ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 12 maggio 2016

La battaglia continua?

Unioni civili, voto della Camera
Tutto come previsto: le unioni gay sono legge tra il tripudio dei deputati del Pd e il silenzio imbarazzato dei centristi della maggioranza. Ma la storia non finisce qui: la Lega chiede ai suoi sindaci di disobbedire, mentre oggi rappresentanti di tutti i partiti del centro-destra presenteranno un referendum abrogativo. Intanto i promotori dei Family Day preparano i "Comitati per il no" al referendum costituzionale.



Unioni civili, è legge. Ma la battaglia continua
Il ministro Boschi con coccarda
Il fatto che il via libera definitivo della Camera (371 voti a favore, 51 contrari e 99 astenuti) della legge sulle unioni civili sia stato accompagnato da un lungo applauso dai banchi del Pd e dal silenzio degli alleati centristi della maggioranza che hanno comunque assicurato il loro appoggio a questa legge, la dice molto lunga su quale sia la vera natura di un compromesso che serviva a salvare la faccia a Renzi e la poltrona ad Alfano.
«Avete contribuito a scrivere una pagina di storia. Matteo». È l'sms inviato dal premier a tutti i deputati del Pd e che fa il paio con le dichiarazioni di giubilo dei vari parlamentari dem, i quali fanno a gara a caricare mediaticamente quello che giuridicamente forse ancora non è, ovvero un vero e proprio matrimonio per le coppie omosessuali. Allora ecco che tutta la pattuglia del Pd con coccarda arcobaleno puntata sul petto parla di «storico traguardo», «innovazione che rende l’Italia più dinamica», «passo in avanti sulla strada dei diritti».
Il Job act, gli 80 euro e persino la riforma costituzionale non sono stati motivo di tanta soddisfazione da parte del Partito democratico. Maria Elena Boschi è uscita da Montecitorio per incontrare alcuni manifestanti del fronte Lgbt. Bandiere arcobaleno, applausi e selfie con il ministro; tra i fan in prima fila Luxuria, Paola Concia e altri volti noti dei movimenti organizzati del mondo omosessuale. Non è da meno la Boldrini, secondo la quale oggi la democrazia è più forte. Parole quanto meno paradossali considerando che la legge è stata approvata solo grazie a due fiducie e alla violazione di tutte le prerogative del dibattito parlamentare di cui la stessa ‘presidentessa’ avrebbe dovuto fare da garante.
In questo clima da fuochi di artificio, in questo giorno definito “di festa” dallo stesso presidente del Consiglio, passa inosservato il ruggito del topo di Maurizio Lupi: «Prendo atto con soddisfazione che Renzi dice che oggi non ci sono le condizioni parlamentari per ragionare di adozioni per le coppie omosessuali». Poco prima anche il segretario di Ncd Alfano ha provato a segnare un punticino a suo favore ricordando che lo stralcio della Stepchild adoption (adozione del figliastro) è il risultato della mediazione di Area Popolare, ma dimenticando di dire che senza il soccorso dei moderati eletti con il centro-destra il ddl Cirinnà sarebbe rimasto impantanato al Senato per via del rifiuto del Movimento 5 Stelle di votare la fiducia sul testo.
Ap nei prossimi giorni dovrà fare i conti con non pochi mal di pancia e con il voto contrario di due dei suoi deputati: Pagano (che si è autosospeso dal partito), Binetti (che ha votato sì alla fiducia e no alla legge). Nella maggioranza hanno votato contro anche il deputato della Stella alpina della Valle d’Aosta, Rudi Marguerettaz, e Gian Luigi Gigli del Centro Democratico e Movimento per la Vita Italiano.
Un altro fronte che si apre adesso è quello dei sindaci obiettori. Matteo Salvini subito dopo il voto suona il richiamo del corno: «Sindaci della Lega disobbedite». «È una legge sbagliata - ha aggiunto - anticamera delle adozioni gay». A rispondergli subito è il primo cittadino di Padova, Massimo Bitocci: «Non celebrerò mai matrimoni fra persone dello stesso sesso. Ho il dovere di servire i cittadini e di promuovere la crescita della comunità padovana, ma non mi sento obbligato ad assecondare le scelte di Renzi che, differentemente da me, non è stato eletto». «Eventuali relazioni fra coppie omosessuali – aggiunge - possono essere regolarizzate con contratti di natura privatistica. Quella sulle unioni civili è una battaglia ideologica, che, nei fatti, riguarda una porzione minima della popolazione: sul registro anagrafico delle coppie di fatto, inaugurato a Padova dalle precedenti giunte di sinistra, dal 2007 si sono iscritte solo 9 coppie di persone dello stesso sesso».
La vera partita resta però il referendum di ottobre con i promotori del Family Day che si apprestano a varare i Comitati delle ‘Famiglie per il no’ e Renzi che, tra una festa e l’altra, conferma: «Se non passa il referendum costituzionale la mia carriera politica finisce».
Intanto tutte le opposizioni di centro-destra sembrano compattarsi per l'indizione di un referendum abrogativo che verrà presentato oggi presso la sala stampa della Camera da Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi di Idea, Maurizio Gasparri e Lucio Malan di Forza Italia, Gian Marco Centinaio e Nicola Molteni della Lega, Francesco Bruni e Lucio Tarquinio dei Conservatori e Riformisti, Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli di Fratelli d'Italia, Gian Luigi Gigli e Mario Sberna di Ds-Cd, Guglielmo Vaccaro di Italia Unica e il presidente della Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi. «Medioevo» commenta la Cirinnà riferendosi all’iniziativa, «il festival della fantapolitica» rincara Renzi dimostrando ancora una volta che il voto e la democrazia sono valori assoluti solo se agitati dalla sinistra.

