ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 16 febbraio 2014

Viva il Papa!

Palestina-Terra Santa, Lago di Galilea: "Feed my sheep"-"Pasci le mie pecore", statua in bronzo raffigurante NS GesúCristo e San Pietro (foto di holylandfree.org)
Palestina-Terra Santa, Lago di Galilea: “Feed my sheep”-”Pasci le mie pecore”, statua in bronzo di NS Gesú Cristo e San Pietro (foto holylandfree.org)
Introduzione
Quando venne eletto Papa Pio IX, i liberali – pensando che papa Mastai fosse uno di loro – aizzavano la folla a gridare “viva Pio IX!”, vale a dire “viva un Papa liberale”, ma don Bosco, che era un santo attaccatissimo al Papato, insegnò alla  gente a gridare: “viva il Papa!”, cioè: ammesso e non concesso che Pio IX nei primi mesi del suo Pontificato avesse fatto delle riforme, le quali potevano essere interpretate in  favore di una svolta liberaleggiante, occorreva distinguere gli atti di Mastai come persona privata da papa Pio IX e difendere la figura del Papa e l’Istituzione del Papato, odiata dai liberali.

Oggi viviamo sotto il Pontificato di Francesco I, che realmente è “liberale”. Purtroppo egli si è avviato verso una forma radicale di ultra-modernismo, ma nonostante ciò, se sino al gennaio del 2014 tutti (compresi i peggiori nemici della Chiesa) lo elogiavano, nei primi giorni del febbraio è arrivato improvvisamente e provvidenzialmente un attacco durissimo contro la S. Sede dagli ambienti laicisti del Nuovo Ordine Mondiale e dell’Onu.
Alla vigilia del Concilio Vaticano II, la maggior parte dei teologi e anche dei vescovi si son messi a “dialogare” col pensiero moderno, adottandone il linguaggio e persino la filosofia o mentalità, illudendosi di farsi accettare, magari edulcorando alcune verità evangeliche troppo esigenti. Papa Francesco I ha detto di voler portare addirittura a compimento quest’operazione di dialogo con la modernità che si sarebbe interrotta, secondo lui, nel dopo-concilio. Ma il mondo moderno, nonostante l’aggiornamento e l’adattamento dei Pastori cattolici, non ha accettato il Vangelo, la Chiesa e il Papato, anzi li ha odiati ancor di più e rispettati sempre meno.
La campagna di questi giorni contro la figura del Papa e l’istituzione del Papato, che vorrebbe trascinarli nel fango degli abusi sugli innocenti perpetrati da alcuni sacerdoti infedeli è più che significativa: da parte cattolica si dialoga, si cede, ci si arrende e da parte della “contro-chiesa” si raddoppia l’odio, mascherato sotto le apparenze di un “laicismo dal volto umano”.
Tuttavia oggi (7 febbraio 2014) sembrerebbe che i Vescovi si siano scossi dal torpore e comincino a prendere atto della realtà, rispondendo per le rime.
Secondo gli ultimi dati delle statistiche ufficiali solo il 4% del clero cattolico nordamericano sarebbe stato coinvolto in storie di abusi sessuali su bambini, mentre la maggior parte delle confessioni religiose statunitensi coinvolte in storie di abusi sessuali sarebbe protestante. Inoltre, gli abusi di questo tipo vedono più frequentemente coinvolti membri della stessa famiglia, collaboratori domestici, amici, parenti o vicini. Allora, ci si domanda, perché se – secondo le statistiche – solamente il 4% del clero cattolico è stato coinvolto in questo genere di abusi, tutte le colpe vengono date unicamente alla Chiesa cattolica, mentre il 96% dei restanti colpevoli rimane volutamente non accusato ed impunito? Non è forse l’odio contro Cristo e la sua unica vera Chiesa il motore di questa campagna contro il solo clero cattolico?
Forse Dio nella sua infinita misericordia conduce gli avvenimenti in modo tale che di fronte ad un’aperta persecuzione i “missionari dell’ottimismo” e i nemici dichiarati dei “profeti di sventura”, debbano prendere atto della triste, anzi pessima situazione ed affrontare il martirio, cancellando col sangue i disastri che hanno prodotto con l’inchiostro e la voce da oltre cinquant’anni di “buona ventura” ed “esagerato ottimismo”.
