ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 25 dicembre 2018

La verità è semplice

DIO E' L'ASSOLUTO ! E IL MALE?


Se Dio è l’Assoluto, da dove viene il male? L’essere è perfetto, perciò non contiene alcun male, ma solo il bene. Il male esiste, ma non è "essenziale" esiste perché esiste il grande mistero e il dono ineffabile della "libertà" 
di Francesco Lamendola  

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La tua creazione è bella, o Wataineuwa; ma perché c’è la morte? Questa domanda fa parte di un mesto canto formulare degli indigeni, ora estinti, della Terra del Fuoco, gli Yàmana: così fu raccolta dagli ultimi etnologi che entrarono in contatto con loro prima che sparissero completamente. È quasi la stessa domanda che ci ha posto un caro amico, persona molto intelligente e intuitiva, anche se sprovvista di una specifica formazione filosofica: perché c’è il male?; e attendeva una risposta. Proveremo a rispondere, anche se già molte volte abbiamo toccato l’argomento; d’altra parte, ci rendiamo conto che è una questione centrale per la maggior parte di noi, ed è l’ostacolo che trattiene sulla via della fede tutti quelli che, come Ivan Karamazov, non sopportano lo spettacolo della sofferenza, specialmente degli innocenti, e preferiscono restituire il biglietto d’ingresso in paradiso, perché ritengono che il prezzo che l’umanità deve pagare per entrarci, fosse anche solo il dolore disperato di un singolo bambino, sia comunque troppo alto. 

Ite, Missa est!

MESSA DI NATALE (2018) 
Le convenienze della Incarnazione.

Dio! Noi possiamo considerarlo in se stesso, fissando l’occhio della mente, avvalorato dalla fede, nel mare sterminato dell’essere suo, in quell’oceano di luce, nel quale allora meglio e più santamente si vede quando non si vede più nulla, secondo il linguaggio dei Padri: e possiamo considerarlo eziandio spaziando liberamente in quell’altro mare, finito sì, ma per noi immensurabile, dell’opere stupende, svariatissime della sua mano, disseminate in cielo e in terra. – Ficcando l’occhio della mente, confortato dalla fede, nell’intima natura di Dio, per quanto lo consente la debolezza nostra, che solo … “da sensato apprende Ciò che fa poscia d’intelletto degno”, noi vediamo, ch’Egli è eterno, immutabile, infinito, immenso, uno, semplicissimo, sovranamente perfetto: l’esser primo, non fatto, da cui deriva ciò che esiste.

Al tempo di altri gelidi Scrooge

IL CANTO DI NATALE DI DICKENS


Il canto di Natale al tempo di Scrooge. E' un racconto indimenticabile di Dickens un classico della letteratura, un’esortazione a cambiare modello di vita e una critica al capitalismo. Un vero gioiello di scrittura e senso morale 
di Roberto Pecchioli  


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Il Canto di Natale, indimenticabile racconto di Charles Dickens, è un classico della letteratura sempre verde, un’esortazione a cambiare modello di vita, una dura critica al capitalismo, un gioiello di scrittura e senso morale e tanto altro ancora. Temiamo purtroppo che sia ormai ridotto a una fiaba, una di quelle a cui i bambini ipertecnologici e perennemente connessi non credono più, di cui ridacchiare dandosi di gomito. Forse gli ultimi a crederci e a commuoversi sono i vecchi, nel ricordo di natali antichi, sepolti dalla polvere del tempo.  Il nostro è il tempo del trionfo di Scrooge, l’avaro affarista del racconto, e non vi è traccia di pentimento nel mondo del denaro, degli indici di borsa, tra algoritmi e sfruttamento. Eppure, in questi giorni convulsi in cui le strade piene di effimere luci sono percorse dall’ansia degli acquisti con in mano la carta di credito, è bello tornare a quel Canto di Natale. Charles Dickens, il grande romanziere inglese, lo pubblicò pochi giorni prima del Natale del 1843, una data non accidentale, come non fu casuale la scelta dei personaggi e la storia narrata.

Ed è perciò che conserviamo la speranza...

EPPURE E' NATALE !


