ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 10 maggio 2016

“…alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!”

A quasi cento anni da Fatima


Le apparizioni della Vergine iniziarono il 13 maggio del 1917 e ne beneficiarono tre fanciulli: Lucia di dieci anni, Francesco di otto e Giacinta di sette. Furono precedute da quelle di un angelo che si presentò come l’Angelo del Portogallo. La prima delle apparizioni dell’Angelo avvenne nella primavera o nell’estate del 1916, in un antro del colle del Cabeco, vicino ad Aljiustrel.
Poi iniziarono le apparizioni della Vergine. Ella si presentava su un elce, o querciolo, alto un metro o poco più. Francesco vedeva soltanto, Giacinta vedeva e sentiva e Lucia vedeva, sentiva e poteva parlare con la Madonna.
Lucia – diventata poi suora carmelitana e morta nel febbraio del 2005 – così ha descritto la Vergine: «Era una signora tutta vestita di bianco, più splendente del sole, che diffondeva una luce più chiara e intensa di un bicchiere pieno di acqua pura, attraversato dai raggi del sole più ardente. Il suo volto, indescrivibilmente bello, non era né triste, né allegro, ma serio, con un tono dolce di rimprovero».
Le apparizioni della Vergine furono in tutto sei, ogni 13 del mese, da maggio ad ottobre del 1917 (eccetto ad agosto, in quanto apparve il 17 essendo stati arrestati i veggenti in precedenza). In esse la Madonna chiese ai fanciulli se volevano offrire sacrifici in riparazione dei peccati del mondo e raccomandò loro in particolar modo la pratica quotidiana del Rosario.

Un segreto diviso in tre parti
Alle apparizioni di Fatima sono legati tre segreti, o meglio: tre parti di quello che si presenta come un unico segreto.
La prima parte viene solitamente identificata con la visione dell’inferno. In realtà va fatta una precisazione: la rivelazione dell’inferno non può essere lo svelamento di un segreto essendo la sua esistenza parte integrante della fede cattolica, piuttosto il segreto è nel fatto che la Madonna rivelò che da qualche tempo era e sarebbe aumentato il numero delle anime meritevoli  dell’inferno. Per questo arrivò a far vedere ai bambini il luogo della dannazione eterna, per far capire loro la necessità di sacrificarsi per i poveri peccatori.
La seconda parte del segreto è l’annuncio del castigo che si sarebbe realizzato a causa della diffusione del peccato, castigo che sarebbe consistito nello scoppio della Seconda Guerra Mondiale e soprattutto nella diffusione del comunismo.
La terza parte (che è rimasta segreta fino all’anno 2000) riguarda la persecuzione nei confronti dei cristiani e la profondissima crisi della Chiesa.
Le apparizioni, però, si conclusero con una grande speranza, espressa dalle parole stesse della Madonna: «(…) alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!».
Il perché di Fatima: la condanna del naturalismo
Come abbiamo detto, la Vergine spiegò subìto il motivo delle sue apparizioni. Ella disse che troppe anime andavano e sarebbero andate all’inferno. Certamente anche prima c’erano anime che andavano all’inferno, ma la Madonna fece capire che da qualche tempo (e prefigurò anche il futuro) il numero delle anime che andavano all’inferno sarebbe aumentato, per cui occorreva far qualcosa per loro. Occorreva (e occorre) pregare e sacrificarsi! Ella chiese nella prima apparizione, quella del 13 maggio: «Volete offrirvi a Dio, per sopportare tutte le sofferenze che vorrà inviarvi, come atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori?». Poi disse nell’apparizione del 13 luglio: «Sacrificatevi per i peccatori e dite molte volte e in modo speciale quando fate qualche sacrificio: O Gesù, è per amor vostro, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria».
Fatima, dunque, denuncia senza equivoci l’errore naturalista che iniziava a diffondersi fortemente. Questo errore afferma che ciò che conta è solo la vita naturale, biologica… e – se non arriva a questo estremo – afferma che vita naturale e vita soprannaturalehanno comunque la stessa importanza.
La Vergine di Fatima, invece, denuncia questa prospettiva e fa chiaramente capire che l’uomo deve mirare primariamente al Paradiso. Ella dice che tutto passa e che la più grande tragedia è il peccato mortale con la conseguente perdita della Grazia. Per questo ai bambini fece vedere l’inferno: «Dicendo queste ultime parole – racconta suor Lucia – aprì di nuovo le mani come nei mesi passati, un riflesso (di luce che esse emettevano) parve penetrare la terra e vedemmo come un grande mare di fuoco e immersi in questo fuoco i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o abbronzate, di forma umana che ondeggiavano nell’incendio, sollevate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti – simili al cadere delle scintille nei grandi incendi  senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e di disperazione, che terrorizzavano e facevano tremare di paura. I demoni si distinguevano per la forma orribile e ributtante di animali speventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni di brace».
Per evitare l’inferno, la Madonna dice che bisogna far di tutto, che bisogna pregare, sacrificarsi… e anche accettare i sacrifici più inauditi. Già l’Angelo del Portogallo nelle apparizioni precedenti aveva invitato alla penitenza. Suor Lucia così racconta un dialogo tra lei e l’Angelo nell’apparizione dell’estate del 1916. L’Angelo disse: «Pregate molto! I Cuori santissimi di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici». Lucia: «Come dobbiamo fare a sacrificarci?». L’Angelo: «In tutti i modi possibili, offrite a Dio un sacrificio in atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori. Attirate così sulla vostra patria la pace. Io sono il suo angelo custode, l’Angelo del Portogallo. Soprattutto accettate e sopportate con sottomissione la sofferenza che il Signore vi manderà».
Il peccato mortale è la più grande tragedia, la sua gravità rende inutile l’effusione del Sangue di Cristo sulla Croce. Racconta ancora suor Lucia riferendosi questa volta alla terza apparizione dell’Angelo, avvenuta nell’autunno del 1916: «Appena vi giungemmo, in ginocchio, con i volti a terra, cominciammo a ripetere la preghiera dell’Angelo: “Dio mio! Credo, adoro, spero e vi amo, ecc…”. Non so quante volte avevamo ripetuto questa preghiera, quando vedemmo che su di noi brillava una luce sconosciuta. Ci alzammo per vedere cosa succedeva, e vedemmo l’Angelo con un calice nella mano sinistra e sospesa su di esso un’Ostia, dalla quale cadevano nel calice alcune gocce di sangue. Lasciando il calice e l’Ostia sospesi in aria, si prostrò a terra vicino a noi e ripeté tre volte la preghiera: “Trinità Santissima, Padre, Figliolo e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui è offeso. E  per i meriti infiniti del suo santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, vi chiedo la conversione dei poveri peccatori”. Poi sollevandosi prese di nuovo in mano il calice e l’Ostia, e diede l’Ostia a me e ciò che conteneva il calice lo diede da bere a Giacinta e a Francesco, dicendo nello stesso tempo: “Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro delitti e consolate il vostro Dio».
A Fatima la Vergine non dona ai bambini cose materiali, fa vedere l’inferno. Non assicura loro un radioso futuro su questa terra, piuttosto annuncerà loro che abbandoneranno presto questa vita per godere del Paradiso. Non chiede loro chissà quali gesti pubblici, quanto sacrificarsi e pregare in silenzio e nel segreto.