Questo frangente mi fa tornare alla mente l’episodio di don Bosco, che ci suggerirebbe di gridare “viva il Papa!” e non “viva Bergoglio!”. Bisogna vedere la mano di Dio, che conduce la storia verso la sua definitiva realizzazione nonostante i vani disegni degli uomini. Da ogni male il Signore sa tirare un bene maggiore. Forse di fronte ai cedimenti di papa Bergoglio Iddio ha riservato alla sua Chiesa un’ultima chance di riscatto: o la persecuzione (benedetta da Dio) o il tradimento (castigato da Lui).
Il cattolico fedele deve evitare due errori: il 1°) per eccesso: oramai non resta più nulla della Chiesa gerarchica, ben gli sta, se l’è meritata, occorre rallegrarsi di questo scempio. No! Questa è anarchia, disfattismo, diserzione; il 2°) per difetto: occorre obbedire sempre ai Pastori, anche quando fuggono o tacciono davanti al “lupo travestito da agnello” (Mt., VII, 15), anche quando ordinano qualcosa che è contrario alla Tradizione apostolica . Neppure! Questo  è servilismo, non obbedienza.
Certamente Francesco I sta accelerando la spinta teologicamente rivoluzionaria del Vaticano II e del post-concilio. Ma, in terra la “prima Sede non è giudicata giuridicamente da nessuno / prima Sede a nemine judicatur”; nessuno può deporre un Papa eletto canonicamente, anche se devìa personalmente come dottore privato o nell’insegnamento non-infallibile. Se tolgo il primo piano (anche molto brutto) di un palazzo, faccio crollare tutto! Bisogna in quel caso cercare di restaurarlo, non di eliminarlo. “Non si butta il bambino assieme all’acqua sporca”.
Oggi “le forze dell’inferno” (Mt., XVI, 18) stanno dando l’ultimo assalto alla Chiesa che Gesù ha fondato su Pietro, ma “esse non prevarranno” (ivi).
Noi dobbiamo far attenzione a non deviare nella fede, nella morale e nella liturgia, ma nello stesso tempo non dobbiamo sbagliarci di campo: siamo nell’accampamento e sotto lo stendardo di Cristo e del suo Vicario in terra, il Papa, e non nell’accampamento del Nuovo Ordine Mondiale, dell’Onu, del laicismo liberal-massonico. Non dobbiamo sparare sul Papa anche se gli atti di Bergoglio sono “liberali”, ma contro il laicismo ed aiutare i Pastori a ritrovar coraggio nella difesa della Chiesa e dei suoi diritti.
Sarebbe tragico se, per aiutare la Chiesa a parole, militassimo con i fatti sotto lo stendardo di Lucifero, che è il caporione della “contro-chiesa” o “sinagoga di satana” come la chiama l’Apostolo San Giovanni (Apoc., II, 9).
Alcuni commenti che ho ascoltato in questi giorni purtroppo per un eccesso di zelo vanno proprio in questo senso: si spara sul Papa. Si può dissentire da Bergoglio, quando si allontana dalla Tradizione apostolica, ma mai sparare sul Papa. “Ogni eccesso è un difetto”.
La situazione odierna
Pars construens
Il  giovedì 16 gennaio 2014 una Delegazione della S. Sede si è recata a Ginevra, presso la sede dell’Onu, per discutere sui diritti dei bambini e particolarmente sugli abusi sessuali, che hanno subìto anche, ma non solo, da parte del clero  cattolico affinché non si ripetano e siano puniti.
La piaga della pedofilia affligge soprattutto l’ambiente familiare: dalle statistiche si evince che la maggior parte degli abusi avvengono nelle mura domestiche ed anche nelle altre confessioni religiose, sportive, ricreative. Oggi invece si vorrebbe far credere che solo il clero cattolico pecca di pedofilia.
Il mercoledì 5 febbraio del 2014 a Ginevra il Comitato di verifica della Convenzione sui diritti dei bambini dell’Onu ha pubblicato delle Osservazioni conclusive riguardanti la S. Sede, che sorprendono gli ingenui per  la loro aggressività apparentemente ingiustificata nei confronti della Chiesa cattolica.
