LA MESSA RIVOLUZIONARIA
Ecco perché la Messa di Paolo VI fu una rivoluzione. La chiesa postconciliare si pone, di fatto, come una "chiesa di rottura", eretica e apostatica perché procede, come voleva il luterano Bonhoeffer : "Come se Dio non ci fosse"
di Francesco Lamendola
Si discute, abbastanza sterilmente, se il Concilio Vaticano II sia stato una continuità o una rottura (ma i pudibondi preferiscono dire: una discontinuità) nella storia della Chiesa. È chiaro che, con buona pace della scuola di Bologna, se esso fu una rottura, allora la chiesa uscita dal Concilio non era più la chiesa cattolica di prima, era diventata un’altra cosa, e sempre più lo sarebbe divenuta, quanto più gli zelanti fautori del “rinnovamento” spingevano più lontano, in una totale anarchia pratica, la loro smania di cambiamento. D’altra parte, se esso non è stato una rottura, ma un momento di continuità, come spiegare quell’anarchia, come dare ragione del fatto che molti cattolici, a cominciare dal clero stesso, guardano con fastidio e insofferenza alla chiesa di “prima”, non parlano mai del Magistero anteriore, ma si rifanno, come i protestanti, solo alla Scrittura, oltre che al solo concilio che per loro fa testo, cioè appunto il Vaticano II?