Il significato di Fatima: la rinascita della cristianità
L’essenza dei messaggi di Fatima è tutta incentrata sulla questione della sconfitta della Cristianità, cioè della civiltà cristiana.
Negli ultimi tempi il Magistero ordinario ha insistito sul dramma della separazione tra fede e cultura, che è appunto l’incapacità della fede di trasformarsi in giudizio sull’esistente e su tutti i campi della propria vita. E quindi anche la rinuncia della fede di tradursi con coerenza in strutture politiche.
Sappiamo che i luoghi delle apparizioni non sono senza significato. A Lourdes (1858) la Vergine apparve confermando il dogma dell’Immacolata Concezione promulgato quattro anni prima (1854). Lourdes è in Francia e la Francia in quei tempi si preparava ad essere il centro del positivismo che avrebbe negato il valore della libertà individuale e affermato che ogni comportamento umano scaturirebbe dal contesto sociale. A Lourdes, invece, la Madonna, definendosi Immacolata Concezione, ricordava che tutti gli uomini nascono con il peccato originale, per cui la prima riforma non è sul piano sociale bensì su quello interiore, ovvero è la conversione.
Questo per Lourdes…e per Fatima? Qual è il significato di questo luogo? Fatima è all’estremo ovest dell’Antico Continente. Alle spalle non vi è che l’oceano. Ebbene, scegliendo Fatima, la Vergine è come se avesse voluto dire ai cristiani: “non potete più indietreggiare, non c’è più spazio per farlo”. Infatti, tutto il messaggio è nella prospettiva di una riconquista sociale del Cristianesimo.
Prima le terribili parole del castigo: «La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio nel regno di Pio XI ne comincerà un’altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio vi dà del fatto che si appresta a punire il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e di persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedire tutto questo verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se si ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate, infine, il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace…».
Poi abbiamo le parole finali della Vergine: “(…) alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!”. Esse non sembrano essere prefigurazioni di un imminente fine del mondo, quanto di un ritorno del mondo a Dio, di una forte ricristianizzazione della società. Questo sulla scia di autorevoli opinioni e rivelazioni private che vanno da san Luigi Grignon de Monfort, a san Giovanni Bosco, fino a san Massimiliano Maria Kolbe e oltre.