Infatti è nella natura del “mondo” di perseguitare la Chiesa come ha già perseguitato il suo capo Gesù Cristo. Se negli ultimi mesi il tono delle accuse si era calmato, era solo una tattica volta a far pressione (“lobbing o pressing”) sugli uomini di Chiesa affinché rivedessero la dottrina e la morale, che sono avversate dal “mondo”, dal suo “Principe” e dalle “sette segrete” che sono i suoi suppositi e lavorano per la distruzione della Chiesa “si fieri potest”. Nonostante le aperture e i cedimenti da parte di Francesco I, il “mondo” è tornato all’assalto aggressivamente per distruggere totalmente quel che è rimasto in piedi nella dottrina cattolica dopo lo tsunami conciliare.
Il venerdì 7 febbraio il Direttore della Sala Stampa vaticana padre Federico Lombardi ha risposto, per fortuna, con una Nota ferma nella sostanza ed anche nello stile, a nome del Segretario di Stato vaticano card. Parolin, il quale si è dichiarato disposto a studiare le “critiche giustificate, ma con coraggio e decisione, senza timidezza”. Era ora che i cattolici e soprattutto i loro Pastori rispondessero fermamente e senza cedimenti “mea-culpistici” all’aggressione ideologica contro la Chiesa.
Speriamo che la reazione sia costante, duratura e fermissima, senza diventare un “fuoco di paglia”, un “partire in quarta per arrivare in retromarcia”; purtroppo 50 anni di cedimenti e arrendevolezza da parte soprattutto dei Pastori ci hanno abituato alle peggiori capitolazioni dogmatiche, morali e liturgiche.
La S. Sede ha fatto notare 1°) che le raccomandazioni pubblicate dal Comitato dell’Onu soffrono di “gravi limiti” e “non hanno tenuto conto adeguato delle risposte” date il 16 gennaio per iscritto e a viva voce dalla Delegazione vaticana. Per cui “sembra che” il rapporto dell’Onu “fosse praticamente già scritto o perlomeno già impostato prima dell’audizione” dei rappresentanti della S. Sede.
Finalmente – osserviamo – si prende atto che il pregiudizio anti-romano della “contro-chiesa” (le sette segrete) e specialmente della massoneria restano in piedi e mirano alla distruzione della S. Sede senza voler neppure prendere in considerazione la realtà dell’imputazione.
Inoltre nella Nota vaticana si lamenta 2°) che l’Onu o la sua Commissione per i diritti dei bambini non è stata “capace di comprendere la natura specifica della S. Sede. […]. Non si è capaci di capire o non si vuol capire?”.
Il Liberalismo laicista asserisce verbalmente che la Chiesa non è  una Società soprannaturale fondata da Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, per continuare sino alla fine del mondo l’opera della Redenzione che Lui iniziò morendo in Croce sul Calvario, ma è una semplice associazione umana come un club polisportivo. Tuttavia esso sa bene cos’è veramente la Chiesa e per questo la odia, come ha odiato Gesù, il quale ci ha predetto: “se hanno perseguitato Me perseguiteranno anche voi!” (Gv., XV, 20).
Infatti dalla risposta della Commissione dell’Onu si evince 3°) che “si è data molta maggiore attenzione ad organizzazioni ben note, pregiudizialmente ostili alla Chiesa, che non alle posizioni della S. Sede stessa [su] quanto è stato fatto nel riconoscere errori, nel rinnovare le normative. Poche o nessun’altra organizzazione ha fatto altrettanto”.
“Organizzazioni ben note, ostili pregiudizialmente alla Chiesa” dice la Nota. Sarebbe stato forse opportuno chiamarle col loro nome: “sette segrete” e la setta per eccellenza: la massoneria.
Inoltre 4°) “le osservazioni del Comitato sembrano andare oltre le sue competenze e interferire nelle stesse posizioni dottrinali e morali della Chiesa, dando indicazioni che coinvolgono valutazioni morali […] alla luce della propria posizione ideologica”.
