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martedì 6 novembre 2012

Processo Sciarpelletti.

Respinta la nullità sul rinvio a giudizio. Sabato le deposizioni


Con la discussione sulle questioni pregiudiziali si è aperto oggi in Vaticano il processo a Claudio Sciarpelletti, il tecnico informatico della Segreteria di Stato accusato di favoreggiamento nell’ambito delle indagini per furto aggravato di documenti riservati; filone che ha portato alla condanna dell’ex assistente di camera del Papa, Paolo Gabriele. Respinta l’eccezione di nullità di rinvio a giudizio, sollevata dall’avvocato di parte, per imprecisione dell’imputazione. La prossima udienza si terrà sabato prossimo, 10 novembre, alle ore 9 quando saranno ascoltati l’imputato e altri testimoni chiamati dalla difesa. Massimiliano Menichetti:

Prima udienza del processo Sciarpelletti. Respinta la questione pregiudiziale sulla nullità di rinvio a giudizio, sollevata dalla difesa, per imprecisioni sull’imputazione. Precisata l’esatta configurazione del reato che, è stato spiegato, si inquadra nella fattispecie del favoreggiamento personale. “Tra Claudio Sciarpelletti e Paolo Gabriele non c’era una grande amicizia”, ha ribadito l’avvocato Gianluca Benedetti, che difende il tecnico informatico accusato di aver aiutato con il suo comportamento Paolo Gabriele, condannato a tre anni, pena ridotta a diciotto mesi, per aver rubato documenti riservati.
In sostanza la linea difensiva, tratteggiata dall’avv. Benedetti, punta sulla totale estraneità ai fatti criminosi da parte del suo assistito e a sottolineare il normale “rapporto di conoscenza”, non di “amicizia profonda tra i due”. A questo proposito la puntualizzazione che l’ex assistente di camera del Papa avrebbe negato, per sei anni, la sostituzione del proprio computer e che solo una volta, Sciarpelletti, sarebbe intervenuto sulla sua stampante.
“Tutto parte da un anonimo, credo un officiale della Segreteria di Stato, che parla di frequenti contatti tra Paolo Gabriele e Claudio Sciarpelletti – ha spiegato davanti ai giudici il legale di parte -. Un'informativa di un autore ignoto, da cui qui si passa a una supposta amicizia su cui Sciarpelletti avrebbe mentito”.
L’avv. Benedetti ha escluso che il suo cliente abbia intralciato la giustizia ed ha parlato di “dedizione e servizio per la Santa Sede” per oltre “venti anni”. Ha indicato l’atteggiamento collaborativo, riconosciuto dai gendarmi, che l’uomo avrebbe avuto durante le indagini. Punto questo però che ha sollevato la precisazione del presidente del Tribunale Vaticano, Giuseppe Dalla Torre, il quale ha sottolineato che comunque “Sciarpelletti ha fornito tre versioni diverse dei fatti”.
Sul fronte delle richieste è stata accettata dal Tribunale quella relativa all’acquisizione del “fascicolo di servizio” del tecnico informatico vaticano. Non entrano a far parte degli atti invece, perché giudicati non esaustivi, i tabulati telefonici e le mail relative ai contatti tra Sciarpelletti e Gabriele. Quattro i testimoni presenti oggi, voluti dalla difesa, tra loro anche mons. Carlo Maria Polvani, il responsabile dell'ufficio informazione della Segreteria di Stato; lo stesso Paolo Gabriele; il vice comandante della Guardia Svizzera William Kloter e il vicecommissario della Gendarmeria Gianluca Gauzzi Broccoletti. Assente per giustificati motivi, il capo della Gendarmeria Domenico Giani. Tutti saranno ascoltati, insieme a Sciarpelletti, sabato prossimo quando riprenderà il processo.
http://www.news.va/it/news/processo-sciarpelletti-respinta-la-nullita-sul-rin

Vaticano/ Informatico a processo: Incastrato da denuncia anonima

Avvocato del co-imputato: Con maggiordomo non "grande" amicizia

Vaticano/ Informatico a processo: Incastrato da denuncia anonima
CITTÀ DEL VATICANO - Ritiene di essere stato incastrato da una "informativa anonima" concepita nella segreteria di Stato. Prende le distanze dal maggiordomo del Papa. E sottolinea la sua "dedizione" alla Santa Sede. Claudio Sciarpelletti, tecnico informatico del Vaticano, il secondo - e ultimo - imputato del caso 'Vatileaks', si è espresso così, per bocca del suo avvocato, nel processo aperto oggi nel tribunale vaticano. E' accusato di favoreggiamento nei confronti di Paolo Gabriele nell'ambito della vicenda del furto di documenti riservati del Papa. Ma la sua difesa sostiene che va prosciolto perché non ha intralciato le indagini come sostiene l'accusa. Dopo la mattinata di oggi, dedicata all'esame delle eccezioni presentate dall'avvocato Gianluca Benedetti, il processo proseguirà - e forse si concluderà - sabato prossimo, dopo le testimonianze di cinque testi tra i quali lo stesso Paolo Gabriele.Sciarpelletti, cittadino italiano, era stato arrestato in Vaticano per una notte il 25 maggio, due giorni dopo l'arresto dell'ex assistente di Camera del Pontefice. La notizia non è però trapelata sino al momento del rinvio a giudizio dei due indagati, lo scorso 13 agosto. Il suo caso è stato stralciato e separato da quello del maggiordomo il 29 settembre alla prima udienza, per essere ripreso oggi dopo la conclusione del sinodo sulla 'nuova evangelizzazione'. L'informatico era stato trovato in possesso di una busta con alcuni documenti sensibili, ossia - ha precisato durante il primo processo il suo legale - una "corrispondenza mail" e un "libello inqualificabile". La requisitoria del 'promotore di giustizia' (pm) Nicola Picardi ha rivelato che si tratta di "una relazione dal titolo 'Napoleone in Vaticano' riprodotta da Gianluigi Nuzzi nel volume 'Sua Santità'". Il capitolo del libro di Nuzzi racconta di una misteriosa vicenda relativa ad un'auto dei gendarmi vaticani crivellata di colpi di arma da fuoco in territorio italiano, si focalizza sulla figura del comandante della gendarmeria, Domenico Giani, e si conclude con una ricostruzione che solleva la questione del "conflitto di interessi" in cui incorrerebbe, per le sue attività in Italia, un gendarme, Gianluca Gauzzi Broccoletti.(segue)
http://www.diariodelweb.it/Cronaca/Articolo/?nid=20121105_267419


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