discorso dell’11 ottobre 1962: il Concilio non è stato un evento normale nella storia della Chiesa, ma una rottura e a nostro parere "una rottura fatale" 
di Francesco Lamendola  

00 SAN TOMMASO

Nessuna civiltà ha coltivato in se stessa i bacilli della confusione, dell’angoscia, della disperazione, quanto la civiltà moderna; nessuna, però, ha detestato e ripudiato con altrettanta acrimonia chiunque avanzi anche la minima riserva sulla bontà, sull’eccellenza, sulla felicità della vita così come essa è, bollando come turpi menagramo e profeti di sventura quanti affermano che, nella vita, qualcosa non va, se non si fa ricorso alla grazia, che è una potenza soprannaturale. Eppure i cristiani, da sempre, si sono inscritti in quest’ultima categoria; da sempre, e fino a una o due generazioni fa, hanno avuto, chiara, nettissima, la percezione che la loro idea della vita non va d’accordo in alcun modo con quella del mondo; e che, agli occhi del mondo, essa è una visione pessimistica, mentre, ai loro occhi, la visione del mondo è vuota, fatua e illusoria.

Passeranno anche i Papi?

CAMBIANO I PAPI E CAMBIA ANCHE IL PENSIERO DEL CARD. SCHÖNBORN

Il card. Christoph Schönborn è l’attuale arcivescovo di Vienna ed è anche presidente della Conferenza Episcopale Austriaca. Egli ha curato l’ultima edizione del Catechismo della Chiesa Cattolica (approvato da Giovanni Paolo II in forma definitiva il 15 agosto 1997) ed era anche molto vicino a papa Benedetto XVI.
In un articolo del 27 marzo 2008, pubblicato su Kath.Net, in occasione dei 40 anni della Humanae Vitae, regnante papa Benedetto XVI, il card. Schönborn ha affermato:
Voglio dirvi una cosa che ho nel cuore. Penso che sia una parola dello Spirito Santo che ho da dire. Qual è la colpa dell’Europa? La colpa dell’Europa, la sua colpa principale, è un no alla vita. Qualche giorno fa ho risposto alla televisione austriaca a una domanda di un giornalista: “L’Europa ha detto no al proprio futuro tre volte”La prima volta nel 1968, oggi festeggiamo i 40 anni, respingendo la Humanae Vitae. La seconda volta nel 1975, quando le leggi sull’aborto inondarono l’Europa. La terza volta verso il futuro e verso la vita. Proprio ieri ho ricevuto dall’Austria la notizia che il governo ha accettato il matrimonio omosessuale, anche in Austria: questo è il terzo no. E non si tratta prima di tutto di una questione morale, ma di una questione di fatti e circostanze: L’Europa sta per morire perché ha detto no alla vita.

La domenica andando alla Messa..

Fede, liturgia ed arte sacra. Follie rivoluzionarie di un clero senza più fede

L’arte sacra e la liturgia servono a rafforzare la fede, come negarlo? Ricordo la prima volta che ho visitato il duomo di Pisa, di Siena, di Milano, la basilica di San Pietro: che meraviglia, come sono rimasto stupefatto! Mi saliva dal cuore l’esclamazione “quanto è grande il Tuo nome su tutta la terra, o Signore!”. Ancora, ricordo le Messe di mezzanotte, Natale ed a Pasqua, da piccolo, negli anni '50: erano Messe cantate con il gregoriano, in latino: quanta sacralità, quanto fascino del mistero, quanto raccoglimento e compostezza nei sacerdoti e nei fedeli!

sabato 21 luglio 2018

I loro orecchi sono chiusi e i loro cuori, induriti

SOLO I SANTI PARLANO CON DIO


Santi parlano con Dio; gli altri, no. Perché i bambini soffrono? Le affermazioni non cattoliche di Bergoglio. Per il cristiano la sofferenza è una imitatio Christi: "Chi vuol essere mio seguace prenda la sua croce e mi segua" 
di Francesco Lamendola   
 00 bimbo implora 