Questo è veramente il punto cruciale del problema: il tentativo di interferire nell’insegnamento della Chiesa. Il potere temporale del Mondialismo, della Globalizzazione e del Nuovo Ordine Mondiale rappresentato dall’Onu, ma guidato dagli Usa e da Israele, va esplicitamente oltre le sue competenze, che sono solamente temporali e non spirituali, né dogmatiche e morali. Così facendo esso interferisce nelle posizioni dottrinali e morali della Chiesa, dandole delle indicazioni, che coinvolgono valutazioni morali dettate dalla propria posizione ideologica. Il Nuovo Ordine Mondiale, insomma  comincia ad interferire esplicitamente e pubblicamente nell’insegnamento della Chiesa in maniera aggressiva e ideologicamente dittatoriale! È iniziata oramai la “tirannia del relativismo” per il momento solo “ideologica”, ma in seguito anche cruenta! Si pensi a ciò che è successo in Messico nel 1917 e in Spagna nel 1933.
Infine 5°) “il tono, lo sviluppo, la pubblicità data dal Comitato al suo Documento sono assolutamente anomali. […]. Insomma, la S. Sede è stata  oggetto di un’iniziativa mediatica ingiustamente nociva”.
Iddio prima di dover esercitare la sua Giustizia offre in questo frangente la sua Misericordia ai Pastori, che si son comportati da circa mezzo secolo da mercenari, dando loro la possibilità di redimersi anche col martirio davanti al “lupo travestito d’agnello” (Mt., VII, 15) e di non fuggire ancora davanti ad esso, non solo fisicamente, ma anche “tacendo” (S. Giovanni Crisostomo, Commento a Matteo).
Pars destruens
Il Modernismo classico (Tyrrel, Loisy, Buonaiuti) è stato condannato da S. Pio X (Enciclica Pascendi, 1907). Il Neo-modernismo o la Nouvelle théologie (Congar, Chenu, de Lubac, Daniélou) è stato condannato da Pio XII (Enciclica Humani generis, 1950), ma sùbito dopo (1959) approvato da Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Infine l’Ultra-modernismo (Rahner, Küng, Schillebeeckx, Martini, Boff, Metz, Gutierrez) oggi con Francesco I cerca di annichilare, mediante il primato della praxis a-theologica, senza alcuna preoccupazione teologica neppure solamente pastorale, le ultime vestigia scampate allo tsunami del pastorale Vaticano II e del post-concilio di Wojtyla e di Ratzinger. Non si deve parlare più teologicamente e poi applicare i princìpi ai casi pratici, ma solo agire in maniera sacramentariamente accogliente verso tutti anche verso chi non vuol credere, né osservare la Legge naturale e divina. Questo è il dramma-Bergoglio!
Paolo VI ha teorizzato, Giovanni Paolo II ha messo in pratica nell’universo orbe e Francesco I ha portato al parossismo la prassi annichilatrice della teologia dogmatica ed anche pastorale. Si può fare un’analogia (cioè somiglianza/dissomigliante, in cui la dissomiglianza supera la somiglianza) con Marx, Lenin e Stalin riguardo al Socialismo scientifico: teorizzato dal primo, applicato dal secondo e portato alle conclusioni più estreme ed aberranti dal terzo.
Oltre la filosofia idealista e soggettivista della modernità vi è il nichilismo e il precipitare nell’abisso del nulla ove tutto affonda: “ex nihilo nihil fit”; così dopo il neo-modernismo vi è l’ultra-modernismo che sprofonda nel mare del nulla e nell’a-teologismo. Ora dopo il nulla vi è solo il nulla. Quindi, siccome la Chiesa durerà sino alla fine del mondo, possiamo cominciare a sperar di riveder le stelle.
Questo modo di sragionare ultra-modernisticamente ha “vinto” la battaglia presente. Il mondo, la scuola, la famiglia, persino gli uomini di Chiesa (col Concilio Vaticano II e il Vaticano III pratico-pratico di Francesco I) hanno respirato a pieni polmoni questa nube tossica chiamata modernità, post-modernità e strutturalismo. Umanamente parlando la lotta è ìmpari. Infatti l’individuo è stato corrotto sin nelle profondità dell’anima passando attraverso i sensi (musica, droga, apatia). Quindi solo Dio potrà tirarci fuori dal “pozzo dell’abisso” (Apoc., IX, 1) in cui siamo stati precipitati e che già Gregorio XVI nell’Enciclica Mirari vos (1832) vedeva in procinto di spalancarsi per l’errore del  Liberalismo, dal cui “abisso” sarebbero usciti ogni sorta di orrori, rivoluzioni e depravazioni.