La persecuzione… e cosa ci attenderà
Abbiamo detto che la terza parte del segreto (quello che è stata resa pubblica solo nel 2000) riguarda la persecuzione dei cristiani e la crisi della Chiesa. Leggiamo cosa suor Lucia ha scritto: «(…)abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio, qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti, un Vescovo vestito di bianco: abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre. Vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire su una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio».
Parole terribili, che parlano di una tremenda persecuzione. Ma quello che è ancora più preoccupante è la morte del Vescovo vestito di bianco, che suor Lucia dice esserle sembrato il Santo Padre. Sappiamo che l’attentato che Giovanni Paolo II subì il 13 maggio del 1981 ferì il Pontefice ma non l’uccise. In questa visione, invece, si vede chiaramente che il Papa soccombe, ma soccombe sotto colpi diversi: si parla di colpi di arma da fuoco, ma, stranamente, si parla anche di frecce.
I colpi di arma da fuoco rimandano alla persecuzione fisica, mentre le frecce rimandano ad altro. La crisi dottrinale che sta attraversando la Chiesa Cattolica è senza paragoni. In passato le crisi erano più sul piano disciplinare (certamente pericolose), ma negli ultimi tempi la crisi si configura più sul piano dell’ortodossia (ed è sicuramente più pericolosa). Il modernismo, condannato da San Pio X, purtroppo si è rivelato come una sorta di fiume carsico: è andato sottoterra, sembrava sparito, ma poi è riemerso, in maniera non sempre evidente, ambigua, ma certamente riconoscibile.
Il Santo Padre che muore anche a cause delle frecce ci fa pensare ad una questione che è difficile negare: oggi, per quanti cattolici è ancora viva l’autorità del Papa? Per quanti cattolici il Magistero è ancora vincolante e non soltanto un vago punto di riferimento?

Conclusione
A Fatima, dunque, la Vergine è venuta ad ammonirci e a farci comprendere la crisi della fede, la crisi della Vita di Grazia, la crisi della Chiesa e il dramma della società contemporanea. Il tono della Madonna è stato “serio”.
Ella, in qualità di nostra madre, è venuta a soccorrerci; soffre per il serio rischio che abbiamo di perderci, soffre per la nostra disperazione. Non tollera che possiamo gestire la nostra esistenza senza un Significato autentico, senza che rispettiamo il valore della nostra vita e quella degli altri. Addita la via che permette all’uomo di raggiungere la felicità: suo figlio Gesù. Ella ripete a noi ciò che aveva già detto ai servi delle nozze di Cana: “Fate quello che Egli vi dirà” (Giovanni 2,5).
La Vergine a Fatima si è presentata visibilmente e continua a farlo in altri luoghi della terra, in quanto, mai come in questi tempi, l’uomo ha bisogno di qualcuno che gli apra gli occhi per indicargli l’Infinito che lo attende e di cui ha dimenticato il volto.
Ebbene, questa attesa ha una risposta ed è quella della Resurrezione di Cristo, vincitore sulla morte. E questa attesa ha una speranza anche per la società civile ed è quello della Vergine che a Fatima dice: “…alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!”. Forse non avremo personalmente il privilegio di vedere il “Regno di Maria” (la società tornata alla Legge di Dio) ma ci rincuori la speranza di lavorare affinché questo possa realizzarsi. I costruttori delle cattedrali medievali iniziavano a lavorare, e lo facevano con dedizione ed entusiasmo, pur sapendo che non sarebbero stati presenti il giorno della conclusione dell’opera; li animava il desiderio di lavorare per una Verità impermeabile a qualsiasi divenire del tempo, li entusiasmava la fede di offrire il proprio operato ad un Destino che coinvolgeva totalmente la propria esistenza.
Anche a noi basti la speranza della promessa della Vergine: “…alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!”.
BY  · 10 MAGGIO 2016

Ave María


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In onore della nostra Madre Celeste

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