Forse qualcuno ricorderà, in questo mondo e in questa cristianità dalla memoria sempre più corta, che il 15 gennaio 2016, all’ospedale pediatrico del Bambin Gesùil signor Bergoglio ha parlato di un tema da lui altre volte trattato, la sofferenza, e specificamente della sofferenza degli innocenti, dei bambini. Si è fatto le domande da solo e ha dato le risposte da solo.
Perché i bambini soffrono? Non c’è risposta. Soltanto guardare il Crocifisso, lasciare che sia Lui a darci la risposta. […] Tu potrai dirmi : “Ma lei, Padre, non ha studiato teologia?”. “Sì!”. “E ha letto libri su questo?”. “Sì! E la risposta non c’è! Guarda il Crocifisso: soffre e piange, e questa è la nostra vita. Io non voglio vendere ricette che non servono, questa è la realtà: il pianto, il dolore come Gesù in croce. Piangere con lui, con leisoltanto questo. Perché soffrono i bambini? Una delle domande aperte della nostra esistenza: noi non sappiamo. Dio è ingiusto? Eh sì! è stato ingiusto con suo Figlio, lo ha mandato in croce! Eh, se seguiamo questa logica, dobbiamo dire questo?  Ma è la nostra esistenza umana, è la nostra carne che soffre, in quel bambino. E quando si soffre non si parla: si piange e si prega, in silenzio.

”Accogliamoli tutti”?

MIGRANTI. LA NOTA DELLA CEI, LA LETTERA DEL VESCOVO DI VENTIMIGLIA. LA POLITICA E LA REALTÀ.

Marco Tosatti

 Cari amici e nemici di Stilum Curiae, ieri sono usciti due documenti importanti in tema di migrazioni. Il primo è una nota della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, il secondo una lettera del vescovo di Ventimiglia-Sanremo, Antonio Suetta. Ci sembra importante pubblicarli entrambi, nel loro testo integrale, sia pure con diverse ore di ritardo. In modo che ciascuno possa formarsi una sua opinione.
Per prima pubblichiamo la nota della Cei. È un documento che gioca, sin dall’inizio sull’emotività, esattamente come fanno, hanno fatto, tutti coloro che in questi anni hanno assecondato, promosso e favorito le migrazioni illegali verso l’Europa e in particolare attraverso il nostro Paese; e che non disdegna il ricorso alla demagogia. L’aspetto affaristico di questo fenomeno è stato, ed è quotidianamente portato alla luce. Temiamo che neanche la Chiesa – secondo quanto da più parti viene affermato – ne sia esente. E questo certamente priva di autorevolezza la nota della CEI. In particolare perché a tutta l’attenzione dedicata a questa categoria di persone non ha fatto riscontro un impegno eguale in altri campi, che mietono, e con responsabilità diretta dei cittadini di questo Paese, decine di migliaia di vittime ogni anno, come ricorda bene Riccardo Cascioli in questo editoriale

Dire e non dire per poi disdire

Intercomunione, basta tradimenti

Il caso del sussidio "anonimo" dei vescovi tedeschi sulla possibilità di dare la comunione ai protestanti sposati con cattolici, mette in rilievo la spiccata tendenza dei vescovi tedeschi ad andare per loro conto. Ma anche i segnali contraddittori che arrivano da Roma. Che ora deve decidere in modo chiaro.

Il cardinale Marx (a sinistra), presidente dei vescovi tedeschi

Può essere utile tornare ancora una volta, dopo vari e disparati commenti, sul caso del sussidio, preparato sotto la cura della Conferenza Episcopale Tedesca (CET), dal titolo Camminare con Cristo, trovare unità. Matrimoni inter-confessionali e condivisione dell’Eucarestia. In esso, come si sa, è contemplata la possibilità dell’intercomunione eucaristica per coniugi appartenenti a confessioni cristiane diverse (in concreto e soprattutto, per intenderci, nei casi di matrimoni misti fra cattolici e protestanti, molto frequenti in Germania).

Non solo sospetti..!

Il sito della Santa Sede, ovvero il sospetto di un’avanzata apostasia

VATICANO
Il Catechismo della Chiesa cattolica, al numero 2089, recita: L’apostasia è “il ripudio totale della fede cristiana”. La definizione è un copia e incolla dal sito della Santa Sede, a cui verrebbe d’istinto premettere un “ex”. Meglio ancora sarebbe specificare che quelle pagine sono ciò che resta del precedente portale, quello esistito fino a quando sommo pontefice è stato Benedetto XVI, che Dio lo benedica.

Va fatto un passo indietro. Fino a cinque anni fa (vado a memoria visiva ma a saperlo avrei fatto uno screenshot) l’home page della Santa Sede si apriva mostrando in alto a sinistra l’immagine, a modesta grandezza, del papa regnante con accanto il suo nome, cliccando sul quale si accedeva alle sezioni che riguardavano le sue attività.

Sotto, in caratteri cubitali e ben al centro della home page, campeggiava la parola “BIBBIA” con il link al testo.