«La dialettica che agita il mondo è tra la Chiesa e la Sinagoga farisaico/talmudica. Cristo vince la Sinagoga. L’èra dei martiri dei primi secoli del cristianesimo, quando la Sinagoga aizzava il mondo pagano perché si avventasse contro i cristiani, è servita ad irrigare la semente cristiana, che vigorosa splende con la Chiesa dei Padri e dei Dottori, tanto al di sopra della Sinagoga ristrettasi oramai alla vita dei ghetti. Ma nell’èra moderna la Sinagoga si vendica di tale emarginazione e la càbala penetra nella cristianità e la secolarizza. Attualmente ci troviamo di fronte a quest’ultimo fenomeno. Con la tattica dell’“amicizia” e del “dialogo giudeo-cristiano”, la Sinagoga sembra prevalere sulla Chiesa. Nel tempo, gli uomini (e con essi la Storia) sono mossi e da Dio e da Satana, e da Cristo e dall’Anticristo, e dalla Chiesa e dalla Sinagoga. Quest’intreccio è presente in ogni individuo, sia santo sia peccatore.
Ogni atto libero di ciascun uomo in definitiva cerca Cristo o l’Anticristo. Il progressismo vuole che il mondo cammini verso una città felice, verso una terza età di felicità e pace! La teologia della Storia di S. Agostino e di S. Tommaso, invece, ha visto chiaro che, dopo l’Avvento di Cristo, non accadrà altro che possa modificare il corso ordinario degli eventi. Non c’è bisogno di molta sagacia per vedere che da cinque secoli il mondo sta progredendo nel conformarsi alla tradizione cabalistica. Il mondo dell’Anticristo avanza velocemente. Tutto concorre all’ unificazione totalitaria e globalizzatrice del “figlio della perdizione”.
Ecco il successo del progressismo: il cristianesimo si sta secolarizzando o ateizzando. Come si debbano adempiere, in questa “età cabalistica”, le promesse dell’aiuto dello Spirito divino alla Chiesa e come si debba verificare il “Portae inferi non praevalebunt” è troppo superiore alla mente umana.
La Chiesa iniziò la sua storia come un seme minuscolo che poi diventò albero frondoso; ebbene essa può anche ridurre la sua espansione e restringersi ad una realtà molto modesta. Sappiamo che il “mysterium iniquitatis” è già all’opera; ma non conosciamo i limiti del suo potere. S. Paolo chiama ‘Apostasia universale’ questa defezione della Fede, che coinciderà con la manifestazione dell’“uomo dell’iniquità, del figlio della perdizione”. Apostasia universale appare la secolarizzazione o ateizzazione totale della vita pubblica e privata che è in corso nel mondo attuale. L’unica alternativa all’Anticristo sarà Cristo: Cristo lo annullerà “con il soffio della sua bocca” e così compirà l’atto finale di liberazione della Storia. Ma non è promessa la salvezza delle masse. Cristo salverà, invece, la sua Chiesa» (J. Meinvielle, Dalla càbala al progressismo, Roma, SFA, 1989, pagg. 349-353).
Conclusione
Sembra di essere arrivati al redde rationem! Il mondo moderno e contemporaneo stanno presentando agli uomini di Chiesa, che si erano illusi di poter dialogare con loro, il conto ed è salato, molto salato.
Delle due l’una: o “gettandoti a terra mi adorerai e ti darò tutti i beni di questo mondo” (Lc., IV, 7) oppure ti metterò in Croce. Ma per il cristiano la Croce (dal latino cruciari, essere tormentato) è la via regale per il Paradiso (Imitazione di Cristo, lib. II, cap. 12).
Speriamo e preghiamo che i nostri Pastori, smarriti come gli Apostoli il Giovedì Santo, quando fuggirono tutti “collegialmente” lasciando solo Gesù nelle mani del Sinedrio, possano riscattarsi come S. Pietro che dopo aver rinnegato tre volte Gesù “pianse amaramente” e poi morì crocifisso a testa in giù sul monte Vaticano, ove riposano le sue ossa, il quale è il Gòlgota della Nuova ed Eterna Alleanza.
d. Curzio Nitoglia
14/2/2014

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