Eppure è Natale: conserviamo la speranza. Una variante della mutazione antropologica provocata dalla globalizzazione: la nascita del prete pseudo cattolico in realtà protestante che parla sempre e solo di cose umane e immigrati 
di Francesco Lamendola  
  
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La santa Messa è stata concepita e offerta per i ragazzi della scuola media di questo piccolo paese di provincia del profondo Nord, però di ragazzi delle medie ce n’è una sola; a cerimonia già iniziata ne arriverà una seconda, e solo così potranno leggere le due letture, quella dell’Antico e quella del Nuovo Testamento, senza ricorrere all’aiuto di qualche altra persona. Il sacerdote è facondo; gli piace scherzare, sorridere, buttarla sul leggero. Non che non sappia attingere anche ai toni seri, come quando tira in ballo, Dio solo sa perché, dato che la liturgia del giorno non glie ne offrirebbe il benché minimo pretesto, la questione dei migranti. E così, di punto in bianco, anche se non c’entra nulla né col brano del Vangelo, né con le due letture precedenti, egli butta in faccia all’uditorio una domanda retorica, che non attende neanche una risposta: Ma perché non sappiamo accogliere i poveri stranieri? Poi, tenendo il microfono in mano, scende dal presbiterio, va su e giù per la navata, rivolge brevi domande scherzose ai fedeli e interloquisce con loro, come se fosse l’animatore di uno spettacolo televisivo. A una donna incinta, chiede: E allora, lo si sente scalciare?, e a un bambino: E allora, vero che è bello fare la Comunione? Poi si accinge a benedire le statuette di Gesù Bambino del presepio, portate da casa dai fedeli, secondo gli avvisi trasmessi in precedenza. Solo che se ne presentano due soli; non importa: va tutto bene, si vede che non avevate letto l’avviso, dice lui stesso, minimizzando la misera riuscita del suo teatrino. Decisamente ha la stoffa del showman: lo spettacolo deve comunque andare avanti.

Puer hodie

Perchè il 25 Dicembre? E perchè a Betlemme?...



[IL MISTERO DEL GIORNO E DEL LUOGO DELLA NASCITA DEL SALVATORE]

Tutto è misterioso nei giorni in cui ci troviamo. Il Verbo di Dio, la cui generazione è prima dell'aurora, nasce nel tempo; nel Bambino è un Dio; una Vergine diviene Madre e rimane Vergine; le cose divine si confondono alle umane, e la sublime e ineffabile antitesi espressa dal discepolo prediletto in queste parole del suo Vangelo: IL VERBO SI È FATTO CARNE, si sente ripetere su tutti i toni e sotto tutte le forme nelle preghiere della Chiesa. Essa riassume meravigliosamente il grande evento che ha unito in una sola persona divina la natura dell'uomo e la natura di Dio.

lunedì 24 dicembre 2018

Bisogna essere degni della verità

TRASPARENZA E RICERCA DEL VERO


Bisogna essere degni della verità: ecco perché la verità è aperta a ciascuno, ma di fatto, rimane preclusa ai più. Chi non la merita, non la troverà; e non la troverà perché non la vedrà; e se anche la vedesse, non la capirebbe 
di Francesco Lamendola  
  
 0 COROXX

La cosa essenziale è la verità; di tutto il resto si potrebbe anche fare a meno, ma non della verità. Nessuno, neanche il cinico più incallito, neanche il nichilista più convinto, può fare a meno della verità: nelle grandi o nelle piccole cose, essa è la garanzia del fatto che ci stiamo muovendo in un mondo reale, e non nel labirinto della pazzia.

La rocca sta cedendo

AUTUNNO DELLA CHIESA, INVERNO DELL’OCCIDENTE
Apocalisse in greco significa rivelazione. Come tutti sappiamo, è il titolo del libro finale della Bibbia. Messo da parte con imbarazzo dalla Chiesa modernista, resta come metafora di qualcosa di terribile. La rivelazione, un’apocalisse davvero, di monsignor Viganò sull’esistenza di una spaventosa rete omosessuale nella Chiesa, in grado non solo di determinare carriere, coprire abusi, ma anche di mutare profondamente la dottrina cattolica, sorprende soltanto chi non segue le vicende della più antica istituzione della terra.

La carta d’identità del cattolico

È arrivata anche la letterina di monsignor Nicola Bux. Eccola!
Di nuovo buon Natale a tutti!
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Caro Gesù Bambino, o Gesù, tu sei il Verbo, tu sei la Sapienza, perché per tuo mezzo tuo Padre ha creato tutte le cose, perciò tu sei il Pensiero che abbraccia ogni cosa, sei cattolico. Solo tuo Padre ti conosceva e vedeva, ma nella Notte Santa ti ha rivelato come suo Figlio, cioè ti ha reso visibile al mondo perché il mondo ti vedesse e potesse essere salvato da quel peccato nel quale era caduto a causa del primo uomo.  Nessuno ti aveva mai visto, perché nessuno aveva mai visto Dio, ma tu uscendo dal seno del Padre e venendo nel mondo, proprio tu ce ne hai fatto l’esegesi.