«I fautori dell’errore già non sono ormai da ricercarsi fra i nemici dichiarati; ma, ciò che dà somma pena e timore, si celano nel seno stesso della Chiesa, tanto più perniciosi quanto meno sono in vista. Alludiamo, o Venerabili Fratelli, a molti del laicato cattolico e, ciò ch’è più deplorevole, a non pochi dello stesso ceto sacerdotale, i quali, sotto finta di amore per la Chiesa, scevri d’ogni solido presidio di filosofico e teologico sapere, tutti anzi penetrati delle velenose dottrine dei nemici della Chiesa, si danno, senza ritegno di sorta, per riformatori della Chiesa medesima; e, fatta audacemente schiera, si gettano su quanto vi ha di più santo dell’opera di Cristo, non risparmiando la persona stessa del Redentore divino, che, con ardimento sacrilego, rimpiccioliscono fino alla condizione di un puro e semplice uomo». (San Pio X, Pascendi dominici gregis)


Antefatto: mi è capitato di visitare il sito di Noi siamo Chiesa e, dopo aver letto una serie incredibile di corbellerie, ho cliccato sul link «Evangelo dal basso», per avere maggiori informazioni sul cristianesimo di base (da non confondersi col cristianesimo di Bose).
Mi ero già preparato spiritualmente al peggio, ma – non appena si è aperta la nuova schermata – ho potuto tirare un sospiro di sollievo: grazie al Cielo, non ho trovato nessuna informazione sul cristianesimo di base, ma solamente altri link, che riporto: «il Dio di Gesù» (approfondimento catechetico?), «film gratis» (per dilettare lo spirito?), «hard film» (per una nuova morale sessuale?), e una lunga carrellata di offerte di lavoro (evidentemente, Noi siamo Chiesa si è stancato di difendere la Chiesa dei poveri e rilancia la Chiesa degli impiegati).
Ora, però, «incomincian le dolenti note», perché è necessario analizzare la dottrina di questo movimento assolutamente anticattolico. Ammettiamo che il termine «anticattolico» potrebbe apparire forte, ma è quello più adatto per descrivere l’essenza di questo gruppo. Noi siamo Chiesa, infatti, propone di attuare delle riforme che contrastano con il Magistero perenne.
Noi siamo Chiesa vorrebbe abolire la dicotomia tra clerici e laici, vorrebbe superare le discriminazioni nei confronti degli omosessuali e, infine, ottenere una maggiore libertà di coscienza sulla regolazione delle nascite. Tutto ciò che è stato fatto dai Luterani del XVI secolo, Noi siamo Chiesa lo propone con cinquecento anni di ritardo. Non male per chi si presenta come progressista!
La Chiesa, val la pena di ricordarlo, non può abolire il sacerdozio o renderlo comune a tutti i battezzati perché, così facendo, tradirebbe Nostro Signore Stesso, che istituì l’ordine sacerdotale – assieme all’Eucarestia – durante l’ultima cena, così come la Chiesa non può oltrepassare i versetti della Genesi in cui è scritto «uomo e donna Dio li creò». Dio – che non può sbagliare – creò Adamo ed Eva e non Dolce e Gabbana, con buona pace di Noi siamo Chiesa.
Infine, la Chiesa non può concedere una maggior libertà di coscienza per quanto riguarda la regolazione delle nascite perché, innanzitutto, il quinto comandamento non è ancora stato abrogato (per correttezza, chiediamo agli aderenti di Noi siamo Chiesa – democratici per natura – di non indire un referendum per l’abrogazione dei comandamenti, che sono eterni per volontà di Dio) e poi perché la Chiesa non può tradire il suo Magistero tradizionale: i coniugi cattolici devono accettare tutti i figli che Nostro Signore concederà loro.
Questi tre punti – se ne sarebbero potuti scegliere molti altri – sono sufficienti per dimostrare come il movimento Noi siamo Chiesa, contrariamente al nome scelto,non possa definirsi (in alcun modo) membro della Chiesa e che, anzi, esso rappresenta una nuova faccia del modernismo condannato solennemente da San Pio X, lontano anni luce dal cattolicesimo romano e quindi dal cristianesimo.
 Matteo Carnieletto