di Marco Guerra 12-05-2016


La Bonino spinge sull'acceleratore: "Ora avanti su eutanasia e cannabis"

L'ex ministro chiede più impegno sui diritti civili. "La destra vuole il referendum? Non hanno imparato la lezione"

Dopo il via libera alla Camera alle leggi sulle unioni civili, fortemente contestata dal centrodestra, a chiedere un ulteriore avanzamento sul tema dei "diritti civili" ci pensa Emma Bonino, che in un'intervista concessa alla Stampa chiarisce il suo punto di vista in merito.







"diritti civili non dovrebbero essere ideologici" sostiene l'ex ministro degli Esteri, che ci tiene a ricordare come "il referendum sul divorzio passò con il 52%, metà della gente era contraria" e si rattrista per "i toni volgari uditi nei giorni passati al Senato".
"C'è molto da fare - aggiunge -. L'eutanasia, la cannabis, la legge sulla cittadinanza e il diritto d'asilo". E alle destre che potrebbero proporre un referendum abrogativo rispetto alle unioni civili risponde sprezzante. "Auguri! Non ricordano la lezione del referendum abrogativo sul divorzio e l'aborto? La società ha assimilato che quanto non ci piace non va però negato agli altri".

Le unioni civili sono uno scherzo crudele. Rileggere Meneghello

di Antonio Gurrado | 11 Maggio 2016 
Monica Cirinnà (foto LaPresse)
Non voglio vederlo! Scrivo alle cinque della sera e non so se abbiano votato o non ancora, se stiano votando o ci sia bagarre, né se il popolo gioisca o insorga, né se l’aula di Montecitorio sia presa d’assedio dai più sordi e grigi fra i familideisti oppure sia diventata bivacco di manipoli arcobaleno; non voglio saperlo.

ARTICOLI CORRELATI Fine delle guerre culturali La Cirinnà? "Iniqua e incostituzionale", dicono 600 giuristi cattolici Le unioni civili sono un'arma di distrazione di massa Via libera alle unioni civili. Ecco cosa c'è da sapere sul ddl CirinnàMi sono barricato a rileggere “Libera nos a Malo”, dove Luigi Meneghello racconta uno scherzo crudele a una mentecatta: le viene fatto credere di essere vera sposa di fronte a falso sindaco e falsi testimoni, falso gonfalone e falso marito. La povera demente ci casca tutta perché, a ben guardare, il matrimonio civile è un rito indistinguibile dalla propria parodia e la semplicità della sua forma rende quello vero uguale a quello falso; mentre, scrive Meneghello, “una simile parodia del Santo Matrimonio in chiesa non sarebbe stata concepibile”.

Stamane ho letto che, per frettolosità legiferatrice, le unioni civili consentono la bigamia, non obbligano alla fedeltà e non prevedono l’aggravante dell’uxoricidio; sono pertanto un’approssimazione difettosa e deforme del matrimonio civile. A quest’ora magari saranno già legge dello Stato, ma restano pur sempre parodia di una parodia. La serietà con cui ci caschiamo, esultando o protestando, è degna della povera vittima dello scherzo crudele: testimonia quanto stiamo diventando – speditamente, inesorabilmente, pervicacemente – incapaci d’intendere e di volere.

Fine delle guerre culturali

In attesa di cattive nuove su tutti i fronti delle battaglie sulla famiglia, le unioni civili sono una cosa da educande. Il punto è: come siamo arrivati qui? Almodóvar nasce prima. Consigli di lettura alla chiesa non giudicante
di Giuliano Ferrara | 11 Maggio 2016 ore 19:57
Monica Cirinnà e Maria Elena Boschi in Aula durante la discussione sulle unioni civili (foto LaPresse)
In attesa di cattive nuove su tutti i fronti delle battaglie sulla famiglia, le unioni civili sono una cosa da educande. Il punto è: come siamo arrivati qui? Almodóvar nasce prima. Consigli di lettura alla chiesa non giudicante – di Giuliano Ferrara

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